martedì 30 marzo 2021

Multipotenziale non significa multitasking

La multipotenzialità non ha nulla a che fare con in multitasking, anche se a volte è facile cascarci...
  Hai presente quella sensazione di essere sempre indaffarata ma non soddisfatta? Nessuno lo può negare: durante la giornata sei impegnatissima, ti occupi di tante cose e passi da uno a più progetti. Eppure la sera ti ritrovi stremata e con un forte senso di inconcludenza. Magari l'hai detto anche tu: "Corro tutto il giorno e non arrivo da nessuna parte". 

Essere multipotenziale significa avere molteplici interessi e vocazioni: la tentazione di far tutto ciò che ti appassiona è costante, col rischio di passare da un'attività all'altra e a mille altre ancora in pochissimo tempo. Il multitasking è sempre in agguato, anzi a volte ti sembra l'unica soluzione per portare avanti tutti i tuoi progetti.

Cervello elettronico e cervello umano

In realtà il multitasking è la capacità dei cervelli elettronici (i computer) di eseguire più compiti complessi in simultanea: una caratteristica che il cervello umano non possiede.
  Il nostro cervello è programmato per prestare attenzione e concentrarsi su un compito alla volta: solo così può farlo bene e portarlo a termine, altrimenti è come non fare nulla. Infatti le attività cognitive – come concentrarsi, apprendere, ricevere ed elaborare informazioni – richiedono un grande sforzo da parte del cervello e un grande consumo di energia mentale.
  Puoi respirare, camminare, sbattere le palpebre e deglutire (cioè eseguire operazioni apprese e abituali che vanno in automatico) mentre impari qualcosa di nuovo, ma non puoi studiare, risolvere un problema sul lavoro e partecipare a una discussione contemporaneamente.

Saltare è sprecare

Quello che fai non è multitasking ma rimbalzare da un compito all'altro: in questo modo le attività che  interrompono le precedenti diventano distrazioni! C'è una grossa differenza tra multitasking e saltare da una cosa all'altra, e saperlo ti può aiutare ad arrivare a fine giornata soddisfatta invece di stremata.
  Pensa solo a questo: secondo uno studio scientifico statunitense, ogni volta che cambi attività per un'altra, perdi in media dai venticinque ai ventuno minuti prima che il cervello riesca a recuperare ogni compito interrotto durante la giornata. Se moltiplichi questa cifra per ogni passaggio da un progetto all'altro, ti accorgi dell'enorme perdita di tempo, attenzione ed energia mentale.
  In più, darsi da fare senza ottenere risultati è una situazione davvero stressante e sotto stress il nostro cervello lavora con ulteriore fatica... Insomma, è un vero circolo vizioso.

L'attenzione e l'energia mentale sono risorse personali e rinnovabili: quando si esauriscono, puoi fermarti per "ricaricarle" e farne scorta. Certo, sarebbe meglio non arrivare mai al punto di prosciugarle, perché la ricarica diventa sempre più lunga e faticosa (esperienza di vita vissuta, ehm).
  Il tempo invece, è una risorsa esterna e non rinnovabile: quando si esauriscono le ventiquattro ore quotidiane, bisogna aspettare il giorno dopo per averne altre. Prendersene cura, usarlo con attenzione ed evitare il più possibile ogni forma di spreco è l'unico modo per esserne sempre ricchi.

La consapevolezza ti aiuta a prendere le giuste decisioni e a comportati nel miglior modo possibile. Per esempio, puoi iniziare a segnare in agenda due attività preferite al mattino e due al pomeriggio (invece di tutte quelle che ci stanno!), scegliere quanto tempo dedicare a ciascuna e concentrarti solo ed esclusivamente su quella del momento.
  Fare una cosa alla volta è una regola che viene dal buon senso; e imparare a non dissipare le risorse personali (preziosissime ma, ahimè, dimenticate) è un altro modo per prenderti cura di te. Così arrivi a fine giornata magari stanca ma non distrutta, di sicuro soddisfatta dei tuoi risultati e piena di fiducia nelle tue capacità.

Multipotenziale non significa multitasking


martedì 23 marzo 2021

Quattro tipi di multipotenziali e il loro rapporto col tempo

Non esiste un metodo universale per organizzarsi nel tempo, ma tanti quante sono le persone: gli strumenti e le tecniche sono gli stessi, ma cambia la strategia. 
  Allo stesso modo, non esiste un metodo universale per i multipotenziali che desiderano organizzarsi nel tempo, perché questa nostra caratteristica cambia da persona a persona e anche nel tempo.

