martedì 7 aprile 2020

Come distinguere le vere priorità da quelle false

Mi è capitato la seconda o la terza settimana di questo periodo. In superficie la mia vita era la stessa – stessi orari, stesse abitudini, stesse modalità di lavoro (in remoto) – ma nel profondo sentivo qualcosa di diverso, come se l'ago della bussola stesse cercando un nuovo polo magnetico. Mi sono chiesta se le cose per cui mi stavo impegnando fossero davvero importati per me, ho messo in dubbio le mie priorità o, meglio, loro hanno sollevato il dubbio.

In momenti come questi l'insicurezza ribalta la nostra vita e ci spinge a rivedere tutto: i nostri piani, i nostri sogni, le nostre priorità. Ancor di più se finora abbiamo portato avanti delle attività "ugualmente importanti" senza mai chiederci se lo siano realmente.
  Durante le consulenze gratuite che ho proposto per la Settimana dell'organizzazione, più persone mi hanno chiesto come riuscire a distinguere le vere priorità da quelle false, e credo che il metodo migliore sia porsi le domande giuste e darsi le risposte più sincere possibili.

Nei libri di organizzazione personale ho trovato alcuni interrogativi interessanti per riconoscere le cose importanti veramente importanti, questi sono i miei preferiti:
  • "Qual è, fra le cose che potresti fare nelle tua vita personale e professionale, quella che, se facessi con regolarità, apporterebbe un enorme miglioramento nella tua vita?"
    (Stephen Covey, Le 7 regole per avere successo)
  • "Cosa ti ha spinto a investire tempo ed energia in questa attività?"
    (Ryder Carroll, Il metodo Bullet Journal)
  • "Cosa vuoi aggiungere alla tua vita in questo momento e, soprattutto, perché?"
    (Ryder Carroll, Il metodo Bullet Journal)
Prendi quaderno e penna, segna le domande e cerca le risposte dentro di te. Il tuo intuito conosce bene i tuoi valori e sa già che cosa scriverai; perciò decidi di conseguenza, conferma le vere priorità ed elimina quelle false.

L'ultimo quesito, in particolare, è stato illuminante per me: in questo momento voglio semplificare al massimo la mia vita, riportare a galla alcune mie caratteristiche, imparare sempre più a viver nel presente e "fare quello che posso con quello che ho nel posto in cui sono".
  La mia priorità è duplice:
  1. continuare ad aiutarti con l'organizzazione personale (anche l'Organizzazione mondiale della sanità ne riconosce il valore e i benefici, e credo che non ce ne sia bisogno solo adesso ma ancor di più nelle prossime fasi e dopo), perché è la mia missione, credo in quello che faccio e sento il bisogno di lavorare con le persone, instaurare un rapporto di fiducia reciproca e contribuire a vivere meglio questo periodo;
  2. aiutare chi in questa situazione lavora per noi e non può fermarsi, perché sento il bisogno di fare concretamente la mia parte e di contribuire per sostenere la ricerca, la cura e tutto ciò che è necessario per affrontare questa situazione.
Ecco perché, da oggi finché perdurerà questo periodo, ti offro un servizio-solidarietà: per ogni acquisto di FLORA, la consulenza di un'ora in remoto per trovare una soluzione veloce e pronta all'uso a un problema organizzativo specifico, darò il 50% del ricavato alla raccolta fondi per l'unità di crisi della Regione Piemonte #riprendiAMOfiato.
  Ho scelto FLORA perché è il servizio che costa di meno e risolve più problemi: in un periodo d'incertezza economica preferisco dare a tutti l'opportunità di imparare a organizzarsi per vivere questo e i prossimi cambiamenti nel modo migliore.

Più siamo, meglio è: per scoprire come funziona la consulenza e la donazione alla raccolta fondi visita la pagina dedicata a FLORA.

paroladordine-consulenza-organizzazione-personale-priorità-raccolta-fondi-unità-di-crisi-piemonte




martedì 31 marzo 2020

La mia Settimana dell'organizzazione 2020

La Settimana dell'organizzazione 2020 è finite venerdì scorso e, come al solito, voglio raccontarti com'è stata questa edizione per me.
  Come socia di APOI mi occupo insieme ad altre tre colleghe della raccolta, scelta e revisione delle risorse gratuite da pubblicare di giorno in giorno sul sito dell'associazione; iniziamo circa un mese prima, per darci il tempo di fare le cose per bene e portare avanti anche i nostri impegni personali e professionali con agio. Il 21 febbraio non sapevo che cosa sarebbe successo, ma avevo già paura ed ero molto preoccupata; in altre parti d'Italia, invece, questa percezione ancora non c'era, ma tutti ci siamo impegnati per dare il massimo. I contributi pubblicati tra il 21 e il 27 marzo sono lo specchio di ciò che stavamo vivendo prima.

Di solito per la Settimana dell'organizzazione offro un mini corso gratuito presso la Libreria Mondadori di Arona (la proprietaria è una persona illuminata e sensibile) e contribuisco con una risorsa gratuita per il sito APOI.
  Per l'edizione di quest'anno avevo in programma tre mini corsi (Vivere serenamente sull'importanza dell'organizzazione per la salute, Moltiplica il tuo tempo sull'uso del tempo per l'associazione Women@Work Laghi, Il potere delle abitudini su come migliorare la vita con le abitudini) e zero contributi da pubblicare. Invece i mini corsi sono saltati e ho scritto due articoli per il blog di APOI (La regola del bersaglio e Il tempo è come una scatola)!

Al posto dei mini corsi ho offerto delle mini consulenze gratuite per riorganizzare la nuova quotidianità, mantenere l'equilibrio tra le nuove esigenze familiari, approfittare del vuoto per trovare le vere priorità. Le ho proposte su due gruppi Facebook che frequento: la comunità che li segue è formata soprattutto da donne, con un blog personale o professionale, la maggior parte libere professioniste e con un forte spirito di condivisione e aiuto reciproco.
  Alcune persone hanno accettato la mia offerta e ho incontrato ciascuna di loro in una video-chiamata di tre quarti d'ora (anche di più, se ci scambiavamo qualche parola di confronto e conforto sulla situazione).
  È stata una bella esperienza.

Ho incontrato diversi tipi di persone

Erano quasi tutte libere professioniste o in procinto di esserlo, alcune con più di un lavoro e tutte con attività creative e innovative. Molte con famiglia e bambini, poche da sole. Chi aveva bisogno di tempo per ascoltare emozioni, sentimenti e pensieri; chi trovava la situazione stimolante per la ricchezza di opportunità future; chi provava un continuo sottofondo di preoccupazione per il marito obbligato a lavorare (come me); chi si era fermata a cullare il dolore per un amico perduto; chi si stava preparando a nuovi modi di lavorare e a un famiglia più grande. Tutte nel presente, con un occhio al futuro.

