martedì 14 settembre 2021

Batching per multipotenziali: più risultati nei tempi giusti (i tuoi)

Sono tanti gli strumenti e le tecniche per migliorare la tua produttività, cioè per fare progressi nella vita quotidiana e nei tuoi progetti senza sprechi di risorse – soprattutto di tempo e di energie. Tra tutti prediligo le tecniche di timeboxing ("scatole di tempo") per gestire i progetti, e di timeblocking ("blocchi di tempo") per gestire gli impegni quotidiani. Il batching è una di queste.

BATCHING

Batching è un verbo inglese che significa "raggruppare", ma rende molto bene l'idea se tradotto con la locuzione "in serie". Quando fai batching, stai raggruppando un insieme di attività per svolgerle in serie, cioè una dopo l'altra senza interruzioni, in un determinato periodo di tempo.
  Ho incontrato questo termine per la prima volta mentre leggevo il libro 4 ore alla settimana di Timothy Ferriss.

Le attività svolte in serie devono avere delle caratteristiche precise:

  • categorie – Fanno parte della stessa tipologia, cioè sono simili tra loro. Per esempio, scrivere testi per un blog, una rivista o Instagram;
  • risorse – Hanno bisogno degli stessi strumenti, materiali e supporti per essere svolte. I testi sono scritti su computer, altri dispositivi elettronici o quaderni, con tastiere di ogni genere e tipo, penne o matite;
  • tempo – Sono svolte in intervalli di tempo precisi e dedicati solo ed esclusivamente a una tipologia di attività. La scrittura dei testi, per esempio, avviene ogni primo lunedì del mese, per sei ore di seguito.

Con il batching migliori la tua multi-produttività, elimini lo stress, fai chiarezza nelle idee e aumenti la tua soddisfazione personale. Soprattutto ti aiuta a instaurare delle buone abitudini:
  • una cosa alla volta – Limiti le distrazioni, perché sai che in quelle ore lavori solo a quello, ed eviti di interrompere ciò che stai facendo per fare altro;
  • focus – Mantieni alta la concentrazione, perché il tuo cervello è impegnato in un unico tipo di attività e quindi non richiede uno sforzo per cambiare;
  • intenzione – T'impegni per finire il tuo compito entro quel lasso di tempo, perché l'hai stabilito a priori e sai che alla fine otterrai un certo risultato;
  • stima del tempo – Ti alleni a calcolare quanto tempo ti serve per svolgere un tipo di attività, perché ti è utile in futuro non solo per pianificare, ma anche per valutare miglioramenti.

BATCHING E MULTIPOTENZIALI

Questa tecnica è perfetta per noi multipotenziali, perché si adatta ai diversi livelli di varietà di cui abbiamo bisogno. Te lo spiego meglio con un esempio, cioè come utilizzo il batching durante la settimana e le singole giornate.
  Il mio livello di varietà è di tipo misto, direi "lento con brio": sono un tipo Fenice, quindi per certi aspetti il mio bisogno di varietà è molto calmo, ma fare ogni giorno le stesse cose m'intristisce, perciò cambio spesso. Per ora il metodo che funziona con me è questo:
  • divido ogni giorno in due parti, una per il lavoro "dietro le quinte" e una per il lavoro "vero" e lo studio. Di solito al mattino scrivo testi, fotografo, programmo, progetto, pianifico, mentre nel pomeriggio lavoro con le clienti e faccio ricerca;
  • dedico ogni giorno della settimana a una categoria di attività e a un progetto diversi. Di solito il lunedì è per la scrittura dei testi e il progetto Tempo, il martedì per incombenze varie e il progetto Multipotenzialità, il mercoledì per grafica, programmazione e il progetto Paroladordine, il giovedì per il progetto Archeo-turismo, il venerdì per la burocrazia e il progetto Mindfulness.

Ti faccio un altro esempio: Sara (il nome è inventato), nel pomeriggio quando torna dal lavoro e nel fine settimana, ha molti progetti da portare a vanti, tra corsi, un nuovo diploma e attività creative. Vorrebbe farli tutti ma, a parte quelli organizzati da altri con orari ben definiti, non sa da quali iniziare, entra in confusione e le sembra di non avere tempo per nulla. Le ho suggerito qualche tecnica di timeblocking, finché ho visto i suoi occhi illuminarsi mentre le spiegavo come utilizzare la Tecnica del Pomodoro: Sara ha un bisogno di varietà molto rapido e l'idea di dedicarsi ogni giorno ai vari progetti per solo venticinque o cinquanta minuti per ciascuno l'ha fatta sentire bene.

Lo ripeto sempre, perché è molto importante: ogni persona multipotenziale è diversa dalle altre. Si può identificare con una tipologia predominante (Abbraccio, Alternanza, Einstein o Fenice) e al contempo riconoscersi in varie combinazioni e sfaccettature che la rendono unica.
  Ogni multipotenziale ha il suo ritmo (da lento a veloce), il suo livello di varietà (da simultaneo a sequenziale), un contesto e delle circostanze attuali (cioè valide solo adesso o nell'immediato futuro) ed esigenze occasionali.

Perciò per trovare il tuo batching ideale, ti suggerisco di provare e tentare vari intervalli di tempo e, se è il caso, mescolarli tra loro (come faccio io): un giorno intero al mese (più o meno sei o otto ore di fila), oppure una diversa categoria di attività per ogni giorno della settimana o, ancora, mezza giornata. Dipende dal tipo di compiti da svolgere, da quanto durano, da quanta energia ti richiedono per farli in serie e dal tuo multi-ritmo.
  Se ti piace sperimentare, trovare la tua soluzione organizzativa è un'ottima occasione per farlo. Non te ne pentirai: il batching è un buon sistema per migliorare la tua produttività, ottenere i risultati che desideri in ogni tuo progetto e raggiungere i tuoi obiettivi con serenità, senza perdere tempo né concentrazione.

Preferisci una guida che ti accompagni in questa ricerca? Dai un'occhiata alla mia consulenza Flora, è fatta per te!


Batching per multipotenziali: più risultati nei tempi giusto (per te) | Paroladordine

martedì 7 settembre 2021

Priorità: prima il piacere o il dovere?

Hai mai fatto una classifica delle tue priorità?  Tra passioni, progetti, benessere personale, famiglia, ricerca "folle e disperata", entusiasmi, intuizioni, pulizie e burocrazia, cosa metti al primo posto?
  Probabilmente solo al pensiero ti gira la testa e ti si chiude la gola... Eppure avere una graduatoria delle cose importanti ti aiuta non solo nella vita di tutti i giorni ma anche con i multi-progetti, ed è il primo passo verso una relazione appagante con il tuo tempo.


DUE CATEGORIE

Finora ho conosciuto solo una persona in grado di riconoscere le proprie priorità con certezza e affrettarsi ad agire di conseguenza (credo faccia parte di quella piccola percentuale di nati organizzati, la cui vita è più facile già in partenza). La maggior parte della gente, invece, deve sforzarsi per individuarle e metterle in pratica.
  Per noi multipotenziali, poi, la fatica è doppia, perché le nostre priorità sono di due tipi diversi, dobbiamo portarli avanti entrambi e decidere, di volta in volta, quali valgono di più per noi in quel periodo particolare.

Da una parte abbiamo le priorità della vita quotidiana, i cosiddetti doveri.
  Sono tutte quelle attività che hanno a che fare con tre momenti importanti della nostra giornata: il lavoro, il divertimento e il riposo. Possono essere più o meno piacevoli, e a volte cose che ci sono sempre piaciute iniziano a tediarci, e viceversa.
  Rientrano in questa macro-categoria:

  • il benessere personale - Dalla meditazione allo strucco serale, passando per la lettura, il corso di inglese, il lavoro a maglia, la ginnastica posturale, la scelta di cibi salutari, il ballo sfrenato, gli esami del sangue, l'ozio e il sonno ristoratore;
  • gli affetti - Dalla famiglia agli amici del cuore, passando per gli impegni dei figli, le feste con famigliari e parenti, la cena mensile con le ex compagne di classe, il giro di negozi con l'amica, la camminata nei boschi con i canidi, le emergenze, le telefonate, i giochi;
  • la cura della casa - Dai cuscini sul divano alle imposte da pagare, passando per le verdure dell'orto da innaffiare, i vestiti lavati da stendere, le raccomandate da ritirare alle Poste, il profumo dei sacchetti di lavanda, la lavastoviglie da svuotare, i quadri da appendere;
  • gli impegni lavorativi - Dalle piccole vittorie agli incontri con il commercialista, passando per la formazione continua, i colleghi, le sfide, i problemi da risolvere, la cancelleria, la contabilità, la gestione dei documenti di carta e virtuali, la monotonia logorante, i progetti entusiasmanti, l'agenda da personalizzare, gli evidenziatori color pastello.

Dall'altra parte abbiamo le priorità multipotenziali, i cosiddetti piaceri.
  Sono tutte quelle attività tipiche del nostro modo di essere, nate da tanti interessi, una forte curiosità, l'insaziabile voglia di conoscere e imparare, la capacità di unire più cose in qualcosa di nuovo e originale. Sembrano tutte estremamente piacevoli ma, se indisciplinate, si trasformano in impegni che si accumulano di giorno in giorno, ci rubano il tempo e il sorriso.
  Fanno parte di questa macro-categoria:
  • l'esplorazione libera - Ovvero il lasciarsi andare alla sana curiosità, al piacere di incontrare, fare la conoscenza e apprezzare nuovi argomenti;
  • le intuizioni - Sono le idee che nascono nei momenti di quiete, al mattino appena sveglia o quando sei al massimo del risparmio energetico, frutto improvviso di connessioni tra tutti gli argomenti incontrati;
  • i progetti - Quelli prioritari, i "prima o poi, forse", qualche "mai più", tutti allo stesso modo nati dalle innumerevoli idee;
  • la creatività - Innata, anche quando pensi di non averla, sfogo e realizzazione di una parte importante della tua personalità.

