martedì 12 novembre 2019

La tua casa ti rispecchia

Ci siamo conosciute da ragazzine, al liceo; dopo una chiacchierata “filosofica” siamo diventate amiche. Ci scrivevamo biglietti fitti di sogni, speranze, tormenti e pensieri, stavamo al telefono (quello fisso, in camera dei genitori) per ore. A quindici anni abbiamo trovato l’una nell’altra uno spirito affine, comprensione e condivisione.
  Poi siamo cresciute, ci siamo allontanate, incrociate, cercate, perse di vista, ritrovate… ognuna per la sua strada, lei dipingeva quadri pieni di colori forti, io scrivevo pagine piene di parole forti. Quella voglia di cercare il senso della vita, di crescere sempre e di migliorarci non è ci mai mancata.

Ora lei insegna yoga e io mi occupo di organizzazione personale, e anche in questo c’è qualcosa che ci accomuna. È innegabile, siamo diverse in tutto e per tutto (contesto, esperienze, carattere, abitudini), eppure siamo le stesse ragazzine di tanti anni fa con la stessa voglia di dare uno senso alla vita e vivere appieno ogni nostro momento. Lei lo fa attraverso lo yoga, io con l’organizzazione: così, chiacchierando, abbiamo scoperto che le due discipline hanno molti punti in comune.
  È per questo che abbiamo deciso di realizzare insieme qualcosa di utile e arricchente per chi desidera chiudere dei cerchi aperti e conoscere qualcosa di nuovo.

Ecco com’è nato La tua casa sei tu, il laboratorio pratico di yoga e organizzazione personale che ci impegnerà (con entusiasmo) per quattro martedì sera autunnali. 

Tutto ciò che c’è fuori è una manifestazione di ciò che c’è dentro: emozioni, ricordi, decisioni, abitudini, confusione, serenità.

È un laboratorio perché lavoriamo insieme per riconnetterci al nostro corpo e migliorare il rapporto con il nostro spazio, ed è pratico perché ci mettiamo alla prova subito, durante le due ore di ogni incontro e anche dopo, a casa.
  Ci saranno un po’ di teoria (non tutti conoscono lo yoga e l’organizzazione personale!) e tanta pratica: esercizi di yoga, domande, giochi, brevi esercizi di organizzazione personale, tanti spunti di riflessione e pure dei “compiti a casa”!
  Partiamo dal rapporto tra lo spazio in cui viviamo e le sensazioni corporee e le nostre emozioni. Continuiamo con il modo in cui viviamo il nostro spazio, la consapevolezza corporea e di come usiamo il tempo. Quindi esploriamo lo stile di vita che vorremmo, come prendere decisioni e cambiare abitudini. Terminiamo con il confronto, per scoprire com'è andata e che cos'è cambiato tra noi e lo spazio.

Abbiamo preferito un laboratorio pratico a un corso teorico perché crediamo che per imparare e fare “nostro” qualcosa di nuovo non basti solo ascoltare e guardare, ma anche (e soprattutto) farsi coinvolgere e creare una relazione tra di noi.

P.S. Lei è Viola Emanuelli, insegnante di yoga del centro SÉ74



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di Verbania.

martedì 5 novembre 2019

Il Calendario per la famiglia di Paroladordine 2020

Il Calendario per la famiglia di Paroladordine mi mancava, così ho deciso di riproporlo sul serio.
  Per gli scorsi due anni ne ho realizzato una versione casalinga, un semplice documento in formato pdf, che ho messo a disposizione di chiunque lo volesse. Ne stampavo tre copie, per me e i miei famigliari, e stop. Che noia…
  Quest’anno, invece, ho chiesto a Francesca Covolan di Brand Clearing di curare la parte grafica del calendario: è sempre lui, con qualcosa in più.