Ho conosciuto meglio chi posso aiutare

Si sono definite disorganizzate, eppure non lo erano del tutto. Crediamo di essere "fatte male", proviamo sentimenti avversi nei nostri confronti, rabbia, colpa, solo perché non riusciamo a fare quella cosa nonostante i continui sforzi... e non ci accorgiamo di fare già tanto. Ci manca solo un piccolo aiuto, il consiglio giusto, uno strumento pratico: questo periodo ci offre l'occasione giusta per trovarlo.
  In generale ho notato il bisogno di riconoscere le vere priorità, di creare nuove abitudini e di organizzare le attività quotidiane, non solo per vivere meglio questo periodo, ma anche come base per il futuro.

Ho fatto qualcosa di utile e non mi sono sentita sola

Lo ammetto: mi piacciono le consulenze, il contatto con le persone e il rapporto di fiducia reciproca che si crea all'istante. Mi sentivo impotente e l'impotenza per i risolutori di problemi è frustrante e dolorosa. Volevo fare anch'io la mia parte, rendermi utile e aiutare ad affrontare questo periodo con quello che so fare: l'organizzazione costruisce una struttura salda e flessibile, che regala sicurezza e razionalità anche nei momenti più incerti ed emotivi.
  Dedicarmi agli altri, sentirmi vicina a persone appena conosciute mi ha fatto bene. Non pensare alle mie paure, concentrarmi sul mio lavoro mi ha fatto bene. Perciò grazie di cuore a chi ha accettato le mie mini consulenze.

Ho seguito il mio intuito, tra l'altro in linea con lo spirito che anima la Settimana dell'organizzazione. Non credo che regalare il mio lavoro e la mia esperienza tolga valore alla mia professione, in fondo ho solo cambiato il mezzo, non la sostanza: l'iniziativa è proposta da APOI per diffondere gratuitamente la cultura dell'organizzazione personale, farne conoscere i vantaggi e insegnare come ottenere benefici immediati con uno stile di vita organizzato.
  Finita la Settimana dell'organizzazione, sto già pensando a un nuovo modo per essere utile a te, che hai bisogno di riorganizzare le tue giornate e risolvere qualche problema organizzativo col tempo, e alla situazione là fuori.

paroladordine-la-mia-settimana-dellorganizzazione-organizzazione-personale

martedì 24 marzo 2020

La matrice dello spazio e il valore degli oggetti

In questi giorni sto riorganizzando alcuni spazi di casa che ne avevano davvero bisogno: il guardaroba, l'angolo della ginnastica, l'angolo della creatività, il ripostiglio e i cassettoni del sottoscala... Credo che nelle prossime settimane andrò avanti con i mobili del falso ingresso, quelli della lavanderia e terminerò con le librerie, gli scaffali e la scrivania dello studio.
  Insomma, mi sto dando da fare per tenere a bada le emozioni e i pensieri spiacevoli svuotando, pulendo, eliminando e riorganizzando casa. Esattamente come sta facendo una buona percentuale di italiani in questo periodo di chiusura (e clausura) forzata.

Sei a casa e non puoi uscire, se non per vere e proprie necessità: mai come ora ti vien voglia di rendere l'ambiente in cui vivi più ordinato, più funzionale, più confortevole, più accogliente e più simile al tuo ideale di casa. Allora inizi ad aprire le ante di un mobile, lo svuoti, lo pulisci e... ti blocchi davanti alla catasta di oggetti da rimettere a posto. Vuoi eliminarne qualcuno ma non sai da che parte iniziare né come fare. Che cosa ne fai del regalo di Natale del tuo migliore amico? E degli appunti dell'università? Le bomboniere dei cugini, le tieni o le elimini?
  Dipende. Non esistono regole universali per decidere che cosa tenere e che cosa eliminare, esiste solo il valore che dai ai tuoi oggetti: se sono utili e li usi sempre, hanno un valore funzionale; se sono belli e ti suscitano emozioni piacevoli, hanno un valore emozionale.

Usa la matrice dello spazio: serve a riconoscere il valore degli oggetti, scegliere che cosa tenere e decidere che cosa farne.
Ne ho letto per la prima volta nel libro di Sabrina Toscani. È una tabella divisa in quattro quadranti: ogni quadrante corrisponde a un tipo diverso di oggetto e ogni tipo di oggetto si distingue per il grado di utilità e di piacevolezza.

  • I - utile e piacevole. In questo quadrante ci sono i giochi: li riconosci subito perché non sono solo utili e li usi spesso, ma sono anche belli e ti fanno sentire bene. Come il tuo telefono, il computer, colori e pennelli, taccuini e penne, gomitoli e uncinetti.
    Hanno un doppio valore: tienili e riponili in un luogo facile da raggiungere, a portata di mano e pronti da usare, trattali bene e prenditene cura.
  • II - piacevole ma non utile. Qui ci sono i tuoi tesori: non hai bisogno, di pensarci, senti subito un forte legame emotivo, ti fanno sorridere e brillare gli occhi. Come un quadro, il cappello regalato dalla nonna, un paio d'orecchini, un vaso artigianale.
    In realtà non ti servono dal punto di vista pratico, ma ti suscitano emozioni davvero piacevoli: tienili (pochi ma buoni, però!), esponili e custodiscili con attenzione e amore.
  • III - utile ma non piacevole. Nel terzo quadrante ci sono gli strumenti: servono a uno scopo ben preciso e non puoi farne a meno. Come l'aspirapolvere, la lavatrice, la lavastoviglie, il coltello per il pane, la sveglia, le grucce.
    Magari non ti piacciono in sé, ma ti aiutano a semplificare certe attività: tienili, riponili dove li usi, in uno spazio comodo, mantienili funzionanti e pronti all'uso.
  • IV - né utile né piacevole. Infine, ecco le cianfrusaglie! Sono tutte quelle (troppe) cose che non usi, non ti servono, non ti piacciono, ti ricordano brutti episodi e ti scatenano emozioni spiacevoli. Possono essere regali ricevuti, oggetti costosi o "non-si-sa-mai".
    Si prendono il tuo spazio, il tuo tempo, la tua energia e il tuo denaro senza darti nulla in cambio: eliminale per sempre dalla tua vita e dalla tua casa, dai loro una seconda vita vendendoli, donandoli o riciclandoli.

Adesso che hai lo strumento giusto per fare le tue scelte, procedi così:
  1. libera una superficie ampia e dividila con il nastro adesivo di carta in quattro aree corrispondenti ai quattro quadranti della matrice;
  2. suddividi gli oggetti che hai tolto dal mobile nelle quattro categorie secondo il valore funzionale ed emozionale che hanno per te (cioè in giochi, strumenti, tesori, cianfrusaglie);
  3. sposta gli oggetti nei quadranti, iniziando da quelli che ti piacciono di più e che ti sono più utili.

Da questo momento in poi, alleggerire e organizzare i tuoi spazi sarà più facile e la tua casa da ideale diventerà sempre più reale


E, se hai bisogno di una mano, io sono qui.