PRIMA IL PIACERE O IL DOVERE?

Non esiste un'unica classifica valida per tutti, ognuna di noi ha la sua personale. Che, tra l'altro, cambierà col tempo e secondo le circostanze, le necessità e i desideri del momento.
  Una cosa però ho notato – innanzitutto in me stessa, poi anche in altri multipotenziali: tendiamo ad anteporre i piaceri ai doveri. Il nostro modo di essere ne è appagato, ci spinge a dare più valore alla seconda categoria e noi fatichiamo a resisterle. Così ci ritroviamo a fare tutti il resto in fretta e furia, in bilico tra nervosismo e senso di colpa, senza nemmeno viverlo per quello che è: la vita, fatta di piccole e grandi cose, alcune piacevoli e altre meno, tutte degne della nostra attenzione.

In generale il mio consiglio è:
  • nel tuo programma giornaliero inserisci prima le priorità della vita quotidiana, perché costituiscono la base della tua vita. Se stai bene, se vivi in un ambiente sano e accogliente, se ti diverti con le persone che ami, se al lavoro tutto fila liscio (il più possibile), la vita sarà più leggera, la mente più serena e avrai più tempo da dedicare alla tua multipotenzialità;
  • solo dopo aggiungi le priorità multipotenziali, perché hanno bisogno di tempo e di cura. È meglio dedicarsi per un'ora intera all'esplorazione di nuovi mondi con tranquillità, invece di rubare decine di minuti ad altre attività necessarie e imprescindibili con la "coscienza sporca". Le attività multipotenziali sono vitali per noi, meritano tutta la nostra attenzione e serenità;
  • il riposo è una priorità della vita quotidiana, quindi non barare e inseriscilo subito nel tuo programma giornaliero!
  • scegli il tempo giusto per ciascuna attività secondo lo sforzo richiesto per svolgerle, così distribuisci le tue energie nell'arco della giornata e porti avanti più cose senza esaurirti.

Quindi, per me, prima i doveri e poi i piaceri. Poi, se i doveri li chiamassimo voleri, tutto sarebbe più facile: "Voglio mangiare in modo corretto e sano per vivere una vita lunga e appagante" suona meglio di "Devo eliminare dolci e formaggi perché me l'ha detto il cardiologo". Le priorità della vita quotidiana, in fondo, sono un insieme di attività che ci permettono di vivere bene come persone, giorno dopo giorno, da sole e insieme agli altri.
  Prova a stilare la tua classifica delle priorità, segui il mio consiglio oppure il tuo intuito: in ogni caso, ti aiuterà a fare più chiarezza tra le idee, a perdere meno tempo ogni giorno, a stressarti di meno, a essere più concentrata su qualsiasi cosa tu stia facendo e a ottenere più risultati. Nei multi-progetti e nella vita di tutti i giorni.

Se ti ho incuriosita e pensi di aver bisogno di una mano a farla, dai un'occhiata ai miei servizi: sarò felicissima di aiutare un'altra multipotenziale a trovare il tempo per realizzare i suoi progetti e migliorare il mondo!

Priorità: prima il piacere o il dovere? | Paroladordine


martedì 31 agosto 2021

Ti consiglio una serie televisiva: Le guide di Headspace - meditazione

Oggi ti consiglio una serie televisiva: Le guide di Headspace - meditazione. La trovi su Netflix ed è una serie di otto puntate di una ventina di minuti ciascuna.
  Ogni puntata tratta un tema diverso su cui meditare e insieme sono un percorso per coprire i diversi aspetti della meditazione e i suoi benefici per il nostro cervello e il nostro corpo: Come iniziare, Come imparare a lasciare andare, Come innamorarsi della vita, Come gestire lo stress, Come essere gentili, Come gestire il dolore, Come gestire la rabbia, Come sfruttare il proprio potenziale illimitato

Headspace è una società britannica di meditazione guidata tramite piattaforme digitali, fondata da Andy Puddicombe e Richard Pierson. 
  Andy Puddicombe ha studiato per anni meditazione in Asia, dove è stato ordinato monaco buddista; quando è tornato nel Regno Unito, ha reso accessibile la meditazione a più persone possibile prima come consulente privato, poi con Headspace. Oggi è un autore, un oratore e un insegnante di meditazione e di mindfulness.

Puoi seguire gli episodi in più modi: con le orecchie, ascoltando la voce del narratore (in lingua originale, Andy Puddicombe) che spiega la teoria (supportata da studi scientifici) e guida gli esercizi di meditazione; con gli occhi, osservando i bellissimi disegni animati che raccontano e danno forma alle parole; con la mente, praticando gli eserceizi; con il corpo, chiudendo gli occhi e rilassandoti; con curiosità, provando  in prima persona cosa sia la meditazione.

Mi piace proprio per questo: la possibilità di seguire più volte la serie e ogni volta in maniera diversa.
  E anche perché è un avvicinamento semplice e piacevole alla meditazione, soprattutto se sei curiosa, l'argomento di interessa e vuoi capire se la meditazione e la mindfulness fanno al caso tuo. 

Te lo consiglio perché la meditazione e la mindfulness sono utili per noi multipotenziali: aiuta a calmare i pensieri e a fare chiarezza nelle idee, a ridurre lo stress e l'ansia, a mantenere la mente serena e a coltivare la creatività.
  Come dice Andy Puddicombe: "La meditazione ci permette di osare e andare oltre, fuori dalla zona di confort, e considerare il nostro potenziale nel mondo."


Ti consiglio una serie televisiva: Le guide di Headspace - meditazione | Paroladordine

martedì 24 agosto 2021

Ti consiglio un film: Questione di tempo

Oggi ti consiglio un film: Questione di tempo, scritto e diretto da Richard Curtis, sceneggiatore, regista e produttore britannico.
  Ho una vera passione per i film, le serie tivù e i libri che trattano di tempo in ogni sua forma, e mi diverto a scovarne sempre di nuovi. Ho scoperto Questione di tempo questa primavera e me ne sono subito innamorata (che dalle mie parti significa: l'ho visto almeno un paio di volte di seguito).

Racconta la storia di Tim, un giovane che scopre dal padre che gli uomini della sua famiglia hanno il potere di viaggiare nel tempo, ma solo nel passato e non nel futuro. Il padre l'ha usato per stare di più con la sua famiglia e leggere tutti i libri. Tim, invece, ha deciso di usarlo per trovare l'amore, cogliere le occasioni e correggere eventuali "errori" lungo la strada.

A un certo punto il padre gli spiega la sua ricetta personale della felicità: vivere due volte lo stesso giorno, ogni giorno; la prima volta così come viene, nel bene e nel male, la seconda volta rifacendo tutto senza cambiare nulla, per gustarlo fino in fondo.

"E così mi ha svelato la sua ricetta segreta, della felicità
La prima parte del programma è fare la mia solita vita, vivendo giorno per giorno come fanno tutti.
Ma poi c'è la seconda parte del programma di papà: mi ha detto di vivere due volte lo stesso giorno, senza cambiare quasi niente.
La prima volta con tutte le tensioni e le ansie che ci impediscono di vedere quanto sia bello il mondo, e la seconda vedendolo."


Tim però va oltre e ci racconta la sua ricetta della felicità:

"E alla fine credo di aver imparato la mia ultima lezione dei viaggi nel tempo, e ho persino superato un po' mio padre.
La verità è che ora non viaggio più nel tempo, neanche pre un giorno.
Provo solo a vivere quel giorno come se avessi deciso di tornare a quel giorno, per godermelo come se fosse l'ultimo giorno della mia straordinaria, normalissima vita." 


Di questo film mi piace tutto: il tema, la sceneggiatura, la regia, la scelta degli attori, la fotografia, gli ambienti, le risate che mi fa fare (inevitabile con certi film britannici) e la commozione che mi suscita. Non solo, mi piace per il suo significato, per la lezione che insegna con la leggerezza di un sorriso.

"Viaggiamo tutti insieme nel tempo, ogni giorno della nostra vita.
Possiamo solo fare del nostro meglio per gustare questo viaggio straordinario."


Te lo consiglio perché, tra una risata e un paio di lacrime, ti permette di fermarti a pensare a una cosa importante: come vuoi vivere il tuo tempo.
  Se avessi questo potere, come lo useresti? Forse per dedicarti a più progetti contemporaneamente con serenità oppure per stare con chi ami e nel frattempo fare ciò che ami o, ancora, a trovare l'equilibrio tra piaceri e doveri.
  Soprattutto questo film ti invita a chiederti: sto facendo del mio meglio per gustare la mia vita? 


Ti consiglio un film: Questione di tempo | Paroladordine


martedì 17 agosto 2021

Ti consiglio un corso: L'agenda perfetta

Oggi ti suggerisco un corso: L'agenda perfetta. Come organizzarla e organizzare i tuoi impegni. Lo trovi qui, su Paroladordine, ed è il mio corso di tre incontri di due ore ciascuno in remoto, con un po' di teoria (q.b.), molta pratica ed esercizi da fare insieme e a casa in autonomia. 
  Ogni incontro tratta di un argomento diverso e utile per organizzare l'agenda su misura per te: (1) i calendari e le sezioni, (2) i progetti prioritari e le attività quotidiane, (3) le revisioni e i controlli periodici.

In sei ore questo corso ti aiuta a fare pace definitivamente con le agende, e a trasformare un semplice libro delle cose da fare nel tuo personale (e personalizzato) strumento per usare bene il tempo: non solo per ricordare gli appuntamenti e le scadenze, ma anche – e soprattutto – per ritrovare i tuoi ritmi, la serenità di una giornata ben equilibrata e la soddisfazione dei risultati ottenuti.
  Impari a :

  • progettarla secondo i tuoi bisogni e gusti, e realizzarla con un quaderno ad anelli (o adattare quella che hai già);
  • pianificare con agio i progetti prioritari, e programmare le attività quotidiane e settimanali lasciando spazio agli imprevisti;
  • mantenerla sempre attiva e funzionante, in modo che lavori per te (e non tu per lei).