Ci sono sempre:
  • la signorina O in copertina
  • le istruzioni sul retro della copertina
  • un mese per pagina
  • i giorni nella prima colonna
  • le colonne per gli impegni di tutti
  • le domeniche colorate a dividere le settimane
  • le feste nazionali (già segnate)
  • uno spazio per le note del mese
  • il calendario annuale del 2021

In più ci sono:
  • un colore per ogni stagione (o trimestre)
  • nuovi caratteri
  • nuovi colori (*)
  • il nuovo motto (Moltiplica il tuo tempo)
  • i miei recapiti per contattarmi in ogni momento

Il Calendario per la famiglia serve per usare bene il tempo di tutti: il tuo, quello della tua famiglia in generale e quello di ciascuno dei tuoi famigliari. Lo appendi in un punto visibile e comodo per tutti, e lo aggiorni man mano che prendi nuovi impegni. 
Funziona per tutti i tipi di famiglie: quelle grandi e quelle piccole, se siete in cinque e se sei da sola, con o senza animali. 

Quest’anno, per la prima volta, il Calendario per la famiglia di Paroladordine è in vendita: costa € 12,00 (esclusa spedizione). 
  Ma non voglio perdere le vecchie e buone abitudini: perciò ho scelto di devolvere il 50% del ricavato delle prime cinquanta copie a La casa di sabbia ONLUS che sostiene le famiglie con bambini disabili gravi.
  Perciò, se acquisti una copia (o più copie!) del calendario, fai un triplice regalo: a te, alla tua famiglia e ad altre famiglie. 

(*) Quando ho chiesto a Francesca come ha scelto i colori delle stagioni, mi ha risposto: «Inverno azzurro (freddo), primavera rosa (il tuo, energico), estate giallo (il tuo, ma più “afoso”) e autunno marrone».

Da oggi sono aperte le iscrizioni alla lista dei preordini (chiuderanno il 15 di novembre): scrivimi per prenotare la tua copia del Calendario per la famiglia 2020! 
Paroladordine moltiplica il tuo tempo Calendario per la famiglia 2020


martedì 29 ottobre 2019

Piccoli cambiamenti di stagione

Ottobre per me è il mese della svolta: dopo il compleanno di Paroladordine (a proposito, grazie per gli auguri! Ti sono piaciuti i regali?), cambia l’orario da legale a solare, le giornate iniziano e finiscono prima, e io  mi preparo al freddo e al buio dei prossimi mesi. Con piccoli aggiustamenti, il minimo necessario per non perdere le sane abitudini né l’entusiasmo.

Il mio “cambio di stagione” non riguarda gli armadi o il guardaroba, ma gli orari e le abitudini. Ogni stagione, infatti, mi adatto ai nuovi ritmi della natura, cambio qualcosa e mi abituo a questi cambiamenti: più che nuove, sono abitudini stagionali!
 Lo faccio perché il centro delle mie giornate è il tempo che dedico a me stessa (esercizio fisico, alimentazione, esercizio mentale) e tutti gli altri impegni (lavoro, casa, famiglia) ruotano attorno.

In poche parole, mantengo fisse alcune abitudini (svegliarmi presto, fare esercizio, passeggiare coi cani, riposarmi dopo cena) e altre le aggiusto (lavorare, curare la casa, cucinare). Ecco come:
  • in primavera e in estate mi sveglio alle sei del mattino, per uscire a camminare nelle ore più fresche (e più belle) sul lungolago. Lavoro tutto il mattino e nel primo pomeriggio. In pausa pranzo cucino per la sera e preparo le scorte, poi il pomeriggio lo dedico alle consulenze e allo studio. Dopo la merenda, curo la casa. Prima di cena, usciamo a passeggiare coi cani e, dopo cena, ci riposiamo sul divano;
  • in autunno e in inverno mi sveglio alle sei del mattino, per fare gli esercizi di mindfulness appena sveglia. Poi curo la casa e inizio prima a lavorare. In pausa pranzo esco a camminare nelle ore più calde nel bosco e, quando torno, pranzo. Riprendo a lavorare per un paio d’ore, poi il pomeriggio lo dedico alle consulenze e allo studio. Dopo la merenda cucino per il pranzo del giorno dopo e preparo le scorte. Poi usciamo a passeggiare coi cani e, dopo cena, ci riposiamo sul divano. 
Questi sono i miei programmi stagionali: ci sono ore dedicate a me stessa, ben sparpagliate in tutta la giornata; ore dedicate al lavoro, ravvicinate per non perdere la concentrazione; altre ore dedicate alla casa e alla famiglia, come satelliti che ruotano tutto attorno. Non sempre riesco a rispettare i programmi; a volte li salto a causa di impegni in ore strane e di imprevisti, ma rimangono per me una bussola sicura cui fare riferimento sempre. 

