martedì 23 febbraio 2021

Organizzarsi nello spazio e nel tempo: che cosa cambia?

Chi segue queste pagine sin dagli esordi, lo sa bene: a un certo punto della mia vita di professional organizer sono passata dall'organizzazione nello spazio a quella nel tempo.
  Per chi ancora non lo sa, voglio spiegare perché

All'inizio c'era il caos – nella casa nuova, nella testa, nella mia quotidianità – e non ne potevo più. Così mi sono impegnata e ho cominciato prima a fare chiarezza nelle idee, poi a organizzare gli oggetti nelle stanze secondo l'uso che ne facciamo in famiglia e la nostra comodità.
  Quando ho terminato e la casa è diventata accogliente e facile da vivere, ho deciso di farlo di mestiere per aiutare gli altri. Ben presto, però, mi sono accorta di una vera verità: ho organizzato casa perché in realtà avevo bisogno di non perdere più tempo a cercare quel che mi serviva. Era tutta una questione di tempo!

E al tempo, quindi, ho rivolto tutta la mia attenzione: prima per migliorare il mio modo di usarlo, poi – con l'esperienza acquisita, molto studio e tanta pratica – per aiutare gli altri a fare altrettanto. Perché una relazione equilibrata e sana col proprio tempo è il segreto per vivere bene, assaporare le cose mentre accadono e dare significato alla vita. 

Questa è la mia storia, prima mi sono impegnata con lo spazio e poi con il tempo; ma non esiste una regola universale, dipende da persona a persona, dalla necessità che sente più urgente e da quale sia la sua fonte di maggior difficoltà.
  Magari chi lavora da casa ha il bisogno impellente di avere spazi ben definiti, facili da ordinare e pulire, comodi da usare nelle diverse occasioni. E chi lavora fuori desidera solo trovare il tempo per dedicarsi alla casa, alla famiglia e ai suoi mille interessi.

Nel periodo di passaggio dallo spazio al tempo mi sono chiesta: che cosa cambia nell'organizzazione di questi due ambiti?
  Organizzare significa dare una struttura a un insieme di elementi e coordinarli tra loro per ottenere un risultato, perciò l'organizzazione è universale e può essere applicata in qualsiasi campo: lo spazio, il tempo, le idee, le risorse personali, il lavoro, i viaggi, gli eventi... 

Spazio vs tempo

I problemi e i bisogni
Sono gli stessi e spesso sono intrecciati tra loro: problemi di accumulo di oggetti/impegni, problemi a dire "no", problemi a riconoscere oggetti/impegni davvero importanti per te, bisogno di chiarezza, di praticità e di leggerezza.
  Per esempio, il metodo organizzativo che uso è lo stesso in entrambi gli ambiti e passa attraverso: la consapevolezza, il decluttering, la classificazione, l'ottimizzazione e il mantenimento.

Gli strumenti
Alcuni strumenti organizzativi sono simili e altri diversi, ma portano al medesimo risultato: capire coma stai usando il tuo spazio/tempo, decidere che cosa tenere/fare, misurare lo spazio/il tempo a tua disposizione.
Per esempio, lo strumento per un buon decluttering di oggetti/impegni è la matrice dello spazio/del tempo: ti aiuta a riconoscere il valore che dai a ogni cosa nella tua vita e ad agire di conseguenza.

Le persone
Organizzarsi nello spazio e nel tempo richiede lo stesso grado di impegno, costanza, energia fisica e mentale. Se poi hai deciso di migliorare entrambi gli aspetti della tua vita, sai già che sarà un percorso importante; ma puoi iniziare da piccoli passi.
Per esempio, con il corso Armadio&Agenda, pensato per chi vuole usare in maniera ottimale il suo spazio e il suo tempo e migliorare anche la produttività e professionalità sul lavoro.


In conclusione, non cambia molto tra organizzarsi nello spazio e organizzarsi nel tempo. Se sei indecisa da quale area iniziare (armadio o agenda?), ricordati che non c'è una regola fissa e spesso entrambe le organizzazioni vanno di pari passo: tutto dipende dalle tue priorità e dalla tua voglia di impegnarti, provare, fare esperimenti e tentativi. Ma una cosa è sicura: un passo dopo l'altro arrivi là dove vuoi andare. 


Paroladordine professional organizer corso Armadio e Agenda

martedì 16 febbraio 2021

La consapevolezza e l'organizzazione personale

L'organizzazione personale non è una magia: essere organizzati non significa conoscere le migliori formule e gli incantesimi più adatti per rendere facile la vita, a colpi di bacchetta magica.
  Imparare a organizzarsi è un processo lungo e impegnativo, e proprio per questo è un'avventura che vale la pena vivere. Il primo passo è la consapevolezza, senza è impossibile iniziare qualsiasi cambiamento.