Mi piace perché ti dà le basi per costruire una struttura organizzativa flessibile, capace di contenere la tua esuberanza multipotenziale senza limitarla. Io ti fornisco le informazioni fondamentali, tu le metti in pratica poco alla volta, e insieme ci confrontiamo con una mini-consulenza dopo due-quattro settimane dalla fine del corso.

Te lo consiglio perché, se sei della squadra "settembre è il vero inizio dell'anno", l'edizione di fine estate fa per te: inizia il 28 agosto e t'impegna solo due ore per tre sabati mattina di seguito (dalle 10.00 alle 12.00). Poi inizi questo nuovo anno organizzata, con le idee chiare sui progetti da portare avanti e sul valore da dare al tuo tempo.

Per saperne di più leggi come funziona: 

corso in remoto L'agenda perfetta | Paroladordine


martedì 10 agosto 2021

Ti consiglio un profilo Instagram: @val_ina

Oggi ti consiglio un profilo Instagram: @val_ina di Valentina Veneziano. L'ho scoperto grazie a un'amica creativa e artigiana, Valentina de il Tetto delle Nuvole, le cui storie sono state le prime in assoluto che ho seguito.
  La sera dopo cena mi piace curiosare tra le storie di persone creative per concludere in bellezza la giornata. Quello di @val_ina è un profilo molto ricco e fra tutti i contenuti adoro le storie in evidenzia sui suoi quaderni e sulle agende: ogni tanto torno a guardarle perché il confronto tra l'organizzazione (mia) e la creatività (sua) mi offre sempre tanti spunti da sviluppare. 

Valentina Veneziano è una creator digitale italiana specializzata in contenuti creativi colorati, blogger di valinapost.it e autrice di Arcobaleni Ovunque. Il diario creativo per trovare l'arcobaleno nella vita di tutti i giorni. Si occupa di cartoleria e creatività in modo originalissimo.
  Le immagini che pubblica sono veri e propri progetti creativi, la somma – colorata e armoniosa – di studio, passione, ricerca, tecnica e fantasia.
  I contenuti delle storie in evidenza rendono bene l'idea della sua variopinta genialità: grazie a lei molte persone si sono riavvicinate alla creatività per sperimentare, divertirsi, rilassarsi ed esprimere se stesse in totale libertà.

Mi piace perché oltre a consigliare con infinito entusiasmo i prodotti di cartoleria, racconta e mostra anche come li usa. Quando ho seguito per la prima volta le storie in evidenza Uso quaderni e La mia agenda ho avuto conferma di un mio pensiero: la creatività aiuta a organizzarci e a portare avanti i nostri progetti prioritari con costanza e piacere. Ho preso spunto da lei per il mio quaderno dei progetti, in cui annoto le idee, le evoluzioni e i risultati ottenuti.

Te lo consiglio per molti motivi: per esempio, per la rassegna dei nuovi modelli di agende che approfondisce sul suo blog, e naturalmente per il suo libro, un vero e proprio eserciziario della creatività (lo uso come allenamento per "lasciarmi andare").
  Te lo consiglio soprattutto per il suo entusiasmo, per la sua professionalità colorata, per la sua opera di divulgazione per cui la creatività è una risorsa preziosa e potente per chiunque e per qualunque cosa, anche per portare avanti attività "serie". Ancor di più lo è per noi multipotenziali, creativi per natura – anche quando non sappiamo di esserlo. 


Ti consiglio un profilo Instagram: val_ina


martedì 3 agosto 2021

Ti consiglio un documentario: Il meno è ora

Come gli anni scorsi, ad agosto ti lascerò alcuni consigli di letture e visioni, in puro stile vacanziero.
  Inizio oggi con un documentario: Il meno è ora di Matt D'Avella. Protagonisti sono Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus, i fondatori del blog The Minimalists, autori del libro Everything that remains (più o meno "Tutto ciò che rimane") e del documentario Minimalismo (te l'ho consigliato ad agosto di tre anni fa).

Il documentario tratta di minimalismo e semplificazione, e parte dal presupposto che gli oggetti sostituiscono ciò che davvero può renderci felici.
  La società consumistica ci fa credere che la felicità sia possedere oggetti. Ma più acquistiamo cose e più dobbiamo lavorare, più passiamo il nostro tempo a lavorare e meno siamo felici. Perché ciò che rende la vita ricca è la ricerca di un significato e l'evoluzione interiore.

Millburn, ai tempi giovane uomo di successo con un lavoro prestigioso e tutto ciò che poteva desiderare, si è chiesto come sarebbe potuta migliorare la sua vita avendo di meno, e le sue risposte l'hanno aiutato a trovare l'obiettivo del minimalismo.

  • Più del come è importante capire perché.
    Con una vita semplice abbiamo più tempo per curare la salute, le relazioni, le passioni e il denaro. Smettiamo di lavorare fino allo sfinimento per avere più denaro necessario a comprare cose che ci appagano solo per il momento. 
  • Gli oggetti non aggiungono valore alla vita.
    Quando ci liberiamo della confusione, ci rendiamo conto di che cosa è davvero importante nella nostra vita: non diamo più valore a semplici cose, ma al tipo di persona che vogliamo diventare, alla soddisfazione quotidiana, al vero significato di successo.

Il minimalismo è un approccio alla vita e le persone minimaliste sono focalizzate sull'essenza: preferiscono usare con parsimonia le risorse disponibili e si concentrano sulle cose essenziali e necessarie. Credo sia utile anche per noi multipotenziali, soprattutto quando mille stimoli e infinite distrazioni ci deconcentrano, creano confusione e offuscano le nostre vere priorità.
  Lo so, ci sono volte in cui tutto ti sembra importantissimo e capace di renderti felice e soddisfatta come mai altro prima. In questi casi prova a ricercare soltanto le informazioni necessarie, iscriviti a un corso solo se fondamentale per il tuo progetto, concentrati esclusivamente su ciò che ti permette di trasformare una passione in qualcosa di più.
  All'inizio sarà difficile, ma poco alla volta ti verrà spontaneo. In questo modo avrai più tempo non solo per le tue priorità, ma anche per esplorare gli altri interessi con serenità.

Ti consiglio questo documentario perché non parla solo di oggetti, ma anche del tempo che dedichiamo a noi e ai nostri valori. 
  L'essenza degli esseri umani è la lentezza, che esprimiamo con la creatività, il linguaggio, il ragionamento, il pensiero lento e critico: seguire i nostri ritmi naturali significa smettere di dover correre e riempirci di mille cose da fare, per iniziare ad assaporare fino in fondo ogni momento della nostra vita. 


Ti consiglio un documentario: Il meno è ora


martedì 27 luglio 2021

Come eliminare il multitasking

Il multitasking è una grossa bugia. Purtroppo è diventato anche una brutta abitudine, diffusa sia in ambito lavorativo sia a livello personale: ci fa credere che più cose facciamo contemporaneamente, prima finiamo e otteniamo risultati.
  In realtà gli unici risultati ottenuti sono predita di attenzione, di tempo (alcuni dicono anche d'intelligenza), un gran consumo di energia mentale e quindi stanchezza.

Il multitasking è sempre in agguato per noi multipotenziali, per vari motivi: dal classico "faccio più cose insieme così le finisco prima" alla mancanza di organizzazione; dai sensi di colpa nei confronti dei lavori da adulti tralasciati al "non so che cosa fare, faccio un poco di tutto"; dal portare avanti più progetti in modo disordinato al desiderio di inseguire le multi-tentazioni. 
  Ma il nostro destino non è per forza legato a questa prassi perniciosa e smettere di saltellare da un'attività all'altra si può fare.


COME ELIMINARE IL MULTITASKING

Esiste un metodo semplice: fare una cosa alla volta, per il tempo necessario a completarla (o fare progressi), con ordine e senza interruzioni né distrazioni.
  Decidi tu che cosa fare di volta in volta, quanto tempo dedicarle, in quale momento della giornata svolgerla e come favorire le condizioni ottimali per realizzarla. Non è facile né immediato e, come per tutte le cose importanti e risolutive, ci vuole una forte motivazione, qualche tentativo e tanta perseveranza.

Ti racconto come faccio, perché può essere utile anche a te. 

  • In caso di mancanza di chiarezza e di organizzazione.
    Con l'aiuto della matrice del tempo distinguo le attività davvero importanti da quelle davvero inutili: elimino le seconde e mi concentro sulle prime. Calcolo il tempo necessario per realizzare i progetti importanti, li pianifico con attenzione in agenda e poi, tutto attorno, programmo gli altri impegni della giornata. 
      Di solito lo faccio nelle fasi di cambiamento e ogni volta che inizio un nuovo progetto.
  • In caso di più progetti da portare avanti insieme.
    Scelgo quante volte in una giornata o in una settimana occuparmi di un progetto secondo il mio bisogno di varietà: ogni ora, ogni mezza giornata, ogni giorno, nel fine settimana, una settimana al mese... In questo periodo ho un grosso progetto che svolgo ogni mattina e altri quattro progetti "corollari" cui dedico un pomeriggio ciascuno. Ogni tanto mi regalo una settimana di immersione totale in un unico argomento. 
      Di solito cambio periodicità se ne sento il bisogno o inizio un nuovo progetto.
  • In caso di multi-tentazioni esplorative.
    La curiosità mi fa conoscere nuove cose da scoprire, ma ho imparato a non cedere alle tentazioni: quando l'entusiasmo sale, mi fermo e decido se la tentazione è in linea con i miei progetti prioritari. Segno sul quaderno le idee da sviluppare prima o poi e pianifico quelle utili. Dopo pranzo, se ne sento il bisogno, mi regalo mezz'ora di esplorazione libera.
      Mi capita di farlo quasi sempre, perché ogni giorno scopro qualcosa di nuovo che stuzzica la mia voglia di approfondire e saperne di più.