Paroladordine-valore-degli-oggetti-organizzazione-personale


martedì 17 marzo 2020

Consigli organizzativi per vivere meglio l'emergenza

L'organizzazione personale è un grande aiuto nei casi di emergenza. È come avere al fianco una guida che, con calma e sicurezza, ti indica le azioni da fare per non perdere il controllo della situazione.
  Una guida diversa per ognuno di noi, perché le iniziative d'emergenza adottate di questi giorni hanno creato necessità molto diverse tra loro:
  • per chi lavorava fuori e ora lavora da casa collegandosi in remoto all'azienda e non sa come gestire il lavoro;
  • per chi lavorava fuori e ora si ritrova a casa con tutta la famiglia (adulti, bambini, ragazzi, animali domestici) da mantenere in equilibrio;
  • per chi lavorava già da casa ma adesso non ha lavoro e non sa che cosa fare di tutto quel tempo;
  • per chi lavorava già da casa e ora deve seguire anche i bambini;
  • per chi vive solo o sola e la solitudine forzata pesa;
  • per chi deve lavorare fuori casa (ma vorrebbe tanto non farlo) e si occupa anche delle necessità di tutta la famiglia (spesa, medicine, assistenza ai familiari che non possono uscire);
  • per chi deve lavorare fuori casa e non sa a chi lasciare i bambini (non ai nonni, per ovvi motivi);
  • per chi ha cani e deve uscire una o due volte al giorno;
  • per chi viveva una vita ben scandita da impegni ben distinti e ora si trova in casa e si sente sopraffatto o sopraffatta dalle cose da fare;
  • per chi non sta bene e non può muoversi da casa;
  • per chi non sa come riempire il tempo vuoto.

Le variabili sono tante, per questo vorrei darti alcuni consigli organizzativi che funzionino per tutti.

Informazioni sicure. Sono il punto di partenza. Come scrive Timothy Ferriss, selezionare poche ma buone informazioni è meglio di annaspare in una marea di notizie. Scegli un paio di canali d'informazione sicuri (come i siti del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore della Sanità) e segui le istruzioni precise che danno. Per esempio su come utilizzare mascherine e guanti monouso, come lavarsi le mani, come smaltire i rifiuti domestici, come arieggiare e pulire gli ambienti chiusi,  come ridurre lo stress.

Regole chiare. Le regole sono fondamentali e, se le seguiamo, siamo liberi di fare ciò che vogliamo. Ogni famiglia – di una sola persona o di tanti individui di qualsiasi età, genere e specie – deve darsi delle regole per orchestrare i diversi tipi di impegni in uno spazio ristretto. Decidi le regole di tempo (per esempio a che ora svegliarsi e iniziare a lavorare) e di spazio (per esempio dove lavorare e riposarsi) per gestire le attività lavorative, scolastiche, domestiche, familiari e personali.

Procedure precise. Le procedure sono elenchi di azioni consecutive per imparare a compiere nuovi gesti. Sono utili per abituarsi a comportarsi nel modo corretto secondo le istruzioni del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore della Sanità. Raccogli le informazioni e, per ogni comportamento, stila una lista di cose da fare una dopo l'altra. Per esempio: indossa i guanti monouso prima di entrare nei negozi, non toccarti il viso mentre fai la spesa, quando torni a casa elimina i guanti nel secchio della raccolta indifferenziata e lavati bene le mani.

Scegliere le informazioni, stabilire le regole e scrivere le procedure sono tre abitudini nuove, necessarie per non farti prendere dall'ansia e vivere questa emergenza il più possibile con calma e sicurezza.

Paroladordine consigli organizzativi nuovocoronavirus organizzazione personale

martedì 10 marzo 2020

Imprevisti ed emergenze

Per oggi avevo pronto un altro articolo, ma c'è stata un'emergenza...

Uno dei tanti aspetti del tempo che mi affascinano di più è quello degli imprevisti e delle emergenze. Dal mio punto di vista si tratta di due cose diverse per cui organizzarsi in modo diverso.

L'imprevisto è prevedibile e, se dipende da te, puoi prevenirlo con una buona organizzazione (per esempio tenendo sempre in macchina venti euro per fare benzina appena la lancetta scende verso la riserva); se non dipende da te, puoi prevederlo grazie all'esperienza passata: sai che in certi orari ci sono traffico in strada e file nei negozi e negli uffici, che quella persona è sempre in ritardo, che esiste la Legge di Murphy.

Emergenza significa "ciò che emerge" (dal verbo latino emergere, composto da e "fuori" e mergere "affondare"). Una volta si usava questo termine per indicare sia qualcosa di bello e fortunato, sia qualcosa di pericoloso e catastrofico. Col tempo ha prevalso il significato negativo di grave situazione di pericolo.

L'emergenza è imprevedibile (forse solo alcuni scienziati e visionari riescono), improvvisa e non dipende da te. Capita, magari non a tutti: un incidente per strada o sul lavoro, una malattia, un incendio, un'onda anomala, un'invasione di cavallette...
  Poiché non dipende da te, non puoi prevederla. L'unica cosa che puoi fare è accettarla. L'emergenza esiste e va vissuta fino in fondo, spostando le risorse personali (soprattutto l'attenzione, la concentrazione, il tempo, l'energia fisica e mentale) dalle attività abituali a quelle strettamente necessarie per affrontare la situazione con lucidità e uscirne il meno devastata possibile.
  Come fai a riconoscere le attività necessarie? In questi casi non hai bisogno della matrice del tempo per capire quali sono le tue priorità, lo intuisci all'istante e ti organizzi di conseguenza: elimini alcuni impegni, ne deleghi altri, riconosci che certe urgenze non sono più tali, ti focalizzi su ciò che conta davvero.

In questi giorni stiamo vivendo un'emergenza che coinvolge tutto il mondo. La nostra vita normale è saltata per aria: chi è rimasto a casa dal lavoro, chi preferirebbe non lavorare, chi non vede i familiari da settimane, chi soffre a stare tra quattro mura per più di un'ora...
  La mia vita in apparenza non è cambiata molto: lavoro da casa in remoto, studio, scrivo, pulisco, cucino, porto fuori i canidi prima di cena, nel fine settimana sto organizzando la stanza multifunzione. Nelle piccole cose, però, è cambiata: mi lavo le mani più spesso, disinfetto le superfici e gli oggetti che condivido con mio marito (lavora in un settore rischioso), esco solo per fare la spesa, acquistare medicine e portare i canidi a spasso.

Qualcosa è cambiato anche nel mio lavoro:
  • ho annullato gli eventi organizzati a Verbania e Arona per la Settimana dell'organizzazione 2020 e li ho rimandati a quando l'emergenza sarà finita;
  • svolgerò gli incontri con una mia cliente non dal vivo (abitiamo vicine) ma da remoto;
  • sto rivedendo la pianificazione delle attività, per dedicarmi a nuovi progetti che aspettavano e allo studio.

Non basta. Mi sento responsabile per quel che posso fare come singola persona con quello che ho: so organizzare e insegnare l'organizzazione personale, so divulgare e usare (poche) tecnologie che arrivano lontano. Perciò ho deciso di rendermi disponibile (gratis) per chiunque in questo periodo abbia delle reali necessità di:
  • riorganizzare le proprie giornate, ma non sa da che parte iniziare;
  • usare bene il tempo se è a casa dal lavoro;
  • mantenere l'equilibrio familiare, tra bambini a casa, chi lavora, chi non può, chi non deve uscire;
  • approfittare del vuoto per ragionare sulle vere priorità.