Consapevolezza deriva dall'aggettivo consapevole e dal verbo consapere ("sapere insieme con altri; aver notizia precisa di una cosa") e significa "cognizione, coscienza".
  Sei consapevole quando sai per certo qualcosa, che riguarda il mondo che ti circonda oppure il mondo dentro di te. Sei consapevole quando hai le idee chiare sulla tua situazione attuale, sui cambiamenti da apportare alla tua vita, sul percorso da seguire per arrivare là dove vuoi essere.

La consapevolezza ti permette di prendere le decisioni giuste, di mantenere le tue motivazioni nel tempo e di concentrarti sulle cose davvero importanti. Ed è fondamentale nelle diverse fasi del tuo percorso organizzativo.

Prima

  • Sei consapevole di poter vivere meglio. Gli impegni si accumulano e ti sottraggono tempo, energia e risorse (attenzione, pazienza, creatività, ...), arrivi a sera stremata e con mille sensi di colpa: non è così che vuoi vivere nel tuo futuro – e nemmeno nel tuo presente!
  • Sei consapevole di imparare a organizzarti. Ti serve un metodo su misura per te e i tuoi bisogni, per migliorare la qualità delle tue giornate, che ti aiuti a gestire i tuoi impegni, accettare gli imprevisti e lasciare andare gli sprechi di tempo.
  • Sei consapevole di voler cambiare. Le vecchie abitudini ti hanno portato fin qui, in questa situazione; ecco perché hai deciso di cambiarle e di prenderne alcune nuove. Riesci già a guardarti attorno da una nuova prospettiva e a cambiare i tuoi punti di vista.
  • Sei consapevole di doverti impegnare. L'unica persona che può migliorare la tua vita sei tu: da sola o con l'aiuto concreto di qualcuno esperto, il tuo impegno, la tua costanza e la tua forza di volontà sono il propulsore del tuo cambiamento. 

Durante

  • Sei consapevole dei valori che dai alle tue cose. Scopri che gli oggetti, le idee e gli impegni non sono tutti uguali, perché ogni cosa ha un suo significato secondo il valore che le dai. Un'attività urgente è da fare subito, una importante è da curare con attenzione.
  • Sei consapevole delle tue priorità. Alcune cose arrivano prima di altre e, appena te ne accorgi, smetti di accumulare impegni, sai regolare il tuo bisogno di scoperta e concentrarti solo su ciò che ti fa stare bene adesso.
  • Sei consapevole delle tue scelte. Con le idee chiare sul tuo punto di partenza e su quello d'arrivo è facile decidere quali passi fare, quali strade percorrere e quando fermarti per recuperare le forze. 
  • Sei consapevole delle tue caratteristiche e preferenze. Riconosci che cosa funziona per te, scopri alcuni tuoi modi di essere da assecondare e altri da minimizzare, trovi dentro di te limiti che non vuoi superare e nuove risorse da investire.

Dopo

  • Sei consapevole di mantenere nel tempo la tua organizzazione. Arrivi a sera soddisfatta (magari stanca, ma non stremata), dai il giusto valore a ogni attività della tua vita (anche alle più noiose), rispetti le pause perché sono un modo per prenderti cura di te. Per questo sei pronta a impegnarti con costanza e a fare in modo che tutto funzioni.
  • Sei consapevole dei cambiamenti che avverranno. La vita è cambiamento continuo: cambia il mondo attorno a te, cambiano le tue necessità e i tuoi desideri. Nel tempo cambierà anche il tuo modo di organizzarti, per adattarsi con facilità a nuovi bisogni e aspirazioni. L'organizzazione non solo è personale, ma anche flessibile.
  • Sei consapevole delle tue responsabilità. Solo tu conosci cosa funziona meglio per te, solo tu sai come prenderti cura di te, del tuo tempo e delle tue risorse nel modo migliore. Sai di metterci tutto l'impegno, di prendere tutte le tue decisioni, di rispettare la tua integrità, senza risparmiarti fatiche e secondo i tuoi ritmi, per ottenere i risultati desiderati.

Per organizzarsi non c'è bisogno di alcuna magia e la bacchetta magica non potrebbe mai darti tutto questo: ti basta un po' di consapevolezza – di te, dei tuoi valori e delle tue risorse – per iniziare il viaggio e per le conquiste che arriveranno.

