martedì 14 luglio 2020

Le distrazioni esterne e lo spazio in cui vivi

Sogno un ufficio tutto mio, lontano quanto basta da casa, magari in una zona piacevole da raggiungere a piedi, vicina a negozi, bar e viste mozzafiato sul lago. Nella mia mente l'ho già arredato: ho scelto i colori delle pareti, la disposizione dei mobili e persino le piante di ogni stanza. Gran sospiro.
Per ora mi accontenterei di una parete e una porta per chiudere lo studio dal resto di casa e tenere lontani i cani e l'umano che entrano ed escono dal mio spazio di lavoro con estrema facilità e spensieratezza.

Chi ha provato in questi mesi a lavorare da casa ha conosciuto la frustrazione di essere distratti e interrotti da chiunque per qualunque motivo, la maggior parte rinviabile a momenti migliori. Lavoro da casa da quando ho smesso di scavare nei cantieri archeologici, circa una quindicina di anni fa, non ho mai avuto uno studio isolato dal resto del mondo e per questo mi sento un'esperta di distrazioni esterne.
  La settimana scorsa ho scritto di distrazioni emotive, le più difficili da eliminare perché nascono dalla nostra mente e non sempre siamo capaci di lasciare andare le nostre emozioni, i nostri sentimenti e i nostri pensieri.
  Le distrazioni esterne, invece, sarebbero più facili da eliminare. Uso il condizionale, perché alcune dipendono da noi e ne abbiamo il controllo, altre invece dipendono dalle persone con cui viviamo e altre ancora dal contesto in cui ci troviamo.

Le distrazioni sensoriali che dipendono da noi sono, per esempio, lo squillo del telefono, le suonerie e le vibrazioni delle notifiche di applicazioni, i vari suoni dei vari apparecchi elettronici che usiamo in casa. In questo caso la soluzione per eliminarle durante le ore di lavoro è semplice e immediata:
  • attiva la modalità silenziosa del telefono mobile;
  • stacca la cornetta o abbassa tutto il volume del telefono fisso (se ancora lo usi);
  • a mali estremi, fai la stessa cosa con il citofono di casa;
  • fa' in modo che lavastoviglie, lavatrice e asciugatrice inizino e finiscano i loro cicli di lavaggio e asciugatura in orari diversi dal tuo lavoro (al mattino presto o la sera);
  • avvisa famiglia, parenti, amici, colleghi, fornitori e clienti che sei reperibile solo in certi orari di certi giorni (affinché non chiamino i vicini o i vigili urbani per scoprire che fine hai fatto!);
  • ricordati di riattivare tutto quanto quando hai finito di lavorare.

Le distrazioni esterne che dipendono dalle persone con cui viviamo sono le più insidiose, soprattutto se non esiste una barriera fisica che ci protegga dalle loro interruzioni. Sono sicura che conosci bene questo tipo di distrazioni: i cani e i gatti che hanno fame, sete, voglia di coccole, bisogno di uscire, voglia di giocare; i bambini che richiedono la tua attenzione mentre giocano, disegnano, fanno i compiti; gli adulti che ti chiedono se stai lavorando (ehm), se hai un "attimino", se sai già cosa mangerete per cena, un favore, una precisazione, un aiuto...
  Se hai uno studio in una stanza separata dal resto di casa, le soluzioni sono più facili:
  • concorda con la tua famiglia le ore da dedicare al lavoro, agli altri e alla casa;
  • con l'aiuto di una tabella settimanale condivisa, tieni informati grandi e piccini dei tuoi orari di lavoro;
  • appendi all'esterno della porta del tuo studio un cartello con scritto: "sto lavorando, non disturbare, per favore";
  • chiudi la porta, se necessario anche a chiave, e resisti a ogni tentazione di rispondere alle richieste recidive;
  • rispetta gli orari di lavoro, perché il tuo turno con la famiglia e le faccende di casa corrisponde al turno di lavoro di qualcun altro.
Fa' lo stesso anche se non hai uno studio appartato vero e proprio, e armati di pazienza perché dovrai ripetere più volte che mentre lavori hai bisogno di tutta la tua concentrazione.

Con le distrazioni sensoriali che dipendono dall'ambiente circostante non si può fare molto: i vicini avvezzi a urlare continueranno a urlare, l'adolescente che ascolta musica tunz tunz continuerà ad ascoltarla, i furgoni che sostano sotto casa con il motore accesso continueranno a tenerlo acceso, il traffico che sfreccia sulla strada continuerà a sfrecciare. Si eliminano con un buon isolamento acustico, ma non sempre si può.
  Per fortuna ci dà una mano il nostro cervello con l'attenzione selettiva, la capacità di concentrarsi su una singola cosa ignorando un'infinità di altri stimoli (suoni, forme, colori, gusti, odori e sensazioni) che potrebbero catturare la nostra attenzione. In pratica, nella parte più "nuova" del nostro cervello (le regioni prefrontali) alcuni neuroni rafforzano i segnali su cui vuoi concentrarti e attenuano i segnali che decidi di ignorare; lo fanno sia con gli stimoli sensoriali, sia con le emozioni. Così più ti alleni a concentrarti su ciò che stai facendo, meno sei rapita dalle emozioni in ogni ambito della tua vita.

La capacità di spostare l'attenzione da una cosa a un'altra è davvero importante per il nostro benessere. E, mentre aspetto di avere un ufficio tutto mio con vista lago, sogghigno quando il vicino mi dice: "Stavamo parlando ad alta voce, non ci hai sentiti?". No, non vi ho sentito, ero concentrata sul lavoro!

P.S. Per lo studio sto meditando di aggiungere una vetrata in stile veranda anti interferenze canine e umane: bella (è leggera e fa passare la luce) e utile.

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martedì 7 luglio 2020

Come eliminare le distrazioni emotive e ritrovare la concentrazione

I motivi per cui si perde tempo nelle proprie giornate sono parecchi; tra questi, ci sono le distrazioni. Le distrazioni sono di due tipi: interne ed esterne.
  Le distrazioni interne nascono dentro di noi: sono quei pensieri, quei sentimenti e quelle emozioni che riempiono tutto il nostro spazio mentale e soffocano ogni capacità di concentrarci su ciò che stiamo facendo. Possono essere piacevoli o spiacevoli, di sicuro sono insistenti e prevaricanti.
  Le distrazioni esterne provengono da fuori: la musica alta dei vicini di casa, il telefono che squilla, le notifiche delle varie applicazioni che trillano, i colleghi e i famigliari che, pur vedendoci lavorare, ci pongono domande né urgenti né importanti. Possono essere piacevoli o spiacevoli, irritanti o gratificanti.
  In entrambi i casi, ti inducono a interrompere quello che stai facendo, a deviare la tua attenzione altrove e a occuparti d'altro. Poi a fine giornata ti chiedi: "Perché ho combinato così poco in tutto questo tempo?".

Le distrazioni interne sono più difficili da tenere a bada, si sottovalutano e spesso non si riconoscono nemmeno. Ti faccio un esempio.
  Magari lavori da casa già da qualche tempo e ti sei organizzata bene: segui orari di ufficio, non mischi lavoro con faccende domestiche, dividi le diverse attività lavorative in momenti ben precisi della giornata così da mantenere alta la concentrazione e non perdere tempo. Inizi con determinazione le attività del mattino ma, dopo, un po', ti ritrovi ad afferrare il telefono, leggere vecchi messaggi, rispondere a qualcuno, fare un salto su Facebook, guardare le storie di Instagram... Arriva l'ora di pranzo e smetti quel lavoro, al pomeriggio ti dedichi ad altro. Lo riprendi la sera, ma nulla: ti si chiude lo stomaco, il cervello devia l'attenzione su altro, sai che devi, ma non vuoi.

All'apparenza sembrano distrazioni esterne, ma non lo sono. Chiediti perché preferisci fare un giro in internet e perdere tempo prezioso invece di concentrarti sul lavoro: magari scopri che non ti piace quello che fai, è noioso, non ti permette di esprimerti come vorresti,  che lo devi fare perché hai delle responsabilità, ed è per questo che hai perso la motivazione e lo rimandi all'infinito, senza trovare una via d'uscita.
  Le tue emozioni stanno boicottando la tua concentrazione. e senza concentrazione il tempo se ne va...

In questo caso c'è una sola cosa da fare: capire come funziona il cervello e organizzarsi per dargli ciò di cui ha bisogno per farlo lavorare a tuo favore.
  Quando manca sintonia tra ciò che fai e ciò che ti appassiona, ti annoi e provi insofferenza. La tua attenzione è distratta dalle tue emozioni spiacevoli e il tuo cervello cerca una gratificazione immediata (ed effimera) in altre cose più accessibili: la televisione, il telefono, i giochi in internet, il cibo.
  Al contrario, quando c'è piena sintonia, sei totalmente immersa nell'esperienza e ti senti bene: la tua attenzione aumenta, la concentrazione si focalizza, lavorare ti è leggero e vivi pienamente il tuo tempo. Il tuo cervello sta funzionando al meglio delle sue potenzialità.

Per mantenere la concentrazione anche quando ti impegni in un lavoro che non ti gratifica, hai bisogno di stimolare il tuo entusiasmo, riaccendere la tua motivazione, dare uno scopo a quel che fai e aggiungere un po' di pressione a tutto quanto.
Come? Organizza le tue attività lavorative così:

  • mangia la rana – inizia al mattino con il lavoro gnè, così te ne liberi prima e dai tempo a ciò che ti piace davvero;
  • aggiungi pressione – invece di dedicargli l'intera mattina, concentralo in meno ore (per esempio tre invece di quattro), così hai una scadenza e sei più incline a terminarlo;
  • dai uno scopo – dedica l'ora successiva a un lavoro che ami, a un'attività che ti riempie la mente e ti fa brillare gli occhi, così dai uno scopo alle ore precedenti;
  • riaccendi la motivazione  – sai che dopo la noia ti aspetta qualcosa di molto gratificante, così sei più motivata a concentrarti e non cerchi distrazioni;
  • stimola l'entusiasmo – all'improvviso il lavoro noioso non ti pesa più, perché sai che è limitato nel tempo ed è solo una breve parentesi tra altre attività che ti piacciono

Le distrazioni interne sono toste ma, se ne conosci le cause, riesci a eliminarle e a ritrovare la motivazione: sei libera dalle perdite di tempo e le tue giornate si riempiono di tutto ciò che ami e delle cose davvero importanti per te.

