martedì 16 luglio 2019

Vuoi ricaricare le tue energie? Divertiti!

In estate mi sento stanca. Forse è il caldo che mi abbatte, forse è solo la voglia ribelle di tornare bambina e andare al mare per tre lunghi, monotoni e intensi mesi. O forse no.

Non vale dare la colpa alle richieste sul lavoro, in famiglia, delle amicizie (più o meno profonde), nemmeno al tempo bislacco (troppo caldo, troppo freddo, troppa pioggia, troppo vento) e al tempo che manca.
  Mantenere alto il nostro livello d’energia è una questione di consapevolezza, scelte giuste e responsabilità: se hai ben chiari i tuoi valori, i tuoi desideri e i tuoi bisogni (= consapevolezza), sai quali decisioni prendere (= scelte) e t’impegni nel miglior modo possibile per raggiungere i risultati, sapendo che tutto dipende da te (= responsabilità).

Non ci sono né “ma” né “però”: risparmiare energia, guadagnarne (ricaricandola) ed evitare lo sperpero è una nostra responsabilità.
  È come mettere il carburante alla macchina: c’è chi fa il pieno ogni settimana, per non rischiare mai di rimanere a piedi (tipo A), chi ne mette venti euro prima di entrare in riserva (tipo B) e chi non controlla mai, si dimentica sempre di ricaricare il serbatoio e tre volte su cinque chiede aiuto perché la macchina non va più (tipo C).

Per ricaricare l’energia immagina di essere tornata bambina: che cosa ti riempiva di vigore? Se chiudo gli occhi e penso a me da piccola al mare trovo tre modi diversi: magari erano anche i tuoi.
  1. Tanto riposo, cioè un buon sonno di notte e un buon riposino nel pomeriggio, un libro avvincente e i racconti dei grandi dopo cena.
    Organizzati: per riposare la mente, trova il tempo per dormire le giuste ore di notte, guardare un film, leggere un libro, camminare nella natura, fare qualche esercizio mindfulness o praticare la meditazione. 
  2. Uno stile di vita salutare, cioè cibo sano e ricco di nutrienti, passeggiate e tuffi (non sapevo nuotare!), grandi scorte di iodio e tanta acqua.
    Organizzati: per ricaricare il corpo, trova il tempo per scegliere cibo fresco e di stagione, di cucinare in modo leggero, di andare in bicicletta, nuotare, rinforzare e allungare i muscoli.
  3. Tanto divertimento, cioè giochi da sola o in compagnia, confidenze con le altre bambine, disegni da colorare e giochi da inventare e costruire.
    Organizzati: per rallegrare lo spirito, trova il tempo per ridere, scherzare e giocare con la tua famiglia, i tuoi amici e le nuove conoscenze, per dedicarti a quelle attività divertenti da compiere con altri o in solitaria.
Ho fatto qualche cambiamento e ora affermo con vigore: questa estate mi stancherò meno! Perché lavoro solo al mattino, mi riposo nel pomeriggio, leggo di più, mangio verdura del mio orto (e tanti gelati!), mi alleno per un’ora e mezzo al mattino, seguo serie televisive che mi divertono (The Big Bang Theory e I Zombie). Vorrei anche uscire più spesso la sera per partecipare agli eventi della mia città e organizzare grigliate con gli amici, ma ci sto lavorando (non dipende solo da me).

E, poiché il divertimento è importante tanto quanto il riposo e lo stile di vita salutare e credo nel potere del divertimento per ricaricare l’energia, per questa estate ho pensato a un modo per divertirci insieme, io e te. L’ho immaginato per chi è in vacanza (ma è perfetto anche per chi ci andrà più in là), al mare e in montagna, in campagna e al lago, in città e in collina! Si chiama Giochi sotto l’ombrellone e lo trovi dal 15 luglio al 14 agosto sul mio profilo Instagram.
 A realizzarlo mi sono divertita tantissimo e spero ti divertirai anche tu. 

Paroladordine organizzare energia e divertimento

martedì 9 luglio 2019

La leggerezza in casa è come aria fresca in estate

Il Caldone (nome proprio di condizione atmosferica estrema, caratterizzata da temperatura e tasso d’umidità più alti del solito, in grado di provocare la spiacevole sensazione di bollore esterno e interno) ha bloccato ogni mia facoltà e mandato all’aria tutti i miei piani per l’estate. Domenica scorsa, però, un’arietta fresca e piacevole faceva danzare le tende di casa e rinvigoriva le mie forze: così mi sono ritrovata ad alleggerire l’armadio di tutte quelle cose che non uso più.
  Con la scusa di ritirare i panni appena piegati (di solito lo faccio in settimana, ma il Caldone…), ho eliminato vecchie camicie, magliette, borse e scarpe ridotte ai minimi termini, fatto spazio nei cassetti e sugli scaffali, aggiunto un nuovo gancio all’interno dell’anta per appendere la borsa che uso di più. Risultato: più svuotavo, più mi sentivo leggera e a posto.

In estate ho solo voglia di leggerezza: lavorare di meno, riposarmi di più, leggere tanto, mangiare cibi freddi (insalate & gelato), svegliarmi presto per godermi l’aria fresca del primo mattino, prendermi cura e dare respiro alla casa.
  La vita semplice mi rilassa e quando sono rilassata mi vien voglia di semplificare anche la casa: via gli oggetti inutili, via il disordine, via la pesantezza!

È così anche per te? Quando finalmente i ritmi rallentano, il caldo scioglie i muscoli, le giornate durano più a lungo, ti senti pronta a fare quel che hai rimandato da tempo: un gran repulisti degli spazi in cui vivi. Butti gli oggetti irrimediabilmente rotti, ripari la borsa per la spiaggia, porti in lavanderia giacche e cappotti della scorsa stagione, regali quegli utensili della cucina mai usati, vendi quei libri che non ti piacciono, fai spazio dentro e fuori di te. Sei pronta per qualcosa di nuovo.
  Sei soddisfatta del tuo lavoro, conti le borse ricolme di oggetti che lasceranno la tua casa per sempre, le hai già sistemate nel baule della macchina, ognuna con la sua destinazione scritta sopra col pennarello indelebile: discarica, mercatino dell’usato, amiche, associazione Tal de Tali… Passano i giorni e la soddisfazione si sgonfia. In casa non è cambiato nulla, c’è ancora disordine, ancora non trovi le cose che ti servono, ancora ti senti appesantita. Ma com’è possibile? Con tutta la roba che hai eliminato!

Eliminare gli oggetti non basta. Per rendere la tua casa leggera e su misura per te, i tuoi desideri e i tuoi bisogni, ti serve un progetto di organizzazione degli spazi.
  Inizia da qui:
  • per sentirti bene a casa tua, ottimizza gli spazi. Chiediti quali attività svolgi in ogni stanza, di quali oggetti hai bisogno per svolgerle, come sei abituata a riporli, se sono facili da prendere e se puoi migliorare qualcosa;
  • per trovare sempre quel che cerchi, dai un posto a ogni cosa. Dividi i tuoi oggetti per funzione (cioè per l’uso che ne fai), raggruppa quelli destinati a uno scopo preciso e riponili dove ti servono. Li troverai senza nemmeno pensarci;
  • per tenere a bada il disordine, riponi ogni cosa al suo posto. Fallo subito: ora che sai dove metterli, non hai più scuse per lasciarli in giro – nemmeno la pigrizia! Riporli al loro posto dà una grande soddisfazione, è come una piccola vittoria quotidiana.

Portare leggerezza in casa significa: (1) rapidità nel trovare quel che ti serve, (2) ordine costante, (3) pulizie veloci, (4) risate e chiacchiere con gli amici, (5) tempo per te. Una casa leggera è una casa a zero spreco di tempo: un’accortezza preziosa per vivere con intensità tutti i piaceri dell’estate

Se non hai mai fatto un progetto di organizzazione dei tuoi spazi, questa è l’occasione giusta per conoscere Jhonny! È il mio percorso di interventi a domicilio per:
  • organizzare gli oggetti in modo funzionale e non perdere tempo a cercarli; 
  • dare un posto a ogni cosa per riordinare e pulire in meno tempo; 
  • trovare subito le cose che ti servono; 
  • vivere in ambienti comodi, funzionali e armoniosi.
Paroladordine organizzare leggerezza in casa

martedì 2 luglio 2019

Il tempo non si può gestire

La prima cosa da fare per vivere giornate ricche di soddisfazioni e serenità (invece che di ansia e affanni) è non tentare di gestire il tempo, ma imparare a usarlo bene.

Non mi piace l’espressione “gestione del tempo”, perché è fuorviante. Ci fa credere che possiamo far fare al tempo quel che vogliamo: andare più veloce quando viviamo qualcosa di spiacevole o più lento quando ci stiamo rilassando, aumentare o diminuire le ore a nostra disposizione e allungare o accorciare i giorni della settimana. Ma non è così.
  Il tempo è come un treno. Non possiamo gestirlo: per esempio, non posso dirgli di rallentare, passare per il mio paese (che è senza ferrovia!), fermarsi per farmi salire quando mi è più comodo, cambiare rotta per andare dove voglio io. Possiamo però usarlo: scegliere il treno più comodo, salirci e farci portare nella stazione più vicina a dove vogliamo andare. E il mio treno non è uguale al tuo, perché ognuno di noi ha il suo viaggio, i suoi bisogni da soddisfare e i suoi problemi da risolvere.