Paroladordine la consapevolezza e l'organizzazione personale per multipotenziali

martedì 9 febbraio 2021

Il decluttering delle "cose da fare"

Ogni volta che la tua insaziabile curiosità ti prende per mano e ti spinge a scoprire, conoscere e immergerti in nuovi argomenti, provoca un vero e proprio accumulo di progetti. Un accumulo invisibile agli occhi, ma pesante: a sera ti senti stremata, dieci volte oltre la stanchezza di una normale giornata indaffarata, e non hai più tempo né energie per fare altro.
  La vera verità è che per noi multipotenziali non basta una vita per riuscire a fare tutto ciò che ci entusiasma! Nonostante le nostre speranze, non possiamo – fisicamente e mentalmente – portare avanti tutti i nostri progetti: abbiamo bisogno di trovare le nostre priorità e scegliere che cosa fare.
  Anche perché, oltre a loro, c'è tutto un mondo da scoprire là fuori e una vita intera da vivere con intensità.

Le priorità sono quegli impegni che vengono prima di altri per la loro importanza o perché hanno un valore fondamentale e superiore rispetto ad altri. Solo tu conosci il valore dei tuoi progetti: alcuni riguardano il lavoro e ti daranno sicurezza economica, altri sono legati alla cura di te e ti garantiranno salute e benessere, altri ancora ti divertiranno o ti rilasseranno o daranno significato alle tue giornate.
  Per riconoscere le tue priorità e decidere che cosa portare avanti, c'è il decluttering delle "cose da fare".

Decluttering è un termine inglese composto da de- e clutter (in origine "blocco"; poi "confusione, disordine, accumulo") e significa "rimuovere la confusione". Perché l'accumulo di cose confuse risucchia la tua attenzione, il tuo tempo, la tua energia e blocca ogni possibilità di cambiare in meglio te stessa e l'ambiente che ti circonda.
  È un metodo valido non solo per alleggerire la casa dall'accumulo di oggetti, ma anche per dare spazio nella mente alle idee importanti e nel tempo agli impegni di valore.

Lo so, la tentazione di trasformare ogni interesse in un progetto è enorme, ma troppi impegni alla fine creano solo una gran confusione (hai presente la sensazione di avere mille vespe ronzanti nella testa'? Ecco...) e rischi di sprecare il tuo tempo, le tue energie e la tua attenzione in progetti interessanti ma non davvero importanti per te.
  Prova così: prendi un quaderno, una penna e fai una lista di tutti i tuoi progetti. Poi rispondi a queste domande:

  • che valore dai a ciascun progetto?
  • quali sono i progetti di valore che ti aiutano a migliorare la tua vita adesso?
  • quali sono quelli che ti entusiasmano ma non sono abbastanza importanti per te in questo momento?
  • quali, invece, sono del tutto inutili e non hanno alcun valore per te?
Riscrivi l'elenco ma lascia solo i progetti più significativi. Decidi quanti ne riesci a portare avanti insieme, secondo la loro ampiezza, l'impegno richiesto e le ore necessarie (da due a cinque è già un buon numero) ed elimina gli altri.
  Eliminare, non significa solo "cancellare per sempre":dimenticati del tutto e depenna dalla lista i progetti non importanti, ma segna in agenda (nella lista Prima o poi, forse) i progetti entusiasmanti per il futuro. E, se tra un mese o un anno ti faranno ancora brillare gli occhi, magari sarà il loro momento. 

Il decluttering  delle "cose da fare" ti regala qualcosa di inestimabile: la chiarezza negli intenti e la leggerezza nelle tue giornate. Finalmente sai a che cosa dedicare il tuo tempo, la tua attenzione e le tue energie: a fine giornata sarai stanca, ma pienamente soddisfatta e con le idee chiare della strada da percorrere. 

Paroladordine decluttering impegni professional organizer

martedì 2 febbraio 2021

"Diventa chi sei" di Emilie Wapnick

Quando ho capito di essere multipotenziale, la mia curiosità mi ha spinta a capirne di più per conoscermi meglio. Ho cercato in internet chi ne stesse già parlando e ho trovato molte persone che raccontano di sé per aiutare gli altri a comprendersi e stimolare il confronto (per esempio Mir Serena Liponi, che pubblica ogni mercoledì sul suo profilo Instagram delle riflessioni mai scontate) e ogni giorno ne scopro di nuove.
  Poi ho fatto quello che amo di più: ho preso un libro da leggere, sottolineare e studiare. Il libro è Diventa chi sei. Una pratica guida per persone creative che hanno molteplici passioni e interessi di Emilie Wapnick

Emilie Wapnick è un'imprenditrice, consulente professionale, blogger, autrice e artista canadese; ha studiato musica, arte, cinema, giurispridenza e ha fondato un sito e una comunità di multipotenziali. Non è la prima autrice a scrivere di multipotenzialità, ma di sicuro al momento è la più conosciuta. È famosa anche per il suo discorso Perché alcuni di noi non hanno un'unica vocazione