Se ti ci riconosci, chiedimi qualsiasi cosa sulla pagina Facebook o scrivimi in privato: vorrei esserti d'aiuto.

Alcune persone sanno già come utilizzare questo tempo sospeso, organizzando gli spazi di casa o pianificando con calma le proprie attività: fare chiarezza dentro e fuori di noi, ci aiuta contro l'incertezza.
  Se fai parte di questo gruppo, ti lascio qualche consiglio per ottimizzare lo spazio e per usare bene il tempo

In ogni caso, ti abbraccio (da debita distanza).

paroladordine imprevisti ed emergenze professional organizer

martedì 3 marzo 2020

Il tempo delle abitudini

Il giornalista Charles Duhigg ha scritto il suo libro per dimostrare che cambiare abitudini si può fare ed è una nostra responsabilità. In poche parole, se la tua vita non ti piace così com'è, sai di poter migliorarla trasformando le abitudini nocive in abitudini benefiche: dipende solo da te e da nessun altro o nessun'altra cosa.
  Per cambiare vecchie abitudini e acquisirne di nuove, però, ci vuole tempo. Quanto? Dipende da persona a persona.

Già negli anni Cinquanta, il chirurgo plastico statunitense Maxwell Maltz aveva notato che ci volevano almeno ventun giorni perché i pazienti si abituassero ai nuovi lineamenti, e che lui stesso impiegava all'incirca lo stesso tempo per prendere una nuova abitudine. Secondo queste osservazioni, ipotizzò che per creare una nuova abitudine ci volessero minimo ventun giorni.
  Circa dieci anni fa, la ricercatrice londinese di psicologia del lavoro Philippa Lally ha studiato il processo di formazione delle abitudini nella vita di tutti i giorni con un esperimento scientifico. Ha dimostrato che il tempo impiegato dai partecipanti per rendere automatico un nuovo comportamento è tra i diciotto e i duecentocinquantaquattro giorni, cioè in media sessantasei giorni, poco più di due mesi.

Col mio lavoro ho notato che il tempo per instaurare un'abitudine dipende anche dall'abitudine stessa:
  • per un'abitudine piacevole s'impiega pochissimo tempo (per esempio, fare una pausa di mezz'ora a metà mattina);
  • per un'abitudine spiacevole s'impiega molto di più (come mangiare una mela al posto di una ciambella al cioccolato);
  • per un'abitudine vecchia s'impiega meno (perché esistono già i percorsi neuronali nel cervello) di un'abitudine nuova.


Va bene, niente panico né sconforto totale! Lo stile di vita dei tuoi sogni si basa su nuove abitudini poco simpatiche? Segui questi consigli organizzativi:
  1. prenditi il tuo tempo – non è una gara a chi arriva prima, ma un percorso da compiere con consapevolezza e intenzione. Più sei convinta di quel che fai, più sei determinata a procedere con forza di volontà e disciplina;
  2. condividi i tuoi intenti – fallo sapere, che stai cambiando rotta. Racconta a più persone possibile come e perché vuoi cambiare un comportamento nella vita di tutti i giorni. Ti aiuterà a mantenere fede al tuo proposito;
  3. usa una tabella – tieni traccia dei giorni in cui riesci a seguire il nuovo comportamento, finché diventerà automatico. Se salti un giorno (o die, tre), riprendi dal punto in cui sei arrivata e non sentirti in colpa: capita;
  4. non fermarti – continua anche quando la tua vita cambia momentaneamente, per esempio quando sei in vacanza o c'è un'emergenza che stravolge la quotidianità. Cerca il più possibile di seguire il tuo programma;
  5. non aspettare – inizia subito, senza por tempo in mezzo. Non esiste il momento giusto, perché ci sarà sempre qualcosa da usare come scusa per "iniziare lunedì prossimo". Adesso è il momento giusto.


Che siano due settimane e mezzo o sei mesi, prenditi il tuo tempo. Ma non perdere tempo: cambiare abitudini e migliorare la tua vita dipende solo da te.

Venerdì 27 marzo, in occasione della Settimana dell'organizzazione promossa da APOI, terrò un mini-corso sulle abitudini: che cosa sono, a che cosa servono, come possiamo cambiare quelle vecchie e crearne di nuove.

Paroladordine il tempo delle abitudini organizzazione personale

martedì 25 febbraio 2020

I miei eventi per la Settimana dell'organizzazione 2020

Anche quest’anno, puntuale come la primavera, arriva la Settimana dell’organizzazione promossa da APOI - Associazione Professional Organizers Italia per divulgare e diffondere la cultura dell’organizzazione personale in tutta Italia. Durerà sette giorni, da sabato 21 a venerdì 27 marzo, e ogni giorno è dedicato a un ambito diverso: casa, lavoro, space clearing, bambini e famiglia, ufficio, tempo, stile di vita.
Negli stessi giorni troverai sul sito dell’associazione le risorse gratuite condivise dagli associati: articoli del blog, post di Facebook, vademecum, video e infografiche utili per imparare a organizzarsi. Da metà marzo, invece, puoi dare un’occhiata al calendario degli eventi locali organizzati dai professionisti dell’organizzazione APOI in tutta Italia. Tra cui ci sono anche i miei.

Uso il plurale perché, per la sesta edizione della Settimana dell'organizzazione, mi sono allargata: invece di uno solo, ho deciso di organizzare tre eventi sul Lago Maggiore tra Verbania e Arona. 
  Credo sia giunto il momento di uscire dalle pagine del blog e dalla rete per essere presente anche sul territorio: voglio far conoscere a più persone possibile l’organizzazione personale come mezzo per vivere in salute (intesa come benessere di corpo, mente e relazioni sociali), diminuire le cause di stress quotidiano e moltiplicare le occasioni per godersi la vita.
  Ecco dove, quando e perché:

Vivi serenamente. Libera le tue giornate con l’organizzazione personale 
per chi vuole scoprire i benefici e i vantaggi di uno stile di vita organizzato per il benessere fisico, mentale e relazionale
venerdì 20 marzo alle 18.30-19.30
c/o Centro SÉ74 Verbania

Moltiplica il tuo tempo. Godersi la vita con l’organizzazione personale 
per chi vuole imparare a (ri)conquistare il proprio tempo per vivere con pienezza e serenità
mercoledì 25 marzo alle 21.00-22.00
aperitivo Women@Work alle 20.00
c/o Hotel Atlantic Arona NO

Il potere delle abitudini. Come organizzarsi nel tempo 
per chi vuole cambiare vecchie abitudini e acquisire nuove abitudini per (ri)conquistare il proprio tempo e migliorare lo stile di vita
venerdì 27 marzo alle 18.00-19.00
c/o Libreria Mondadori Arona NO

  Proprio con la Settimana dell’organizzazione darò il via a una serie di incontripresentazioni e corsi in aula, sia da sola sia in collaborazione con colleghe ed esperti in altri settori, per diffondere la cultura dell’organizzazione e insegnare l’organizzazione personale a bambini e adulti.
  Non è facile per una persona introversa come me stare in mezzo alla gente, ma il mio lavoro mi appassiona, sono convinta di poter migliorare il mondo poco alla volta con azioni concrete: solo questo conta, tutto il resto sparisce nel momento in cui inizio a raccontarti perché ho scelto l’organizzazione personale e perché funziona.