Quando elimini il multitasking dalla tua vita, smetti di disperdere energie e di sprecare tempo, riesci a mantenere la concentrazione e la motivazione su ciò che stai facendo per il tempo che desideri, e migliori la tua salute
  Per iniziare prova uno di questi metodi e vedi come funzionano, oppure dai un'occhiata a come posso aiutarti in concreto.


Come eliminare il multitasking | Paroladordine


martedì 20 luglio 2021

Multipotenziali Fenice e l'organizzazione personale

Eccoci al quinto appuntamento della serie I quattro tipi di multipotenziali e il loro rapporto col tempo
  A marzo ho scritto di come Emilie Wapnick nel suo libro Diventa chi sei abbia individuato quattro stili di vita ideali per i multipotenziali basati sul bisogno di varietà, sicurezza e significato, e di come ciascuno di loro abbia un rapporto diverso col tempo. Ad aprile ho scritto del tipo Abbraccio, a maggio del tipo Alternanza, a giugno del tipo Einstein e oggi ti scrivo del tipo Fenice.  


CHI SONO I MULTIPOTENZIALI FENICE


I tipi Fenice soddisfano i bisogni di varietà, significato e denaro e realizzano il loro progetto di vita con un lavoro a tempo pieno in un settore per mesi o anni, per poi cambiare radicalmente occupazione e cominciare da capo in un nuovo ambito.
  Mettono il significato, cioè il senso che danno alla loro vita, al primo posto: amano perlustrare una disciplina con dedizione, finché hanno raggiunto il loro scopo di conoscenza. Il bisogno di varietà è a lungo termine: esprimono la propria multipotenzialità in modo sequenziale e preferiscono immergersi in una passione alla volta.
  Tra i quattro tipi di multipotenziali sono i più "specialisti", con l'unica differenza (rispetto ai veri specialisti) che cambiano ciclicamente l'ambito lavorativo.

Quando ho letto il capitolo dedicato ai tipi Fenice in Diventa chi sei, non riuscivo a smettere di ridacchiare stupita: stava descrivendo me e la mia vita! A otto anni avevo deciso di diventare un'archeologa perciò ho seguito l'iter per intraprendere questa carriera. Ai primi lavori retribuiti e all'esame per accedere alla specializzazione post universitaria, sentivo dentro di me un rifiuto totale per tutto quanto, nonostante amassi profondamente l'archeologia: è stato bruttissimo.
  Così ho smesso di scavare e ho iniziato a occuparmi di didattica, turismo culturale e scolastico, ho scritto due sussidiari (in collaborazione con specialiste di altre discipline): credevo di fare ancora archeologia, ma in realtà erano altri mestieri. Quando ho scelto di cambiare del tutto ambito e diventare professional organizer, è stato devastante e liberatorio allo stesso tempo.
  Ora so che più o meno ogni cinque anni ho bisogno di cambiare – a volte solo di poco, altre del tutto – e sono pronta.


DIFFICOLTÀ E CONSIGLI ORGANIZZATIVI


Conosco molto bene le difficoltà del tipo Fenice perché le ho vissute intensamente (e con sofferenza) e oggi so darmi i giusti consigli organizzativi e sono pronta per i miei prossimi cambiamenti. Ne ho identificate tre e corrispondono a tre momenti del percorso multipotenziale, ma potrebbero essere di più (in questo caso, scrivimi per suggerirmene altre!).

Immersione: ricordati di respirare
Sei innamorata del tuo lavoro, non ti stanchi mai di approfondire e tenerti aggiornata, il tuo livello di attenzione è altissimo: quando lavori non senti né stanchezza né fame né altri segnali fisici che ti distraggano. Sei completamente concentrata: ti dimentichi di dove e con chi sei, sei capace di andare avanti per ore, senza accorgerti di tutto il resto.
  Le pause ti servono non solo per non consumare tutte le tue energie, ma anche per accorgerti del mondo intorno a te e dare la giusta attenzione anche al resto della tua vita (affetti, casa, te stessa).
Consiglio organizzativo: usa la Tecnica del Pomodoro, che prevede pause di cinque minuti ogni venticinque di lavoro, per emergere, far riposare la mente, dare un'occhiata all'agenda ed evitare di arrivare a fine giornata stremata.

Transizione (prima): riconoscila in tempo
Ami il tuo lavoro, eppure da qualche settimana ti si attorciglia qualcosa in pancia e provi angoscia alla sola idea di fare ciò che stai facendo. Ti sei resa conto di ripetere le stesse cose ogni giorno, ti senti demotivata, distratta e insoddisfatta: quel che ami non ti dà più gioia, l'entusiasmo ha lasciato il posto alla noia e all'inquietudine.
  Il bisogno di varietà e, quindi, di passare da un settore a un altro ha la coda lunga, per questo è importante riconoscere i primi sintomi prima che diventino così forti da bloccarti. 
Consiglio organizzativo: usa la Scala dell'avversione di Pamela Slim per capire quando è ora di cambiare lavoro secondo i segnali che ti invia il corpo, prima che il senso di angoscia di trasformi in esaurimento e perfino depressione. 

Transizione (durante): ottimizza i minuti
Hai deciso di iniziare un nuovo progetto e di farlo gradualmente, un passo alla volta, mentre ancora sei impegnata nell'altro (quello che vuoi lasciare al più presto). Questo significa aumentare le ore di lavoro e di carico fisico-mentale quotidiano: la cosa ti spaventa, ti chiedi se riuscirai a far tutto e per quanto tempo potrai andare avanti così.
  Prima di partire per la nuova avventura, studia bene ogni dettaglio anche con l'aiuto di professionisti di vari settori e preparati a fare qualche sacrificio: ne vale la pena. 
Consiglio organizzativo: pianifica con attenzione il nuovo progetto e programma le tue giornate in agenda, controlla tutti tuoi impegni e decidi a che cosa puoi rinunciare per recuperare tempo; per esempio, la pausa pranzo rilassante per tre quarti d'ora di immersione totale.


Se sei una multipotenziale Fenice alle prese con queste difficoltà, prova uno dei consigli e vedi quali funzionano meglio per te (e se hai voglia scrivimi per raccontarmelo!). Se invece preferisci essere accompagnata da una guida, scopri come posso aiutarti.


Multipotenziali Fenice e organizzazione personale | Paroladordine


martedì 13 luglio 2021

Dire "no" con eleganza

Essere produttivi significa praticare, tra le altre cose, l'efficacia, cioè l'arte di sapere che cosa fare. Sapere che cosa fare significa anche dire "no" ad altre: c'è chi nasce con questo dono e chi invece deve lavorarci un po' su.
   Il mio strumento preferito per decidere quali attività portare avanti e quali eliminare è la Matrice del tempo; il metodo migliore per dire "no" è un insieme di tecniche spiegate bene da Sarah Knight nel suo libro.


SAPERE CHE COSA FARE

La Matrice del tempo è utile per prendere coscienza di due cose: (1) come stiamo usando il nostro tempo, cioè se lo stiamo investendo in qualcosa di fruttuoso oppure sprecando, (2) come sarebbe meglio usarlo per ottenere risultati, raggiungere i nostri obiettivi e migliorare la nostra vita. 
  Quattro sono le azioni da fare con i quattro tipi di impegni identificati dalla Matrice del tempo:
  1. risolvere subito le emergenze e gli imprevisti, e terminare subito i compiti rimandati fino all'ultimo (azioni immediate e facili);
  2. pianificare i progetti importanti, quelli davvero essenziali per noi, ed evitare di rimandarli fino all'ultimo o di trasformarli in emergenze e imprevisti (azioni ponderate); 
  3. delegare le urgenze altrui e dire "no" alle richieste di vario tipo che ci creano fastidio e rubano tempo, energia e denaro (azioni complesse, coinvolgono emozioni e sentimenti spiacevoli);
  4. smettere di sprecare tempo in occupazioni inutili (azioni faticose, coinvolgono l'auto-disciplina).

DIRE "NO" CON ELEGANZA

A volte dire "no" risulta l'azione più difficile e complicata da mettere in pratica. Perché comporta una serie di sentimenti ed emozioni poco piacevoli, che vanno dalla paura del giudizio altrui al senso di colpa, e perché non si sa come farlo senza urtare la sensibilità degli altri.
  Molti autori ed esperti di produttività e uso del tempo hanno dato i loro consigli per farlo con serenità ed efficacia; Sarah Knight ha dedicato un intero libro all'argomento.

I principi sono:
  • sincerità e gentilezza
    Mai dire bugie (ricordarle è uno sforzo inutile) e mai ferire né offendere gli altri. Mentre poni i tuoi sacri e invalicabili confini, sorridi, usa verbi all'indicativo (non lasciano spazio a dubbi), non scusarti e non dare spiegazioni per i tuoi "no";
  • opinioni
    Le opinioni personali sono inattaccabili, proprio perché non esprimono verità assolute. Tra persone mature si può andare d'accordo pur avendo pareri e valori diversi. Nei casi estremi, Sarah Knight suggerisce di esporre la propria linea politica personale, a prova di insistenti e attaccabrighe;
  • bugie in rari casi
    Quando le circostanze sono complesse e delicate (capita soprattutto con amici, conoscenti e sconosciuti), è lecito fare un'eccezione al principio di sincerità. A volte una bugia bianca risolve una situazione complicata senza conseguenze spiacevoli meglio della sincerità;
  • bonus per alto rendimento
    Ci sono situazioni cui decidiamo di non sottrarci, perché le conseguenze peserebbero più dei "sì" (molte crisi e rotture famigliari nascono da "no" mal digeriti). In questo casi puoi regalarti un premio speciale come ricompensa, da goderti dopo l'impegno fastidioso.