Lo scopo del suo libro è aiutare i multipotenziali a costruire una carriera sostenibilie e fruttuosa e una vita poliedrica.
  Innanzitutto ci spiega cosa significa essere multipotenziali e quali sono le caratteristiche che ci accumunano e differenziano: il nostro è un modo di essere, fatto di innamoramenti improvvisi, immersioni e abbandoni (di cose da conoscere, non di persone!), per cui seguiamo tanti interessi nello stesso tempo oppure un interesse per volta o, ancora, infinite varianti e combinazioni tra interessi simultanei e sequenziali. Siamo l'opposto degli specialisti: il loro percorso formativo e professionale è lineare e verticale (scende in profondità), il nostro è orizzontale, trasversale e curvilineo.
  Le sfide non sono poche: abbiamo bisogno di un lavoro significativo e sostenibile (per noi e le nostre risorse personali), di scoprire il nostro modo di essere produttivi (per concentrarci su più progetti e fare progressi in tutti), di gestire le difficoltà che ci impediscono di raggiungere i nostri obiettivi (i giudizi nostri e altrui).

Avere successo per noi significa costruire una vita lavorativa felice per dare il nostro contributo alla società e migliorare il mondo. 
  Naturalmente non esiste un unico modello di carriera ideale per i multipotenziali: la Wapnick ne ha individuati quattro (e per ciascuno dà strategie, obiettivi e consigli), secondo le diverse combinazioni di tre fattori fondamentali:

  • il denaro e il bisogno di sicurezza economica
  • il significato e il bisogno di sentire che si sta facendo qualcosa di importante
  • la varietà e il bisogno di sperimentare e cambiare


I quattro modelli di carriera ideale sono:

  1. abbraccio di gruppo (hug in inglese), un unico lavoro multidisciplinare soddisfa tutti e tre i bisogni contemporaneamente e sul lungo periodo. La parola chiave è fusione;
  2. alternanza (slash in inglese), due o più lavori a orario ridotto, separati gli uni dagli altri e alternati a ritmi regolari, garantiscono denaro, significato e soprattutto tanta varietà sul breve periodo. Le parole chiave sono libertà e indipendenza;
  3. Einstein, un solo lavoro sicuro (ma anche piacevole, divertente e stimolante), che lasci abbastanza tempo ed energia per portare avanti le passioni, soddisfa innaniztutto il bisogno di denaro. La parola chiave è stabilità;
  4. fenice, un solo lavoro per mesi o anni, per poi cambiare carriera in un nuovo settore, risponde alla forte esigenza di significato (la varietà si manifesta molto lentamente). Le parole chiave sono profondità e ampiezza.
Con questo libro Emilie Wapnick aiuta le persone multipotenziali a capire chi sono, quali punti di forza potenziare, quali difficoltà superare, per costruire una vita sostenibile attorno alla pluralità, trovare l'equilibrio tra curiosità insaziabile e desiderio di fare progressi, coltivare la fiducia in se stessi e usare il talento nel mondo per contribuire a renderlo un posto migliore.

Una delle sfide che noi multipotenziali affrontiamo ogni giorno è il nostro rapporto col tempo e tutto quel che ne consegue: le tante passioni si trasformano in accumuli di impegni, che riempiono la giornata, tolgono tempo alle altre attività (tra cui la cura per noi, i nostri affetti e l'ambiente in cui viviamo), si accavallano gli uni sugli altri ed esauriscono le nostre scorte di energia, attenzione e creatività... 
  C'è un modo per vincere questa sfida: trovare il proprio modo di organizzare gli impegni nel tempo e di utilizzare bene le nostre risorse. Non è facile né immediato, ci vogliono costanza e impegno, voglia di sperimentare e provare: se viviamo questa esperienza con la nostra solita curiosità e voglia di imparare, diventerà la più importante avventura della nostra vita.

Paroladordine professional organizer per multipotenziali diventa chi sei Emilie wapnick


martedì 26 gennaio 2021

Questa sono io: da archeologa a professional organizer

Ci sono due domande che mandano in crisi i multipotenziali. In realtà sono innocue, quasi di prassi: una ce la rivolgono spesso, a volte solo per cortesia; l'altra invece ce la sentiamo dire solo in certe occasioni, per fortuna.

La prima domanda è: "Che lavoro fai?"
  Sembra semplice rispondere, se hai un lavoro fisso da anni, da sempre. Nel mio caso non lo è, allora scelgo la risposta più in linea con la situazione: ai conoscenti dico il nome di uno dei miei lavori più noti (per esempio, l'autrice di storia antica); invece agli amici racconto il mio attuale lavoro con tutte le sue sfaccettature. 

La seconda domanda è: "Come ti vedi tra cinque anni?"
  Mi sono scervellata ogni volta per dare una risposta consona. In realtà non ne ho mai avuto idea. Dagli otto ai ventidue anni avrei risposto con sicurezza, poi ho iniziato ad avere qualche dubbio: le infinite possibilità offerte da un corso di laurea già ricco di stimoli mi hanno fatto navigare con la fantasia e il cuore verso mille direzioni diverse. I casi della vita (o i tempi maturi) mi hanno fatto fare una giravolta su me stessa e inviato verso lidi sconosciuti e affascinanti. C'è così tanto da scoprire...