Mi piacerebbe molto conoscerti: se sei della zona e gli argomenti ti stuzzicano, scrivimi e ti darò ogni dettaglio.
Paroladordine Settimana dell'organizzazione APOI 2020 professional organizer


martedì 18 febbraio 2020

Perché organizzare lo spazio ti fa risparmiare tempo


La confusione intrappola il tempo. Tra ricerche forsennate che durano ore (a volte giorni interi, ohibò), cumuli di oggetti da spostare e tentativi di ricordare “dov’ero e che cosa facevo mentre…”, la confusione imprigiona il tuo tempo e lo riduce in polpette. 

Vuoi risparmiare tempo? Organizza gli oggetti nello spazio secondo la loro funzione, la comodità e le abitudini di chi li usa – tu, i tuoi famigliari, i tuoi coinquilini o i tuoi colleghi d’ufficio.
  In questo modo sconfiggi la confusione e liberi ore preziose, perché hai chiaro in mente quante cose hai (o non hai), sai sempre dove riporle e trovi subito quel che cerchi.
  
Facciamo un gioco, calcoliamo i minuti persi per:
  • trovare le chiavi di casa o dell’automobile (più o meno cinque minuti ogni giorno);
  • trovare gli occhiali da sole (idem; forse un po’ di più se è passato del tempo e non ricordi quand’è stata l’ultima volta che li hai usati);
  • recuperare i documenti per la dichiarazione dei redditi (una volta all’anno, ma la ricerca può durare anche un paio di giorni);
  • fare il cambio di stagione dei vestiti nell’armadio (da tre ore a due giorni per due volte all’anno);
  • scegliere i vestiti per la giornata (fino a mezz’ora ogni giorno, ma anche di più se i vestiti si trovano ancora nel cesto del bucato e devono essere stirati);
  • pulire casa (dipende da quanto è grande casa, più o meno un paio d’ore + un’ora di riordino a settimana);
  • archiviare le pratiche di lavoro (un paio di giorni ogni tre mesi);
  • consegnare il libretto dell’automobile alla polizia stradale (qualche minuto di panico invece di trenta secondi in scioltezza, solo una volta all’anno – si spera!).

Se moltiplichi i minuti per il numero di volte, il risultato è di circa diciotto giorni persi ogni anno a causa della confusione. 

Si potrebbero liberare:
  • 45 h trovando un posto fisso per chiavi e occhiali da sole in ingresso e nella borsa;
  • 6-12 h organizzando i documenti nell’archivio domestico;
  • 6-24 h eliminando i vestiti rovinati, fuori misura, fuori moda, doppi, inutilizzati;
  • 182 h organizzando il guardaroba secondo gli abbinamenti e le occasioni d’uso;
  • 156 h riordinando e pulendo ogni volta che si usa e sporca qualcosa;
  • 48 h archiviando le pratiche di lavoro subito dopo averle evase;
  • 3’ (e tanta ansia) organizzando i documenti nel cruscotto dell’automobile.

Il gioco continua: che cosa faresti con diciotto giorni tutti per te? 
  Potresti fare 30’ di meditazione e 50’ di esercizio fisico ogni giorno; oppure 80’ di ciò che più ti piace (leggere, scrivere, giocare, dipingere, suonare, ascoltare musica, chiacchierare, studiare, divertirti) ogni giorno; oppure – meraviglia! – andare in vacanza. 

La confusione si forma per mancanza di consapevolezza, disordine, indecisione, cattive abitudini e troppi oggetti: l’organizzazione personale ti aiuta a fare chiarezza ovunque (in casa, in ufficio, in automobile) e a risparmiare tempo prezioso da dedicare a ciò che davvero conta nella tua vita.

Se non sai da dove iniziare, dai un’occhiata a JOHNNY il mio percorso di interventi a domicilio (o in remoto) per organizzare gli oggetti e ottimizzare gli spazi di casa.
Paroladordine organizza lo spazio e risparmi tempo professional organizer



martedì 11 febbraio 2020

La casa di sabbia ONLUS e l'iniziativa Gioco anch’io

[Ho scritto e riscritto l’inizio di questo articolo almeno quattro cinque volte. Quindi ho deciso di cominciare dal principio e lasciare che la storia si racconti da sé.]

Se penso al Calendario per la famiglia di Paroladordine, mi viene in mente il suo duplice scopo: far del bene a noi stessi, aiutando le nostre famiglie a vivere meglio, e far del bene ad alcune associazioni italiane che si occupano di famiglie con bisogni speciali. Gli anni scorsi erano associazioni a supporto delle persone nello spettro autistico, delle persone malate di Alzheimer e delle persone malate di fibromialgia; le ho scelte perché ho conosciuto alcune di queste famiglie. Quest’anno è l’associazione La casa di sabbia ONLUS che difende i diritti delle famiglie con bambini disabili; l’ho scelta perché ho conosciuto in Internet la presidente Agniezska Stokowiecka e, leggendo la storia di Hervé, ho desiderato far qualcosa.

Aiuto le persone a usare bene il tempo per essere libere di godersi la vita. Ma come posso aiutare chi si prende cura dei propri bimbi e di tempo non ne ha più? A piccoli passi: facendo conoscere l’associazione e le sue iniziative, contribuendo come posso e, spero presto, con quello che so fare – organizzare. 

Agniezska ha chiesto con il suo solito garbo e la sua gentilezza chi volesse far conoscere l’iniziativa dell’associazione Gioco anch’io, perciò eccomi qua a raccontarti di cosa si tratta.

Gioco anch’io: tutti i bambini hanno diritto di giocare. 

I giocattoli dei bambini con disabilità grave hanno dei sensori particolari. Si trovano in commercio a un costo elevato (perché sono considerati ausili, non giochi) e le aziende sanitarie locali ne prescrivono – se va bene – uno solo, perciò le famiglie faticano a regalarli ai propri bambini.
Con l’iniziativa Gioco anch’io l’associazione studia i giocattoli adattabili (ha già un catalogo dei giochi trasformabili), li compra, li adatta e li dona alle famiglie che ne fanno richiesta. 
Se vuoi conoscere la realtà dei bambini con disabilità grave, leggi le pagine del sito dell’associazione e scopri gli altri progetti in corso e come puoi contribuire. Se conosci famiglie che hanno bisogno di giochi con sensori particolari, condividi con loro il collegamento alla pagina dell’iniziativa.



martedì 4 febbraio 2020

Nuova agenda, nuova organizzazione!