Imparare a dire "no" è un'abilità importante e necessaria per prenderti cura di te stessa, affermare i tuoi confini, liberarti da emozioni e sentimenti spiacevoli, impiegare il tempo recuperato in attività e progetti che ti rendono felice
  Da quale principio vuoi iniziare a far pratica? Io voglio provare al più presto la mia personale linea politica (adoro). 


Produttività multipotenziale: come dire "no" con eleganza | Paroladordine


martedì 6 luglio 2021

Decluttering delle idee: eliminare non significa cancellare del tutto

Decluttering significa eliminare tutto ciò che crea confusione, nel tuo spazio, nel tuo tempo e nella tua testa. Prevede due momenti distinti e consecutivi: (1) scegliere che cosa tenere, cioè gli oggetti, gli impegni e le idee che hanno valore per te in questo momento, e (2) scegliere che cosa eliminare, cioè tutto il contrario del punto 1.

Al decluttering delle idee (e quindi anche degli impegni a loro legati) arriviamo lungo un percorso a tappe: prima abbiamo svuotato la mente per fare chiarezza tra i pensieri confusi, con la tecnica del brain dump; poi, la volta scorsa abbiamo scelto che cosa tenere, cioè i nostri progetti prioritari; e questa volta scegliamo che cosa eliminare, che cosa ci crea confusione e distrae dai nostri desideri e bisogni.


ELIMINARE ≠ CANCELLARE

Il verbo eliminare deriva dal termine latino limen (confine, soglia) e significa letteralmente "metter fuori di casa". Col tempo è diventato più un sinonimo di escludere, scartare e far scomparire – con accezioni anche estreme, ma non in questo caso. 
  Di tutte le cose scartate si butta via solo una piccola percentuale: oggetti rotti che non si possono più riparare e hanno terminato il loro ciclo di vita; impegni spreca-tempo che dipendono dalla nostra capacità di disciplina; idee improvvise che ci fanno più male che bene (tipo rubare gioiellerie come Catwoman, mangiare dieci chili di gelato in una volta sola per scommessa o roba simile)..
  Per tutto il resto si ricicla, regala e vende, si delega e dice "no", si archivia e vede come va.

Quando fai decluttering delle idee, non cancelli per sempre quelle scartate. Semplicemente capisci che cosa funziona per te secondo i tuoi interessi attuali, e metti in aspettativa ciò che adesso non funziona, anche se ti piace moltissimo.


PRIMA O POI, FORSE

Dove vanno a finire le idee eliminate? Emigrano come le anatre di Central Park, e vanno direttamente nella sezione Progetti della tua agenda (non ce l'hai ma vorresti tanto averla? Con la mia consulenza ti posso aiutare a realizzarla!). Qui è dove trovi tutti i tuoi progetti, ben organizzati in due sotto-sezioni:

  1. Progetti prioritari per quelli in corso e che inizierai a breve perché perseguono i bisogni e i desideri su cui vuoi concentrarti;
  2. Progetti prima o poi, forse per quelli che adesso non funzionano, ma un giorno – chissà? – magari sì.
È una sezione importante per noi multipotenziali: ti aiuta non solo a tenere traccia dei passi che stai percorrendo adesso, della strada che hai già individuato e delle mete raggiunte, ma anche a trovare nuove vie e a disegnare nuovi itinerari futuri.
  Consulta spesso i tuoi progetti Prima o poi, forse perché sono fonte preziosa di novità: a volte ritornano dopo tanto, tantissimo tempo, a volte diventano progetti prioritari, a volte rimangono lì dove sono, a volte si trasformano in altro – nuove idee, intrecci inaspettati, sviluppi ibridi tra più argomenti.


Credo che in una vita multipotenziale non possano mancare tre attività importanti: l'esplorazione di nuovi mondi, i progetti prioritari e i progetti Prima o poi, forse.
  La curiosità ti porta a esplorare in più direzioni, l'esplorazione gonfia nuove idee e le idee si trasformano in progetti: se hai un sistema ben organizzato, non rischi né di perderti né di limitare le tue scoperte. Tutte, in misura diversa e speciale, contribuiscono a fare di te la persona che sei. 



martedì 29 giugno 2021

Inevitabili cambiamenti: festeggiamo insieme!

Questo è l'anno in cui ri-costruisco Paroladordine.
  Ho iniziato dieci anni fa per piacere e interesse personale, spinta da quella forza interiore che mi sprona a fare cose sconosciute ma che devo, assolutamente devo, fare. Ho parlato di organizzazione quando ancora in Italia se ne sapeva poco, aperto il gruppo Facebook di Paroladordine quando ancora non era una prassi, collaborato con la rivista CasaFacile con una rubrica mensile, letto libri, seguito blog e canali YouTube stranieri per informarmi, conoscere, studiare.
  Non sapevo che mi avrebbe portata qui, oggi.

Quella stessa forza mi ha spinta ad abbandonare gli spazi di casa per l'organizzazione personale nel tempo, il filo sottile che lega (e forse legherà) la maggior parte delle mie esperienze formative e lavorative. Poi, quando ho scoperto di essere multipotenziale, ho capito che per me è inevitabile cambiare, muovermi in più direzioni e portare il mio bagaglio di diverse competenze ovunque vada. Così i miei studi hanno compreso una nuova direzione e mi sono specializzata come professional organizer del tempo per multipotenziali
  Una vera vocazione, un unico grande progetto lavorativo che riunisce tutto.

Quel che desidero più di ogni altra cosa è aiutare i multipotenziali ad avere più tempo per esprimersi pienamente in ogni ambito, cambiamento ed evoluzione della loro vita.

Perciò una nuova me (più consapevole e felice di sé), nuove persone cui rivolgere le mie attenzioni, nuovi modi di lavorare, nuove ricerche e un nuovo Paroladordine.
  Ci sarà uno stile in linea con tutti questi cambiamenti – grazie a Francesca Covolan di Brand Clearing: personalità, immagine, colori, caratteri, simboli...  (me ne sono innamorata fin dal primo sguardo e non vedo l'ora di mostrarti tutto; intanto ti lascio un indizio: un rubino.)
  Ci sarà un sito multi-potenziale, in grado di crescere e mutare forma insieme a me (non so ancora quando, spero presto, prestissimo!).
  Ci saranno servizi dedicati all'uso del tempo per multipotenziali: il tempo è prezioso per tutti e fondamentale per noi perché ci permette di realizzare grandi cose. 

Alcuni li puoi già trovare qui, nella sezione Che cosa faccio per te:

  • ho ricalibrato Flora, la consulenza in remoto di un'ora per migliorare l'organizzazione quotidiana, e Baldo, il corso individuale in remoto per migliorare il tuo rapporto col tempo;
  • in più, ho ideato Agenda, la consulenza per organizzare e personalizzare la tua agenda.

Con la Promozione d'inizio estate, dal 24 giugno al 7 luglio tutte le mie consulenze sono scontate del 30%: è il mio modo per festeggiare insieme a te i nove anni di Paroladordine (con tutti i suoi cambiamenti), i due anni di consulenze sul tempo, l'arrivo dell'estate (con i suoi ritmi laschi) e la nostra multipotenzialità!

Mano-con-anello-con-rubino | Paroladordine


martedì 22 giugno 2021

L'entusiasmo multipotenziale e l'esaurimento delle risorse personali

L'entusiasmo e l'esaurimento sono due facce della stessa medaglia, due effetti diversi e opposti della multipotenzialità.
  Più o meno succede così:
fase uno, l'entusiasmo – la tua innata curiosità ti spinge a conoscere di più, in profondità o in estensione, a incontrare nuovi argomenti da approfondire e ogni ricerca è fonte di molteplici scoperte, che diventano intuizioni, idee e progetti;
fase due, l'esaurimento – i progetti si trasformano in nuovi impegni, fatti di piccole attività quotidiane che si sommano a quelle tipiche di una persona adulta, e troppe cose cui pensare e da fare ogni giorno consumano tutte le tue energie.
  In poche parole, un entusiasmo smisurato porta all'esaurimento delle risorse personali.


ENTUSIASMO – ESAURIMENTO

Sono due parole dal significato molto diverso e in comune hanno solo due cose: iniziano entrambe per E e noi multipotenziali le conosciamo molto bene (ohibò).

Entusiasmo deriva dal termine greco antico enthòs, la condizione di sacerdoti, indovini e poeti quando sono invasati da una forza divina. Hai presente la pizia, sacerdotessa dell'oracolo di Apollo a Delfi? Ecco.
  Oggi lo usiamo per esprimere il forte desiderio gioioso nei confronti di qualcosa (o qualcuno), quell'impulso a tuffarci in cose nuove e splendide. Scommetto che non hai bisogno di definizioni per sapere cos'è.

Esaurimento invece deriva dal verbo latino exhaurire, che significa attingere tutto il contenuto da un contenitore, fino a svuotarlo completamente. L'immagine è molto eloquente.
  Il termine spiega sia l'atto dell'esaurire, quindi lo svuotamento di qualcosa; sia l'effetto dell'esaurire, perciò la fine, il termine, soprattutto riguardo alle nostre risorse personali, quando ci troviamo affaticati, incapaci di concentrarci e senza energie.