Provar anche tu!  E, se hai bisogno di una guida, c'è Flora, la mia consulenza di un'ora in remoto.

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martedì 30 giugno 2020

Ti presento Flora

Una settimana fa è stato il primo compleanno dei miei servizi. Non ho preparato torte, candeline né regali; anzi, ero in vacanza e mi sono goduta ogni singolo istante di serenità.
  Sono affezionata a loro perché mi hanno aiutata a fare chiarezza nel mio lavoro e hanno inaugurato la mia evoluzione come professional organizer: il passaggio dall'organizzazione degli oggetti nello spazio all'organizzazione degli impegni nel tempo, la mia vera passione.
  Per festeggiarli almeno un pochino, ho deciso di presentarteli per bene uno a uno: che cosa sono, per chi sono pensati, dove, quando e come funzionano, perché funzionano. Una cosa la sai già: come si chiamano e, soprattutto, perché li ho chiamati così!

Inizio oggi con Flora, il mio servizio di consulenza in remoto di un'ora che ti aiuta a trovare una soluzione pratica e pronta all'uso a un problema organizzativo specifico.

Le ho dato il nome della cagnolina che è entrata nella nostra famiglia nel novembre 2018. È un segugio, hai presente? Orecchie lunghe, sguardo perplesso, naso appuntito super ricettivo, talmente rapida da acciuffare anche i gatti e agile da saltare da ferma ad altezze pericolose.
  Ha uno spirito indipendente e una grande forza di volontà: non si dà mai per vinta, nonostante le tante difficoltà incontrate (in nove anni è stata abbandonata due volte, adottata altrettante, cambiato casa sei volte e operata tre volte).

Rappresenta perfettamente il mio servizio di consulenza, pensato per chi vuole una soluzione pronta da mettere in pratica, preferisce far da sé e desidera imparare un nuovo metodo risolutivo.
  In poche parole, fa per te se sei pronta a impegnarti, ma hai bisogno di una guida; se conosci già tecniche e strumenti organizzativi, ma non sai come usarli; se hai provato alcuni metodi, ma ancora non hai trovato quello giusto per te.

Ho cercato di renderlo il più semplice possibile: in pratica, accade tutto su internet.
  Ti colleghi da casa, dal tuo ufficio o dove ti è più comodo – basta che ci sia tranquillità e siamo solo io e te, senza interruzioni o distrazioni (quindi ti consiglio di avvisare chi vive con te e di tenere il telefono in modalità silenziosa). Perché dura solo un'ora, e desidero che ogni minuto sia esclusivamente per te, le tue domande e le tue certezze. Di solito propongo il pomeriggio dal lunedì al venerdì ma, se non puoi in questi orari e giorni, concordiamo insieme il periodo migliore.
  Dopo le formalità, tu mi spieghi il tuo problema organizzativo, io studio la situazione e insieme fissiamo un appuntamento. Ci incontriamo su Skype e ti propongo le soluzioni pratiche e su misura per le tue esigenze. Qualche giorno dopo, ti invio la scheda riassuntiva dei punti chiave della video-chiamata e il materiale utile su cui lavorare in autonomia.

Flora funziona perché risolve un problema specifico di organizzazione personale in poco tempo e con una soluzione studiata su misura e pronta da mettere in pratica. Inoltre, la scheda riassuntiva è come un vademecum da usare non solo in questa occasione, ma anche ogni volta che ti si presenta una situazione simile.
  Finora ha aiutato a organizzarsi per:
  • mantenere pulita e ordinata la casa
  • fare chiarezza nelle idee
  • pianificare più cose da realizzare prima delle vacanze
  • non farsi prendere dall'ansia delle cose da fare
  • programmare gli impegni con il metodo Heppell (o tecnica dei tre giorni)
  • programmare gli impegni di lavoro e personali nel periodo di clausura forzata
  • eliminare le distrazioni esterne
  • decidere su che cosa focalizzare l'attenzione
  • concretizzare tutte le idee
  • creare nuove abitudini
  • programmare le attività di famiglia (adulti e bambini)
  • assegnare la giusta priorità agli impegni per non perdere tempo
  • ritrovare la giusta motivazione, eliminare le distrazioni interne e avere più tempo per sé
  • lavorare meglio per stare più tempo con i bambini
  • pianificare le cose da fare per trovare lavoro

Sono particolarmente affezionata a Flora, perché mi presenta ogni volta delle nuove sfide: anche se i problemi organizzativi sembrano uguali (pulire casa, preparare i pasti, eliminare le distrazioni...), sono diversi perché lo sono anche le persone e il contesto in cui vivono.

Se leggi la pagina che le ho dedicato, trovi la descrizione di chi è Flora.
Intanto, ti lascio una fotografia della Flora in carne, ossa e peli (rara, perché è sempre in movimento!).
Paroladordine-Flora-consulenza-inremoto-organizzazionepersonale

martedì 23 giugno 2020

La creatività e l'organizzazione personale

Quel giorno ero a Roma con una mia collega per un laboratorio di organizzazione personale in una scuola primaria. Era l'ora di pranzo, avevamo finito e fuori i genitori aspettavano con il sorriso i bambini all'uscita. Si è avvicinato un padre e ci ha chiesto: «Insegnare l'organizzazione ai bambini non è pericoloso? Non rischiano di perdere la loro creatività?»
  No, non è pericoloso, e, no, non rischiano nulla. Anzi, la loro creatività è al sicuro!

La creatività è una caratteristica umana, strettamente legata all'evoluzione del nostro cervello: nasce dall'incontro casuale tra fantasia e immaginazione (elaborate nell'emisfero destro, che analizza le immagini, lo spazio, l'interezza e le emozioni di tutto ciò che accade) e razionalità (elaborata nell'emisfero sinistro, dove ha sede il linguaggio).
  Lamberto Maffei, neurobiologo italiano, nel suo libro Elogio della lentezza descrive alcune caratteristiche che accumunano il processo creativo di artisti e scienziati:

  • la sensorialità. Pensare per immagini (il cosiddetto pensiero visivo) coinvolge l'emisfero destro e favorisce le associazioni di idee in modo rapido e costruttivo, prima con la fantasia (l'idea originale), poi con l'immaginazione (l'inizio del progetto);
  • l'atteggiamento infantile. Il cervello dei bambini è ricco di fantasia e libero dai pensieri "da adulti", cioè legati alla sopravvivenza quotidiana. Ecco perché i creativi cercano di mantenere questo atteggiamento spensierato, tipico dei bambini mentre giocano e si meravigliano;
  • l'imprevedibilità. Nei momenti di riposo, quando il cervello è rilassato, non sta elaborando stimoli sensoriali e le vie nervose sono vuote, alcune attività nervose spontanee si incontrano tra di loro e formano immagini e idee imprevedibili e originali;
  • l'inconscio. La creatività è legata alle attività inconsce del cervello, che anticipano le nostre azioni e i nostri comportamenti o guidano i gesti abituali, nascono dall'inconscio e sono indipendenti dalla volontà, dalla consapevolezza e dal controllo.

La creatività, cioè l'unione di cose che già esistono con connessioni inedite e utili, nasce in una mente libera, piena di entusiasmo e meraviglia. Per stimolarla, quindi, abbiamo bisogno di tempo per osservare ciò che ci circonda, di una mente libera dai pensieri "zavorra", di momenti di riposo (non solo quello notturno) e di buone abitudini.

L'organizzazione personale ti aiuta in tutto questo:
  • libera le tue giornate dalle perdite di tempo, dalle attività che puoi delegare, dalle urgenze che aspettano da settimane; concentrati solo sulle cose davvero importanti, vivi con ritmi più naturali e regalati il tempo per osservare il mondo attorno a te.
    Consiglio organizzativo: la matrice del tempo ti aiuta a riconoscere il vero valore dei tuoi impegni;
  • libera la tua mente dai pensieri pesanti, chiudi i cerchi aperti (tutte le cose iniziate e non ancora concluse e tutte le cose rimandate da troppo tempo) e pianifica le tue attività; rendi leggera la "sopravvivenza quotidiana" tipica di noi adulti e vivila con serenità.
    Consiglio organizzativo: inizia con una semplice lista delle cose da fare, perché scrivere gli impegni su un foglio è già un atto di liberazione;
  • moltiplica le occasioni di riposo durante la giornata e la settimana, non riempire la tua agenda (e la tua vita) di impegni fino a scoppiare e programma le tue pause; non-fare è salutare e importante quanto fare.
    Consiglio organizzativo: usa la regola dei 3/4 e lascia un quarto della tua giornata lavorativa vuoto per fare delle pause, un sonnellino e riposarti;
  • affidati alle abitudini, cambia le vecchie che non funzionano più, creane nuove in linea con lo stile di vita che desideri e programma le tue routine giornaliere;  alleggerisci il cervello dai compiti impegnativi e lascialo libero di fare altro.
    Consiglio organizzativo: con una tabella (in inglese habit tracker) per tracciare giorno per giorno le nuove azioni ti ricordi di farle e mantieni alta la motivazione.

Non solo: l'organizzazione personale è fatta di creatività! Le soluzioni nascono dalla fantasia e dall'immaginazione, e solo dopo sono valutate dalla logica.
  Ecco perché amo il mio lavoro: ogni problema organizzativo, anche se può sembrare simile ad altri, è diverso e unico. E questa unicità è una sfida per la mia creatività.