Il tempo non si può gestire: non lo puoi guidare né condurre né controllare a tuo piacere. Puoi, però, ottimizzarlo, cioè renderlo ottimo. Come? Impara a usarlo bene, anzi: nel miglior modo possibile.
  • Sii consapevole. Come usi il tuo tempo dipende solo da te, dai tuoi comportamenti e dalle scelte che fai. Perciò non agire come un automa (che esegue quel che gli vien detto di fare) in balia degli eventi, ma renditi conto di come stai davvero usando il tuo tempo e di come vorresti usarlo.
    Consiglio organizzativo: un ottimo strumento di consapevolezza è il diario del tempo, serve per segnare giorno per giorno come impieghi le tue ore a casa, sul lavoro, in famiglia e da sola. 
  • Impegnati in ciò che è davvero importante per te. Non lasciare che scadenze, impegni stratificati, imprevisti segnino il ritmo delle tue giornate; altrimenti rischi di perdere di vista le tue priorità o, peggio ancora, di soffocarle. Se hai ben chiaro cos’è davvero importante per te, fai sempre la scelta giusta.
    Consiglio organizzativo: lo strumento migliore per distinguere le urgenze dalle cose importanti è la matrice del tempo, serve per eliminare gli impegni e le attività che ti fanno solo perdere tempo.
  • Elimina gli sprechi. Hai la sensazione di avere “le tasche bucate” e di perdere manciate di ore per strada… Le cause delle perdite di tempo sono tante e di diversa natura: per esempio, fai più cose contemporaneamente, non trovi quel che cerchi, rimandi all’infinito, non riesci a prendere una decisione.
    Consiglio organizzativo: per ogni causa c’è un rimedio, può essere uno strumento organizzativo o una tecnica, un metodo o una strategia. 
  • Pianifica con lungimiranza. Pianificare significa suddividere le tue attività nel tempo che hai a disposizione. Tutte le attività: lavorative (la relazione per il capo), casalinghe (la spesa), familiari (la recita dei bambini) e di assoluto piacere (scegli tu)! Avere un piano equilibrato ti libera dall’incertezza, dall’ansia e dagli affanni.
    Consiglio organizzativo: uno strumento utile per pianificate è la lista di “progetto”, serve per suddividere tutte le attività in singoli passaggi e decidere quando realizzarli. 

La consapevolezza è la base di ogni cambiamento. Appena ti rendi conto che il tempo non si può gestire, ti accorgi che tutto dipende da come ti comporti. Perciò concentrati sulle cose che puoi fare e impara a usarlo bene per vivere meglio.

Hai già dato un'occhiata a Baldo? È il mio percorso di consulenze in remoto per migliorare il tuo rapporto col tempo.
Paroladordine organizzare buon uso del tempo

martedì 25 giugno 2019

Tutte le novità

Ieri è stato un giorno importante per me: ho festeggiato l’inizio della mia avventura nel mondo dell’organizzazione personale (il 24 giugno del 2012) con tante novità.
  Questi ultimi mesi sono stati impegnativi in vari modi: aprile e maggio sono stati i mesi dei preparativi, (quasi) calmi, in cui ho valutato cento idee e litigato con mille possibilità; giugno è stato il mese dall’attuazione, (quasi) frenetico, in cui ho zittito tutte le voci nella mia testa e trattenuto il fiato.

Che cosa ho fatto

  • Ho iniziato a riorganizzare il blog. Cinque anni fa volevo far conoscere a tutti i vantaggi e i benefici dell’organizzazione, e avevo chiesto aiuto ad altre blogger con abilità organizzative in diversi ambiti: grafica, ricerca in Internet, viaggi, illustrazione, sociale, musica, giardinaggio, famiglia. Poi ho deciso di diventare una consulente di organizzazione personale, e il blog è cambiato assieme a me. C’è ancora tanto da fare, ma le parti più importanti ci sono.
  • Ho avviato le iscrizioni a Con brio, il bollettino d’informazioni (o newsletter) di Paroladordine. Mi piace avere un luogo tutto nostro, in cui raccontarti qualcosa di me e del mio lavoro, e per ricambiare la tua fiducia ho preparato Il tempo delle liste, il vademecum per usare bene il tempo con le liste.
  • Ho riorganizzato le mie consulenze: ora puoi scegliere tra Flora, la consulenza in remoto da un’ora per risolvere problemi di tempo e organizzazione personale, Baldo, il percorso di consulenze in remoto per imparare a usare bene il tempo, e Johnny, il percorso di interventi a domicilio per organizzare casa e risparmiare tempo.
  • Infine, ho inaugurato un nuovo ambito di organizzazione personale tramite Everest, la consulenza in remoto di un’ora per organizzare le parole scritte, e Ed, il servizio di correzione e revisione dei testi.

Perché queste offerte

Avevo bisogno di fare chiarezza: sono convinta che il tempo sia la risorsa personale più importante che abbiamo e che prendercene cura sia l’unico modo per avere una vita serena, ricca di momenti indimenticabili e piena di opportunità.
  Una casa armoniosa, comoda da usare e facile da pulire fa risparmiare tempo.
  Scegliere le priorità e pianificare la attività importanti fanno risparmiare tempo.
  Sapere che cosa e come scrivere fa risparmiare tempo.
  Dare il giusto valore al proprio tempo fa stare bene.

Che cosa significano per me

Per me Flora, Baldo, Johnny, Everest e Ed racchiudono in sé tutto quello che ho imparato prima come archeologa, guida turistica, autrice di storia antica e ora come consulente di organizzazione personale. C’è tutta la mia passione per il tempo, la classificazione e la pianificazione, tutto il piacere della ricerca, della divulgazione e della narrazione, e tutto il mio desiderio di aiutarti in concreto.

Quali sono le mie speranze

Credo nella crescita personale, perciò spero in un mondo migliore, in cui le persone abbiano il tempo di dedicarsi a ciò che davvero conta – per sé, per gli altri e per tutti.
  Credo anche nei benefici e nei vantaggi dell’organizzazione personale, perciò spero di contribuire a migliorare il mondo aiutando più persone possibile a usare bene il proprio tempo.


Sei un’amante delle liste? Iscriviti a Con brio, il mio bollettino d’informazioni, e scarica Il tempo delle liste. Vademecum per usare bene il tempo: trovi le mie liste preferite, quelle che uso ogni giorno per non dimenticare le cose importanti. Per ogni lista descrivo per chi sono utili, come sono fatte, a che cosa servono, dove scriverle e conservarle, quando compilarle e consultarle. Spiego anche come le uso e se ci sono varianti interessanti proposte dai miei Geni del Tempo (Allen, Heppell).

Paroladordine Il tempo delle liste vademecum risorsa



martedì 18 giugno 2019

Zero spreco: la decrescita non è una moda

La decrescita non è una moda; e, se anche lo fosse, sarebbe la migliore proposta finora.
  Anni fa avevo letto un numero del settimanale Donna Moderna dedicato alla decrescita felice; molto interessante e ispirante, ricordo di aver pensato che avrei voluto approfondire l’argomento. Un’idea in particolare mi aveva colpito: lavorare meno ore al giorno per essere liberi di dedicarsi a ciò che davvero conta – la famiglia, gli amici, gli interessi e le passioni –, insomma tutto ciò che riempie la vita, le dà un senso e la rende speciale.
  Poi il tempo passa, le giornate inseguono risultati sempre diversi, succedono mille altre cose; eppure il seme piantato, senza nemmeno accorgermene, ha messo radici. Non credo sia un caso se oggi mi occupo di organizzazione personale e aiuto le persone ad azzerare lo spreco di tempo, di energia e di altre risorse preziose.

Zero spreco (traduzione libera di zero waste) per me significa tante cose ed è soprattutto un percorso che parte da me, coinvolge gli altri (vicini e lontani) e arriva a cambiare come vivo.

Che cosa faccio nel mio piccolo

Odio lo spreco in ogni suo forma, eppure ci sono cascata anch’io, soprattutto nei momenti di crisi, per comodità, pigrizia e mancanza di attenzione.
  Da quando ho deciso di vivere meglio, in qualcosa sono migliorata. Ho smesso di:
  • comprare vestiti senza pensarci: con l’aiuto di una consulente d’immagine ho scoperto come vestirmi, acquisto solo ciò che mi fa stare bene e prodotti di qualità;
  • comprare cose che non uso subito: prima finisco quel che ho già iniziato, poi valuto se acquistarne ancora;
  • comprare e mangiare cibo già pronto: è gustoso, comodo e “salva tempo”, ma rovina la salute;
  • perdere tempo con impegni, situazioni e persone sbagliati.
  E ho iniziato a:
  • regalare e vendere ciò che non uso e non mi piace più;
  • riciclare e recuperare solo ciò che davvero mi piace ed è ancora utile;
  • scegliere che cosa fare, quali persone frequentare e pianificare i miei impegni;
  • cucinare ogni giorno, soprattutto tante verdure!

Che cosa vorrei fare

Sempre più di frequente mi capita di seguire in Internet consigli ed esperienze di libere professioniste, artigiane e blogger che vivono il più possibile secondo i principi della decrescita e dello spreco zero. Tra l’altro, capita proprio in un periodo della mia vita in cui salute e desiderio di semplicità mi invitano a percorrere questa strada: smettere quei comportamenti sfavorevoli (non solo per me ma anche per il resto del mondo) e iniziare ad agire in modo consapevole e responsabile.
  Per esempio, vorrei indossare vestiti di qualità anche in ogni passaggio di produzione (dal filato alla realizzazione e vendita), mangiare cibo prodotto qui vicino in modo naturale, diminuire gli acquisti “cattivi” e recuperare più tempo per me e ciò che mi fa stare bene.

Quanto è cambiata la mia vita

  Tanto! Prima non avevo mai tempo per me, rincorrevo sempre qualcosa – la consegna maledetta, il documento importante, un sogno impossibile, gli occhiali da sole… Le mie giornate iniziavano col malumore, continuavano in una corsa forsennata e terminavano con delusione mista a senso di colpa per non essere arrivata da nessuna parte. Ora ho raggiunto un equilibrio:
  • trovo sempre quel che cerco, perché ho assegnato un posto comodo a ogni cosa (a meno che il marito non lo sposti!);
  • scelgo che cosa fare, prima di impegnarmi;
  • pianifico le mie giornate per dedicare il giusto tempo al lavoro, alla casa, alla famiglia e a me stessa;
  • non corro più, ma mi prendo il tempo per fare le cose con calma;
  • non corro, ma cammino! Un’ora al giorno, cinque volte a settimana e in ogni stagione, mi alleno alla camminata veloce; ogni giorno per mezz’ora o un’ora esco con i canidi (tranne quando è troppo umido e freddo, ché non fa bene alla loro artrosi).
  Sono più serena, sicura e soprattutto consapevole del valore di quel che faccio.