Gli esercizi di mindfulness sono una novità di questi giorni: li ho introdotti da poco, ma danno un significato alla mia sveglia mattutina e sostituiscono magnificamente la camminata sul lungolago. Per le stagioni calde troverò il momento migliore della giornata, con piccoli aggiustamenti “naturali”. 


Vuoi fare anche tu un piccolo cambio di stagione nel modo di vivere, ma non sai da che parte iniziare a organizzarti? Dai un’occhiata a Flora, la consulenza in remoto di un’ora: per qualche giorno ancora è scontata al 10%. Scrivimi e inserisci il codice 5VOLTEAUGURI.


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martedì 22 ottobre 2019

Paroladordine compie cinque anni

Ci siamo: ancora un paio di giorni e il blog di Paroladordine compie cinque anni!
  Tutto è iniziato qualche anno prima, in un periodo di blocco totale che ha segnato la fine di una crisi profonda e l’inizio della chiarezza. Un incidente  mi aveva obbligato a rimanere a casa per mesi: da immobile, non ho potuto fare a meno di notare come la mia vita non stesse andando dove desideravo. Così un imprevisto “disastroso” è diventato un’opportunità preziosa per imparare a vivere meglio. 

L’organizzazione personale mi ha aiutata a cambiare abitudini e punti di vista. Prima ho educato il mio disordine innato, svuotato casa delle cose inutili, organizzato gli oggetti e ottimizzato gli spazi: perché non ne potevo più di sentirmi smarrita e perdere ore, giorni per cercare qualsiasi cosa. Poi ho dato un significato ai miei impegni, eliminato legami e attività che non portavano a nulla (se non a insoddisfazione), organizzato le cose da fare sul lavoro, a casa, in famiglia e per me, ottimizzato le mie giornate: perché ero stanca di fare tanto e ottenere poco di ciò che conta davvero. Molti sono i lavori ancora in corso, ma li considero brevi passi di un lungo cammino.
  Ora sto cambiando il mio stile di vita: perché voglio che sia più sano dentro e fuori di me, lo voglio pieno di serenità e divertimento, di curiosità e creatività.

Cinque anni fa ho iniziato il blog di Paroladordine, che da allora segue ogni mio passo in questo lungo cammino: ho sperimentato su me stessa, ho studiato (senza smettere mai) e sono diventata consulente di organizzazione personale; ho aperto la partita Iva, proposto i miei servizi (a proposito, sei curiosa di sapere perché li ho chiamati Flora, Baldo e Johnny?), avviato Con brio,  il mio bollettino d’informazioni (o newsletter), litigato con la tecnologia… Mentre cammino, raccolgo i frutti di una pianta seminata anni fa: è una bella sensazione.

Dopodomani, quindi, festeggio il quinto compleanno di Paroladordine: e lo voglio fare insieme a te: ho preparato tre sorprese per iniziare a usare bene il tempo, le ho impacchettate con tanto di fiocco e le spedirò col bollettino d’informazioni Con brio giovedì 24 ottobre.
Auguri a noi!

Paroladordine compie cinque anni

martedì 15 ottobre 2019

Zero spreco per mangiare

Me lo chiedono in tanti: come si prepara un menù settimanale? Be’, io non sono un’esperta di cucina, cucinare non è il mio forte; anzi, non mi piace per niente: fosse per me, mangerei ogni giorno al ristorante.
   Ma… forse è proprio per questo motivo che ho studiato (e ancora sto studiando) un metodo per mangiare bene senza spreco di tempo, spazio e denaro.