Sei una creativa e ogni giorno ti chiedi dove mai è finito il tempo; ti impegni al massimo ma non riesci a fare tutto quello che desideri; temi di aver sacrificato la tua creatività alle mille altre cose necessarie e ti senti infelice. Ecco un modo facile per rendere la tua mente libera, piena di entusiasmo e di meraviglia: Baldo, il mio percorso di incontri in remoto per migliorare il tuo rapporto col tempo e realizzare i tuoi progetti creativi. Scrivimi per saperne di più!
Paroladordine creatività e organizzazione personale professional organizer

martedì 16 giugno 2020

Come organizzare le idee

Tempo fa mi è stata posta una bella domanda, stimolante per tutte le persone curiose e creative e per me come professional organizer: «Come posso organizzare gli spunti interessanti e di tematiche molto diverse in una specie di "kit di pensieri"? Puoi suggerirmi un modo digitale e uno manuale?»

Mi sono sentita molto coinvolta: ho sempre avuto bisogno di raggruppare in un unico posto le mille idee che mi vengono in mente, e sempre cercato il modo più semplice e utile per tenere traccia di tutti i guizzi di fantasia.
  Ti racconto come faccio.

Scrivere a mano su carta

Per quanto riguarda il supporto della scrittura, preferisco il cartaceo al digitale, perché scrivere a mano è una forma di apprendimento e di organizzazione dello spazio e delle idee.
  Psicologi, studiosi del comportamento e neuroscienziati hanno dimostrato con vari esperimenti scientifici che, mentre scriviamo a mano, selezioniamo gli argomenti più importanti, li elaboriamo e riformuliamo (sviluppando la capacità di sintesi), li comprendiamo e memorizziamo meglio, siamo più concentrati, apprendiamo e assimiliamo meglio le informazioni.
  La scrittura a mano è legata al pensiero, alla capacità di dar vita a nuove idee, di conservare le informazioni e di elaborarne di nuove: insomma, quando le scrivi, te le ricordi e le fai tue.

Il "kit di pensieri" cartaceo

Per creare il "kit di pensieri" ci vuole davvero poco: un quaderno ad anelli, fogli, penne e divisori. Scegli il formato che ti è più comodo: A4 se scrivi in grande e hai bisogno di più spazio (o di applicare immagini, ritagli di giornali, decorazioni) o A5 se preferisci portarlo con te.
  Dividi gli argomenti per categorie: per esempio, note di grammatica, pensieri della buona notte, articoli da leggere, citazioni e aforismi. Con i divisori, aggiungi nuove categorie man mano che ti vengono in mente. Per trovare l'idea che ti serve, ti basta leggere le etichette applicate ai divisori.

Puoi usare lo stesso sistema con il metodo Bullet Journal, inventato da Ryder Carroll: invece di un quaderno ad anelli usa un quaderno normale (meglio a quadretti o puntinato) e invece delle sezioni separate da divisori utilizza l'indice. Con questo metodo, infatti, scrivi tutto quello che ti viene in mente nella prima pagina libera e, per trovarlo in fretta, segni l'argomento e il numero della pagina nell'indice all'inizio del quaderno.

Uso entrambi i sistemi: un quaderno ad anelli per raccogliere definizioni, tecniche, metodi e strumenti organizzativi, un Bullet Journal per le idee di lavoro e uno dedicato solo ed esclusivamente al tempo.

Applicazioni digitali

Preferisco scrivere a mano, ma lavoro da computer e mi capita spesso di voler salvare alcune informazioni da internet. Uso due sistemi diversi: la funzione salva di Facebook e l'applicazione Pocket.
  La prima salva le informazioni pubblicate da altri utenti in una sezione apposita del mio profilo e le suddivide in "raccolte" (cioè categorie d'informazioni e idee). La uso soprattutto per i contenuti attinenti all'organizzazione personale che ripropongo poi sulla mia pagina Facebook.
  L'altra è un servizio internet che salva e organizza contenuti multimediali grazie alla etichette. Lo uso quando faccio ricerche particolari, per "mettere in tasca" articoli, video e immagini e prenderli quando mi servono.
  Ho provato anche a usare Trello, nato come programma gestionale che si basa sul metodo Kanban, ma lo trovo più complesso e meno veloce degli altri due sistemi.

In ogni caso, se il materiale salvato è molto interessante, lo trascrivo in uno dei miei quaderni delle idee.


Per realizzare il tuo "kit dei pensieri" segui queste tre regole:
  • raggruppa gli spunti e le idee in un unico posto sicuro (i fogli vaganti sono il male!);
  • tienilo sempre con te (il Bullet Journal è perfetto, altrimenti usa un piccolo taccuino quando sei in giro);
  • aggiornalo in tempo reale e consultalo spesso.

In questo modo alleggerisci la mente, catturi al volo le idee e i pensieri sfuggenti, li organizzi secondo gli argomenti che ti interessano e sai sempre dove trovarli quando li cerchi.

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martedì 9 giugno 2020

Sei multipotenziale? Usa il metodo Heppell!

Col mio lavoro mi capita di incontrare multipotenziali, le persone che hanno molti interessi e lavori creativi, che mi chiedono come fare per seguire le loro passioni e portare avanti i loro progetti senza rinunciare a nulla.
  Le persone multipotenziali si riconoscono per due caratteristiche principali: sono curiose di tanti argomenti diversi e vogliono fare tante cose diverse. E lo fanno con entusiasmo.

Lo so perché anch'io sono una multipotenziale, l'ho scoperto un paio di anni fa: m'innamoro di qualsiasi nuovo argomento incontri sul mio cammino, lo devo conoscere, approfondire e fare mio. Quando mi stanco, ne incontro altri e m'innamoro di nuovo. Con entusiasmo, passione e gioia.
  La conoscenza ci appassiona, le novità ci accendono, nascono un'infinità di idee concatenate l'una all'altra, che presto vogliamo trasformare in progetti da realizzare, che – lo sappiamo con certezza – ci faranno sentire le persone più vive e soddisfatte del mondo.

Emilie Wapnick, autrice e imprenditrice canadese, nel suo famoso discorso del 2015 dice che i multipotenziali hanno tre "super poteri":

  1. la sintesi delle idee, cioè la capacità di produrre idee innovative dall'incontro di discipline diverse;
  2. il rapido apprendimento, la capacità di trasferire ciò che si è impararo da un argomento all'altro;
  3. l'adattabilità, o capacità di trasformarsi in qualsiasi cosa bisogna essere in una certa situazione.

Uno degli effetti collaterali è la spiacevole sensazione di disperdersi nel tempo: vuoi fare così tante cose, che una giornata di ventiquattro ore non può contenerle!
  Non riesci a stabilire una priorità perché tutte sono ugualmente importanti e, dal mattino alla sera, salti da un'attività all'altra senza mai fermarti. I tuoi interessi ti caricano ma, al contempo, il tuo impegno consuma molta energia, e a fine giornata ti senti stanca e inconcludente. Senza dimenticare i progetti personali e famigliari che hai dovuto rimandare per mancanza di tempo...

Esiste un metodo che ti aiuta a portare avanti i tuoi interessi con passione e senza esaurire la tua energia fisica e mentale: è il metodo Heppell dei tre tipi di giorni, so che funziona perché l'ho provato su di me.
  Il metodo Heppell si basa su quattro principi:
  • decidere che cosa fare. Da multipotenziale sai che il tempo è prezioso: non lo sprechi in attività inutili, sai dire di no agli impegni succhia-energia e hai già delegato il più possibile. Quel che proprio non riesci a fare è scegliere tra i tuoi interessi: per te sono tutti importanti e urgenti, e temi di dover rinunciare ad alcuni.
      Non ti preoccupare, nessuna rinuncia. Piuttosto individua in modo oggettivo quali dei tuoi progetti sono fattibili adesso, nella situazione attuale e con le risorse disponibili; scegline tre e lascia gli altri in coda: arriverà il loro momento e sarà quello giusto.
      Per esempio: in questi mesi, invece di concentrarmi sui (nuovissimi) cosrsi in aula, mi sono focalizzata sulle consulenze in remoto;

  • fare una cosa alla volta. Questo è il punto di forza del metodo: se dedichi ogni giorno a un tipo diverso di attività, il tuo cervello rimarrà concentrato solo sul progetto in corso. Così gli risparmi la fatica di saltare più volte da un argomento all'altro, di recuperare l'attenzione per ciò che deve fare e sprecherà meno energia.
      Nei giorni "Per gli affari" ti dedichi al cuore dei tuoi progetti; in quelli "Per tutto il resto" alle attività collaterali di gestione dei progetti lavorativi, personali, famigliari e casalinghi (in genere attività meno entusiasmanti); e nei giorni "Per me" fai il pieno di energia, ti riposi, ti diverti e ti rigeneri.
      Suggerimento: dividi le attività gestionali secondo la loro funzione, un giorno per quelle casalinghe, uno per quelle famigliari, altri per quelle personali e lavorative;

  • ottimizzare le risorse personali. Il tempo, l'attenzione e l'energia fisica e mentale sono risorse concatenate tra loro: quando presti attenzione a quel che stai facendo, il tuo cervello concentra l'energia mentale su quell'attività e tu stai vivendo pienamente il tuo presente, senza pensieri e divagazioni nel passato e nel futuro.
      Ogni tipo di giorno serve a utilizzare bene le tue risorse: i giorni "per me" ricaricano l'energia, i giorni "Per gli affari" garantiscono l'attenzione, e i giorni "Per tutto il resto" sfruttano minuziosamente il tuo tempo.
      Per esempio: nei primi mi concentro e porto avanti il cuore dei miei progetti, nei secondi mi rilasso e mi prendo cura di me, negli ultimi chiudo i cerchi ancora aperti e cancello molte (molte!) voci dalla mia lista delle cose da fare;

  • eliminare le distrazioni. Le distrazioni sono di due tipi: quelle esterne, come il telefono che squilla, i familiari che interrompono, le riunioni nel bel mezzo di un momento creativo; e quelle interne, che arrivano direttamente da te, come l'ansia di non riuscire a fare tutto, la stanchezza quotidiana, la strenua lotta contro il tempo, il rimuginio o l'innamoramento di nuovi argomenti.
      Per evitare le distrazioni esterne basta eliminarne le cause (telefoni spenti, notifiche disattivate, porte chiuse, regole ben precise). Questo metodo invece è perfetto per limitare al minimo le distrazioni interne, proprio perché ottimizza le risorse personali.
      Consiglio: se non ti trovi con la Tecnica del Pomodoro (25' di lavoro + 5' di pausa), perché venticinque minuti sono troppo pochi, prova a intervallare due ore di lavoro con mezz'ora di pausa, in cui dedicarti a un altro tuo interesse (non lavorativo).