Si può vivere una vita a zero spreco, anche se all’inizio può sembrare difficile e faticoso. Basta fare un passo alla volta, instaurare una nuova abitudine alla volta, cambiare poco alla volta: seguendo i tuoi ritmi, senza fretta di ottenere il risultato finale ma col piacere di assaporare i piccoli risultati “di percorso”.
  Questa è la filosofia dell’organizzazione personale, metodo fondamentale ed efficace per cambiate stile di vita.

  Vuoi iniziare adesso il tuo cambiamento? Puoi fare due cose:
  1. visita la sezione Che cosa faccio per te e scopri come posso aiutarti a eliminare lo spreco di tempo, spazio e risorse personali dalla tua vita e a vivere secondo i tuoi principi e i tuoi valori;
  2. tieni d'occhio il 24: festeggio insieme a te l'inizio della mia avventura nel mondo dell'organizzazione personale (il 24 giugno 2012!) con un paio di sorprese e uno sconto speciale sulle mie nuove offerte! 


martedì 11 giugno 2019

Una serie di sfortunate case

Sono sempre stata appassionata di case. Fin da piccola disegnavo planimetrie dettagliate di case immaginarie, con matita e gomma buttavo giù i muri e cambiavo l’arredamento delle case in cui mi trovavo, studiavo nei minimi particolari soluzioni migliori per renderle funzionali e risparmia-tempo. Bellezza, comodità e un pizzico di fantasia erano le basi di ogni mio progetto ideale, e lo sono anche di casa mia.

Mi trovo più a mio agio nelle case piccole, ma so quant’è importante che ogni abitante abbia un posto tutto per sé: ora ho una casa grande, eppure mi manca un locale mio! Conosco persone che da case grandi si sono trasferite in case ancora più grandi, e altre che ne possiedono almeno cinque (in una ci vivono, una è in affitto, una è per i fine settimana e le altre per le vacanze). Invidio chi ha deciso di vivere in piccole case su ruote per dare spazio ai loro sogni. C’è chi si lamenta perché la casa è poco spaziosa e non sa dove mettere le cose, e chi non ne può più della casa grande ma non vuole rinunciare ai suoi oggetti, mobili e ricordi.
  Insomma, le case sono come i capelli: chi li ha ricci, li vuole lisci e viceversa. Chi ha una casa piccola, la vuole grande e viceversa. Ma non tutte le sfortune sono davvero sfortunate…

Anche tu ti senti “sfortunata” per le dimensioni di casa tua? Prova a ribaltare la situazione e trasformarla in opportunità!

Sfortuna: casa tua è troppo piccola e hai bisogno di più spazio per contenere tutti i mobili, i servizi da tavola, i tappeti, i quadri, le tende, i vestiti, le scarpe, le scorte, gli elettrodomestici grandi e
piccoli, i ricordi, varie ed eventuali.
Opportunità: se non vivete in cinque nella stessa stanza ma ognuno di voi ha lo spazio giusto per sé e le proprie cose (anche condiviso, come accade spesso tra fratelli, sorelle, amici, fidanzati e sposi), invece di cercare una nuova casa puoi alleggerire quella che hai già e renderla nuova, più ariosa e più fresca,
Consiglio organizzativo: elimina tutto quello che non usi da anni e che non userai mai (lo sai, anche se non vuoi ammetterlo!) e tutto ciò che non ti piace e non ti è mai piaciuto; regala, vendi, dai in beneficenza le cose in buono stato e butta via quelle distrutte.

Sfortuna: casa tua è troppo grande e non sai mai che cosa potresti incontrare attraversandola. Ogni stanza è come un monolocale: contiene tutto di tutto. Lasci le cose ovunque e rischi ogni volta di confonderti.
Opportunità: anche se ci sono più stanze che abitanti, non c’è bisogno di cambiare casa (a meno che le pulizie siano diventate la tua occupazione primaria). Puoi, invece, assegnare una funzione a ciascun locale.
Consiglio organizzativo: decidi a che cosa serve ogni stanza, cioè quali attività svolgere (per esempio, in cucina cucinare, in sala da pranzo mangiare, in soggiorno guardare la tivù, in salotto ricevere gli amici); poi in ogni ambiente riunisci tutti gli oggetti che servono all’attività che hai deciso di svolgervi.

Sfortuna: hai una casa dalle giuste proporzioni, ma non trovi mai quel che cerchi, dalle chiavi della macchina agli occhiali da sole, dai documenti per il commercialista alle ricette del medico, dalle calze da corsa al maglione della nonna.
Opportunità: se la casa è su misura per te e la tua famiglia, invece di cercarne una nuova puoi trovare un posto a ogni cosa: le chiavi della macchina nel mobile all’ingresso, i documenti ben etichettati nell’archivio, le calze da corsa nel cassetto dello sport.
Consiglio organizzativo: stanza per stanza, dividi gli oggetti tra quelli che devono rimanere e quelli che servono altrove; riponili dove ti servono e li usi spesso e, soprattutto, abituati a metterli via appena li hai usati.

In ogni caso, che sia troppo piccola o troppo grande oppure delle giuste dimensioni, fai in modo che sia comoda, facile da usare e che tutte le cose si trovino esattamente là dove ti servono. In poche parole, a zero perdite di tempo!

Paroladordine organizzare case difficili

martedì 4 giugno 2019

Le liste “progetto”

Tra le varie liste, le mie preferite sono quelle “progetto”. Le uso per pianificare le attività necessarie a portare avanti e concludere i progetti lavorativi.
  Sono il punto d’incontro tra le intenzioni (voglio fare) e gli impegni quotidiani (lo faccio). Grazie a loro mi rendo conto di come procedere ed evito il panico degli ultimi giorni: ultimo minuto? No, grazie!

Se non conosci le liste “progetto”, ti lascio un breve identikit.
  CHI – Sono utili se: hai progetti importanti da realizzare, hai bisogno di un supporto esterno per memorizzare le fasi di ogni progetto, rischi di perdere tempo lungo la via e farti distrarre da altre cose, vuoi sapere sempre a che punto ti trovi del tuo lavoro.
  COSA – Assomigliano alle altre liste, con un quadratino o un cerchietto bianco da spuntare in corrispondenza delle attività elencate, ma sono divise in due parti: a sinistra si segna che cosa fare e a destra quando farla.
  PERCHÉ – Servono a controllare l’andamento dei tuoi progetti: li dividi in piccole attività, dai un ordine cronologico alle singole attività, valuti quanto tempo è necessario per farle, sai a che punto del progetto ti trovi e quante attività mancano per completarlo.
  DOVE – Meglio conservarle in agenda o nel quaderno delle attività lavorative; le mie sono nella sezione “agenda”, tra le cose da fare.
  QUANDO – Si compilano appena inizi a lavorare a un nuovo progetto; ogni volta che completi un’attività, la cancelli. Le consulti a fine settimana (il venerdì o la domenica sera, se preferisci) per controllare che cosa hai fatto,  che cosa ti manca e che cosa farai settimana prossima.

Ti racconto come ho usato la lista “progetto” per aprire la partita Iva a gennaio.
  • Ho stampato la lista su una pagina già forata per la mia agenda ad anelli e l’ho intitolata, con molta fantasia, “Partita Iva”.
  • Ho iniziato a scrivere nella colonna COSA tutti i passi che avrei dovuto fare per raggiungere il mio obiettivo. Per esempio: decidere il codice Ateco, chiedere al commercialista i costi di apertura e di gestione…
  • Quindi, ho scritto nella colonna QUANDO in quali settimane di gennaio realizzare le singole attività.
  • Dopodiché, ho segnato nel calendario settimanale le varie attività, tenendo conto dei giorni disponibili (seguo il metodo Heppell, per cui ogni giorno è dedicato a tipi di impegni diversi) e lasciando abbondante tempo “cuscinetto” per eventuali imprevisti ed emergenze.
  • A gennaio, ogni venerdì ho controllato le attività della settimana successiva e le ho segnate giorno per giorno tra le quattro più importanti.
  • Man mano che procedevo, ho cancellato con un energico evidenziatore verde e molta soddisfazione le varie fasi del progetto.

Se come me hai tanti progetti e poca memoria, le liste “progetto” sono uno strumento indispensabile per pianificare ogni fase e programmare le attività giornaliere senza mai perdere di vista tutto il resto (non solo casa, famiglia, te stessa, ma anche i “soliti” impegni di lavoro). Provale e affidati: ti aiutano a smettere di procrastinare (e perdere tempo!) e a progredire, passo dopo passo, con serenità.

P.S. Naturalmente, come tutte le liste, anche queste hanno bisogno di due cose fondamentali per funzionare: controllare e agire!

Paroladordine tempo agenda liste progetto

martedì 28 maggio 2019

Se fossi...

Se fossi un animale, sarei una tartaruga e il mio motto sarebbe: «Chi va piano, va sano e va lontano».

  Non sono sicura che al giorno d’oggi andare piano nel mondo del lavoro sia una furbata. Troppe volte in questi mesi ho avuto belle idee e poi le ho viste realizzate da altre persone, più brave e capaci a proporle di me. Ma ad andare veloce non riesco, i miei ritmi sono tranquilli e preferisco elaborare con calma le novità.
  Ho seguito il mio intuito e inserito una nuova rotta alla mia attività: voglio occuparmi un po’ meno di organizzazione domestica e sempre più di come organizzarsi nel tempo per realizzare lo stile di vita dei propri sogni.
  Da qualche tempo sto preparando i miei nuovi servizi: voglio che siano chiari, semplici e davvero utili. Sto lavorando alla loro essenza, ai testi che li accompagnano, alle immagini che li rappresentano, mi sto mettendo nei tuoi panni per capire se davvero funzionano.
  La mia lentezza mi ha permesso di confrontarmi con professionisti che stimo, di guardarmi attorno (è inevitabile, anche se preferirei “concentrarmi” solo sul mio lavoro) e di ragionare su quel che ho visto e quel che voglio fare.

Se fossi un mestiere sarei una sarta (come mia nonna) e il mio motto sarebbe: «Cucito su misura».