Esistono, però, dei problemi organizzativi comuni: accumuliamo troppi impegni e non sappiamo come gestirli; non riusciamo a trovare l'equilibrio tra progetti in corso, la voglia di esplorare le novità e i doveri quotidiani; facciamo fatica a fare progressi nelle nostre attività. Come conseguenza perdiamo tempo prezioso, consumiamo troppe energie, e la frustrazione a lungo andare si trasforma in stress.
  Tutti abbiamo bisogno di:

  • trovare il tempo per ogni attività (anche quelle meno entusiasmanti di tutti i giorni);
  • riconoscere le nostre priorità;
  • gestire le giornate e gli impegni;
  • mantenere la concentrazione;
  • usare bene le energie fisiche e mentali;
  • trovare l'equilibrio tra il bisogno di esplorare nuovi mondi e il desiderio di fare progressi nei progetti.

Oltre ai problemi comuni ce ne sono anche di individuali: dipendono dal grado di varietà, significato e sicurezza economica che ciascuno cerca nella propria vita per esprimere pienamente la propria personalità.
  Emilie Wapnick nel suo libro Diventa chi sei, dopo aver intervistato decine di multipotenziali, ha individuato quattro modelli "felici" di carriera lavorativa ideale, caratterizzati da un misto diverso di varietà, significato e sicurezza.

Quattro tipi

Abbraccio di gruppo (Hug in inglese)
Un'unica carriera multidisciplinare che abbraccia (appunto) più interessi nello stesso tempo. In questo modo riesci a dare sfogo al tuo bisogno di varietà, di denaro e di valore con un unico lavoro multisfaccettato.

Alternanza (Slash in inglese)
Due o più lavori a orario ridotto alternati con regolarità, che assicurano la giusta dose di libertà e flessibilità. Così riesci a soddisfare i tuoi bisogni fondamentali con la somma delle diverse attività, che nulla hanno in comune tra loro.

Einstein
Un solo lavoro a tempo pieno che dà sicurezza economica e lascia tempo ed energie per dedicarsi alle passioni. Per te la stabilità è più importante della varietà, perché ti permette di mantenere i tuoi interessi per puro piacere.

Fenice
Un solo lavoro per mesi o anni, per poi cambiare e ricominciare in un settore diverso. Il tuo bisogno di varietà è soddisfatto nel lungo periodo ed è meno importante del bisogno di significato. Ti piace approfondire una materia per volta e sei il multipotenziale più "specialista".


Sono modelli flessibili, adattabili a ogni personalità e a ogni fase della vita, e spesso sono mischiati tra loro a formare un numero infinito di varianti. Per esempio, di fondo sono una Fenice con forti tendenze Abbraccio e Alternanza, e ogni tanto sogno di essere Einstein!
  Ogni tipo ha delle esigenze organizzative peculiari, dovute proprio al lavoro svolto e di conseguenza alla gestione dei diversi impegni nel tempo.
  1. Uno dei problemi più sentiti dall'Abbraccio è la sovrapposizione di più ruoli contemporaneamente e dei relativi impegni, col rischio di saltare da un'attività all'altra e perdere tempo.
  2. Per l'Alternanza è fondamentale programmare con attenzione le attività lavorative ed extra lavorative per avere una mappa delle giornate.
  3. L'Einstein ha bisogno di scegliere con attenzione gli interessi cui dedicarsi nelle ore extra lavorative, secondo la loro priorità e il loro livello d'impegno.
  4. Per la Fenice è importante rispettare gli orari di lavoro e le pause (brevi e frequenti) per non esaurire le energie, e prepararsi al cambiamento. 

Conoscere come sei e che valore dai alla molteplicità di interessi, alla tranquillità economica e al senso profondo che vuoi dare alla tua vita è un ottimo punto di partenza per migliorare il tuo rapporto col tempo.
  Ci sono multipotenziali molto organizzati in alcuni aspetti della loro vita (il lavoro oppure la famiglia), altri invece affatto organizzati e un po' "ribelli": per tutti però l'organizzazione di sé nel tempo è fondamentale per fare ciò che conta e vivere ogni giorno con serenità e soddisfazione.