Con il metodo Heppell dei tre giorni riesci a fare tutto quello che desideri giorno dopo giorno, organizzi i tuoi impegni, programmi le tue attività settimanali, usi nel migliore dei modi il tuo tempo, le tua attenzione e la tua energia, ti immergi completamente nei tuoi interessi, raggiungi i risultati. E sei felice perché non rinunci a nulla.

Se vuoi conoscere meglio il metodo Heppell, scrivimi e con Flora, la consulenza in remoto di un'ora, entrerà nella tua vita.


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martedì 26 maggio 2020

Perché ho scelto di lavorare in remoto

Questo lungo periodo di distanza fisica ha messo alla prova anche i professional organizer, soprattutto chi lavora in ambito domestico ed entra nelle case per affiancare i clienti nel decluttering, nell'organizzazione degli oggetti e nell'ottimizzazione degli spazi.

Alcuni colleghi, abituati a lavorare a domicilio, si sono adattati e hanno trovato soluzioni alternative (corsi e laboratori tramite piattaforme di video conferenze), per altri è stato difficile passare dagli interventi in presenza alle consulenze in remoto. Per me invece no, perché ci sono già abituata: lavoro ormai con questa modalità da giugno scorso.
  Non è una soluzione nata dalla necessità, ma una scelta ponderata che offre opportunità: in questo modo, infatti, raggiungo chiunque in tutta Italia, senza vincoli di spazio. Si è mostrata un'ottima scelta fin da subito, e ancor di più in questo periodo.

Ecco perché ho scelto di lavorare da remoto:

  • perché ho cambiato il cuore della mia attività – ho abbandonato l'ambito domestico "puro" (anche per motivi di salute: all'improvviso le leggere allergie  hanno scatenato la mia pelle atopica) e ho abbracciato con gioia l'uso del tempo e lo stile di vita;
  • perché per me organizzare significa usare bene il tempo – anche quando ero nell'ambito domestico organizzavo casa non per averla in ordine, ma per smettere di perdere tempo a cercare gli oggetti, a metterli via per pulire, a nasconderli all'arrivo degli ospiti;
  • perché il tempo è la mia vera passione e il mio vero interesse – è il filo rosso che lega la mia formazione, le mie esperienze di lavoro e la crescita personale (l'archeologia, il turismo, la scrittura, la mindfulness, l'organizzazione personale). Quando aiuto qualcuno a migliorare il suo rapporto col tempo mi sento realizzata;
  • perché lavorare in remoto sull'uso del tempo è comodo – entrambe risparmiamo tempo: io non devo spostarmi, tu non devi "preparare" casa; impieghiamo meno tempo e scegliamo il momento migliore per noi. Ci basta un computer, un collegamento a Internet e guardarci negli occhi attraverso lo schermo;
  • perché siamo più libere e più focalizzate – arriviamo subito al dunque e ci concentriamo su ciò che stiamo facendo, senza preoccuparci del contesto. Non c'è bisogno di mascherine, guanti, igienizzanti: ci siamo solo io e te, impegnate a migliorare il tuo rapporto col tempo passo dopo passo.

Se temi che sia impersonale e distaccato, ti assicuro che non è così: le espressioni del volto, i gesti e il tono di voce ci avvicinano, e la nostra "missione" ci coinvolge.
  Per tutta la durata del percorso lavoriamo insieme anche se siamo lontane, e sono al tuo fianco anche se non mi trovo a casa tua.


Scopri come funzionano Flora, la consulenza di un'ora in remoto per trovare una soluzione pratica e pronta all'uso al tuo problema organizzativo, e Baldo, il mio percorso di incontri in remoto per migliorare il tuo rapporto col tempo.
Paroladordine perché consulenze in remoto organizzazione personale

martedì 19 maggio 2020

La salute e l'organizzazione personale

Quando anni fa ho iniziato a organizzarmi, mi sono accorta che dopo stavo bene: zero nervosismo, zero ansia, zero confusione, ma solo chiarezza, sicurezza e tranquillità.
  L'organizzazione personale funziona così, come uno straccio imbevuto di acqua calda saponata che scioglie lo sporco e lo porta via. Lo noto ogni volta che una cliente s'impegna e ottiene risultati: esce dalla nebbia di emozioni e sentimenti grevi, e finalmente si sente bene, è serena, sicura di sé e delle proprie scelte.

L'organizzazione personale è un insieme di capacità che ci permettono di vivere appieno il nostro presente, di crearci degli ottimi ricordi e di avere una mente libera e creativa per dedicarci alle cose che contano davvero, per noi e per gli altri e per ciò che ci circonda. Soprattutto ci permettono di avere una vita sana e in salute.

Il concetto di salute è bellissimo: è quello stato di benessere fisico, mentale e sociale che otteniamo quando riusciamo a sviluppare le nostre potenzialità con l'aiuto delle competenze per la vita.

Le competenze per la vita (o life skill) sono abilità psicosociali che ci aiutano a risolvere con efficacia le difficoltà quotidiane e a comportarci in modo positivo con gli altri. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ne ha identificate dieci, divise in tre gruppi:
  1. emotive – la consapevolezza di sé, la gestione delle emozioni e la gestione dello stress;
  2. relazionali – l'empatia, la comunicazione efficace e le relazioni efficaci;
  3. cognitive – risolvere i problemi, prendere decisioni, il pensiero critico e il pensiero creativo.
L'organizzazione personale sviluppa e mantiene le competenze emotive e cognitive: quando organizzi gli impegni nel tempo o gli oggetti nello spazio, sei consapevole di un problema, delle tue emozioni e delle tue risorse (consapevolezza), trasformi le emozioni spiacevoli in piacevoli (gestione delle emozioni), elimini e previeni le cause dello stress (gestione dello stress), decidi che cosa pensare e fare (pensiero critico), immagini scenari e soluzioni (pensiero creativo), risolvi problemi in modo pratico e prendi decisioni sicure.

Mentre organizzi, affermi la tua autonomia, riconosci i tuoi meriti e ritrovi fiducia in te stessa e nelle tue scelte. Ti senti bene e sei sempre più motivata a continuare questo percorso iniziato per prenderti cura di te e degli altri e di ciò che ti circonda. Ti senti talmente bene che questo influisce sulla percezione che hai di te stessa e degli altri, e che gli altri hanno di te.
  L'organizzazione quindi favorisce lo sviluppo anche delle competenze relazionali, e completa il cerchio: sei sicura di te, hai uno stile di vita sano, relazioni appaganti e la tua vita si arricchisce di soddisfazioni continue.

È innegabile: questo periodo ci ha messo alla prova, è stato difficile per tanti motivi diversi (la convivenza prolungata, la separazione, l'incertezza economica, la malattia, la mancanza degli spazi aperti), abbiamo dovuto adattarci alla situazione e ci siamo abituati a nuovi gesti e nuovi modi di vivere la quotidianità. Per fare questo ci siamo ri-organizzati e, mentre cercavamo le soluzioni migliori per noi, abbiamo allenato le nostre competenze di vita.
  Quindi, sotto sotto, questo periodo ci ha regalato una vera opportunità.

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martedì 12 maggio 2020

Nuovi modi di vivere la casa

Questo articolo nasce da un intreccio di pensieri stimolati dalle parole di Camilla Corradi di la tazzina blu e delle tante persone con cui sono entrata in contatto in questi mesi – clienti, amici, conoscenti, familiari.

Camilla, che si occupa di progettazione d'interni, scrive: "Mai come in questo periodo ci siamo trovati a dover fare i conti con gli spazi che abitiamo. [...] Si tornerà all'essenziale, a una decorazione portata ai minimi termini, senza orpelli. Si penserà alla sostanza più che alla forma, a come rendere confortevoli e organizzati gli ambienti e rendere piacevoli gli spazi."

Di che cosa abbiamo bisogno nelle nostre case? È difficile dare un'unica risposta perché le case sono diverse, così come le famiglie che le abitano e le loro esigenze.
  Ci sono case piccole, medie, grandi, su uno o più livelli, con spazi all'aperto (balconi, terrazzi, giardini) oppure no.
  Ci sono famiglie piccole (di una sola persona o due), medie, grandi, con figli di ogni fascia d'età (dai neonati agli adulti, passando per gli adolescenti), con animali domestici, con vari tipi di lavoro (fuori casa, da casa per la prima volta, da casa da sempre, in casa, in attesa di riprendere).
  Ci sono esigenze di ogni genere, legate al tipo di casa e di famiglia che vi abita: trovare uno spazio per ciascuno per studiare e lavorare contemporaneamente, dividere e isolare gli ambienti in caso di malattia, suddividere equamente gli spazi del riposo da quelli del lavoro.