  Ho notato che l’argomento tempo (il cosiddetto time management) è un argomento molto sentito (quasi “sociale”) e per questo discusso e proposto da un gran numero di professionisti di diversi settori: counselor, life coach, marketer, imprenditori, artigiani, comunicatori… Alcuni spiegano come usare tecniche e strumenti, altri insegnano il proprio metodo per produrre di più in meno tempo o ritagliarsi delle ore per sé o conciliare casa e lavoro.
  E poi ci sono io. Che cosa posso offrire di diverso? Qual è il valore aggiunto dei miei servizi? Che cosa mi spinge a fare questo lavoro e a rendermi utile?
  Dopo averci pensato, sono giunta a una conclusione: è l’essenza stessa dell’organizzazione personale, cioè la capacità di trovare la soluzione giusta (quindi diversa e personalizzata) per chiunque abbia un problema. Uso le tecniche e gli strumenti organizzativi che ho provato su me stessa, propongo quelli più adatti e costruisco insieme a te il tuo metodo. 

Se fossi uno mezzo di trasporto sarei una navicella spaziale e il mio motto sarebbe: «Cambia prospettiva».

  Immagina di volare in alto, oltre il cielo, fino alle stelle. Da qui puoi vedere la Terra che brilla di miliardi di puntini colorati: ogni puntino colorato è una persona, ogni persona è diversa dall’altra. Diversi sono i desideri, il contesto, le aspettative, le motivazioni, le abitudini, i problemi, le necessità, le aspirazioni, i sogni.
  Perciò, come può esistere un sistema valido per tutti? Non esistono regole, tecniche, strumenti, metodi universali: esistono regole, tecniche, strumenti, metodi che si adattano e sono scelti secondo i bisogni, i problemi, la personalità e lo stile di vita di ciascuno di noi.
  Ecco, con i miei nuovi servizi voglio aiutarti a risolvere i problemi che ingarbugliano le tue giornate con un buon uso del tempo, sviluppare le abilità organizzative per vivere con serenità e trovare il tuo metodo, quello che senti tuo e che ti rappresenta appieno. 

Paroladordine nuove offerte

martedì 21 maggio 2019

Le attività quotidiane cui non rinuncio

Sto cambiando stile di vita, ho spostato il mio “centro di gravità” dalla soddisfazione personale tramite il lavoro alla salute.
  La salute, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è lo stato di benessere fisico, mentale e sociale che otteniamo quando riusciamo a sviluppare le nostre potenzialità con l’aiuto delle competenze di vita. Quindi dal semplice “stare bene” sono passata a “esprimere pienamente me stessa (i miei valori, le mie doti, la mia personalità), vivere appieno ogni giorno senza stress e costruire relazioni basate su gentilezza, rispetto e arricchimento reciproco”. In poche parole, un cambiamento impegnativo su ogni fronte!

Ho stravolto la programmazione delle mie giornate, un po’ per seguire i cambiamenti portati dalla nuova stagione, un po’ per inserire poco alla volta nuove abitudini e raggiungere il mio obiettivo. Ho diminuito le ore di lavoro, accorciato la pausa pranzo, aumentato il tempo per l’esercizio fisico, spostato l’ora per cucinare e quella per camminare (se solo smettesse di piovere…).
  Con tutti questi cambiamenti, sono stata intransigente su un’unica cosa: non rinuncio alle attività che mi fanno star bene.
  Ecco quali sono:
  • leggere appena sveglia: anticipo di mezz’ora il trillo della sveglia, perché mi piace crogiolarmi nel tepore del letto leggendo un buon libro; che sia di studio o di piacere non conta, è importante per me iniziare la giornata con morbidezza!
  • fare colazione con calma: sempre e ovunque! È il mio passaggio dal riposo all’azione, ho bisogno di circondarmi di buon cibo, silenzio e lettura; ho bisogno di mezz’ora tutta per me per mettere in moto l’energia;
  • camminare: un’ora di camminata in mezzo alla natura (sul lungolago e nei boschi) ha gli stessi effetti di una giornata di sole sui meteoropatici, porta via i brutti pensieri e regala serenità. Quando piove, nevica, si gela e sto male, non cammino e si vede!
  • guardare la tivù mentre pranzo: lo so, non è una buona abitudine; ma mango da sola e la tivù mi distrae dai soliti pensieri legati al lavoro. Seguo solo cose leggere (serie tivù, film o programmi di case) e mi tengo lontana da ogni fonte di nervosismo;
  • struccarmi: da quando ho scoperto di avere una pelle iper sensibile, prima di andare a dormire mi strucco con attenzione e mi proteggo con una crema super emolliente. A qualsiasi ora e grado di sonno! I miglioramenti sono visibili e tangibili;
  • scrivere: di mattina o la sera (oppure entrambe le volte), scrivo su un quaderno le emozioni e le sensazioni della giornata, i desideri e i progetti per il futuro, tutto quello che mi passa per la mente, senza censure e in totale libertà;
  • leggere prima di addormentarmi: sempre, anche se sono già quasi addormentata! L’ho sempre fatto fin da bambina, è il mio momento spensierato di totale riposo e divertimento. Se non leggo, non riesco a dormire.

Temevo di dover rinunciare a quel che mi piace, perché le nuove abitudini occupano ore e le giornate non si allungano per magia. In realtà, ho fatto in modo che ogni cambiamento nella mia vita si adatti attorno a queste attività. 
  Ti racconto come, perché può esserti utile.
  1. Priorità. Scegli le cose davvero importanti: non solo ti fanno stare bene, ma sono anche quelle che più ti aiutano a raggiungere il tuo scopo. Decidi quando farle e sistema le altre attività tutt'attorno.
    Consiglio organizzativo: usa la matrice del tempo per individuare le tue vere priorità
  2. Pazienza. Hai bisogno di tempo per rendere tuo uno stile di vita nuovo, perciò non cercare di fare tutto subito, introduci un’abitudine alla volta, sperimenta nuovi orari e procedi con calma e fiducia.
    Consiglio organizzativo: pianifica le tue prossime mosse e controlla che tutto funzioni.
  3. Disciplina. Se sai con chiarezza come vuoi vivere, sai anche che cosa fare e lo fai con intenzione, nonostante le difficoltà. Datti delle regole e seguile, fatti delle promesse e mantienile.
    Consiglio organizzativo: usa la tecnica “non spezzare la catena”, per aiutarti a mantenere la disciplina.

Ora sai di poter cambiare stile di vita, introdurre nuove abitudini, trovare soluzioni a nuovi problemi senza rinunciare per forza alle attività che ti piacciono e che ti fanno star bene. Anzi, il tuo nuovo percorso inizia proprio da loro: seguile, ti porteranno lontano.

Paroladordine stile di vita cose che amo

martedì 14 maggio 2019

La matrice del tempo di Covey

Conosci già la cosiddetta matrice di Eisenhower? È una tabella divisa in quattro quadranti: ogni quadrante corrisponde a un tipo diverso di attività e ogni tipo di attività si distingue per il grado di urgenza e di importanza. Pare che il suo nome sia dovuto alla frase del presidente statunitense: Ciò che è importante raramente è urgente e ciò che è urgente raramente è importante. Serve per identificare le nostre priorità.
  Ho trovato tanti esempi di matrice di Eisenhower, su libri di “gestione del tempo” e di produttività, in siti Internet di life coach, time manager e influencer. Ogni volta che ne incontro una, è leggermente differente dalle altre; non tanto nella sostanza (è sempre uguale), ma nell’uso che ne vien fatto.

Paroladordine matrice del tempo Covey

Stephen Covey nel suo libro Le 7 regole per avete successo la chiama “matrice del tempo”, ed è il fondamento della regola 3 (dai la precedenza alle priorità). La descrive con cura, la pone al centro della gestione personale e le dona una sfumatura particolare.
  La regola 3 di Covey riguarda la capacità di gestirci bene, cioè di dare la precedenza alle nostre priorità, di prendere impegni con noi stessi e di mantenerli. Per Covey il modo migliore per usare bene il proprio tempo è focalizzarsi sulle aspettative, sulle relazioni e sui risultati, tutti aspetti su cui possiamo agire.

Spendiamo il tempo in quattro modi: a risolvere problemi e crisi urgenti e importanti per noi (I), a risolvere problemi urgenti e importanti per altri (III), a cercare sollievo in attività inutili (IV) oppure a crearci opportunità (II).
  Se passiamo il 90% del nostro tempo a risolvere emergenze e il 10% in attività inutili, alla fine della giornata siamo stressati e privi di qualsiasi energia. Se, invece, passiamo il 50% del tempo a risolvere problemi altrui e il 50% in attività inutili, siamo incapaci di gestire la vita e di assumerci le nostre responsabilità. In entrambi i casi, non riusciremo mai a essere soddisfatti di noi e della nostra vita.

Il modo migliore di usare il nostro tempo è agire secondo coscienza e in modo coerente con le risposte a due semplici domande:

  1. quale cosa potresti fare con regolarità (e che ora non fai) per determinare un enorme cambiamento positivo nella tua vita personale?
  2. quale cosa potresti fare nella tua attività professionale per ottenere risultati analoghi?

Eliminiamo le attività inutili, quelle che ci fanno solo perdere tempo ed energia, e dedichiamo il nostro tempo a crearci le opportunità per vivere una vita piena e a risolvere poche (inevitabili) emergenze.

Quella sfumatura che dona un valore aggiunto

La matrice del tempo di Covey non è una bacchetta magica per produrre di più in meno tempo, ma uno strumento per capire come stiamo usando il nostro tempo e se ne siamo soddisfatti, per conoscere il nostro grado di responsabilità personale, per allenare la volontà e la disciplina, e per chiarire quali sono i nostri reali obiettivi nella vita e come vogliamo usare il nostro tempo.
  Le priorità non sono le attività più importanti per produrre di più, ma il frutto dei principi, dei valori, della missione e degli obiettivi personali.