Verso la fine dell’anno scorso ho pensato a come rinnovare la mia agenda: ho progettato, disegnato, realizzato e stampato le pagine che userò durante il 2020. 
  Per ora ci sono solo cinque sezioni: il calendario annuale, il calendario mensile, le settimane, il diario e le varie liste (di cose da fare, di progetto, di cose da non fare, di cose da fare da sola). Non ho inserito la sezione per il business plan (con gli obiettivi economici, di marketing e di comunicazione), il piano e il calendario editoriale perché per loro sto usando l’agenda Make it happen di Brand Clearing.
  Ti racconto com’è, a che cosa mi servono le varie sezioni e che cosa ho cambiato: potrebbe esserti utile nell’organizzazione della tua agenda.

Il calendario annuale mi serve per:
  • avere una visione d’insieme dell’anno;
  • segnare i giorni in cui non lavoro (vacanze, giorni speciali, feste e ricorrenze);
  • segnare gli eventi che organizzo e quelli cui partecipo;
  • individuare a colpo d’occhio i mesi calmi e quelli frenetici.
È su due pagine, diviso in quattro colonne che corrispondono ai trimestri: sulla prima pagina ci sono i mesi del primo e del secondo trimestre, sulla seconda pagina i mesi del terzo e del quarto. 
  Ho utilizzato gli stessi colori del Calendario per la famiglia di Paroladordine per differenziare i periodi: azzurro per l’inverno (primo trimestre), rosa per la primavera (secondo trimestre), arancione per l’estate (terzo trimestre) e marrone per l’autunno (quarto trimestre). I colori ricorrono anche nelle altre sezioni.

Paroladordine professional organizer agenda anno

Il calendario mensile mi serve per:
  • avere una visione d’insieme del mese;
  • segnare i giorni in cui non lavoro;
  • segnare gli appuntamenti dei prossimi mesi;
  • organizzare le attività settimanali.
Ogni mese è rappresentato da una tabella che occupa due pagine; ci sono otto colonne, una per ciascun giorno della settimana più una per annotazioni particolari, e i giorni occupano un riquadro intero.
 L’ultima colonna è una novità: qui riporto gli eventi che organizzo o cui partecipo, le azioni importanti da compiere, le promozioni, le ipotesi di ricavo e di spesa.

Paroladordine professional organizer tempo agenda mese

Le settimane mi servono per:
Rispetto agli anni scorsi, ho iniziato a usare evidenziatori diversi per riconoscere subito le azioni dei vari progetti. Per esempio, le azioni degli eventi che sto organizzando per la Settimana dell’organizzazione 2020 sono in rosa pallido.

Paroladordine professional organizer tempo agenda settimana

Il diario mi serve per:
  • ricordare gli appuntamenti del giorno;
  • ricordare le scadenze del giorno;
  • segnare le quattro attività principali da portare a termine entro sera;
  • segnare le attività minori (come rispondere ai messaggi di posta elettronica o telefonare per fissare un appuntamento). 
Mi sono accorta, però, di non essere brava con i controlli, necessari per sapere a che punto sono degli obiettivi, che cosa sono riuscita a fare e che cosa no. Perciò quest’anno ho inserito una parte dedicata ai controlli (giornalieri, settimanali, quindicinali, mensili, di metà anno e di fine anno): ho seguito i suggerimenti di Gioia Gottini nel suo corso Semina & raccogli e trascritto le sue domande.
  In più, ho ricavato una parte utile per annotare qualsiasi cosa mi venga in mente (per esempio, una nuova cosa da fare nei prossimi giorni).

Paroladordine tempo professional organizer agenda giorno

Mi trovo bene con questa organizzazione perché mi permette di distribuire con attenzione le varie attività attorno ai giorni in cui non lavoro, di equilibrare gli impegni quotidiani e settimanali, di segnare le singole azioni dei progetti con largo anticipo ed evitare, così, di ridurmi all’ultimo momento, e di controllare come sto procedendo.
  Al mattino, quando inizio lavorare, apro l’agenda con la sicurezza di trovare tutto ciò che mi serve per il lavoro e la vita personale. E, per una con la memoria bucata come me, è una grande cosa!

Vuoi trasformare l'agenda nel tuo migliore alleato per arrivare a fine sera soddisfatta e contenta della tua giornata? Flora, la consulenza di un'ora per trovare una soluzione veloce e pronta da mettere in pratica, fa per te: scrivimi

martedì 28 gennaio 2020

Come ho scelto i nomi dei miei servizi


Oggi ti racconto un “dietro le quinte” del mio lavoro: com’è nata l’idea di chiamare i miei nuovi servizi Flora, Baldo e Johnny.

Tutto è iniziato quasi un anno fa, mentre stavo preparando il business plan e decidendo quali servizi offrire. Sapevo a chi destinarli, come realizzarli, quali strumenti usare e pure quanto dovessero costare, ma non avevo la più pallida idea di come chiamarli.
  Sapevo solo che volevo sentirli “amici” e ho iniziato a pensare… 

La prima idea è stata di chiamarli con nomi di donne che incarnassero lo spirito di ogni offerta. Ma ho aspettato troppo e, una mattina, scopro che qualcun altro l’aveva appena usata, e funzionava bene. Mi sarei mangiata le mani!

Allora, invece di cercare all’esterno una soluzione, mi sono chiesta: che cosa mi piace davvero e fa parte della mia vita? Che cosa amo? Che cosa mi fa divertire? 
  Non ho dovuto pensarci troppo, la risposta è arrivata spontanea: i miei cani! Non solo riempiono la mia vita e non mi lasciano mai sola, ma mi fanno anche ridere a crepapelle e provare un senso di cura amorevole reciproca. 
  Poi, guarda caso, hanno il carattere giusto per i nuovi servizi. 

Flora, l’ultima cagnolina arrivata in famiglia, è la rapidità fatta segugio, ha uno spirito indipendente e una grande forza di volontà: ammiro il suo approccio alla vita, non si dà mai per vinta nonostante le tante difficoltà incontrate. 
  Rappresenta perfettamente il servizio di consulenza in remoto di un’ora: l’ideale per chi vuole una soluzione veloce e pronta da mettere in pratica per un problema organizzativo specifico (per esempio il menù settimanale, la lista della spesa, la valigia, le pulizie di casa, i giochi dei bambini), preferisce far da sé e desidera imparare un nuovo metodo risolutivo.

Baldo, il nostro primo cane, è l’emblema del buon uso del tempo. Sa quando prendersi le pause, fa un uso oculato delle sue energie, non spreca tempo in tentativi vani ma sfrutta il momento migliore per raggiungere i suoi obiettivi, e sa trasformare gli imprevisti in occasioni ghiotte.
  È lo spirito stesso del percorso d’incontri in remoto: pensato per chi vuole trovare tempo per sé, le proprie passioni, gli affetti, un nuovo stile di vita e desidera imparare un metodo personalizzato, che duri nel tempo, per pianificare i propri obiettivi e avere la soddisfazione di raggiungerli.