Al di là delle differenze, credo che la nostra casa debba garantirci quattro cose.
  1. Sicurezza. Abbiamo bisogno di protezione da tutto ciò che arriva indesiderato dall'esterno; di spazi leggeri e organizzati, facili da riordinare e veloci da pulire; di dividere gli spazi comuni da quelli personali e di igienizzare quelli in comune (soprattutto se lavoriamo fuori casa a contatto con oggetti e persone); di punti chiave e procedure per igienizzare persone e oggetti che arrivano da fuori.
  2. Intimità. Abbiamo bisogno di uno spazio tutto per noi, per isolarci dal resto della famiglia, dedicarci ai nostri interessi, mettere ordine nei pensieri e goderci la solitudine. Non è facile in case piccole o con ambienti aperti (per esempio, in casa nostra solo i bagni hanno le porte, tutte le altre stanze comunicano tra loro), né in famiglie numerose e con bambini che chiedono attenzioni e rassicurazioni.
  3. Concentrazione. Abbiamo bisogno di trovare un'area di studio e di lavoro per ciascuno, confortevole e funzionale; di condividere spazi e supporti tecnologici per studiare e lavorare,  di compromessi, regole ragionate, condivise, inderogabili e turni da rispettare (se la famiglia è numerosa e si lavora da casa, se c'è una zona giorno aperta e poche camere da letto, se non si possiede un computer a testa).
  4. Riposo. Abbiamo bisogno di separare gli spazi dedicati al lavoro da quelli dedicati al relax; di staccare e far riposare la mente; di spazi riservati a giovani e adulti per caricare l'energia e di spazi per bambini e ragazzi in cui giocare, correre, saltare e sfogare il nervosismo. Se poi lo spazio per sfogarsi e ricaricarsi è all'aperto, ancora meglio.

Sono d'accordo con Camilla: nelle case torneremo all'essenziale. D'altronde non sono né musei né parchi giochi, ma il posto in cui ci prendiamo cura di noi e della nostra famiglia in molti aspetti della vita quotidiana. 
  In realtà stiamo già definendo nuovi modi di abitare e vivere la casa: ci siamo liberati delle cose superflue (che c'infastidivano col loro peso) per avere con noi solo ciò che ci fa star bene e abbiamo organizzato le stanze secondo le nuove esigenze di questo periodo (sicurezza, lavoro, convivenza prolungata), spinti dalla necessità e dal bisogno di acquietare le emozioni
  Stiamo rendendo le nostre case armoniose: semplici da vivere, facili da gestire, comode da usare, leggere e flessibili ai cambiamenti.

Ti è venuta voglia di alleggerire gli spazi in cui vivi e cerchi l'aiuto di qualcuno che t'insegni come fare... Scrivimi: il percorso Johnny è facile da personalizzare e da realizzare anche in remoto.

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martedì 5 maggio 2020

Voglio fare tutto!

Questo è un buon periodo per fare il punto della situazione di tutte le cose che hai in mente da fare e per capire come (e se) farle. Ti aiuta a dissipare le nebbie della confusione, a ritrovare le tue certezze e la tua sicurezza – ottimo per ricominciare col piede giusto.

Quindi, senza indugio, prendi carta e penna e scrivi la tua lista. Se è lunghissima, non ti spaventare ma chiediti quali possono essere i motivi. Forse ami il tuo lavoro e non dici mai di no alle grandi e piccole sfide; oppure hai mille interessi che ti appassionano; magari sei sempre disponibile con gli altri e non ti tiri mai indietro.
  In ogni caso hai segnato tante cose, e le vuoi fare tutte! Ci hai provato e finora non è andata bene. "Forse se mi organizzo meglio, ci riesco", pensi. Ma dentro di te sai che è solo un'illusione...

Il tuo intuito ha ragione: organizzare gli impegni nel tempo non significa riuscire a fare tutto, bensì imparare a prendere decisioni e fare delle scelte consapevoli.
  Immagina che il tuo tempo sia il cassetto delle calze: è grande, profondo e pieno di calze di ogni tipo. Ogni giorno ne aggiungi tre o quattro paia nuove, che si sommano a quelle spaiate, dimenticate, vecchie, che non indosserai mai e che non ti piacciono più. È talmente pieno che lo apri a fatica e non riesci a chiuderlo. Eppure continui a metterci altre calze, finché tra poco il cassetto scoppierà!
  Con l'unica differenza che, se riempi troppo il tuo tempo di impegni di ogni tipo, sarai tu a scoppiare.

Dai retta al tuo intuito: riprendi in mano la lista e, come faresti con le calze, inizia a scegliere quali tenere.
  Per esempio:
  • le cose da finire per l'altroieri e che, per qualsiasi motivo, non sei riuscita a completare (forse perché avevi troppe cose da fare?); sono urgenze e prima te le togli di torno, più tempo hai a disposizione per altro;
  • le cose che ti fanno arrivare proprio là dove vuoi essere; sono le priorità, le cose davvero importanti per te, che danno significato alla tua vita – riguardano il lavoro, la salute (fisica, mentale e relazionale) e la tua realizzazione come persona.
Lascia andar via tutto il resto – anche se ne sei innamorata, ti appassiona e ti fa brillare gli occhi. Lascia le cose che non ti piacciono più, che non faresti mai (lo sai, anche se non lo ammetti), quelle talmente vecchie da non corrispondere più ai tuoi desideri, che non ricordavi più e che sono del tutto fuori contesto.
  Scegli con attenzione, e riuscirai a fare tutto.


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martedì 28 aprile 2020

Le emozioni e l'organizzazione personale

In questi ultimi mesi non mi sono sentita privata della mia libertà (è una mia scelta rimanere a casa), piuttosto mi sono sentita in balia di emozioni forti e prolungate. Mal di gola, colpi di tosse, mal di pancia, uscite, rientri, notizie, confidenze hanno scatenato emozioni e reazioni fisiche ben precise.
  Col tempo ho imparato a disinnescarle con razionalità, ma quando non ci riesco mi dedico all'organizzazione. È una cosa che abbiamo sperimentato tutti: se ci concentriamo sugli spazi di casa o sugli impegni da riorganizzare, spegniamo le emozioni e prestiamo attenzione solo a ciò che stiamo facendo.

Le emozioni sono una buona cosa. Sono reazioni a ciò che accade dentro e fuori di noi, si basano sulla nostra esperienza, possono essere piacevoli o spiacevoli e coinvolgono sia il corpo sia la mente. Anche le emozioni spiacevoli sono positive, perché ci permettono di riconoscere e ricordare le situazioni di pericolo e metterci in salvo; ma a lungo andare, se sono protratte nel tempo come in questo periodo, interferiscono con il sistema immunitario e le sue difese contro i microrganismi responsabili di malattie. Secondo i neuroscienziati, che studiano come funziona il cervello, per disinnescare questo circolo vizioso possiamo agire su due fronti: controllare le emozioni spiacevoli e il sistema immunitario.
  Ecco come:
  • controlla le emozioni spiacevoli. Per non essere rapita dalle emozioni, fai in modo di attivare la parte del cervello anteriore (corteccia prefrontale) dove hanno sede la memoria a breve termine, la pianificazione, la strategia e la soluzione di problemi. Impegna la mente con carta, penna, parole, numeri e giochi per risolvere problemi (come le parole crociate);
  • controlla le tue difese. Per migliorare le risposte del sistema immunitario, aumenta le attività della parte sinistra del cervello (emisfero sinistro), dove si svolgono le funzioni legate al linguaggio, al calcolo, alla logica, all'analisi e all'attenzione ai dettagli. Anche in questo caso impegna la mente con cruciverba, rebus, letture, giochi di memoria che allenano la capacità di risolvere problemi.

La capacità di risolvere problemi, di creare una strategia, di pianificare è stimolata anche dall'organizzazione. 
  Per esempio, mentre progetti la riorganizzazione del tuo archivio domestico, stai risolvendo problemi (come trovare i documenti ogni volta che servono; come riunire in un unico posto tutto il materiale cartaceo e digitale; come eliminare il disordine e mantenere l'ordine), stai creando una strategia – cioè individui gli obiettivi (creazione di un archivio cartaceo e digitale; controllo costante dei documenti; eliminazione del disordine e mantenimento dell'ordine), elabori le linee d'azione (divisione dei documenti in categorie, classificazione delle categorie, misurazione dello spazio necessario) e prepari le risorse per raggiungere i risultati con efficienza (tempo, energie fisiche e mentali, mobili, contenitori, divisori, etichette) –, stai pianificando (programma delle singole azioni nel tempo), stai impegnando la mente con letture, calcoli, analisi e attenzione ai dettagli. 

Organizzare gli spazi di casa, gli impegni in agenda o sul calendario della famiglia ci aiuta a non farci rapire dalle emozioni e a mantenere alte le nostre difese immunitarie, tanto quanto – secondo gli studiosi – leggere, risolvere rebus, parole crociate e sudoku. Ma vuoi mettere la soddisfazione non solo di mantenere calma e salute, ma anche di portare armonia in casa e famiglia?

Tra le pagine del blog trovi tanti spunti e riflessioni, consigli ed esempi per organizzare gli spazi di casa, le attività personali, famigliari e il cambiamento verso lo stile di vita dei tuoi sogni: usa la casella di ricerca sulla barra laterale per leggere ciò che più ti interessa. Se invece vuoi un aiuto in più, non esitare a scrivermi.
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martedì 21 aprile 2020

Come organizzarsi per "dopo"

Un giorno mi è stata posta questa domanda: "Quale può essere il modo migliore per organizzarsi qualsiasi cosa accada dopo?" Dopo, naturalmente, è la vita alla fine dell'emergenza, di cui ancora non abbiamo idee precise.
  Una risposta puntuale non è facile, perché è ancora troppa l'incertezza e di varia natura: riguarda la salute, il lavoro, l'economia, la sicurezza, gli aiuti, le spese, la gestione famigliare... E per ogni persona, per ogni famiglia, per ogni attività lavorativa la situazione è diversa.
  L'unica cosa che puoi fare per il dopo è concentrarti sull'essenziale, a partire già da oggi.