Come lo utilizzerò

Sono in una fase di transizione, la mia bussola segna un nuovo nord – vivere in modo salutare per me e per gli altri – e ho bisogno di ogni strumento possibile per usare bene il mio tempo e realizzare lo stile stile di vita che desidero.
  Per raggiungere il mio obiettivo, cerco il più possibile di allenarmi ogni giorno alla camminata veloce, di evitare cibo industriale, di acquistare capi d’abbigliamento sostenibili e di accogliere emozioni, sensazioni e pensieri in modo critico. Non sempre ci riesco, ma mi sto impegnando ed è lì che voglio arrivare.
  Sono sicura che questo percorso arricchirà me e la mia famiglia, e mi permetterà di aiutare nel migliore dei modi tutte quelle persone che desiderano essere soddisfatte della loro vita, giorno dopo giorno.

Paroladordine matrice del tempo secondo quadrante Covey

martedì 7 maggio 2019

La tua casa sei tu

Quando abbiamo iniziato a vivere assieme, io e mio marito ci siamo detti: «Minimalismo». Volevamo una casa bianca, con pochi mobili, poche suppellettili e solo quel che serve.
  È durato poco. Prima sono entrati i miei libri e le mie scarpe, poi i grandi elettrodomestici (quelli per sopravvivere: lavatrice, lavastoviglie, frigorifero, forno), i piccoli elettrodomestici (aspirapolvere, forno a microonde, tostapane, frullatore, fruste, tritatutto), un po’ di tecnologia (due tivù, un video registratore, un lettore dvd, un impianto hi-fi, casse stereo di ogni genere e tipo, computer, stampante, scanner, due telefoni mobili, vari cavi e caricabatterie), qualche ninnolo, un armadio a otto ante, una scrivania, una poltrona, una nuova libreria, una scarpiera, altri libri, altre scarpe… Argh.
  Quando ci siamo trasferiti dal bilocale a casa nostra ci siamo detti: “Cerchiamo di non esagerare”.
  Il minimalismo non fa per noi, ma nemmeno lo spreco di spazio: quel che desidero è una casa bianca, luminosa, ariosa, accogliente come un abbraccio, allegra come una strizzata d’occhio; con tanti angoli in cui rifugiarsi con un libro, un’idea in mente da realizzare, un cuscino sotto la testa, gli oggetti necessari conservati nei mobili necessari e un po’ di bellezza sparsa qui e là a rallegrarci l’anima.
  Casa nostra assomiglia a questa immagine? Non ancora, ma ci stiamo lavorando.

Il prossimo passo sarà riorganizzare lo studio: l’ho fatto più volte, ma non mi soddisfa mai fino in fondo. Voglio dare una sistemazione definitiva a tutti i libri e i documenti che contiene, eliminare quel che non mi serve più, fare spazio, progettare la nuova libreria (in attesa di realizzarla), aggiungere piante e quadri che mi rallegrino durante le ore di lavoro, trovare la poltrona giusta per lavorare “sostenuta” ma rilassata. Lo farò seguendo la Regola dei 15’: è un’attività che mi pesa molto (troppi ricordi, troppa roba da vagliare, troppi cambiamenti da fare!) perciò ho bisogno di prenderla con leggerezza, poco alla volta.

Ho un altro progetto che vorrei realizzare: ridimensionare l’armadio da 360 cm + angolo di circa un metro quadrato a soli tre metri, tutti disposti su un’unica parete. Ho come la sensazione di aver riempito “per forza” il mio guardaroba, pur sapendo di avere pochi vestiti e pochi accessori. Ogni volta che lavo, ritiro o cerco un capo, elimino quelli rovinati senza rimedio (nel secchio dell’indifferenziata) e quelli che proprio non mi stanno bene (nel cassonetto del riciclo apposito). Da quando ho seguito il percorso di consulenza d’immagine di Silvia Frisone, (finalmente) so quali abiti mi vestono bene e il mio guardaroba, piano piano, prende forma.

Poi c’è il ripostiglio del sottoscala: pare dotato di una personalità propria, alquanto volubile! Ci sono barattolini, scatoline e oggettini da eliminare, bottiglie di vino e liquori (li facciamo noi con le erbe del nostro giardino) da riorganizzare, bottiglie vuote da riempire e regalare, vecchie candele da usare, borse termiche da controllare, poche scorte di cibo da finire. Ogni volta che apro le ante e accendo la luce, mi viene il nervoso! È ora di metterci mano.

Mi sto impegnando per vivere come vorrei davvero e desidero che la mia casa mi rispecchi. Altrimenti rischio di sentirmi a disagio e fuori posto – come se indossassi un vestito da gran sera per fare la spesa!
  Se anche tu provi questa sensazione, prenditi qualche minuto per chiederti: “Io e la mia casa ci assomigliamo?”, “Lo spazio in cui vivo mi rappresenta?”. Le tue risposte saranno il punto di partenza del cambiamento che ti porterà verso lo stile di vita dei tuoi sogni.

Settimana prossima io e Viola Emanuelli del centro SÉ74 iniziamo un percorso di quattro incontri per riconnettersi al proprio corpo tramite la pratica millenaria dello yoga e migliorare il rapporto con lo spazio grazie all’organizzazione personale. Se vuoi saperne di più e vivi dalle parti di Verbania sul Lago Maggiore, scrivimi per avere informazioni!

Paroladordine corso yoga organizzazione personale

martedì 23 aprile 2019

Si studia! Le 7 regole per avere successo

Ho tra le mani un libro pubblicato per la prima volta nel 1989. Eppure è attuale, nonostante i tempi siano cambiati, soprattutto per i ritmi divenuti più frenetici e la tecnologia che intossica la nostra vita. S’intitola Le 7 regole per avere successo di Stephen R. Covey.

Paroladordine Covey 7 regole successo

È attuale – e sempre lo sarà – perché il successo di cui tratta non ha nulla a che fare con il denaro, il potere o la fama. Il successo per l’autore è l’efficacia personale e interpersonale, cioè la capacità di realizzare le cose davvero importanti per noi stessi da soli e assieme agli altri; un processo fondato sui principi, sul carattere e sul concetto di inside-out:
  • i principi sono leggi naturali, reali e immutabili, verità profonde e fondamentali applicabili a tutti, come l’equità e la giustizia, la coerenza e l’onesta, la pazienza e l’incoraggiamento, la crescita e il cambiamento;
  • il nostro carattere è formato dalle abitudini e regole che ci diamo ogni giorno e che dimostrano quello che noi siamo davvero;
  • il concetto inside-out (da dentro a fuori) si riferisce al processo di rinnovamento personale che procede prima dentro di noi e poi verso l’esterno.

Le sette regole sono un approccio integrato, sequenziale e coerente per l’efficacia personale e interpersonale.
  Covey afferma che l’efficacia dipende da due cose: la produzione di risultati desiderati (P) e la capacità di produzione (CP). Essere efficaci, quindi, significa riuscire a bilanciare il desiderio di ottenere qualcosa con le risorse necessarie per ottenerlo, secondo il principio che l’autore chiama “equilibrio C/CP”.
  Le regole spiegate da Covey si possono dividere in tre gruppi:
  • le regole 1 (Sii proattivo), 2 (Comincia pensando alla fine) e 3 (Dai la precedenza alle priorità) riguardano la padronanza di sé e segnano il passaggio dalla dipendenza dagli altri all’indipendenza: aiutano a sviluppare il carattere e a ottenere successi privati;
  • le regole 4 (Pensa vinco/vinci), 5 (Prima cerca di capire, poi di farti capire) e 6 (Sinergizza) sono legate all’interdipendenza, cioè al lavoro di gruppo, alla cooperazione e alla comunicazione, e aiutano a ottenere successi pubblici;
  • le regola 7 (Affila la lama) riguarda il rinnovamento continuo delle quattro dimensioni della vita: fisica, sociale, spirituale e mentale. È la nostra capacità di produrre i risultati desiderati e di migliorarci sempre.


Che cosa c’entra un libro di crescita personale con l’organizzazione? 

   Tanto! Col mio lavoro, infatti, aiuto persone che stanno vivendo un cambiamento e ogni cambiamento, fortemente voluto o subito malgrado tutto, è un’opportunità di crescere, migliorarsi, rinnovarsi e diventare più se stesse. Il libro di Covey offre una visione d’insieme della situazione di partenza, del percorso in atto e dei risultati finali: un approccio fondamentale anche nell’organizzazione personale.
  La parte che più mi è piaciuta è il capitolo della regola 3 (Dai la precedenza alle priorità), perché si parla dei principi di gestione personale, di organizzazione e del buon uso del tempo. Ho gustato la “matrice del tempo”, spiegata da una prospettiva nuova e più ricca: merita un articolo tutto per sé (te ne parlerò presto)!

  Non so se sono riuscita a trasmetterti in poche righe la “vastità” di questo libro ormai trentenne… Posso consigliarti però di leggerlo appena puoi: dedicagli la tua attenzione, prendi appunti e metti in pratica i suoi suggerimenti; sono sicura che ti aiuterà a realizzare lo stile di vita dei tuoi sogni.


P.S. Per le prossime due settimane non pubblicherò articoli perché sono in vacanza. Se vuoi continuare a leggere di organizzazione personale, ho programmato la pubblicazione di alcuni vecchi articoli sulla pagina Facebook: buona lettura “amarcord” e buone feste!

Paroladordine si studia Covey Le 7 regole per avere successo

martedì 16 aprile 2019

Ti concentri sulle cose importanti?

Hai passato la notte a rigirarti nel letto. Colpa dell’abbuffata di cibo spazzatura o dei soliti pensieri che ti assillano? Forse c’entrano entrambe le cose… Ieri sera sei tornata a casa dal lavoro talmente esausta che hai proposto una cena d’asporto: ti evita l’ennesimo impegno, ti risolve la serata e magari anche l’umore.
  Ti alzi al mattino quando suona la sveglia, gli angoli della bocca all’ingiù, tanta stanchezza dentro e fuori. Lavori, pulisci casa, fai la spesa, segui i bisogni della famiglia, mangi, dormi (quando riesci). Ti sembra di marciare tutto il giorno senza arrivare mai da nessuna parte; anzi, ti sei proprio scordata da che parte andare: dove vuoi arrivare? qual è la tua meta? Non lo ricordi più.
  Anche se le tue giornate vanno bene, fai le cose per bene e stai bene, ti senti insoddisfatta e provi la spiacevole sensazione di essere alla deriva in una notte senza stelle.