EFFETTI COLLATERALI

L'eccessivo entusiasmo crea alcuni problemi tipici dei multipotenziali:

  • non avere priorità
    Significa essere travolta dal "tutto adesso": vuoi fare tutto – non solo i progetti presenti, ma anche quelli lasciati nel passato e quelli per il futuro! – pur consapevole di poterne portare avanti solo alcuni (molti, in realtà). 
    Quando scegli i tuoi progetti prioritari, dai valore a ciò che è davvero essenziale e importante per te, e acquisisci la sicurezza di lavorare alle cose giuste in questo momento;
  • non avere tempo
    Significa sentirti sopraffatta dagli impegni: ti senti persa in una mare di cose da fare, sprechi le tue ore a decidere da dove iniziare e diventi meno produttiva.
    Quando ti organizzi, impari a gestire attività, scadenze, lavoro e passioni, a trovare l'equilibrio tra esplorazione e risultati, tra struttura e libertà, trovi un sistema su misura delle tue giornate, dei tuoi ritmi naturali e del tuo bisogni di varietà;
  • non fare progressi
    Significa arrendersi alle molteplici attività: non riesci a concentrarti su più progetti, fatichi a gestirne tanti e rischi di bloccarti, invece di portarli avanti e ottenere i risultati desiderati.
    Quando sei produttiva, eviti le distrazioni, sperimenti e trovi come rendere efficienti i processi per concretizzare le tue idee, sfrutti le tue risorse personali senza sprecarle.

Se superi il limite e consumi tutte le tue energie, l'esaurimento ne provoca altri:
  • stanchezza e spossatezza, nervosismo, mancanza di concentrazione e attenzione, mancanza di ispirazione, intuizione e creatività, chiusura a nuove esperienze e opportunità.
    Quando impari a mantenere le tue energie a un buon livello e a ricaricarle con costanza, sei in grado di arginare i troppi pensieri (e la negatività), rallentare i tuoi ritmi e produrre nuove idee e illuminazioni improvvise.


Scegliere che cosa fare, ancor prima di decidere come farle, per noi multipotenziali è fondamentale: non solo per usare bene il nostro tempo prezioso, ma anche per evitare il rischio di sovraccarico e di esaurimento delle energie fisiche, mentali e delle nostre risorse personali. Se ti sovraccarichi, la confusione ti blocca; se ti esaurisci, la stanchezza ti toglie lucidità ed entusiasmo. E non è quello che vuoi, vero?
  Scegliere che cosa fare è il primo passo per organizzarti nel tempo e ritrovare la serenità.

Se vuoi imparare a scegliere le tue priorità, organizzare gli impegni nel tempo e trovare il tuo metodo per essere produttiva, sappi che tra un paio di giorni ho una sorpresa per te: te la svelo giovedì 24 giugno sui miei canali Facebook, Instagram e tramite il Bollettino di Paroladordine (non sei ancora iscritta? Sei ancora in tempo!). 


L'entusiasmo multipotenziale e l'esaurimento delle risorse personali | Paroladordine


martedì 15 giugno 2021

Spunti di organizzazione per multipotenziali Einstein

 Stai leggendo un articolo che fa parte di un serie: il titolo potrebbe essere I quattro tipi di multipotenziali e il loro rapporto col tempo.
  A marzo ho scritto di come Emilie Wapnick nel suo libro Diventa chi sei abbia individuato quattro stili di vita ideali per i multipotenziali, basati sul bisogno di varietà, sicurezza e significato, e di come ciascuno di loro abbia un rapporto diverso col tempo. Ad aprile ho scritto del tipo Abbraccio, a maggio del tipo Alternanza e oggi del tipo Einstein


CHI SONO I MULTIPOTENZIALI EINSTEIN

I tipi Einstein realizzano il loro progetto di vita e soddisfano i bisogni di varietà, significato e denaro, tipici di tutti i multipotenziali, con un lavoro a tempo pieno e diverse passioni.
  Per loro è fondamentale la sicurezza economica, perché garantisce la serenità di portare a vanti interessi e passioni senza assilli. Così possono dedicarsi ai loro "hobby" nel tempo extra lavorativo e portarli avanti anche a livelli professionali, ma senza mai farne un mestiere.
  Di solito scelgono un lavoro che sia in qualche modo stimolante e lasci abbastanza tempo per dedicarsi a ciò che amano.

Ho avuto anch'io il mio periodo da Einstein: lavoravo come educatrice per le scuole materna e primaria, con i bambini mi divertivo (tante risate, tanta creatività) e avevo molto tempo per me da dedicare allo studio, alla ricerca e a esplorare nuovi settori. Di questo periodo ricordo con piacere la meravigliosa sensazione di sicurezza economica (busta paga a fine mese, permessi retribuiti, tredicesima, quattordicesima!!!) e conseguente spensieratezza, e con meno piacere il senso di essere nel posto sbagliato a fare cose divertenti ma non mie,
  Vorrei tanto essere un tipo Einstein, ma temo di aver troppo bisogno di libertà, autonomia e mettere nel lavoro tutta me stessa e i miei valori.


Difficoltà e consigli organizzativi

Se ripenso a quegli anni, riconosco alcune difficoltà del tipo Einstein e oggi saprei darmi i consigli organizzativi giusti per non sprecare il tempo prezioso dopo il lavoro. Ne ho identificate tre, ma potrebbero essercene di più.

Ogni tanto fermati
In ufficio sei concentrata, vuoi terminare quanto hai iniziato – anche se puoi farlo domani, preferisci non pensarci più –, tutti attorno vanno in pausa caffè ma tu scegli di tirare fino a pranzo; oppure il contesto lavorativo non ti permette di fare brevi interruzioni durante le ore di attività. È un problema condiviso da molti, non riuscire a fermarsi ogni tanto mentre di lavora.
  Le pause ti servono per non rischiare di consumare tutte le energie mentali e fisiche in questa fase della tua giornata, per poi non averne più per tutto il resto.
Consiglio organizzativo: prenditi spesso delle micro pause, per alzarti, sgranchire i muscoli di spalle e collo, muoverti, bere un bicchiere d'acqua, respirare aria fresca. Aiutati all'inizio con la Tecnica del Pomodoro, che prevede pause da cinque minuti ogni venticinque di lavoro. 

La sindorme del "tempo libero"
Hai finito di lavorare, torni a casa, ti dai una rinfrescata e sei pronta per dedicarti a tutte le tue passioni: inizi con una, poi ti viene in mente qualcosa di altrettanto importante e ti butti su quella; dopo quindici minuti non sei sicura di aver fatto la scelta giusta e prendi in mano il libro per la tua ricerca... E via così, fino all'ora di cena. Quando la soddisfazione è sotto le scarpe e il nervoso alle stelle. 
  La sindrome del "tempo libero" funziona in questo modo: più tempo hai, meno riesci a fare. Perché vorresti fare tutto, ma è impossibile che tu riesca a fare tutto insieme!
Consiglio organizzativo: calcola quante ore hai a disposizione ogni giorno dopo il lavoro e dividile tra i multi-progetti e le incombenze da adulti. Non riempire ogni minuto di cose da fare, ma lascia sempre un po' di tempo cuscinetto tra un'attività e l'altra. 

Scegli che cosa fare
Ora sai quanto tempo hai a disposizione per le tue passioni, devi solo decidere a quante e quali dedicarti. Se ancora non conosci bene il tuo livello di varietà ideale, fai delle prove: così trovi il tuo ritmo ed eviti di fare più cose in poco tempo (ti creerebbe confusione) o poche cose in tanto tempo (ti farebbe annoiare).
  All'inizio scegliere non è semplice, bisogna imparare a conoscersi bene: vai avanti per tentativi e sperimenta le varie soluzioni, finché trovi quella che funziona in questo momento.
Consiglio organizzativo: scegli le tue priorità con la tecnica del brain dump; prima svuota la mente, poi valuta quali passioni sono più importanti per te a breve e medio termine, e quali sono meno impegnative per la mente e il fisico rispetto al lavoro già svolto prima. 


Se ti riconosci come multipotenziale Einstein e hai qualche problema organizzativo col tempo, prova uno dei consigli e vedi come va (e se hai voglia scrivimi per raccontarmelo!).
  Se invece a far da sola ti senti in alto mare, afferra la mia mano e scopri come posso aiutarti


Spunti organizzativi per multipotenziali Einstein | Paroladordine


martedì 8 giugno 2021

La differenza tra urgenza e importanza

I multipotenziali hanno super poteri, dice Emilie Wapnick nel suo libro Diventa chi sei, e come ogni eroe anche noi abbiamo le nostre vulnerabilità. Per esempio, la produttività personale: con così tanti progetti e novità da esplorare, se non ci organizziamo bene, rischiamo di impantanarci e non ottenere i risultati desiderati. 
  Ed è un peccato, perché i multipotenziali produttivi sono multipotenziali felici: capaci di esprimere pienamente se stessi senza affanno, e in grado di essere utili e aiutare gli altri grazie alle scoperte e connessioni tra conoscenze. 


Scegliere che cosa fare

Se dovessi riassumere la produttività in poche parole, direi che è la somma di due capacità: sapere che cosa fare (efficacia) e farlo senza sprecare risorse (efficienza).
  Oggi mi concentrerei sulla prima parte – decidere che cosa fare, quali impegni portare a vanti nel tempo – che è già tanto! Non è sempre facile saperlo con sicurezza, soprattutto se le nuove scoperte sono così allettanti da distrarci e indurci a tralasciare (momentaneamente o per sempre) ciò che stiamo già facendo e che ci fa stare bene.

Per fortuna esiste la matrice del tempo. Alcuni la chiamano matrice di Eisenhower, perché pare che il generale, politico e presidente statunitense abbia pronunciato la frase memorabile: "Quello che è importante raramente è urgente. Quello che è urgente raramente è importante."
  La matrice del tempo aiuta a capire che cosa fare, quindi a essere efficaci. È una semplice tabella a quattro riquadri, in cui posizionare tutti gli impegni secondo il valore di urgenza e di importanza che dai loro. Il bello è che la tua matrice del tempo sarà diversa dalla mia e da quella di chiunque altro, perché il valore che diamo ai nostri impegni non è assoluto, ma relativo alle esperienze, ai desideri e ai bisogni di ciascuno di noi.
  I quattro riquadri corrispondono a quattro tipi di diversi impegni: (I) urgenti e importanti, (II) importanti ma non urgenti, (III) urgenti ma non importanti, (IV) né importanti né urgenti. Per ora ci interessano i primi due.