P.S. Nelle prossime settimane approfondirò le caratteristiche del rapporto col tempo e le soluzioni ai problemi organizzativi di ogni tipo di moltipotenzialità, un articolo alla volta.

Paroladordine organizzazine eorsonale multipotenziali e tempo


martedì 16 marzo 2021

Quando il bisogno di varietà diventa distrazione

Immagina di essere golosa e di aver deciso di seguire un regime alimentare equilibrato e sano: alla televisione parte la pubblicità delle uova di Pasqua e ti vien voglia di cioccolato; sai che nel frigorifero c'è un pacchetto di salame e ti vien voglia di farti un panino; in panetteria i dolci attirano la tua attenzione e ti vien voglia di assaggiarli tutti e mangiarne finché sei piena.
  Riesci a resistere a queste tentazioni

Due tipi di distrazioni

Le distrazioni sono come le tentazioni: vorresti mantenere la tua attenzione su ciò che stai facendo, ma ti inducono a pensare ad altro!
  Esistono due tipi di distrazioni:
  1. le distrazioni esterne, che provengono dall'ambiente in cui ti trovi e dalle persone che ti circondano. Per esempio: il martello pneumatico dei lavori in cortile, il trillo del telefono, la musica ad alto volume dei vicini, lo squillo del citofono, le richieste di famigliari e colleghi. Sono come la voglia di cioccolato, le puoi gestire eliminandone le fonti (tappi per le orecchie, modalità silenziosa, avvisi di non interrompere);
  2. le distrazioni interne, cioè le tue sensazioni, le tue emozioni, i tuoi pensieri. Per esempio: sentir freddo o caldo, provare rabbia, ansia o noia, seguire ricordi, nuove idee, aspettative, sogni. Sono come la voglia di salame, ci vuole autocontrollo per imparare a gestirle (concentrarsi, praticare la mindifulness, allenare l'attenzione selettiva).

Più uno

Esiste un terzo tipo di distrazione, tipica dei multipotenziali: la voglia di conoscere tutti gli argomenti possibili, man mano che ti vengono incontro. È come la voglia di assaggiare tutti i dolci in pasticceria.
  Queste distrazioni derivano direttamente dal tuo bisogno di varietà, cioè di sperimentare sempre nuovi interessi e materie: cambia da persona a persona, e va dagli interessi simultanei portati avanti tutti nello stesso tempo, agli interessi sequenziali seguiti uno alla volta, con tutte le variabili possibili nel mezzo.

Sono sicura che hai già provato come ci si sente a esser distratti dalla propria voglia di conoscenza. Funziona più o meno così: mentre stai leggendo un articolo, trovi una nota in cui si fa riferimento a uno studio particolare, l'argomento ti incuriosisce e decidi di cercare l'articolo; lo trovi, lo scarichi sul computer e inizi a leggerlo; finché non incontri un'altra nota... Moltiplica tutto per almeno cinque volte e alla fine della giornata ti ritrovi con il primo articolo, più tre libri (già acquistati via internet), altri due articoli (già scaricati e letti) e mille stimoli in testa.

Le distrazioni ti impediscono di fare progressi nei tuoi progetti

Ormai l'hai capito, per noi multipotenziali le cose sono sempre un po' più complicate: per noi essere produttivi non significa solo riuscire a fare più cose in meno tempo, ma riuscire anche a fare le cose giuste in questo momento e tenere conto del nostro bisogno di varietà e di abbandonarle appena raggiungiamo un certo grado di approfondimento. Significa trovare il nostro sistema, flessibile quanto basta per assecondare l'evoluzione della nostra multipotenzialità.