Nella vita ho fatto molti lavori. Alcuni sembrano discendere in modo naturale da altri, certi sono delle novità assolute.

  1. L'archeologa
    Ufficialmente tecnico di scavo e di rilevamento archeologico nei cantieri del nord Italia. 
    Il mio lavoro, quello che ho scelto di fare fin dai miei otto anni. L'ho fatto, l'ho amato e l'ho lasciato perché non trovavo più prospettive di crescita. Inoltre, il giorno in cui mi sono resa conto di fare sempre le stesse cose (pulire lo strato, fotografare, misurare, disegnare, raccogliere reperti, compilare schede e liste, scavare – e via, tutto daccapo!) ho iniziato ad annoiarmi.
    Ho capito che non faccio, ma sono un'archeologa, in tutto e per tutto: trovare soluzioni, fidarmi del mio intuito, l'immaginazione, la disciplina, il metodo, le procedure, le liste, la classificazione, la ricerca, l'interpretazione, la multidisciplinarietà, l'antropologia – fa tutto parte di me.

  2. L'operatrice museale
    Sogno nel cassetto da ragazzina, lavorare in un museo e conoscerne tutti i segreti (o quasi).
    Il mio primo incontro con le scolaresche è stato amore a prima vista e mi ha segnato nelle scelte successive.

  3. L'accompagnatrice turistica
    Primo passo verso il mondo del turismo: credevo nella divulgazione archeologica e il turismo mi sembrava la via principale, quindi una mia evoluzione naturale.
    Non avevo capito bene che cosa comportasse questo lavoro, poi ho scoperto che non mi piaceva.

  4. L'operatrice didattica di archeologia
    Prima per una società (per cui ho anche scritto testi di divulgazione archeologica), poi per me stessa. Insegnare la mia passione nelle scuole mi ha fatto tornare bambina, non mi sembrava un lavoro ma una grande fortuna.
    Avevo grandi idee, progetti fantastici e un po' ambiziosi da realizzare, ma mi chiedevano sempre gli stessi laboratori e mi annoiavo.

  5. La guida turistica
    Altro sogno nel cassetto. Ho visto una guida al Musée d'Orsay a Parigi e mi son detta: "Voglio farlo!". E l'ho fatto, anche se alla mia maniera: mi sono specializzata in turismo scolastico e divertita un sacco a portare i bambini nei siti e nei musei archeologici del mio territorio.
    Raccontare storie emozionanti di luoghi che amo è una magia (per questo ho aperto un blog di turismo archeologico sul Lago Maggiore).

  6. La docente di tecnica turistica
    Per adulti e ragazzi dell'obbligo formativo: esperienza da dimenticare.
    Però mi ha fatto capire quanto mi interessasse il turismo: così mi sono iscritta al corso di laurea Promozione e Gestione del Turismo. Ho studiato materie lontane anni luce da me (economia, statistica, diritto) e me ne sono innamorata.

  7. La cameriera di risto-pub
    Il mio primo (e unico) contratto di lavoro a tempo indeterminato.
    Tornavo a casa alle prime ore del mattino e olezzavo di carne alla griglia. Non era il mio lavoro, odiavo cenare insieme a tutto il personale di cucina e di sala prima dell'apertura, ma ho imparato molto sulle persone: una vera palestra di antropologia e filosofia.

  8. L'autrice di storia antica per bambini
    Ennesimo sogno nel cassetto!
    Ho collaborato con altre tre donne (molto più esperte di me) per progettare e scrivere i testi di due sussidiari di quarta e quinta primaria. Mi sono occupata di storia antica e mi sono immersa nelle antiche civiltà dei fiumi e del Mediterraneo, dai Sumeri ai Romani. 
    È stato stancante, ma ho imparato un mestiere e, soprattutto, a scrivere.

  9. La professional organizer.
    O, in italiano, la consulente di organizzazione personale.
    Questo non lo avevo previsto... Avevo deciso di lasciare l'archeologia e sono entrata in crisi: il disordine ha preso il sopravvento e dovevo fare qualcosa per trovare la serenità. L'organizzazione è stata la via più naturale per me: sono partita dagli spazi di casa e sono arrivata al tempo e alla produttività personale.
    Adesso mi occupo di organizzare nel tempo impegni, idee e risorse personali per i multipotenziali: una nuova sfida, una nuova gioia.