Differenza tra urgenza e importanza

Se hai qualche dubbio, ecco come distinguere l'urgenza dall'importanza:

  • l'urgenza è una necessità impellente, una circostanza che richiede interventi immediati e rapidi per non diventare critica;
  • l'importanza è la capacità di una cosa, in sé o nei suoi effetti, di influire sull'equilibrio di persone e ambienti.
Immagina una vita fatta solo di cose urgenti: ti alzi presto al mattino, perché non hai terminato il documento da presentare oggi in riunione; non hai tempo per rileggerlo un'ultima volta, perché devi ancora prepararti (la colazione la farai dopo, chissà quando); non trovi il completo blu, prendi quello grigio anche se manca un bottone (pazienza, chi lo noterà?); stampi la presentazione, la infili al volo nella borsa insieme all'agenda; il telefono è quasi scarico, ma non trovi il caricabatteria (chiederai a un collega); le chiavi dell'automobile non solo nel cassetto, cerchi di ricordarti dove le hai messe l'ultima volta (eccole!); mentre esci dall'autorimessa, ti chiama al telefono la maestra dei tuoi figli, perché manca la firma sull'autorizzazione della gita di oggi pomeriggio...
  E avanti così, fino a sera. Come ti senti?

Immagina ora una vita fatta solo di cose importanti: ti alzi presto al mattino perché ti piace mangiare con calma e prenderti cura di te stessa; indossi il completo blu, preparato ieri sera; controlli un'ultima volta gli impegni del giorno e se hai già tutto (la presentazione – letta, corretta, stampata – è nella borsa, l'autorizzazione della gita dei bambini è firmata); il telefono è carico e il caricabatteria già nella borsa (non si sa mai); prendi le chiavi dell'automobile dal cassetto e ti avvii verso l'ufficio; dopo la riunione (andrà benissimo, sei preparata), pranzerai con le amiche e poi andrai a salutare i bambini alla partenza. Sarà una buona giornata... 
  E adesso, come ti senti?


Come essere multipotenziali efficaci

Ti lascio qualche dritta per aumentare la tua efficacia: provale tutte o una sola, come preferisci e ti senti; magari inizia dalla prima e pian piano integra anche le altre.
  1. Elimina le urgenze derivate dalla procrastinazione. Col passare del tempo tutte le attività rimandate per indecisione, paura, pigrizia, insicurezza si trasformano in urgenze, cose da fare "per ieri". Il mio consiglio è: liberati di loro il più in fretta possibile, dedica i prossimi giorni a completarle e cancellarle dalla tua lista. In questo modo risparmi ore di tempo che puoi dedicare alle cose davvero importanti.
  2. Pianifica le cose importanti. Eccoci! Questa è la parte fondamentale: gli impegni importanti, di qualsiasi natura siano (lavorativi, personali, familiari o casalinghi) di solito non sono urgenti, ma rischiano di esserlo se li tralasci per troppo tempo (vedi sopra). Perciò dividili in piccole attività, da segnare ogni giorno e portare avanti con regolarità. Ci vuole costanza e pazienza per ottenere i risultati desiderati.
  3. Lascia il tempo per le vere urgenze. Ma come, non le avevamo già eliminate?! Non tutte. Oltre alle urgenze create dalla nostra procrastinazione, ci sono anche i falsi imprevisti (quelli prevedibili, da prevenire con l'organizzazione), i veri imprevisti e le emergenze imperscrutabili e inaspettati. 

Forse la produttività personale non sarà mai un tuo super potere, ma può diventare una tua capacità. Se sperimenti e ti impegni, puoi imparare a essere produttiva, a decidere che cosa fare ogni giorno, a organizzarti per portare avanti le tue ricerche e vivere ogni aspetto della tua vita con serenità (o, almeno, senza affanno), a essere felice e soddisfatta. 

Se ti senti bloccata e non sai quale progetto iniziare in questo momento, prova la matrice del tempo e le azioni da fare subito dopo (e raccontami, se ti va, com'è andata!). Se invece preferisci essere accompagnata in questa esperienza, sarò ben felice di aiutarti con una delle mie consulenze


Multipotenziali e produttività: differenza tra urgenza e importanza | Paroladordine


martedì 1 giugno 2021

Dopo il braind dump: come scegliere i progetti prioritari

 Che cosa te ne fai della lista di impegni, progetti, interessi, attività, passioni, idee e pensieri ottenuta con la tecnica del brain dump?
  Innanzitutto adesso in testa, invece della confusione, hai una visione d'insieme chiara di tutto quello che stai facendo o vorresti fare (e non è poco). Perciò sei pronta per la seconda fase: scegliere i tuoi progetti prioritari.

Elabora i dati e scegli le priorità

Scaricare il cervello ha uno scopo primario – liberare la mente e fare chiarezza – e molti altri fini complementari e altrettanto importanti: decidere che cosa fare, organizzarsi, pianificare le attività, programmare le tue giornate.
  Inizia da qui:

  • esamina ogni singola voce della lista con obiettività e pensiero critico.
    Riprendi la tua lista, leggila con attenzione e passa in rassegna ogni elemento annotato, per capire di che natura sono (attività personali, professionali, creativi, di ricerca), se ci sono connessioni tra di loro, quali sono già in corso e quali stanno finendo o aspettando, quali ti risuonano dentro come un coro di uccellini alle cinque del mattino. Ora che sono sulla carta – e non più nella tua testa –, riesci a valutarli con distacco emotivo e oggettività;
  • decidi che cosa fare.
    Hai esaminato tutte le attività, hai valutato quali sono davvero importanti per te in questo momento e nel futuro prossimo: sei pronta per scegliere quali portare avanti. Ci sono quelle già iniziate da concludere, alcune che aspettano pazienti in coda, altre più nuove, fresche e scintillanti che distolgono ogni attenzione. Solo tu puoi decidere che cosa fare e quali sono le tue priorità, anche secondo il tempo e le risorse personali disponibili adesso.

Il prossimo passo sarà organizzare le attività e i pensieri, sempre secondo cosa hai deciso di farne. Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta (cit.).


Quali progetti portare avanti

Nessuno conosce meglio le tue priorità di te stessa. Se in questo periodo ti senti indecisa, ti lascio alcune linee guida per individuarle con più facilità.

  1. A breve e medio termine.
    Le priorità scelte adesso non saranno tali per sempre, perché col tempo non solo cambierai tu e cambieranno le situazioni della vita, ma incontrerai anche nuovi entusiasmanti mondi da esplorare. Pensa a ciò che è importante per te adesso e nei prossimi mesi (o anni).
  2. In linea con il progetto di vita.
    Il progetto di vita è l'insieme di attività che ti garantiscono la giusta dose di varietà, significato e denaro per essere felice e soddisfatta. Se lo conosci, sai anche quali progetti concorrono a realizzarlo: dai la precedenza a loro, perché sicuramente ti porteranno là dove vuoi andare.
  3. Perché, perché, perché, perché, perché.
    Lo so, la tentazione di seguire tutti i progetti prioritari è tanta. Ma se ne hai già una decina (o giù di lì), è il caso di sfoltirli (altrimenti non basterebbero tempo ed energie per portarli avanti tutti e bene). Per ogni priorità chiediti perché lo è (chieditelo cinque volte, per esserne sicura) e inizia dai primi tre "perché" più sentiti.
Segna i vincitori nella lista dei progetti: una semplice lista intitolata Progetti, che elenca tutti i progetti prioritari man mano che li individui. È una specie di promemoria-archivio e ti aiuta a sapere sempre dove sei e dove stai andando. 
  Gli altri, invece, elencali nella lista Prima o poi, forse: magari in futuro potrebbero entusiasmarti di nuovo oppure farti scattare un'importante intuizione. 


Ricapitolando: svuota mente e giornate, riempi una lista, trova le tue priorità, segnale nella lista dei progetti prioritari. Non ti senti già più determinata?
  Ora che sai che cosa fare e come investire il tuo tempo, sei pronta per i prossimi passi: pianificare e programmare in agenda i tuoi progetti!

Se ti va, raccontami com'è andata questa esplorazione, se le linee guida ti sono utili, cosa hai scoperto dai tuoi perché (e se sai di chi è la citazione!). Se invece preferisci intraprendere questa ricerca con una guida, sarò ben felice di aiutarti con una delle mie consulenze


Multipotenziali e priorità: come scegliere i progetti prioritari | Paroladordine


martedì 25 maggio 2021

Le risorse personali sono preziose alleate

 Per noi multipotenziali saperci organizzare è fondamentale per due motivi: (1) per gestire gli impegni, e avere così tempo per esprimere le nostre molteplici potenzialità e una vita completa dentro e fuori di noi; (2) per non arrivare a fine giornata stanchi, sopraffatti, estressati, confusi, spenti dal punto di vista creativo, incapaci di prendere decisioni né di risolvere problemi (neppure i più banali).
  Il tempo e le risorse personali sono legate tra loro: quando sprechiamo tempo, sprechiamo anche le nostre energie fisiche e mentali e le nostre capacità di prestare attenzione, scegliere, trovare soluzioni, mantenere l'autodisciplina.
  Ecco perché oggi ti propongo un gioco, un piccolo esercizio per conoscere meglio le tue risorse interiori.


Che cosa sono le risorse personali?

La prima volta ne ho sentito parlare in ambito organizzativo, per cui le principali sono lo spazio, il tempo, il denaro e l'energia fisica e mentale. Per averne un'idea precisa e oggettiva, però, ho fatto una breve ricerca in internet.
  Ne trattano soprattutto gli psicologi e le descrivono come competenze psicologiche, che tutti abbiamo e che "aiutano le persone ad aiutarsi" e "a farcela da sole" nelle situazioni stressanti: sono un insieme di caratteristiche del corpo, della personalità, abilità, ruoli, mansioni e aspetti della vita vissuta, che influiscono sul nostro comportamento.