Parti dalla consapevolezza. L'essenziale è costituito dalle cose che ritieni importantissime e indispensabili. Per esempio i valori i cui credi e su cui vuoi fondare la tua vita: libertà, sicurezza, comodità – l'elenco di tutti i valori possibili è lungo. Sono anche le tue priorità, cioè i comportamenti e le attività in linea con i tuoi valori che rendono speciale la tua vita. E pure le tue risorse, ogni mezzo che ti fornisce aiuto e sostegno in situazioni di necessità, fuori e dentro di te: denaro, cibo, tecnologie, immaginazione, concentrazione, energia fisica e mentale...

Crea una struttura. Se conosci i tuoi valori, le tue priorità e le tue risorse sai anche come comportarti e organizzarti già adesso per dopo. Costruisci una solida struttura fatta di abitudini: cambia le vecchie che non funzionano più, introducine di nuove e riuniscile in routine. Le routine sono sequenze di azioni ripetute uguali giorno dopo giorno, finché diventano veri e propri rituali che scandiscono la tua giornata, ti fanno arrivare dove vuoi e aiutano il cervello a risparmiare energia preziosa (che in queste settimane è già consumata dalle preoccupazioni).

Aggiungi "quel certo non so che". Ognuno reagisce in maniera diversa; se sei come me, in questo periodo potresti sentirti sopraffatta dalla monotonia delle routine e ogni giorno sembrarti uguale all'altro e alla fine appiattirti e perdere la voglia di fare qualsiasi cosa. Può esserci d'aiuto il metodo che usavo all'università di aggiungere alla quotidianità qualcosa di bello: una telefonata con gli amici, un passatempo particolare, un corso interessante, una ricetta mai provata, una visita virtuale a un museo famoso... Così rendi ogni giorno diverso e memorabile.

Il modo migliore di organizzarsi per il dopo (ma anche in ogni occasione) è dare ritmo alle tue giornate con abitudini essenziali e aggiungere "quel certo non so che" capace di rendere ogni giorno speciale.

Se vuoi leggere alcuni approfondimenti su come organizzarsi per “dopo”, segui le storie che pubblicherò domani sul mio profilo Instagram.

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martedì 14 aprile 2020

Come organizzare il lavoro da casa

Uno dei problemi più diffusi tra le persone che ho incontrato durante le consulenze gratuite offerte per la Settimana dell'organizzazione è come organizzare il lavoro da casa. In realtà il problema è duplice, perché riguarda sia l'uso del tempo sia l'uso dello spazio.

All'improvviso, persone che hanno sempre lavorato presso la sede aziendale*, magari in uffici condivisi con i colleghi, si sono ritrovate a lavorare da casa, negli spazi di solito dedicati al riposo, allo svago, all'accoglienza di ospiti, amici e familiari. Senza colleghi, senza punti di ritrovo consueti, senza più abitudini consolidate, senza uno spazio dedicato.
  Tra le difficoltà riscontrate fin da subito da chi solitamente lavora in ufficio ci sono:
  • assenza di orari e, quindi, più ore del solito passate a lavorare;
  • caos nella comunicazione tra colleghi, che crea continue distrazioni;
  • mancanza di programmazione e lavori portati avanti oltre gli orari di lavoro;
  • mancanza di riti lavorativi e, quindi, sensazione di disorientamento e di isolamento.

Anche le persone che si dichiarano le più disorganizzate al mondo imparano a organizzarsi in tempi di necessità. È naturale, quando è in gioco un'emergenza e un cambio repentino di vita: per sopravvivere al caos, si cercano soluzioni pratiche e veloci a problemi inediti. Non è facile, ci vuole pazienza e tempo per testare un nuovo metodo, ascoltare le nuove esigenze (per esempio, le abitudini che mancano, una separazione fisica e mentale tra il lavoro e la casa e la famiglia) e modificare poco alla volta le soluzioni iniziali.
  Ti lascio alcuni consigli organizzativi per lavorare da casa come un libero professionista, così puoi prendere spunto e rendere la tua organizzazione più efficiente.

  1. Rispetta gli orari d'ufficio. Quando si è abituati a una struttura lavorativa imposta dall'azienda, è difficile capire quanto tempo dedicare al lavoro da casa; vale sia per alcuni capi che non hanno idea di quanto tempo impiegano i dipendenti a concludere un'attività, sia per i lavoratori che hanno la tendenza a occupare tutto il tempo disponibile, "tanto sono già a casa, non devo perdere due ore sui trasporti..."
    Il mio consiglio è di adottare gli stessi orari d'ufficio e di dimenticarti degli straordinari. Inizia e termina ai tuoi soliti orari (punta una sveglia, se necessario), mantieni questa abitudine e goditi le due ore guadagnate**.
  2. Crea nuovi riti. Se eri abituata a fare colazione al bar o leggere sul tram prima di entrare in ufficio, scambiare quattro chiacchiere coi colleghi, allenarti in pausa pranzo, prendere un aperitivo dopo il lavoro, ne sentirai la mancanza e ti sentirai senza quei punti di riferimento che scandivano le tue giornate.
    Il mio consiglio è di creare nuove abitudini-coccole che ti confortino: qualcosa di piacevole prima di iniziare il lavoro, un paio di pause al mattino e altrettante nel pomeriggio per una bevanda calda e una telefonata, una pausa pranzo rilassante in famiglia, un momento tutto per te a fine lavoro.
  3. Prepara il tuo ufficio. In ufficio avevi tutte le tue cose ben riposte nei cassetti e a portata di mano sulla scrivania; uno spazio in cui lavorare era facile e trovare l'occorrente ancor di più. Adesso devi dividere casa con il resto della famiglia e non c'è uno studio tutto per te dove poterti concentrare.
    Il mio consiglio è di trovare uno spazio di lavoro per ciascuno, una stanza intera oppure in un angolo, meglio se appartato e con una buona illuminazione; se hai una scrivania tutta per te, organizzala per avere tutto sotto mano, altrimenti metti l'occorrente in una borsa per allestire un ufficio portatile.
  4. Datti delle regole chiare e condividile. Come in ufficio seguivi regole ben precise, così fai anche a casa e condividile con famigliari e colleghi.
    Il mio consiglio è di informare tutti di come intendi usare i tuoi spazi, dei tuoi orari di lavoro (comprese le pause), di come comunicare tra colleghi per eliminare distrazioni (scegliete insieme tempi e mezzi per scambiare le informazioni di lavoro, le urgenze e le chiacchiere) e dei momenti in cui hai bisogno di stare da sola.
    Altro consiglio: non lavorare in pigiama o in tuta, ma scegli vestiti comodi e a prova di videochiamate; ti aiuta a separare mentalmente il lavoro dalle attività casalinghe.

Lavorare da casa regala anche delle piacevoli sorprese, come vivere quotidianamente momenti conviviali con la famiglia (prima relegati solo ai giorni di festa e vacanza), riscoprire interessi abbandonati, mangiare meglio e con calma, dedicare del tempo ai tuoi interessi e alla cura di te.
  Quali di queste abitudini vuoi portare con te anche dopo?


Se vuoi leggere altri consigli su come organizzare il lavoro da casa, segui le storie che pubblicherò domani sul mio profilo Instagram.
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* Per chi già lavorava in proprio o con lavori che prevedono diversi tipi di flessibilità (di orari, di gestione, di luogo, di contratti) è stato più facile adeguarsi e il problema maggiore è stato come organizzare le diverse necessità di tutta la famiglia – ma di questo scriverò un'altra volta.
** Il lavoro distrae e tiene occupata la mente, ma le preoccupazioni rimangono e consumano energie: riposati più che puoi per ricaricarle e non rischiare l'esaurimento.

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martedì 7 aprile 2020

Come distinguere le vere priorità da quelle false

Mi è capitato la seconda o la terza settimana di questo periodo. In superficie la mia vita era la stessa – stessi orari, stesse abitudini, stesse modalità di lavoro (in remoto) – ma nel profondo sentivo qualcosa di diverso, come se l'ago della bussola stesse cercando un nuovo polo magnetico. Mi sono chiesta se le cose per cui mi stavo impegnando fossero davvero importati per me, ho messo in dubbio le mie priorità o, meglio, loro hanno sollevato il dubbio.

In momenti come questi l'insicurezza ribalta la nostra vita e ci spinge a rivedere tutto: i nostri piani, i nostri sogni, le nostre priorità. Ancor di più se finora abbiamo portato avanti delle attività "ugualmente importanti" senza mai chiederci se lo siano realmente.
  Durante le consulenze gratuite che ho proposto per la Settimana dell'organizzazione, più persone mi hanno chiesto come riuscire a distinguere le vere priorità da quelle false, e credo che il metodo migliore sia porsi le domande giuste e darsi le risposte più sincere possibili.

Nei libri di organizzazione personale ho trovato alcuni interrogativi interessanti per riconoscere le cose importanti veramente importanti, questi sono i miei preferiti:
  • "Qual è, fra le cose che potresti fare nelle tua vita personale e professionale, quella che, se facessi con regolarità, apporterebbe un enorme miglioramento nella tua vita?"
    (Stephen Covey, Le 7 regole per avere successo)
  • "Cosa ti ha spinto a investire tempo ed energia in questa attività?"
    (Ryder Carroll, Il metodo Bullet Journal)
  • "Cosa vuoi aggiungere alla tua vita in questo momento e, soprattutto, perché?"
    (Ryder Carroll, Il metodo Bullet Journal)
Prendi quaderno e penna, segna le domande e cerca le risposte dentro di te. Il tuo intuito conosce bene i tuoi valori e sa già che cosa scriverai; perciò decidi di conseguenza, conferma le vere priorità ed elimina quelle false.