Se mi chiedi come mi vedo tra cinque anni, però non lo so: ho una vaga idea, qualche desiderio, delle aspirazioni, ma nulla di certo. Sono una multipotenziale consequenziale (la Wapnick direbbe "fenice"): preferisco approfondire una cosa alla volta, per qualche anno, per poi buttarmi in qualcos'altro. Ogni cinque anni ho bisogno di cambiare prospettiva e iniziare da capo. E ancora non so cosa sarà!

Paroladordine Questa sono io Da archeologa a professional organizer


martedì 19 gennaio 2021

L'agenda e l'organizzazione personale

Tempo fa la mia vita quotidiana era in balia di eventi fortuiti. Non avevo una lista di cose da fare, non avevo un piano, non avevo idea di quanto tempo impegnassi a fare le cose. Tutto quello che facevo era semplicemente risolvere una serie di imprevisti.
  Tutta la mia giornata era costellata di contrattempi: dovevo spostarmi con la macchina, ma il serbatoio era vuoto; volevo invitare a pranzo un'amica, ma nel frigorifero c'era l'eco; dovevo consegnare un lavoro, ma non avevo ancora iniziato a pensarci... In realtà non erano veri imprevisti, ma la conseguenza di una mancata organizzazione.
  Quando ho ripreso a organizzarmi consapevolmente e a usare l'agenda sul serio, ho capito che l'organizzazione personale e l'agenda si aiutano a vicenda.

L'agenda è uno degli strumenti organizzativi per usare bene il tempo. A differenza di altri, lo usi ogni giorno per alleggerire il presente, semplificare il futuro e tenere traccia del passato – ché la storia è maestra di vita.

Aiuta il tuo cervello
L'agenda è il libro in cui scrivere tutte le cose importanti da fare: le attività iniziate e non ancora finite, gli impegni futuri e i compiti da ricordare.
  Il nostro cervello presta attenzione solo a una cosa alla volta, ma si carica in fretta di informazioni su cose da fare, provenienti dall'esterno (richieste, incarichi, spunti di riflessione) e dall'interno (pensieri, ricordi, desideri). Per alleggerire il cervello e svuotare la mente da questi pensieri ricorrenti, scrivili: solo in questo modo puoi concentrarti pienamente su ciò che stai facendo, senza spreco di tempo e di energia mentale.
  Non basta togliere dalla testa le informazioni e scriverle su un foglio: perché ti aiutino nella vita di tutti i giorni, organizzale nell'agenda.

Aiuta la tua produttività
La produttività personale è la capacità di raggiungere i risultati desiderati nelle attività significative in un certo periodo e con un certo dispendio di energia: insomma, fare più cose importanti in meno tempo e con meno fatica
  Non per produrre sempre di più; piuttosto per fare in modo efficiente le cose giuste e risparmiare tempo ed energie per altre cose altrettanto importanti. Se dedichi otto ore al giorno al tuo lavoro, a quali altre attività vuoi dedicarti nelle restanti sedici? Segnale sull'agenda e seguile come fosse una mappa del tesoro: a fine giornata ti ritroverai magari stanca, ma soddisfatta.
  Organizza gli impegni come le maglie nel cassetto: con agio, per lasciare spazio alle pause rigeneranti e ai (veri) imprevisti.

Aiuta a fare progressi
L'agenda riflette la nostra capacità di realizzare i progetti e svolgere le singole attività. Depennare le voci di una lista non dà solo un'enorme soddisfazione, ma ti permette anche di capire quante cose hai realizzato ogni giorno e di controllare i tuoi progressi. 
  Progresso significa "avanzamento e trasformazione graduale, caratterizzati da un sempre maggiore aumento di capacità e potenzialità": in poche parole, mentre ottieni i risultati desiderati, stai migliorando il modo in cui lo fai. E, a mano a mano che porti avanti le cose davvero importanti, stai cambiando la tua vita in meglio.
  Organizza quindi in agenda una serie di revisioni, verifiche e controlli da fare periodicamente: così mantieni il sorriso e festeggi le tue vittorie.

L'agenda e l'organizzazione si aiutano a vicenda: l'organizzazione ti serve per usare e far funzionare al meglio l'agenda, e l'agenda ti serve per organizzare i tuoi impegni – tutti, compresi i doveri, i piaceri, le pause e il lavoro – e realizzarli, uno dopo l'altro.

Paroladordine organizzazione personale e agenda

martedì 12 gennaio 2021

L'agenda giusta per i multipotenziali

 L'agenda è uno strumento per usare bene il tempo e trovare il tempo giusto per ogni cosa. Non è l'unico in assoluto, ma uno degli strumenti utili.
  Per farlo funzionare hai bisogno di sapere prima com'è il tuo rapporto con il tempo, come vuoi cambiarlo e quali sono i tuoi progetti importanti, quelli che ti svoltano la vita in meglio. Poi costruisci una strategia del tempo e usi l'agenda per pianificarla: così, giorno dopo giorno, arrivi là dove vuoi andare e la tua vita migliora.