Non sono né psicologa né neurobiologa, ma ho messo insieme le informazioni e mi sono fatta un'idea (può essere giusta o sbagliata): per me le risorse personali sono le caratteristiche di Homo sapiens, che ci distinguono come esseri umani dalle specie precedenti – come il pensiero lento, l'intuito, il ragionamento astratto, il linguaggio, l'introspezione e la creatività.
  Risolvere problemi, prendere decisioni, la fantasia, l'immaginazione, l'attenzione, la concentrazione, la consapevolezza, l'autodisciplina, l'organizzazione, la sintesi di informazioni, la regolazione del comportamento emotivo, l'apprendimento... sono tutte funzioni esecutive, cioè capacità di rispondere con il nostro comportamento a situazioni nuove o insolite, e hanno origine nella corteccia prefrontale, la parte di "ultima generazione" del cervello umano. 
  Sono quelle che fanno consumare molta energia al cervello e per questo motivo vanno usate con parsimonia. 


Che rapporto hai con le tue risorse personali?

Per il gioco di oggi prendi il quaderno dell'organizzazione (se leggi il Bollettino di Paroladordine, sai già di cosa si tratta!), una penna, una tazza della tua tisana preferita e mezz'ora del tuo tempo. Ti servono per conoscere le tue risorse interiori e capire quale rapporto hai con loro.
  Perché noi multipotenziali siamo talmente attratti dagli stimoli e presi da ciò che ci piace fare, da dimenticarci completamente di loro, finché arriviamo a fine giornata con le pile esaurite.

Iniziamo!

  1. Inventario
    Cerca dentro di te, tira fuori le tue risorse personali e scrivi un elenco sul tuo quaderno. Forse non sarà facile trovarle tutte subito, perciò datti del tempo per identificarle; puoi aiutarti con quelle scritte nel paragrafo qui sopra.
  2. Valore
    A ogni voce assegna un punteggio da 1 a 5 (1 = minimo; 2 = basso; 3 = medio; 4 = alto; 5 = massimo) secondo il valore che dai a ciascuna. Cerca di capire quali ti sembrano più utili e necessarie nella tua quotidianità.
  3. Livello
    Ora, invece, assegna un punteggio da 1 a 5 (1 = scarso; 2 = insufficiente; 3 = sufficiente; 4 = buono; 5 = ottimo) in base al livello che senti di avere per ogni risorsa. Prova a percepirne la quantità, quale stai usando di più e quale di meno.
  4. Domande
    A questo punto ti saranno venute in mente alcune domande; altrimenti rileggi l'elenco e i due punteggi e interpreta i risultati. Quali stai usando più spesso? Su quali fai affidamento? Quali invece non prendi in considerazione? Perché?

Questo esercizio ti serve per capire quanto conosci le tue risorse personali e che rapporto hai con loro. Passarle in rassegna è importante non solo per prenderci confidenza, ma anche per capire come le utilizzi, scoprire i punti forti e i punti deboli, sapere quali potenziare, come usarle e trattarle meglio.
  Perché grazie a loro puoi esprimere pienamente te stessa, dare forma alla tua multipotenzialità e contribuire con le tue scoperte a rendere il mondo un posto migliore per tutti. 
 


Le risorse personali dei multipotenziali sono preziose alleate | Paroladordine


martedì 18 maggio 2021

Come organizzarsi per multipotenziali Alternanza

Tutto è iniziato a marzo, quando ho scritto di come Emilie Wapnick nel suo libro Diventa chi sei abbia individuato quattro stili di vita ideale per i multipotenziali, basati sul bisogno di varietà, sicurezza e significato, e di come ciascuno di loro abbia un rapporto diverso col tempo.

  Ad aprile ho scritto del tipo Abbraccio e oggi del tipo Alternanza.

Chi sono i multipotenziali Alternanza

I tipi Alternanza funzionano bene con più progetti simultanei e soddisfano i loro bisogni fondamentali (varietà, significato e denaro) con due o più lavori a orario ridotto alternati con regolarità. Stanno bene se fanno più cose insieme.
  Si dedicano a più attività e rivestono più ruoli in contesti apparentemente* molto diversi tra loro. In questo modo mantengono una certa sicurezza economica (data dalla somma delle diverse attività) e una molteplicità di interessi nel breve periodo (non c'è una giornata uguale all'altra), e si assicurano la giusta dose di libertà, autonomia e flessibilità necessaria per sentirsi vivi e felici.

Tempo fa ho provato l'ebbrezza dell'Alternanza: per un breve periodo (tre o quattro anni) vivevo settimane spericolate, ogni giorno diverso dall'altro, come studentessa universitaria (frequentavo in settimana e studiavo nel fine settimana), docente di turismo in una scuola di formazione, educatrice per la scuola materna e primaria, operatrice didattica di archeologie nelle scuole dell'obbligo, guida turistica e impiegata in una ditta privata. Ricordo che mi sentivo una trottola, ma ero libera, felice, appagata e mi divertivo tantissimo.

*Apparentemente, perché esiste sempre un filo rosso che lega ogni attività intrapresa dai multipotenziali: gli altri non lo vedono, ma noi sì.


Difficoltà e consigli organizzativi

In quegli anni ho conosciuto bene le difficoltà col tempo del tipo Alternanza e ho imparato a organizzarmi in un nuovo modo per non farmi schizzar via dal turbinio degli impegni. Ne ho identificate cinque, ma potrebbero essere di più (in questo caso, scrivimi per suggerirmele!)

La mappa del tempo
Ogni giorno è diverso dall'altro: hai impegni diversi in posti diversi e in momenti diversi; alcuni non sono nemmeno fissi, ma di volta in volta devi concordarne il giorno e l'orario. Certe volte ti capita di perdere la cognizione del tempo e, quando controlli sul calendario che giorno è, scopri che alcune attività si sovrappongono.
  Per non rischiare di perderti è fondamentale tracciare una mappa delle tue giornate: chiara, precisa e facile da leggere in ogni occasione.
• Consiglio organizzativo: fai dell'agenda la tua migliore amica e alleata! Sceglila settimanale, segna subito le attività fisse (per avere una struttura di base) e i nuovi appuntamenti appena li prendi, e portala sempre con te ovunque ti trovi.

Più cose insieme ma una alla volta
Funzioni meglio se porti avanti più attività insieme, ma questo non significa che devi fare multitasking (o multijumping). Vale non solo sul lavoro, ma soprattutto nelle ore al di fuori del lavoro: hai un compito da finire, della burocrazia da sbrigare, un paio di lettere da scrivere e inviare, il corso di yoga da seguire e pure quello di calligrafia...
  Il mondo al di fuori dei confini lavorativi ti sembra una giungla, difficile da percorrere e impossibile da mettere in ordine.
• Consiglio organizzativo: distribuisci i tuoi impegni e le tue attività nel corso delle giornate, lasciando un po' di tempo cuscinetto tra l'uno e l'altra; usa la Tecnica del Pomodoro per imparare a concentrarti su una cosa alla volta.

Quando è tempo di prepararsi
La tua vita è fatta di appuntamenti, orologi, allarmi del telefono e corse in macchina, a piedi o in bicicletta per raggiungere i tuoi posti di lavoro. Sei sempre in movimento, non ti fermi mai. Eppure basta poco – il libro da studiare, la divisa, la borsa (vuota) da ufficio dispersi ovunque per casa – per farti perdere tempo prezioso.
  Perché per ogni attività c'è del materiale da preparare, una strada da percorrere, un mezzo da prendere, un abbigliamento da indossare.
• Consiglio organizzativo: calcola il tempo che impieghi per prepararti, raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa; aggiungilo in agenda prima e dopo gli orari di lavoro vero e proprio, lasciando sempre un po' di tempo cuscinetto per gli imprevisti.

Prima i doveri
Essere sempre in moto e spostarti da un'attività all'altra ti fa sentire libera e piena di vita. Ti prende, però, molto tempo extra-lavorativo e in quel che ne rimane ti dedichi ad altri interessi e passioni stimolanti. Ogni tanto la realtà ti chiama a gran voce e corri a prendere i bambini a scuola, a fare la spesa, a passare l'aspirapolvere al volo perché stasera si cena tra amici.
  I cosiddetti doveri proprio non ti piacciono, perché si prendono parte del tuo tempo e t'impediscono di fare fino in fondo ciò che davvero desideri.
• Consiglio organizzativo: le incombenze quotidiane (vivere in un ambiente salubre, mangiare sano, avere relazioni appaganti e senso civico) sono importanti per tutti, perciò segnale in agenda tra le priorità della giornata. Non ti piacciono, ma ti fanno star bene.

Poi i piaceri
È difficile resistere alle tentazioni e noi multipotenziali viviamo circondati da tentazioni infinite. Ciò che ami fare e in questo momento riempie la tua mente; un progetto particolare che ti sta molto a cuore; un'attività creativa appena scoperta; quella ricerca che rimandi da giorni ma ora non più; l'incontro con quella persona che senti così affine.
  Il tempo per esplorare nuovi mondi e approfondire i nostri interessi è un investimento: va trattato con cura e lungimiranza.
• Consiglio organizzativo: secondo la tua disponibilità e le tue preferenze, segna in agenda un'ora di esplorazione libera al giorno oppure un paio d'ore o mezza giornata a settimana; anche in questo caso usa la Tecnica del Pomodoro per concentrarti e non andare oltre.


Se ti riconosci come multipotenziale Alternanza e hai qualche problema organizzativo col tempo, prova uno dei consigli e vedi come va (e se hai voglia, scrivimi per raccontarmelo!).
  Se invece senti di aver bisogno di un aiuto per migliorare il tuo rapporto col tempo, scopri come posso aiutarti.


Come organizzarsi per multipotenziali Alternanza | Paroladordine


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