Quando il bisogno di varietà diventa distrazione? Quando non riesci a gestirlo.
  È come se ogni tentazione cui dai retta si prendesse un pezzo di te, col rischio di disperderti e di avere in testa solo una gran confusione. Per evitare che questo accada ti lascio questi consigli, potrebbero esserti utili:
  • segui la regola "una cosa alla volta". Abituati a concentrarti su un interesse per volta, per il tempo che decidi tu: otto ore al giorno, una settimana intera oppure solo venticinque minuti. Solo tu puoi trovare la formula giusta per te;
  • trova i tuoi progetti prioritari. Lo so, all'inizio ogni progetto sembra essere il più importante della tua vita! In realtà l'importanza è relativa e dipende dagli obiettivi che hai oggi e dai risultati che vuoi ottenere adesso;
  • chiediti di che cosa hai bisogno davvero. Sei sicura che tutti i tuoi interessi siano in linea con i tuoi obiettivi? Oppure alcuni sono semplici distrazioni che ti allontanano dai tuoi progetti prioritari? Lascia che questi diventino importanti in un altro momento;
  • non lasciarti distrarre da altro. Prima di cedere alle tentazioni, ricordati che c'è varietà anche in un solo progetto. E se questa non ti basta, trova del tempo per esplorare le novità: fai in modo che non siano distrazioni, ma veri e propri appuntamenti di perlustrazione.

Alle distrazioni (e alle tentazioni) si può resistere, basta avere le idee chiare, sapere dove vuoi arrivare e concederti ogni tanto il piacere di vagabondare tra un'informazione e l'altra. L'importante è che tu lo faccia sempre con consapevolezza.

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martedì 9 marzo 2021

Scegliere non significa rinunciare

Ero nella mia camera con vista sul cortile, a Milano. Guardavo il sole giocare con le ombre e mi chiedevo cosa fare: mi mancava solo la tesi e già lavoravo come archeologa, l'affitto scadeva ed ero indecisa se cercare un altro appartamento in città oppure tornare sul Lago Maggiore. Dovevo rinunciare alla libertà di Milano o alla bellezza del lago?
  Poi, all'improvviso, ho avuto un'illuminazione: non dovevo rinunciare a nulla, ma solo fare una scelta. Da quel giorno ho smesso di rinunciare e ho iniziato a scegliere con coscienza: basta sostituire un verbo con l'altro e tutta la prospettiva cambia.

Tanti (troppi!) progetti

Questa consapevolezza mi ha aiutata nella mia vita da multipotenziale, anche quando non sapevo di esserlo. Noi multipotenziali amiamo immergerci in nuove materie per farle nostre e ogni stimolo è una tentazione difficile da ignorare. La scintilla diventa interesse, l'interessa si trasforma in progetto e ci ritroviamo con due, tre, quattro progetti che rapiscono la nostra mente (e pure il cuore). 
  Tanti progetti si traducono in tanti impegni, da sommare a tutti gli altri: non riusciamo a starci dietro né a fare progressi e questo ci demoralizza, fa fiorire mille sensi di colpa e di inadeguatezza.

Non si può far tutto

Emile Wapnick nel suo libro Diventa chi sei lo afferma con candore:

«Siamo capaci di tantissime cose, ma probabilmente non di farle tutte insieme. E (meglio che tu ti sieda, ora) non riusciamo a fare letteralmente tutto quello che vorremmo.»

Anche perché la nostra vita non è fatta solo di curiosità, conoscenza e progetti; ci sono anche la casa, la famiglia, la cura di sé, i cosiddetti doveri, gli impegni meno entusiasmanti, il lavoro noioso-ma-necessario... C'è un'intera vita là fuori, che vale la pena vivere appieno.

Priorità

La Wapnick suggerisce di dividere i progetti in due tipologie: i progetti prioritari, che ti entusiasmano e stai già portando avanti, e i progetti in attesa dietro le quinte, che ti entusiasmano ma non hai ancora iniziato. Concentrati su pochi progetti prioritari, compatibilmente con le altre priorità della tua vita, tra cui alcune cose noiose di tutti i giorni. Per esempio, non amo fare le pulizie ma per me è importante vivere in un ambiente sano, perciò dedico del tempo ogni giorno al riordino e alle pulizie di casa, prima di tuffarmi nelle cose che amo. Ognuno di noi ha priorità diverse e solo tu puoi conoscere le tue.

Non rinunciare, scegli

Per me rinunciare ha sempre avuto un'accezione negativa: significa cedere, rifiutare, evitare qualcosa di tuo, implica una separazione e una perdita, più o meno dolorose. A scegliere, invece, do un senso positivo: perché riconoscere la cosa più adatta per te sottintende l'inizio di qualcosa di nuovo, una proposta di miglioramento, una soluzione.
  Quando ti trovi davanti a un ventaglio di possibilità e di progetti, non rinunciare ad alcuno di loro ma scegli con consapevolezza e responsabilità quali e quanti portare avanti: non scarti nulla, ma cogli i migliori, per te adesso.