"Anche se sono multipotenziale?" Certo, anche se sei multipotenziale!
  Più mi addentro in questo mondo, più mi rendo conto che tra multipotenziali e tempo c'è un rapporto multisfaccettato: lo amiamo, perché ci permette di immergerci in ciò che ci fa brillare gli occhi e, quando siamo immersi, sembra non finire mai – come una piccola eternità; lo odiamo, perché non è mai annastanza per tuffarci in tutti i nostri interessi ed è pieno di limiti e ostacoli, che ci impediscono di seguire le nostre aspirazioni come invece vorremo.
  Per limiti e ostacoli intendo tutti i doveri e le incombenze che irrimediabilmente l'età adulta ci regala. Non li elenco, tanto li conosci...

Mir Liponi (il suo profilo Instagram è uno dei miei punti di riferimento) ha presentato i nove super problemi dei multipotenziali: la procrastinazione, la sindrome dell'impostore, non sapere come raccontarsi, la monetizzazione delle proprie competenze, il multitasking estremo, la gestione delle priorità, troppi pensieri e idee, dubbi sui passi successivi da fare, la noia.
  Cinque su nove riguardano l'organizzazione personale nel tempo e l'agenda giusta può aiutare a risolverli.

  • Procrastinazione. L'agenda ti aiuta a pianificare i progetti e programmare le singole attività nella settimana e nei giorni giusti. Pianificare è un lavoro preparatorio che ti "ruba" tempo all'inizio, ma te ne fa guadagnare giorno dopo giorno: segui le indicazioni della tua agenda e non rimanderai più nessun impegno. Perché l'hai già deciso prima e sai già che cosa vuoi fare.
  • Multitasking. Il multitasking umano non esiste, in realtà stai passando da un'attività all'altra in brevissimo tempo, col rischio di non riuscire a fare bene né a concluderne nessuna. L'agenda ben organizzata ti ricorda che oggi ci sono due (o poco più) impegni importanti da completare: solo dopo aver cancellato una voce, puoi passare alla successiva.
  • Priorità. Decidere quali sono le tue priorità, cioè quelle azioni davvero importanti per migliorare la tua vita, è un lavoro preliminare e fondamentale. L'agenda è la casa delle tue priorità: non ci sono perdite di tempo, né perdite d'energia né urgenze continue (a parte alcuni imprevisti e poche – speriamo – emergenze). Le attività segnate in agenda sono tutte necessarie per il tuo successo.
  • Pensieri e idee. Quando la testa è piena di pensieri e idee che rimbalzano come palline impazzite, non riesci a mantenere l'attenzione; e più ti distrai, più perdi tempo. L'agenda ti serve per segnare non solo tutte le cose che ti ricordi, desideri o ti chiedono di fare, ma anche le idee di progetti futuri e di argomenti da approfondire prima o poi, forse...
  • Prossime attività. A volte ti blocchi perché non sai che cosa fare dopo, passa il tempo e vai in confusione. Con l'agenda non succede, perché hai già pianificato i tuoi progetti, programmato i tuoi impegni in settimana e segnato nelle liste le cose da fare al telefono, al computer, in giro per commissioni, in ufficio, a casa: ti basta dare un'occhiata e agire.

Qual è l'agenda giusta per i multipotenziali?

Emilie Wapnick nel suo libro Diventa chi sei suggerisce due tipi d'agenda: duttile e programmata.
  L'agenda duttile funziona con chi non si trova bene ad avere impegni fissi e ha bisogno di concentrarsi su un solo progetto alla volta. Nell'agenda duttile, ogni giorno le ore libere da altri impegni sono lasciate in bianco: sarai tu a scegliere di volta in volta a quale dei progetti prioritari dedicarti. L'importante è segnarli con chiarezza nella sezione Progetti!
  L'agenda programmata è per chi ha bisogno di dettagliare con precisione gli impegni quotidiani. Funziona per tutti quando ci sono molte attività e scadenze, per trovare il tempo giusto ad alcuni progetti più impegnativi di altri.

Credo che l'agenda giusta per i multipotenziali sia un misto delle due: più rigida per i progetti lunghi e complessi, più morbida per i momenti di esplorazione di nuovi mondi e le decisioni estemporanee. Per esempio, nella mia agenda dettaglio le attività della mattina e lascio in bianco le ore del pomeriggio, che di solito dedico allo studio e alla ricerca dei miei progetti (sono arrivata a quota cinque!).
  L'agenda è come una struttura sicura, all'interno di cui siamo liberi di fare ciò che desideriamo.