L'ultimo quesito, in particolare, è stato illuminante per me: in questo momento voglio semplificare al massimo la mia vita, riportare a galla alcune mie caratteristiche, imparare sempre più a viver nel presente e "fare quello che posso con quello che ho nel posto in cui sono".
  La mia priorità è duplice:
  1. continuare ad aiutarti con l'organizzazione personale (anche l'Organizzazione mondiale della sanità ne riconosce il valore e i benefici, e credo che non ce ne sia bisogno solo adesso ma ancor di più nelle prossime fasi e dopo), perché è la mia missione, credo in quello che faccio e sento il bisogno di lavorare con le persone, instaurare un rapporto di fiducia reciproca e contribuire a vivere meglio questo periodo;
  2. aiutare chi in questa situazione lavora per noi e non può fermarsi, perché sento il bisogno di fare concretamente la mia parte e di contribuire per sostenere la ricerca, la cura e tutto ciò che è necessario per affrontare questa situazione.
Ecco perché, da oggi finché perdurerà questo periodo, ti offro un servizio-solidarietà: per ogni acquisto di FLORA, la consulenza di un'ora in remoto per trovare una soluzione veloce e pronta all'uso a un problema organizzativo specifico, darò il 50% del ricavato alla raccolta fondi per l'unità di crisi della Regione Piemonte #riprendiAMOfiato.
  Ho scelto FLORA perché è il servizio che costa di meno e risolve più problemi: in un periodo d'incertezza economica preferisco dare a tutti l'opportunità di imparare a organizzarsi per vivere questo e i prossimi cambiamenti nel modo migliore.

Più siamo, meglio è: per scoprire come funziona la consulenza e la donazione alla raccolta fondi visita la pagina dedicata a FLORA.

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martedì 31 marzo 2020

La mia Settimana dell'organizzazione 2020

La Settimana dell'organizzazione 2020 è finite venerdì scorso e, come al solito, voglio raccontarti com'è stata questa edizione per me.
  Come socia di APOI mi occupo insieme ad altre tre colleghe della raccolta, scelta e revisione delle risorse gratuite da pubblicare di giorno in giorno sul sito dell'associazione; iniziamo circa un mese prima, per darci il tempo di fare le cose per bene e portare avanti anche i nostri impegni personali e professionali con agio. Il 21 febbraio non sapevo che cosa sarebbe successo, ma avevo già paura ed ero molto preoccupata; in altre parti d'Italia, invece, questa percezione ancora non c'era, ma tutti ci siamo impegnati per dare il massimo. I contributi pubblicati tra il 21 e il 27 marzo sono lo specchio di ciò che stavamo vivendo prima.

Di solito per la Settimana dell'organizzazione offro un mini corso gratuito presso la Libreria Mondadori di Arona (la proprietaria è una persona illuminata e sensibile) e contribuisco con una risorsa gratuita per il sito APOI.
  Per l'edizione di quest'anno avevo in programma tre mini corsi (Vivere serenamente sull'importanza dell'organizzazione per la salute, Moltiplica il tuo tempo sull'uso del tempo per l'associazione Women@Work Laghi, Il potere delle abitudini su come migliorare la vita con le abitudini) e zero contributi da pubblicare. Invece i mini corsi sono saltati e ho scritto due articoli per il blog di APOI (La regola del bersaglio e Il tempo è come una scatola)!

Al posto dei mini corsi ho offerto delle mini consulenze gratuite per riorganizzare la nuova quotidianità, mantenere l'equilibrio tra le nuove esigenze familiari, approfittare del vuoto per trovare le vere priorità. Le ho proposte su due gruppi Facebook che frequento: la comunità che li segue è formata soprattutto da donne, con un blog personale o professionale, la maggior parte libere professioniste e con un forte spirito di condivisione e aiuto reciproco.
  Alcune persone hanno accettato la mia offerta e ho incontrato ciascuna di loro in una video-chiamata di tre quarti d'ora (anche di più, se ci scambiavamo qualche parola di confronto e conforto sulla situazione).
  È stata una bella esperienza.

Ho incontrato diversi tipi di persone

Erano quasi tutte libere professioniste o in procinto di esserlo, alcune con più di un lavoro e tutte con attività creative e innovative. Molte con famiglia e bambini, poche da sole. Chi aveva bisogno di tempo per ascoltare emozioni, sentimenti e pensieri; chi trovava la situazione stimolante per la ricchezza di opportunità future; chi provava un continuo sottofondo di preoccupazione per il marito obbligato a lavorare (come me); chi si era fermata a cullare il dolore per un amico perduto; chi si stava preparando a nuovi modi di lavorare e a un famiglia più grande. Tutte nel presente, con un occhio al futuro.

Ho conosciuto meglio chi posso aiutare

Si sono definite disorganizzate, eppure non lo erano del tutto. Crediamo di essere "fatte male", proviamo sentimenti avversi nei nostri confronti, rabbia, colpa, solo perché non riusciamo a fare quella cosa nonostante i continui sforzi... e non ci accorgiamo di fare già tanto. Ci manca solo un piccolo aiuto, il consiglio giusto, uno strumento pratico: questo periodo ci offre l'occasione giusta per trovarlo.
  In generale ho notato il bisogno di riconoscere le vere priorità, di creare nuove abitudini e di organizzare le attività quotidiane, non solo per vivere meglio questo periodo, ma anche come base per il futuro.

Ho fatto qualcosa di utile e non mi sono sentita sola

Lo ammetto: mi piacciono le consulenze, il contatto con le persone e il rapporto di fiducia reciproca che si crea all'istante. Mi sentivo impotente e l'impotenza per i risolutori di problemi è frustrante e dolorosa. Volevo fare anch'io la mia parte, rendermi utile e aiutare ad affrontare questo periodo con quello che so fare: l'organizzazione costruisce una struttura salda e flessibile, che regala sicurezza e razionalità anche nei momenti più incerti ed emotivi.
  Dedicarmi agli altri, sentirmi vicina a persone appena conosciute mi ha fatto bene. Non pensare alle mie paure, concentrarmi sul mio lavoro mi ha fatto bene. Perciò grazie di cuore a chi ha accettato le mie mini consulenze.

Ho seguito il mio intuito, tra l'altro in linea con lo spirito che anima la Settimana dell'organizzazione. Non credo che regalare il mio lavoro e la mia esperienza tolga valore alla mia professione, in fondo ho solo cambiato il mezzo, non la sostanza: l'iniziativa è proposta da APOI per diffondere gratuitamente la cultura dell'organizzazione personale, farne conoscere i vantaggi e insegnare come ottenere benefici immediati con uno stile di vita organizzato.
  Finita la Settimana dell'organizzazione, sto già pensando a un nuovo modo per essere utile a te, che hai bisogno di riorganizzare le tue giornate e risolvere qualche problema organizzativo col tempo, e alla situazione là fuori.

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martedì 24 marzo 2020

La matrice dello spazio e il valore degli oggetti

In questi giorni sto riorganizzando alcuni spazi di casa che ne avevano davvero bisogno: il guardaroba, l'angolo della ginnastica, l'angolo della creatività, il ripostiglio e i cassettoni del sottoscala... Credo che nelle prossime settimane andrò avanti con i mobili del falso ingresso, quelli della lavanderia e terminerò con le librerie, gli scaffali e la scrivania dello studio.
  Insomma, mi sto dando da fare per tenere a bada le emozioni e i pensieri spiacevoli svuotando, pulendo, eliminando e riorganizzando casa. Esattamente come sta facendo una buona percentuale di italiani in questo periodo di chiusura (e clausura) forzata.

Sei a casa e non puoi uscire, se non per vere e proprie necessità: mai come ora ti vien voglia di rendere l'ambiente in cui vivi più ordinato, più funzionale, più confortevole, più accogliente e più simile al tuo ideale di casa. Allora inizi ad aprire le ante di un mobile, lo svuoti, lo pulisci e... ti blocchi davanti alla catasta di oggetti da rimettere a posto. Vuoi eliminarne qualcuno ma non sai da che parte iniziare né come fare. Che cosa ne fai del regalo di Natale del tuo migliore amico? E degli appunti dell'università? Le bomboniere dei cugini, le tieni o le elimini?
  Dipende. Non esistono regole universali per decidere che cosa tenere e che cosa eliminare, esiste solo il valore che dai ai tuoi oggetti: se sono utili e li usi sempre, hanno un valore funzionale; se sono belli e ti suscitano emozioni piacevoli, hanno un valore emozionale.

Usa la matrice dello spazio: serve a riconoscere il valore degli oggetti, scegliere che cosa tenere e decidere che cosa farne.
Ne ho letto per la prima volta nel libro di Sabrina Toscani. È una tabella divisa in quattro quadranti: ogni quadrante corrisponde a un tipo diverso di oggetto e ogni tipo di oggetto si distingue per il grado di utilità e di piacevolezza.