Paroladordine organizzazione personale per multipotenziali scegliere non significa rinunciare

martedì 2 marzo 2021

Le interviste ai PO: Marika Menarello di Casa Poetica

Oggi ritorno con le interviste ai PO per presentarti Marika (Maky) Menarello, collega e amica. Alcuni la conoscono  anche come la donna in rosa, perché lo sfoggia dalle punte dei capelli fino alle virgole dei suo blog, colei che trova sempre un motivo per sorridere e si commuove per l'entusiasmo, i valori e le persone dagli occhi luminosi.
  Maky è una professional organizer specializzata in decluttering, riordino e organizzazione degli spazi domestici, con una passione particolare per l'armadio. Ha chiamato la sua attività Casa Poetica perché una casa organizzata è come la poesia: con una struttura, ordinata e armoniosa.

Ci conosciamo da almeno cinque anni e in questo periodo ci siamo formate, confrontate e siamo cresciute professionalmente. Ognuna di noi ha trovato la sua strada, i suoi interessi e il suo stile, eppure entrambe abbiamo gli stessi valori: crediamo che l'organizzazione personale sia un modo per prendersi cura di sé, per vivere con leggerezza e dedicarsi alle cose che contano davvero.
  Insieme abbiamo ideato il corso Armadio&Agenda per aiutarti a ri-conoscere, apprezzare e ottimizzare il tuo spazio e il tuo tempo: perché, se non hai una buon rapporto con loro, ogni giorno diventa sempre più difficile e i motivi di stress si moltiplicano. Un armadio e un'agenda organizzati, invece, ti aiutano a fare chiarezza, prendere le decisioni giuste e avere cura delle cose (oggetti, impegni e pensieri) davvero importanti per te.

Ti lascio alle parole di Maky.

Come sei arrivata a fare quello che fai oggi?
Potrei raccontarti la storiella della bambina che metteva in ordine le barbie, oppure aiutava le amiche a sistemare l'armadio, ma sono arrivata al professional organizing dopo aver scoperto sulla mia pelle quanto sia importante vivere in un ambiente che ti fa stare bene e ti facilita la vita.
  Vent'anni nel mondo del commercio al dettaglio hanno affinato la mia naturale predisposizione all'organizzazione e all'ordine ma, soprattutto, mi hanno messo in relazione con le persone. Quelli che erano consigli su come gestire i capi di abbigliamento acquistati in. negozio di sono trasformati in un secondo lavoro. E poi, da lì, è stato un crescendo, fino alla scommessa su me stessa: diventare professional organizer a tempo pieno.

Qual è il tuo perché e per chi fai quello che fai?
Sono una donna in rinascita e lo sono da quando ho capito che solo lasciando andare certe zavorre avrei potuto spiccare il volo. Le persone con cui lavoro sono per buona parte donne che hanno deciso di riprendere in mano le redini della propria vita, iniziando dagli spazi di casa. Sono persone che, a un certo punto, hanno capito quanto sia importante volersi bene e circondarsi di ciò che le rende felici. Sai una cosa? Credo che le donne in rinascita si riconoscano dalla luce che hanno negli occhi.

Quali sono i tuoi progetti a breve e lungo termine?
Mi piace l'idea di far crescere la mia professione attraverso una comunicazione adeguata, che aiuti realmente a far capire i benefici di un buon decluttering e di un riordino funzionale, perciò investo tanto nella mia formazione personale. Mi piacerebbe creare un'azienda che fornisca consulenze per il benesse personale e della casa a 360°, collaborando con professioniste di vari settori, perché credo fortemente nel potere della condivisione e dell'unione di competenze. Per ora, però, è davvero una cosa lontana.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Sparo alto, anzi: altissimo! Ne ho tre, perché sono golosa (li dico per la prima volta, sono talmente giganti che ho quasi paura a raccontarli):
  1. scrivere un libro
  2. parlare sul palco del Ted
  3. (non ridere) andare ospite di Oprah e avere un confronto in diretta con Marie Kondo
Ok, li ho detti!


Visita il suo sito internet e il suo profilo Instagram per conoscerla meglio e seguire le sue storie in rosa, e il collegamento alle informazioni del corso Armadio&Agenda per saperne di più. 


Paroladordine Intervista a Maky di Casa Poetica

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