Johnny, era il cane di famiglia, un pigrissimo e domesticissimo Beagle che si credeva il mio fratello maggiore. Amava stare in casa, la comodità e le cene tra amici: dalla sua postazione strategica controllava che ogni cosa fosse al suo posto e a portata di… zanne!
  Perfetto per il percorso d’incontri a domicilio: dedicato a chi vuole organizzare gli spazi di casa per mantenerla pulita e in ordine in poco tempo, invitare famigliari e amici senza lunghe maratone di riordino e pulizie, accogliere gli ospiti col sorriso, sentirsi sempre a suo agio, smettere di perdere tempo a cercare le cose che servono.

Ho cercato dei nomi giusti che esprimessero il mio piacere di aiutare le persone, l’amore per il mio lavoro e le continue sfide che mi regala, e il divertimento infinito dell’organizzazione personale. Li ho trovati dove ancora non avevo cercato, erano più vicini e concreti di quanto credessi: nella mia vita quotidiana. 


Paroladordine professional organizer

martedì 21 gennaio 2020

Si studia! Il potere delle abitudini


L’estate scorsa mi sono immersa nella lettura di un libro fondamentale per la mia formazione di professionista dell’organizzazione: Il potere delle abitudini. Come si formano. Quanto ci condizionano. Come cambiarle di Charles Duhigg.

Paroladordine organizzazione personale Il potere delle abutudini Charles Duhigg

La maggior parte delle persone mi contattano perché qualcosa nella loro vita è cambiato o sta per cambiare. Non c’è nulla di strano: volenti o nolenti, la vita è cambiamento costante. Le vicissitudini, le esperienze, le novità ci inducono ad adattarci a nuovi bisogni e desideri, e ci invogliano a trovare un nuovo stile di vita. 
  Il modo in cui vivi è fatto di tante, piccole abitudini quotidiane e, se vuoi rinnovarlo, ti tocca modificare alcune abitudini e introdurne di nuove: non è facile, ci vuole impegno, costanza e una motivazione sempre fresca.
  Ma che cosa sono le abitudini?

Lo spiega bene Charles Duhigg, giornalista americano e vincitore del premio Pulitzer. Che sia giornalista, lo si capisce subito dalle prime pagine del suo libro: è un racconto fluido e avvincente, ricco di esempi, esperimenti e scoperte scientifiche, con riferimenti precisi delle fonti utilizzate. 
  Il libro è diviso in tre parti, dedicate alle abitudini degli individui, delle organizzazioni di successo e della società. Da ciascuna s’impara qualcosa in più su cosa sono le abitudini, come si formano e come si cambiano.
  Lo scopo del libro, infatti, è dimostrare che le abitudini si possono cambiare e che, quando sappiamo di avere un’abitudine nociva, abbiamo la responsabilità di cambiarla. 

Le abitudini sono ciò che ci permette di fare una cosa con difficoltà la prima volta, ma ben presto di farla sempre più facilmente e, infine, farla in maniera semi-meccanica oppure senza quasi averne coscienza. 
  Come la memoria e il ragionamento, sono la base su cui costruiamo giorno dopo giorno il nostro comportamento.

I bisogni innescano il ciclo dell’abitudine, il processo in tre parti che dà origine all’abitudine: è formato da un segnale, una routine (cioè una sequenza di azioni) e una gratificazione che soddisfa il bisogno.
  Gli scienziati hanno scoperto che per modificare un’abitudine è necessaria una decisione, bisogna sforzarsi consapevolmente di identificare i segnali e le gratificazioni che guidano le routine e trovare delle alternative.
  In alcuni casi basta cambiare un’abitudine chiave, talmente forte da innescare una reazione a catena, modificando altre abitudini. In altri invece, c’è bisogno di allenare la forza di volontà, fino a farla diventare… un’abitudine (!) all’autodisciplina.

L’appendice è una sorta di guida per usare le informazioni del libro. 
  Come ogni individuo, ogni bisogno e ogni abitudine sono diversi, così sono diversi i metodi per cambiarle. Per questo motivo Duhigg propone un modello per sperimentare con quali mezzi modificare le nostre abitudini.
  Il modello si basa su quattro fasi: prima identifichi la routine, che è il comportamento che vuoi cambiare (per esempio, mangiare biscotti a metà mattina); poi sperimenti gratificazioni diverse per capire quale bisogno ha innescato l’abitudine (per esempio, insoddisfazione); quindi prendi nota di luogo, tempo, stato emotivo, altre persone e azione immediatamente precedente per identificare i segnali abituali (per esempio, l'orario); infine elabori un progetto, per cui al solito segnale sostituisci la routine con un altro comportamento che ti dà la stessa gratificazione di cui hai bisogno (per esempio, giocare coi cani invece di mangiare i biscotti). E così hai cambiato un’abitudine.

Il libro di Duhigg mi è piaciuto perché spiega con semplicità e in modo avvincente le scoperte neuroscientifiche su come funzionano le abitudini, e mi ha dato spunti per aiutare le persone a cambiarle e acquisirne di nuove per usare bene il tempo, migliorare il proprio stile di vita e dedicarsi a ciò che davvero conta per loro. 
  L’organizzazione personale, infatti, ti aiuta a creare nuove abitudini, definire gli obiettivi e prevedere gli ostacoli per vivere il cambiamento con serenità e successo.


Paroladordine organizzazione personale Il potere delle abitudini Charles Duhigg

martedì 14 gennaio 2020

Come organizzare casa quando non hai tempo

Ogni volta che qualcuno mi scrive per chiedermi aiuto nell’organizzazione personale, sento il profumo di una nuova sfida – e io adoro le sfide. Tra le più stuzzicanti c’è questa: «Come posso organizzare casa con poco tempo a disposizione?» 

È innegabile: una casa organizzata, ordinata e pulita è un bel posto dove ricaricare le energie, riposarsi e divertirsi con familiari e amici. Altrimenti, è solo un motivo di stress quotidiano in più, di insoddisfazione, malumore e pure sensi di colpa.
  Ti succede ogni giorno: vuoi una casa organizzata per trovare sempre le cose che ti servono, riordinare velocemente e pulire senza intoppi; ti sei informata, hai letto libri, hai già acquistato qualche contenitore strategico; sei pronta a iniziare a dare un senso agli oggetti e alle stanze, ogni giorno è quello buono. Eppure non hai ancora cominciato, perché “hai poco tempo”.

In questo caso il poco tempo è un problema dal duplice aspetto: da una parte ci sono i troppi impegni che riempiono fino all’orlo la settimana, dall’altro c’è il percorso di organizzazione fatto di tanti passaggi che hanno bisogno di... tempo! 
  Se sei una campionessa mondiale di Tetris e incastri gli impegni tra loro finché le giornate rischiano il botto (o tu di scoppiare), sai che “poco tempo” in realtà significa “zero tempo”: forse una manciata di minuti in sedici ore di veglia oppure qualche ora mentre dovresti dormire. In poche parole: troppi impegni inderogabili e la cura per la casa slitta all’ultimo posto.
  Organizzare casa è un lungo percorso fatto di tanti passi: desiderare di cambiare e sapere come (consapevolezza), scegliere gli oggetti utili da tenere ed eliminare il resto (cernita o decluttering), raggruppare gli oggetti con la stessa funzione e disporli dove si usano (organizzazione degli oggetti), fare in modo che gli oggetti siano comodi da prendere e riporre (ottimizzazione degli spazi). E questi sono solo i principali.