Ti sei accorta che la tua vita, così com’è, non ti piace più. Non c’è niente di male, la vita è fatta di continui cambiamenti e quel che prima funzionava, ora ha poco senso. Per ritrovare la rotta, accendi i tuoi sogni, lasciati guidare e concentrati sulle cose davvero importanti per te.
 Sogni uno stile di vita salutare, che il tuo corpo sia in forma e resistente, che la tua mente sia libera da pensieri insidiosi, che le tue relazioni siano arricchenti. Oppure sogni di contribuire a un mondo migliore, di mangiare solo cibo biologico a chilometro zero, di indossare solo abiti e tessuti sostenibili per l’ambiente e le comunità, di diminuire l’uso della plastica. O sogni di lasciare il lavoro d’ufficio, dedicarti alla pittura, organizzare mostre e vendere le tue opere.
  I tuoi sogni ti illuminano ogni giorno di più e sai che è arrivato il momento di trasformarli in obiettivi. Sono cambiamenti che implicano nuove abitudini, nuovi ritmi, nuovi spazi, nuovi punti fermi: per realizzarli, non ti resta che organizzarti.

Ti faccio un esempio. Lo stile di vita che desidero è innanzitutto salutare: desidero curare gli acciacchi, imparare a mangiare bene, allenarmi per irrobustire il corpo e le difese immunitarie, imparare a meditare.

Curare gli acciacchi: invece di far finta di nulla come le tre scimmie “non vedo, non sento, non parlo”, ho deciso di passare all’azione. Ho segnato in agenda come procedere: dal più urgente al più innocuo (o presunto tale) e ogni mese cerco di risolvere un acciacco. Decido il giorno in cui telefonare allo specialista per farmi visitare e segno subito sul calendario l’appuntamento, che ha la priorità su tutto il resto.
  Trucco organizzativo: conosco i miei punti deboli, perciò segno sul calendario le visite mediche da fare l’anno prossimo, per tenermi sotto controllo.

Imparare a mangiare bene: è più difficile di quanto pensassi. Il primo passo è stato smettere di comprare cibi già pronti, i prossimi sono: scegliere solo cibo buono e uno specialista che mi segua con criterio. Perché non voglio dimagrire, ma dare il giusto nutrimento al mio corpo, assecondando i miei gusti, il mio ritmo e i miei bisogni (allergie, intolleranze, carenze).
  Trucco organizzativo: mentre preparo il pranzo, cucino già le verdure per la cena, in dosi doppie o triple per tutta la settimana; così non cado in tentazione da cibo pronto!

Allenarmi: da un lavoro all’aperto, faticoso e in movimento, sono passata a un lavoro per lo più sedentario e ne hanno risentito la mia forma fisica, la mia salute e il mio umore. Ho iniziato ad allenarmi un’ora al giorno, sei giorni su sette, alla camminata veloce: decido dove e quando in base al traffico (mi sposto in macchina), alla temperatura e alla presenza o meno di altre persone.
  Trucco organizzativo: mi sono abituata a svegliarmi un’ora prima del solito e a prepararmi subito per gli allenamenti; così non ci sono scuse!

Imparare a meditare: ho provato da sola, ma non ci riesco. Però, mentre mi alleno alla camminata veloce, mi concentro sui suoni, su forme e colori, sulla mia postura, argino i pensieri insistenti e rigenero l’energia. Volevo praticare tai-chi, per concentrarmi sui movimenti del corpo, ma gli acciacchi d’inizio anno mi hanno fatto passare la voglia. Sto pensando, invece, di iscrivermi a un corso di Mindfulness, per imparare a ridurre lo stress: chissà, forse a settembre?
  Trucco organizzativo: quando seguirò le lezioni, programmerò gli impegni della settimana in modo da riuscire a far tutto senza affanno.

Se non avessi sviluppato le mie capacità organizzative – migliorate con lo studio e la prova diretta di tecniche, strumenti e metodi –, sarei insoddisfatta e mi sentirei come se le mie giornate non avessero senso.
  Quindi questo è il mio consiglio: concentrati sulle cose davvero importanti per te e, con l’aiuto dell’organizzazione personale, inizia a vivere secondo lo stile di vita dei tuoi sogni.

Paroladordine stile di vita vivere il presente

martedì 9 aprile 2019

Tanti oggetti = poco tempo

Sono entrata nel magico mondo dell’organizzazione personale perché mi sembrava di abitare in una stazione ferroviaria, di quelle grandi, con tante coincidenze e binari sempre pieni: oggetti che si fermavano per qualche tempo per poi ripartire verso destinazioni ignote, scatoloni del trasloco che andavano e venivano, vestiti pendolari dalla sedia alla lavatrice… Casa nostra non era ancora finita (mancavano mobili, stanze e idee chiare) ma noi eravamo già sfiniti!
  Mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a organizzare gli oggetti e gli spazi di casa, finché ne ho ripreso il controllo. Credevo di dedicarmi all’organizzazione domestica, invece stavo imparando a usare bene il mio tempo.

Me ne sono accorta dopo, quando ho provato finalmente la meravigliosa sensazione di abitare in una casa accogliente, riposante e rigenerante. Tra lo spazio e il tempo, infatti, c’è una stretta relazione: più oggetti riempiono il tuo spazio, meno tempo hai per te.
  Possedere troppe cose ha delle conseguenze:
  • non sai dove metterle, perciò le lasci esattamente dove le hai usate l’ultima volta oppure le rinchiudi alla rinfusa in un sacchetto o una scatola o, peggio ancora, dietro l’anta di un mobile;
  • si crea disordine, perché il disordine non è solo quello visibile (il classico mucchio di vestiti sulla sedia) ma anche quello nascosto (il classico groviglio di vestiti nell’armadio, quando scatta l’allarme ospiti) e quello invisibile (la classica confusione mentale, da “???”);
  • non trovi le cose, perciò passi al setaccio casa cercando tra i mucchi sulla sedia, i grovigli nell’armadio e i ricordi più o meno sfumati dell’ultima volta che hai indossato o preso o tolto o lavato o ritirato (ah, ah, ah!) il maglioncino rosa delle belle occasioni;
  • ne acquisti altre, perché se non trovi in tempo il maglioncino rosa delle belle occasioni e domani hai una bella occasione, ti tocca prenderne uno nuovo. Costa un po’, il negozio non è proprio sotto casa e dovrai rinunciare all’ora di ginnastica, ma non sai cos’altro fare;
  • odi le pulizie, perché prima di passare il piumino della polvere, l’aspirapolvere e il panno bagnato, ti tocca vivere un’ora e mezzo di passione per riordinare gli oggetti sparsi su ogni piano e superficie orizzontale. Purtroppo, però, non sai dove metterle e ritorni al punto di partenza…

Prima o poi ti rendi conto che avere troppi oggetti più che una conquista è una vera e propria perdita: di spazio, di denaro, di energia (tua e altrui) e soprattutto di tempo.
  Le prime tre risorse sono rinnovabili, e puoi imparare non solo a risparmiarle ma anche a ottenerne di nuove. Il tempo, invece, è una risorsa non rinnovabile: se non lo usi bene, non puoi rimpiazzarlo.
  Se vuoi eliminare una causa della perdita di tempo, puoi prenderti cura dei tuoi oggetti seguendo il metodo SOOS:

S come scegliere
  L’origine del problema sono le cose di troppo, dunque fatti forza e scegli quali tenere e quali eliminare. Non sai come fare? Usa il quadrante degli oggetti (lo trovi nel libro Facciamo ordine) per dividerli in quattro categorie secondo il loro valore funzionale (lo usi) ed emozionale (ti piace): tieni pochi tesori (ti piacciono ma non li usi), gli strumenti (non ti piacciono ma li usi) e gli svaghi (ti piacciono e li usi), ed elimina le cianfrusaglie (non ti piacciono e non li usi).

O come organizzare
  Ora in casa tua ci sono solo cose utili e piacevoli: lo spazio respira e ti senti già meglio, più leggera e in armonia con ciò che ti circonda. E adesso? Trova un posto per le cose che hai deciso di tenere, non a caso ma secondo criteri pratici: tieni in ogni stanza solo gli oggetti che usi lì (per esempio: in cucina cibo e pentole, in sala da pranzo stoviglie e tovaglie), a portata di mano quelli che usi di più, lontano dagli occhi quelli che usi saltuariamente, in basso i più pesanti, in alto i più ingombranti.

O come ordinare
  Immagina che tutti i tuoi oggetti si chiamino “Pietro-e-torna-indietro”. Per eliminare il disordine, quotidiano e cronico, non ti basta trovare un posto per ogni cosa: abituati a riporla subito al suo posto appena hai finito di usarla. Sembra difficile (soprattutto per chi è disordinata) ma non lo è: l’attenzione con cui hai scelto i tuoi oggetti e il pizzico di bellezza che hai aggiunto organizzandoli ti invogliano a mantenere l’ordine. Non è più un dovere, ma un piacere.

S come salvaguardare
  Difenditi da altre perdite di tempo e mantieni organizzati e ordinati gli spazi di casa. Impara ad acquistare solo ciò che ti serve e ti piace davvero, a eliminare il superfluo senza sensi di colpa né tentennamenti, a sfruttare bene gli spazi, ad assecondare i gusti e i bisogni che cambiano, a rispettare e prenderti cura degli oggetti che ti circondano.

In questo modo ottieni un doppio beneficio: hai una casa “su misura”, che ti rispecchia e sostiene in ogni attività, facile da pulire e pronta per ogni occasione (anche per le visite a sorpresa) e hai più tempo per prenderti cura di te stessa e di ciò che conta davvero.

Paroladordine organizzare lo spazio di casa troppi oggetti poco tempo

martedì 2 aprile 2019

Perdite di tempo, vero o falso?

Vuoi imparare a usare bene il tuo tempo? Evita gli sprechi: sono buchi neri che ingoiano ore preziose e non le restituiscono più. Sono sparsi ovunque nel corso delle tue giornate, alcuni palesi, altri nascosti e altri ancora sembrano ma non lo sono: ci vuole una visione d’insieme per riconoscerli, capire quali evitare e quali no.