In ogni caso dev'essere ben organizzata: per contenere le idee e svuotare la mente dalle distrazioni, per fare progressi nei progetti grazie alla pianificazione, per ricaricare l'energia mentale e fisica con le pause ben distribuite nella giornata e in settimana.
  E deve essere su misura per te, i tuoi progetti, le tue passioni e il tuo stile di vita. Lo so, non è facile trovarla, per questo ho ideato il corso L'agenda perfetta: per imparare a progettare, realizzare, organizzare e mantenere la tua agenda. Inizia domani pomeriggio, sei ancora in tempo a iscriverti!

Paroladordine agenda per multipotenziali professional organizer

giovedì 7 gennaio 2021

Come ho organizzato la mia agenda ad anelli 2021

Sono in vacanza ma sto già usando la mia nuova agenda: devo proprio dirlo, non vedevo l'ora! Da mesi ormai progettavo questa versione e averla finalmente tra le mani mi dà una grande soddisfazione: funzionerà la nuova struttura? Tutte quelle etichette mi daranno fastidio o aggiungeranno un tocco sbarazzino al rigore dell'organiser? Lo scoprirò.

Qualche anno fa avevo smesso di credere nelle agende: prima perché non ero organizzata, poi perché non trovavo quella giusta per me. Da quando organizzo le mie attività nel tempo e realizzo la mia agenda su misura per me, non posso più farne a meno: l'agenda è la mia assistente personale, senza di lei sarei persa, non ricorderei nemmeno la metà delle cose da fare e in testa avrei sono confusione.

L'agenda è un meraviglioso strumento per organizzare gli impegni, fare progressi e trovare il tempo per tutto. Ti aiuta a:

  • vedere oggettivamente il tempo – è come una fotografia delle tue ventiquattro ore quotidiane e di come le usi giorno dopo giorno;
  • fare chiarezza tra le idee e i pensieri – tu scrivi (a mano è meglio per il cervello), la mente si libera e si concentra su quello che stai facendo adesso;
  • mantenere l'equilibrio tra fare e non fare – perché le pause non sono perdite di tempo, ma occasioni per la tua mente di ricaricarsi e lavorare meglio.

In poche parole, sono diventata una patita delle agende! E più studio come i maestri del tempo suggeriscono di usare l'agenda, più scopro particolari utili per migliorare la mia e realizzare l'agenda perfetta.

La mia agenda 2021

Come ogni anno, nella nuova agenda ho lasciato quel che funzionava, eliminato quello che non funzionava e aggiunto qualche novità.
  • Cosa tengo:
    - il personal organiser della Filofax, perché mi trovo solo con l'agenda ad anelli, facile da organizzare e da personalizzare;
    - la divisione delle informazioni nelle sezioni Agenda (con la visione annuale, mensile, settimanale e giornaliera), Attività, Progetti e Procedure (iniziata l'anno scorso e perfezionata quest'anno).
  • Cosa elimino:
    - l'impostazione della sezione Agenda divisa in blocchi separati, uno per le pagine dell'anno, uno per i dodici mesi, un altro per le settimane e, infine, quello dei giorni. Era scomodo, non mi piaceva saltare da un blocco all'altro, e le settimane le usavo poco;
    - i controlli periodici nelle pagine giornaliere, perché ho smesso di leggerli troppo presto (ehm).
  • Le novità:
    - l'impostazione della sezione Agenda con le pagine dell'anno, dei mesi, delle settimane e dei giorni in successione temporale (per esempio, dopo le due pagine della visione annuale, ci sono le due pagine del mese di gennaio, cui seguono le due pagine della prima settimana e poi le sei pagine che compongono la prima settimana, e così via);
    - i giorni di sabato e domenica sulla stessa pagina, perché nel fine settimana non lavoro (salvo rare eccezioni) e ho pochi impegni – è inutile sprecare carta;
    - le etichette adesive e colorate per segnare i mesi e trovarli in fretta quando devo segnare un appuntamento;
    - le settimane sempre su due pagine ma divise in orizzontale in due parti, una per segnare le attività pianificate e l'altra per il calendario editoriale;
    - i nuovi divisori, finalmente! Non li ho ancora pronti, ma almeno so come li voglio (bianchi e neri);
    - la sezione Progetti divisa in quattro categorie: In corso, Prima o poi, Approfondimenti e Archivio.

Pubblicherò sul profilo Instagram di Paroladordine tutti i lavori in corso, così puoi seguire l'evoluzione dell'agenda e dirmi che cosa ne pensi. 
E se ancora stai cercando affannosamente l'agenda giusta per te senza trovarla, c'è il corso L'agenda perfetta per imparare a progettare, realizzare, organizzare e mantenere la tua agenda ad anelli su misura per te, i tuoi impegni e le tue passioni. Da un'occhiata al programma (inizia il 13 gennaio!), trovi anche la testimonianza di chi ha seguito la prima edizione.

Paroladordine come organizzre agenda ad anelli 2021 professional organizer


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