  • I - utile e piacevole. In questo quadrante ci sono i giochi: li riconosci subito perché non sono solo utili e li usi spesso, ma sono anche belli e ti fanno sentire bene. Come il tuo telefono, il computer, colori e pennelli, taccuini e penne, gomitoli e uncinetti.
    Hanno un doppio valore: tienili e riponili in un luogo facile da raggiungere, a portata di mano e pronti da usare, trattali bene e prenditene cura.
  • II - piacevole ma non utile. Qui ci sono i tuoi tesori: non hai bisogno, di pensarci, senti subito un forte legame emotivo, ti fanno sorridere e brillare gli occhi. Come un quadro, il cappello regalato dalla nonna, un paio d'orecchini, un vaso artigianale.
    In realtà non ti servono dal punto di vista pratico, ma ti suscitano emozioni davvero piacevoli: tienili (pochi ma buoni, però!), esponili e custodiscili con attenzione e amore.
  • III - utile ma non piacevole. Nel terzo quadrante ci sono gli strumenti: servono a uno scopo ben preciso e non puoi farne a meno. Come l'aspirapolvere, la lavatrice, la lavastoviglie, il coltello per il pane, la sveglia, le grucce.
    Magari non ti piacciono in sé, ma ti aiutano a semplificare certe attività: tienili, riponili dove li usi, in uno spazio comodo, mantienili funzionanti e pronti all'uso.
  • IV - né utile né piacevole. Infine, ecco le cianfrusaglie! Sono tutte quelle (troppe) cose che non usi, non ti servono, non ti piacciono, ti ricordano brutti episodi e ti scatenano emozioni spiacevoli. Possono essere regali ricevuti, oggetti costosi o "non-si-sa-mai".
    Si prendono il tuo spazio, il tuo tempo, la tua energia e il tuo denaro senza darti nulla in cambio: eliminale per sempre dalla tua vita e dalla tua casa, dai loro una seconda vita vendendoli, donandoli o riciclandoli.

Adesso che hai lo strumento giusto per fare le tue scelte, procedi così:
  1. libera una superficie ampia e dividila con il nastro adesivo di carta in quattro aree corrispondenti ai quattro quadranti della matrice;
  2. suddividi gli oggetti che hai tolto dal mobile nelle quattro categorie secondo il valore funzionale ed emozionale che hanno per te (cioè in giochi, strumenti, tesori, cianfrusaglie);
  3. sposta gli oggetti nei quadranti, iniziando da quelli che ti piacciono di più e che ti sono più utili.

Da questo momento in poi, alleggerire e organizzare i tuoi spazi sarà più facile e la tua casa da ideale diventerà sempre più reale


E, se hai bisogno di una mano, io sono qui.

Paroladordine-valore-degli-oggetti-organizzazione-personale


martedì 17 marzo 2020

Consigli organizzativi per vivere meglio l'emergenza

L'organizzazione personale è un grande aiuto nei casi di emergenza. È come avere al fianco una guida che, con calma e sicurezza, ti indica le azioni da fare per non perdere il controllo della situazione.
  Una guida diversa per ognuno di noi, perché le iniziative d'emergenza adottate di questi giorni hanno creato necessità molto diverse tra loro:
  • per chi lavorava fuori e ora lavora da casa collegandosi in remoto all'azienda e non sa come gestire il lavoro;
  • per chi lavorava fuori e ora si ritrova a casa con tutta la famiglia (adulti, bambini, ragazzi, animali domestici) da mantenere in equilibrio;
  • per chi lavorava già da casa ma adesso non ha lavoro e non sa che cosa fare di tutto quel tempo;
  • per chi lavorava già da casa e ora deve seguire anche i bambini;
  • per chi vive solo o sola e la solitudine forzata pesa;
  • per chi deve lavorare fuori casa (ma vorrebbe tanto non farlo) e si occupa anche delle necessità di tutta la famiglia (spesa, medicine, assistenza ai familiari che non possono uscire);
  • per chi deve lavorare fuori casa e non sa a chi lasciare i bambini (non ai nonni, per ovvi motivi);
  • per chi ha cani e deve uscire una o due volte al giorno;
  • per chi viveva una vita ben scandita da impegni ben distinti e ora si trova in casa e si sente sopraffatto o sopraffatta dalle cose da fare;
  • per chi non sta bene e non può muoversi da casa;
  • per chi non sa come riempire il tempo vuoto.

Le variabili sono tante, per questo vorrei darti alcuni consigli organizzativi che funzionino per tutti.

Informazioni sicure. Sono il punto di partenza. Come scrive Timothy Ferriss, selezionare poche ma buone informazioni è meglio di annaspare in una marea di notizie. Scegli un paio di canali d'informazione sicuri (come i siti del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore della Sanità) e segui le istruzioni precise che danno. Per esempio su come utilizzare mascherine e guanti monouso, come lavarsi le mani, come smaltire i rifiuti domestici, come arieggiare e pulire gli ambienti chiusi,  come ridurre lo stress.

Regole chiare. Le regole sono fondamentali e, se le seguiamo, siamo liberi di fare ciò che vogliamo. Ogni famiglia – di una sola persona o di tanti individui di qualsiasi età, genere e specie – deve darsi delle regole per orchestrare i diversi tipi di impegni in uno spazio ristretto. Decidi le regole di tempo (per esempio a che ora svegliarsi e iniziare a lavorare) e di spazio (per esempio dove lavorare e riposarsi) per gestire le attività lavorative, scolastiche, domestiche, familiari e personali.

Procedure precise. Le procedure sono elenchi di azioni consecutive per imparare a compiere nuovi gesti. Sono utili per abituarsi a comportarsi nel modo corretto secondo le istruzioni del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore della Sanità. Raccogli le informazioni e, per ogni comportamento, stila una lista di cose da fare una dopo l'altra. Per esempio: indossa i guanti monouso prima di entrare nei negozi, non toccarti il viso mentre fai la spesa, quando torni a casa elimina i guanti nel secchio della raccolta indifferenziata e lavati bene le mani.

Scegliere le informazioni, stabilire le regole e scrivere le procedure sono tre abitudini nuove, necessarie per non farti prendere dall'ansia e vivere questa emergenza il più possibile con calma e sicurezza.

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martedì 10 marzo 2020

Imprevisti ed emergenze

Per oggi avevo pronto un altro articolo, ma c'è stata un'emergenza...

Uno dei tanti aspetti del tempo che mi affascinano di più è quello degli imprevisti e delle emergenze. Dal mio punto di vista si tratta di due cose diverse per cui organizzarsi in modo diverso.

L'imprevisto è prevedibile e, se dipende da te, puoi prevenirlo con una buona organizzazione (per esempio tenendo sempre in macchina venti euro per fare benzina appena la lancetta scende verso la riserva); se non dipende da te, puoi prevederlo grazie all'esperienza passata: sai che in certi orari ci sono traffico in strada e file nei negozi e negli uffici, che quella persona è sempre in ritardo, che esiste la Legge di Murphy.

Emergenza significa "ciò che emerge" (dal verbo latino emergere, composto da e "fuori" e mergere "affondare"). Una volta si usava questo termine per indicare sia qualcosa di bello e fortunato, sia qualcosa di pericoloso e catastrofico. Col tempo ha prevalso il significato negativo di grave situazione di pericolo.

L'emergenza è imprevedibile (forse solo alcuni scienziati e visionari riescono), improvvisa e non dipende da te. Capita, magari non a tutti: un incidente per strada o sul lavoro, una malattia, un incendio, un'onda anomala, un'invasione di cavallette...
  Poiché non dipende da te, non puoi prevederla. L'unica cosa che puoi fare è accettarla. L'emergenza esiste e va vissuta fino in fondo, spostando le risorse personali (soprattutto l'attenzione, la concentrazione, il tempo, l'energia fisica e mentale) dalle attività abituali a quelle strettamente necessarie per affrontare la situazione con lucidità e uscirne il meno devastata possibile.
  Come fai a riconoscere le attività necessarie? In questi casi non hai bisogno della matrice del tempo per capire quali sono le tue priorità, lo intuisci all'istante e ti organizzi di conseguenza: elimini alcuni impegni, ne deleghi altri, riconosci che certe urgenze non sono più tali, ti focalizzi su ciò che conta davvero.

In questi giorni stiamo vivendo un'emergenza che coinvolge tutto il mondo. La nostra vita normale è saltata per aria: chi è rimasto a casa dal lavoro, chi preferirebbe non lavorare, chi non vede i familiari da settimane, chi soffre a stare tra quattro mura per più di un'ora...
  La mia vita in apparenza non è cambiata molto: lavoro da casa in remoto, studio, scrivo, pulisco, cucino, porto fuori i canidi prima di cena, nel fine settimana sto organizzando la stanza multifunzione. Nelle piccole cose, però, è cambiata: mi lavo le mani più spesso, disinfetto le superfici e gli oggetti che condivido con mio marito (lavora in un settore rischioso), esco solo per fare la spesa, acquistare medicine e portare i canidi a spasso.

Qualcosa è cambiato anche nel mio lavoro:
  • ho annullato gli eventi organizzati a Verbania e Arona per la Settimana dell'organizzazione 2020 e li ho rimandati a quando l'emergenza sarà finita;
  • svolgerò gli incontri con una mia cliente non dal vivo (abitiamo vicine) ma da remoto;
  • sto rivedendo la pianificazione delle attività, per dedicarmi a nuovi progetti che aspettavano e allo studio.

Non basta. Mi sento responsabile per quel che posso fare come singola persona con quello che ho: so organizzare e insegnare l'organizzazione personale, so divulgare e usare (poche) tecnologie che arrivano lontano. Perciò ho deciso di rendermi disponibile (gratis) per chiunque in questo periodo abbia delle reali necessità di:
  • riorganizzare le proprie giornate, ma non sa da che parte iniziare;
  • usare bene il tempo se è a casa dal lavoro;
  • mantenere l'equilibrio familiare, tra bambini a casa, chi lavora, chi non può, chi non deve uscire;
  • approfittare del vuoto per ragionare sulle vere priorità.

Se ti ci riconosci, chiedimi qualsiasi cosa sulla pagina Facebook o scrivimi in privato: vorrei esserti d'aiuto.

Alcune persone sanno già come utilizzare questo tempo sospeso, organizzando gli spazi di casa o pianificando con calma le proprie attività: fare chiarezza dentro e fuori di noi, ci aiuta contro l'incertezza.
  Se fai parte di questo gruppo, ti lascio qualche consiglio per ottimizzare lo spazio e per usare bene il tempo

In ogni caso, ti abbraccio (da debita distanza).

paroladordine imprevisti ed emergenze professional organizer

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