Perciò oggi voglio fare con te un gioco: io elenco una serie di comportamenti e attività, e tu indovini se sono perdite di tempo vere o false. Iniziamo?
  • Non sai come vuoi vivere il tuo tempo.
  • Non sai come stai usando il tuo tempo.
  • Fai più cose contemporaneamente. 
  • Pianifichi le cose da fare.
  • Possiedi troppe cose. 
  • Non inizi a fare le cose, cioè procrastini.
  • Anteponi le attività più o meno urgenti a quelle davvero importanti.
  • Programmi le tue giornate.
  • Non ti dai scadenze.
  • Non crei nuove abitudini.

Ora confronta le tue risposte con le frasi qui sotto.

Non sai con come vuoi vivere il tuo tempo.          
  Se hai degli obiettivi vaghi e una motivazione debole o, peggio ancora, zero obiettivi e zero motivazioni, stai perdendo tempo. Magari ti lamenti di averne poco e vorresti giornate di quarantotto ore, ma non sai come usarlo.
  Consiglio organizzativo: per chiarire gli obiettivi e avere una forte motivazione, stila una lista delle cose che ti piacerebbe fare (e non di cose che dovresti fare).

Non sai come stai usando il tuo tempo.
  Se non sei consapevole di come utilizzi le tue ore, stai perdendo tempo. Hai lavorato sodo tutto il giorno, eppure sei indietro sulla tabella di marcia… Forse c’entrano quelle tre ore abbondanti, sparse qui e là, passate in Internet?
  Consiglio organizzativo: per sapere come impieghi il tuo tempo, tieni un diario del tempo per almeno una settimana. 

Fai più cose contemporaneamente.
  Se in mezz’ora inizi cinque cose assieme, stai perdendo tempo. Nella mezz’ora successiva ne finisci a malapena una, perché il cervello può prestare attenzione solo a un’attività per volta: se passa da una all’altra in breve tempo, si stanca e va in confusione.
  Consiglio organizzativo: per rimanere concentrata su un’unica attività, usa la Tecnica del pomodoro (The Pomodoro Technique) di Francesco Cirillo.

Pianifichi le cose da fare.
  Se ti piace pianificare con attenzione i tuoi progetti, non stai perdendo tempo. Dividerli in piccole attività e decidere quando farle è un lavoro lungo e complicato, ma sapere sempre che cosa fare ti fa guadagnare tempo prezioso.
  Consiglio organizzativo: per pianificare, parti dal grande e arriva al piccolo usando un calendario mensile e uno settimanale.

Possiedi troppe cose.
  Se i tuoi spazi di casa e di lavoro sono pieni di oggetti, stai perdendo tempo. Possedere troppe cose genera disordine, nel disordine ignori dove si trovano le cose e sprechi minuti (o ore!) preziosi a cercarle.
  Consiglio organizzativo: per risolvere questo problema, elimina il superfluo, trova un posto per ogni cosa e riponi subito ogni cosa al suo posto.

Anteponi le attività più o meno urgenti a quelle davvero importanti.
  Se rimandi le cose per te importanti, stai perdendo tempo. Invece di prenotare quella visita medica, svuoti la lavastoviglie, sistemi la contabilità, rispondi ai messaggi di lavoro… e perdi l’orario per fissare l'appuntamento.
  Consiglio organizzativo: per distinguere le tue priorità, usa la matrice del tempo e pianifica le attività importanti.

Programmi le tue giornate.
  Se prepari un programma giornaliero, non stai perdendo tempo. Hai intenzione di fare qualcosa e decidi in quale momento della giornata farlo, in modo da non sovrapporre più impegni, dare spazio agli imprevisti e avere tempo per te.
  Consiglio organizzativo: per programmare, dividi la giornata in blocchi di ore, da dedicare al lavoro, alla casa, agli affetti e a te stessa.

Non ti dai scadenze.
  Se ti dimentichi di fare qualcosa, stai sprecando tempo. Hai eliminato il superfluo in casa e decidi di portare in discarica gli scatoloni, però non avvisi chi ti può aiutare né ti impegni a farlo entro una data ben precisa…
  Consiglio organizzativo: per non dimenticarti, segna subito sul calendario condiviso (come il Calendario di Paroladordine per la famiglia) quando vuoi o puoi farlo.

Non crei nuove abitudini.
  Se non inizi a fare un’attività, stai perdendo tempo. Ti scordi di passare il filo interdentale perché non ti sei abituata a farlo: finché non diventa automatico, ripeti “Comincio da lunedì”, ma non capita mai…
  Consiglio organizzativo: per creare nuove abitudini e smettere di rimandare, usa il metodo Non spezzare la catena (Don't Break the Chain) di Jerry Sienfield.

Com’è andato il gioco? Adesso sai distinguere le vere perdite di tempo da quelle false: tra comportamenti occasionali che, ripetuti giorno dopo giorno, sprecano irrimediabilmente le tue ore, e attività prestabilite (come pianificare e programmare), in apparenza lunghe e impegnative, che ti fanno risparmiare tempo sempre.

Paroladordine perdite di tempo vero o falso

martedì 26 marzo 2019

Le interviste ai PO: Enrica Maria Laveglia

Oggi ritorno con le interviste ai PO per presentarti Enrica Maria Laveglia, collega e amica. La incontri una volta e ti colpisce per il suo sorriso, la sua cultura e la rara capacità di creare connessioni innovative.
  Enrica è una specialista nel trovare soluzioni come project manager, consulente aziendale e professionista dell’organizzazione, titolare di With you – Solution discovery specialist.
  Mi sono rivolta a lei per preparare il mio business plan: “Sii più Noseda e meno Alessandra” mi ha detto; con lei ho imparato a farlo e ho iniziato a guardarmi dall'esterno.

paroladordine intervista PO Enrica Maria Laveglia
Immagine di With You - Solution discovery specialist

Che lavoro facevi prima di diventare PO? Lo fai ancora?
Prima di fare il professional organizer facevo la consulente aziendale e la project manager. Ancora oggi, vista la mia passione per questi due lavori, ho deciso di portarli avanti insieme al lavoro del PO: continuo a seguire imprenditori e aziende per la creazione di attività imprenditoriali, e il lavoro di coordinamento e gestione di progetti a livello locale ed europeo. Sono anche un’esperta di formazione per imprenditori e privati nel settore dell'organizzazione aziendale e personale.
  Nel 2017 ho deciso di mettere insieme le miei passioni e competenze creando With You - solution discovery specialist.

Come sei diventata PO e qual è stato il tuo percorso?
Ho conosciuto la figura del professional organizer su Internet. Cercavo di sviluppare e migliorare le mie competenze organizzative e ho trovato Apoi, di cui sono socia dal 2015. Ho frequentato prima il corso propedeutico e poi il corso di formazione per professional organizer offerto da Organizzare Italia, per qualificarmi professionalmente, e dal 2017 collaboro con Organizzare Italia in qualità di responsabile e docente dei corsi propedeutici al centro e sud Italia.

Quali motivazioni ti hanno fatto capire che era la strada giusta da percorrere?
La mia motivazione iniziale credo sia in comune con molti colleghi PO, ovvero la passione per l'organizzazione. Tuttavia, durante il mio percorso, ho analizzato il mercato e la domanda di organizzazione e notato i risultati positivi che il mio lavoro poteva portare nella quotidianità della vita delle persone. Ne ho percepito l'impatto sociale e questo mi motiva tutti i giorni a continuare, nonostante sia difficile e molto impegnativo.

Che valore aggiunto hai dato alla tua professione con l’organizzazione personale?
Grazie al'organizzazione personale ho migliorato la  mia capacità di guardare in maniera trasversale gli ambiti di applicazione della mia professione: ogni problema organizzativo ha necessità di un approccio personalizzato e può riguardare anche più aspetti della quotidianità, da quello lavorativo a quello personale.

Come ti aiuta l’organizzazione ad aiutare le persone?
Con l'organizzazione riesco a supportare le persone a migliorare la qualità della loro vita quotidiana trovando soluzioni dedicate al loro problema organizzativo.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno è far si che questa professione diventi un lavoro  di successo: non solo per me, ma per chiunque si approcci al mondo del lavoro.

martedì 19 marzo 2019

Le abitudini che aiutano a decidere

  Nei primi tempi da studentessa universitaria fuori sede, la domenica sera era un incubo: dovevo decidere quali abiti mettere in borsa per la settimana (vivevo in un monolocale senza lavatrice) e, immancabilmente, andavo in tilt. Aprivo le ante dell’armadio e, invece dei vestiti, vedevo bianco: era come se in testa avessi l’ovatta al posto del cervello. Solo con l’aiuto di mia madre (Pazienza, di secondo nome) riuscivo a mettere insieme qualcosa di sensato. Poi, per fortuna, ho imparato ed è diventata un’abitudine.

  Ogni giorno dobbiamo prendere un gran numero di decisioni, tante, troppe; ci sembra quasi che all’inizio della giornata le scelte da fare siano più facili, mentre a fine giornata ci sembrano pesanti, difficili, quasi impossibili…
  Se ti capita più di quanto vorresti, non pensare di essere l’unica a soffrire di fatica decisionale. Ogni volta che prendiamo una decisione, infatti, il nostro cervello fa un enorme lavoro: recupera le informazioni, le valuta una a una, le confronta tra di loro e, alla fine, sceglie la migliore. Accade per ogni tipo di decisione, dalle più importanti per la nostra vita (riguardano gli affetti, gli studi, la carriera, i valori in cui crediamo) alle più banali di tutti i giorni (come vestirsi, che cosa mangiare, che cosa fare nel fine settimana). Per ogni scelta fatta, il nostro cervello consuma energia e, a fine giornata, è del tutto esaurita – proprio come le batterie del telefono dopo sedici ore di uso continuo: non riusciamo più a decidere e sprechiamo tempo che non torna più indietro.