Più la casa è grande e piena di oggetti, più ci vuole tempo – che in questo momento non hai. 
  Ma a tutto c’è rimedio. Per prima cosa, puoi rivedere le tue priorità ed eliminare alcuni impegni (sono davvero inderogabili?): completa al più presto quelli urgenti, delegane alcuni, impara a dire “no” alle richieste altrui e non cadere nella trappola delle perdite di tempo. In questo modo libererai ore preziose.
  Se non puoi (o non vuoi), c’è un’altra soluzione: usare il poco tempo a disposizione con costanza e pazienza.

  • Dedica dieci o quindici minuti al giorno all'organizzazione di casa: possono essere consecutivi oppure spezzati durante la giornata. Non importa, basta che ci siano.
  • Trova il momento migliore per te: al mattino appena sveglia, dopo pranzo, subito dopo la merenda, prima di cena. Se ricavi cinque minuti per ciascuno di questi momenti, sei già a quota venti!
  • Nei primi dieci-quindici minuti concentrati sui risultati e il piano d'azione: da quale parte di casa vuoi partire? Quali attività vi svolgi? Di quali oggetti hai bisogno? Come vorresti che fosse?
  • Nei successivi gruppi di dieci-quindici minuti segui il tuo piano d'azione: scegli che cosa tenere, trova un posto a ogni cosa e fai in modo che tutto sia accessibile e comodo.

Ti servirà costanza, perché per raggiungere il risultato desiderato bisogna impegnarsi ogni giorno. E ti servirà pazienza, perché non sarà una corsa ma una lenta camminata: concentrati su ogni passo e ogni passo in più che fai sarà una piccola vittoria. 

Temi di non farcela da sola e preferisci avere un “allenatore” che ti accompagni? Scrivimi e affronteremo insieme questa sfida.

Paroladordine ogranizzare casa con poco tempo


martedì 7 gennaio 2020

Agenda, calendario e altri strumenti per organizzare gli impegni nel tempo


Sono sicura che il 2020 sarà un anno bello (alla faccia del detto “anno bisesto, anno funesto”!). Già mi piace la sua cifra tonda, il suo suono quando lo pronuncio e persino la sua grafia mentre lo leggo. 
  Ne sono sicura perché è dall’autunno scorso che mi preparo a renderlo un bell’anno: sto imparando a prendermi cura di me, del mio corpo e della mia mente con consapevolezza, ho preso decisioni che faranno ammorbidire un po’ i miei limiti nella vita personale e lavorativa, ho stretto legami arricchenti e colto delle opportunità-sfide. Soprattutto, ne sono sicura perché ho trasformato i miei bisogni, i miei desideri e le mie piccole audacie (ehm) in una serie di azioni organizzate nel tempo.

Se tra i tuoi buoni propositi d’inizio anno c’è anche quello di non farti travolgere dagli impegni e riuscire a trovare l’equilibrio tra le cose che devi fare e quelle che vuoi fare, ti chiedo: quali strumenti hai usato finora per migliorare il tuo rapporto col tempo? Come li hai usati? Ti sono stati utili?
  Riflettici sopra e rispondi con sincerità: le tue risposte saranno preziosissime. Nel frattempo, ti racconto quali sono, secondo me, gli strumenti per iniziare bene l’anno e imparare a organizzare gli impegni nel tempo. 

Il primo e più importante è il piano. Può essere aziendale se hai un’attività tua da far partire, sviluppare o consolidare (il cosiddetto business plan), in cui scrivere i tuoi obiettivi economici, di vendita e di comunicazione. Oppure può essere personale se i tuoi obiettivi riguardano la tua crescita, il miglioramento di alcuni aspetti della tua vita e la realizzazione di un nuovo modo di vivere. 
  Il piano ti serve per focalizzare e realizzare le cose che contano davvero per te, le tue priorità. Puoi lavorarci in qualsiasi momento oppure prepararlo per l’inizio dell’anno nuovo. 
  Usalo per spezzare ciascun obiettivo in piccole azioni con una scadenza precisa, per essere sicura di aver fatto ogni mese quanto hai pianificato, per verificare alla fine dell’anno di aver raggiunto i tuoi obiettivi e valutare se è stato più o meno facile e in che cosa puoi migliorare.

Paroladordine come organizzarsi nel tempo piano editoriale

Il secondo strumento è l’agenda. Ci sono diversi tipi di agende: mensili, settimanali, giornaliere, di carta e virtuali. 
  L’agenda serve per registrare le attività ricorrenti, le scadenze che già conosci e le “cose da fare”, cioè gli impegni che si aggiungono man mano. Inoltre ti serve per segnare tutte le azioni da svolgere per raggiungere i tuoi obiettivi e per calcolare gli imprevisti. 
  Alla fine dell’anno vecchio inserisci gli impegni sicuri, poi di volta in volta segna i nuovi appuntamenti e le nuove incombenze. Ricordati di “far respirare” l’agenda e di non riempirla troppo: lascia il tempo per risolvere gli imprevisti, per riposarti e per divertirti.

Paroladordine come organizzarsi nel tempo agenda

L’altro strumento è il calendario per la famiglia. Più la famiglia è numerosa, più è utile; ma funziona bene anche se la tua famiglia è composta ufficialmente da te e ufficiosamente da amici, parenti e mille interessi. 
  Il calendario per la famiglia serve per far sapere agli altri che cosa fai, quanto tempo disponibile hai per fare qualcosa insieme e per sapere sempre che cosa stanno facendo gli altri. È un modo semplice e intuitivo per rispettare il tempo per te e di tutti. 
  All’inizio dell’anno, ciascuno inizia a scrivere i propri impegni ricorrenti e con una scadenza certa; poi, col tempo, si aggiungono appuntamenti, incombenze e attività per la famiglia.  

Paroladordine come organizzarsi nel tempo calendario per la famiglia

Vuoi sapere quali sono i miei strumenti per organizzarmi nel tempo? Eccoli (le prossime volte ti racconterò come sono fatti e come li uso): 
  • per il piano aziendale e il calendario editoriale uso l'agenda Make it happen di Brand Clearing (è perfetta!);
  • come agenda personale e lavorativa ne uso una "fo-da-me": la progetto, la impagino, la stampo e foro i fogli per inserirli nell'agenda ad anelli;
  • per gli impegni di tutta la famiglia uso il Calendario per la famiglia di Paroladordine.

Breve avvertenza: gli strumenti per organizzare gli impegni nel tempo sono diffusi, interessanti e pure belli! Hanno un piccolo difetto, però: da soli non funzionano. Hanno bisogno del tuo impegno costante, motivato e convinto, altrimenti sono solo una collezione di pagine colorate e ben scritte.  

Non è mai troppo tardi per avere la tua copia del Calendario per la famiglia di Paroladordine! Guarda com’è fatto e, se lo vuoi, scrivimi .

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...