    Ma c’è un modo per fermare questa spirale discendente: impara a organizzarti per eliminare le piccole decisioni di tutti i giorni e instaurare delle abitudini. Le abitudini, lo sai, sono il nostro pilota automatico: fanno risparmiare energia al cervello e ti permettono di concentrarti sulle cose che davvero contano.
  Ti lascio qualche esempio per risparmiare energia decisionale:

  • ogni sera prepara gli abiti che indosserai il giorno dopo – ogni occasione richiede un abbigliamento adatto, quindi scegli con cura i vestiti e gli accessori che ti faranno sentire più a tuo agio. Decidi quando farlo (dopo cena, quando t’infili il pigiama oppure subito dopo aver finito di lavorare) finché diventa un gesto automatico.
      Consiglio organizzativo: al prossimo cambio di stagione, dopo aver sfoltito un po’ il guardaroba, dividi i tuoi capi per destinazione d’uso (lavoro, casa, fine settimana, occasioni importanti, sport) e organizzali per abbinamenti, così saprai a priori che cosa indossare in ogni occasione;
  • ogni mese compila il menu delle prossime settimane – scegli quale regime alimentare seguire, in linea col tuo stile di vita e le tue necessità e cancella dalla tua mente la domanda: “Che cosa mangio a colazione / per pranzo / stasera?” Decidi una sola volta al mese che cosa mangiare e fallo diventare un’abitudine.
      Consiglio organizzativo: raccogli indicazioni, preferenze e ricette in un quaderno, dividi gli alimenti per i cinque pasti della giornata (colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena), informati su frutta e verdura di stagione e componi il tuo programma alimentare;
  • ogni giorno segna le cose che vorresti fare nei fine settimana – quando parli con qualcuno, sfogli una rivista, passeggi per la città, navighi in Internet e scopri luoghi che vorresti visitare, attività da provare, cose da vedere, segnali subito su un taccuino. Allenati a farlo sempre, finché ti verrà spontaneo.
      Consiglio organizzativo: una volta a settimana, meglio prima di venerdì, aggiungi tutte le informazioni raccolte su una lista e dividile per occasione (quando piove, quando fa caldo, nelle diverse occasioni, con gli amici, in famiglia, passeggiate, mostre, spettacoli), così saprai sempre che cosa fare.


  Se elimini le piccole decisioni quotidiane, il cervello ha l’energia per prendere le decisioni importanti: più scelte fai, più tempo risparmi e ti godi appieno la vita.
  Vuoi saperne di più? Non perderti il corso che terrò sabato 23 marzo ad Arona rivolto a tutte quelle persone che vogliono fare la scelta giusta per (ri)conquistare il proprio tempo e vivere con serenità. Ti aspetto!

Paroladordine corso Il valore della decisione 23 marzo

martedì 12 marzo 2019

La tua casa è il tuo rifugio

  Fin dalle origini la casa ha avuto un ruolo ben preciso: proteggerci dai pericoli esterni, come il freddo, il caldo, le intemperie, gli animali feroci. Le prime case erano semplici ripari sotto roccia e contenevano lo stretto necessario per vivere bene: un focolare, giacigli comodi, vestiti, coperte, scorte di cibo, di acqua e di altre materie prime, oggetti d’ornamento personali e d’arredo.
  Oggi le case ci proteggono anche dai pericoli interni, come lo stress e la stanchezza da troppi impegni e “poco tempo”. Sono edifici sofisticati con riscaldamento diffuso, acqua corrente in entrata e in uscita, corrente elettrica e collegamenti vari per comunicare da una parte all’altra del mondo. E contengono di tutto.

  Le case sono ricolme e ci tocca proteggerci anche da ciò che contengono. Nella nostra epoca è facile ottenere qualsiasi cosa desideriamo: i negozi reali e virtuali straripano di cibo, di comodità, di accessori, di ornamenti; la pubblicità crea nuovi bisogni (fittizi); in poco tempo e con pochi soldi, acquistiamo con facilità tutto quel che ci passa per la mente. Dimentichiamo il valore intrinseco degli oggetti, della loro funzione, del tempo necessario per ottenerli dalle materie prime. Piano piano diventano padroni di casa esigenti, e la nostra vita gira attorno a loro: rubano il nostro spazio, il nostro denaro, il nostro tempo, a volte anche la nostra salute. Così le case smettono di proteggerci.

  La tua casa com’è? Ti assomiglia? Quando rincasi, ti senti protetta, sostenuta e sicura? Riesci a ricaricare le tue energie, o ne spendi altre a cercare oggetti, mettere in ordine e tentare di pulire? Riesci a riposarti davvero? Quante cianfrusaglie contiene?
  Le cianfrusaglie sono come gli Avvincini di Harry Potter: non si nascondono in laghi e paludi, ma giacciono indisturbati nelle nostre abitazioni (non solo, anche in automobile e in ufficio!) e ci afferrano e trattengono con le loro lunghe dita. Più ci divincoliamo, più ci trascinano negli abissi, facendoci perdere tempo, energia e pazienza.

  Non so se esiste una formula magica per neutralizzare le cianfrusaglie (potrebbe essere: “Sciò, sciò, sciò”?), ma so che cosa deve contenere una casa per ripararci da ogni pericolo e vivere bene.
  • Ciò che usiamo quotidianamente. Sei un’autrice? Non possono mancare quaderni, matite, penne, computer, fogli, stampante e tanto cioccolato. Pratichi tai-chi? Non possono mancare uno spazio ampio e una stuoia. Ami cucinare? Non possono mancare pentole, padelle, mestoli, ingredienti e ricettari.
  • Ciò che usiamo almeno una volta all’anno (ogni anno). L’occorrente per Natale, la settimana bianca, le vacanze al mare, le gite in moto, l’abito e gli accessori per le grandi occasioni.
  • Ciò che ci piace. La bellezza è utile perché ci fa sentire bene: un quadro, una fotografia, un’edizione speciale, un paio di orecchini scintillanti, una lampada colorata. Poche cose ma buone.

Prendi la decisione giusta e scegli che cosa tenere: tutto il resto è superfluo e non ti aiuta a rendere la tua casa il rifugio accogliente e rigenerante che hai sempre sognato.

Paroladordine spazio organizzare la casa

martedì 5 marzo 2019

Agenda, voce del verbo fare

  L’armatura degli antichi soldati era formata da due tipi di armi: quelle da offesa per colpire il nemico e quelle da difesa per resistere agli assalti del nemico. Queste sono le mie preferite: scudi, elmi, corazza, schinieri – alcune sono delle vere opere d’arte in bronzo. Ognuno ha i suoi nemici e le sue difese, io mi difendo dalla scarsa memoria e dalla dispersione d’intenti con l’agenda.
  In particolar modo, con la sezione Agenda, che in latino significa proprio “cose da fare”. È l’involucro dei miei desideri, lì dentro stanno al sicuro, non si perdono in giro e maturano senza interruzioni. Protegge i miei sogni, grazie a un lavoro preparatorio meticoloso e a un controllo paziente, mese dopo mese.

  Di solito a marzo i buoni propositi d’inizio anno sbiadiscono, gli obiettivi si offuscano, le energie evaporano: tutto si confonde e si procede a tentoni. Da quando curo con attenzione la sezione Agenda, non è più così: ho tutto sotto controllo, mi basta leggere le etichette per trovar quel che mi serve e non mi perdo più lungo la strada.
  Ti racconto che cosa contiene, a che cosa mi serve ogni singola parte e come le uso: spero ti sia utile.

  • Gli obiettivi personali di lungo periodo. Il lavoro è solo una parte della mia vita, anche se molto consistente, e le altre parti sono ancor più importanti: per esempio, la salute (intesa come benessere fisico, mentale e relazionale) e la realizzazione personale. Qui scrivo come sarò tra cinque anni e i progressi da fare ogni anno: è una dichiarazione d’intenti, da rileggere ogni volta che tentenno.
  • Il business plan (o almeno la sua essenza), con gli obiettivi lavorativi di breve, medio e lungo periodo. È il punto di riferimento per il mio lavoro e mi serve per capire dove voglio arrivare, con quali mezzi e con chi condividere il percorso. Il mio business plan è ormai quasi completato: ho raccolto tutti i dati e sto “dando i numeri”, quelli che trasformano i sogni in desideri e i desideri in obiettivi concreti e realizzabili. Ne sono davvero entusiasta!
  • Il piano editoriale annuale, con le attività suddivise per trimestre. È la visione d’insieme di quel che farò nei prossimi mesi, da guardare ogni mese. Grazie al business plan, per me è più chiaro capire che cosa voglio fare e per chi; quindi preparare il piano editoriale diventa più facile (più facile, non facile!). 
  • Un vademecum per il piano editoriale, con le indicazioni per redigere il piano annuale, mensile, settimanale, giornaliero, il calendario editoriale e i vari controlli. Mi aiuta a trasformare delle semplici parole su un foglio in azioni reali – da consultare sempre.
  • La lista “cose-da-fare”, con attività generiche, non legate a progetti particolari, ma più agli obiettivi personali. È un po’ come la “borsa dentro la borsa”, mi aiuta ad avere sempre con me i piccoli indispensabili, qualsiasi cosa stia facendo: ogni mattina controllo se posso fare qualcosa (prendere un appuntamento o un’informazione, scrivere o telefonare a qualcuno, acquistare o realizzare qualcosa).
  • La lista “cose-da-non-fare”, con attività che non mi aiutano a stare bene, lavorative e non.
  • La lista “cose-da-fare-da-sola”, con attività che mi aiutano a stare bene (non lavorative), cui dedicare il mio tempo per me.
  • Le liste “progetti”, con le attività necessarie per portare avanti e concludere i progetti lavorativi. Per me fondamentali, sono il punto d’incontro tra le intenzioni e gli impegni quotidiani: spuntare le voci dall’elenco è come aprire le caselle del calendario dell’avvento! 

  A chi mi chiede aiuto per usare bene il tempo e ha un obiettivo importante da raggiungere, consiglio sempre l’agenda. Per me è lo strumento migliore per pianificare e programmare quel che ti sei proposta di fare: con le caratteristiche giuste (anelli, divisori, etichette) è flessibile perché segue la tua personalità e i cambiamenti in corso, agile perché è semplice da usare, protettiva perché ti difende da imprevisti, confusione e perdita di motivazione.

Paroladordine agenda fare

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