Per non sprecare tempo, cucina “tutto in una volta”.
  Che non mi piace cucinare, l’ho già scritto; soprattutto di sera (perché sono stanca), nel fine settimana (perché sono pigra) e in vacanza (perché sono in vacanza!). Cerco di cucinare solo in pausa pranzo: mentre preparo una pasta, cuocio le verdure per le prossime sere – per esempio, se a pranzo mangio pasta con zucchine, cucino tutte le zucchine e poi le divido in più porzioni. Così sono a posto per un po’.
  L’esperienza di questa estate con l’orto e le tante verdure tutte in una volta ci ha spinto a provare un nuovo sistema: preparare una domenica al mese scorte di cibi golosi ed elaborati (sughi, verdure ripiene, hamburger, polpette, lasagne, cannelloni), da assaporare nel fine settimana in tutta calma e con grande soddisfazione.

Per non sprecare spazio, organizza le scorte.
  Facciamo la spesa una volta a settimana e ormai conosciamo le quantità giuste di cibo per noi: variano secondo le stagioni (col caldo tante verdure da mangiare crude, col freddo alimenti da cuocere con calma) e le nostre attività (pranzi sul lavoro, feste con amici e parenti, cene fuori). Di rado compriamo scorte da lasciare in dispensa, preferiamo acquistare di volta in volta l’occorrente: così non tolgo spazio in cucina e il cibo non invecchia.
  Preparare in anticipo i pasti per il futuro ci ha spronati a organizzare bene il (piccolo) congelatore a cassetti con sacchetti e contenitori modulari in plastica e vetro: sopra i condimenti, in mezzo le scorte di verdure e primi, sotto la carne.

Per non sprecare denaro, tieni tutto sott’occhio.
  Quando è ora di fare la spesa, ce ne accorgiamo subito perché frigorifero e dispensa sono quasi completamente vuoti. Rimangono solo pochi alimenti: quelli che non abbiamo finito e quelli che usiamo più di frequente, come zucchero, sale, farina, pasta e cereali in chicchi. Così basta un’occhiata per capire che cosa manca e facciamo la lista della spesa in un attimo.
  Cucinare “tutto in una volta” ci permette di non buttare via cibo scaduto o ridotto ai minimi termini. Anche se capita ancora (grrr), per fortuna di rado e soprattutto a causa di imprevisti, come cene o pizzate fuori via.
 
Mangiare senza spreco è un buon punto di partenza per mangiare sano: con un pizzico di organizzazione in più, si possono trovare e acquistare vicino a casa cibi freschi e prodotti localmente in modo sostenibile. Un modo gustoso per prenderci cura di noi.

Se ti è rimasta la curiosità di come preparare il menù settimanale, iscriviti a Con brio, il bollettino d’informazioni (o newsletter): il 24 ottobre ti farò un regalo! 
Paroladordine stile di vita zero spreco per mangiare

martedì 8 ottobre 2019

Lo spazio costa

Ottimizzare gli spazi significa organizzare gli oggetti negli spazi a disposizione (in casa, in ufficio, in automobile, ovunque!) secondo il loro utilizzo e il luogo dove si usano (funzione), la comodità con cui sono presi e riposti nei mobili e negli spazi (accessibilità) e l’abitudine di utilizzo.
  Certe volte significa anche eliminare il superfluo, le cianfrusaglie, ciò che non usiamo più o non abbiamo mai usato, non ci piace più o non ci è mai piaciuto. È un preliminare necessario – e non perché il decluttering sia di moda (pare che Netflix proporrà presto una nuova serie simile a quella di Marie Kondo)!

Eliminare i propri oggetti è faticoso per tutti, anche solo per lo sforzo fisico, le decisioni da prendere, le ore che passano… Ad alcuni sembra un’impresa titanica e impossibile, e senza accorgersene alzano barriere in difesa di ogni singola cosa; una delle resistenze maggiori è racchiusa in questa frase: “mi è costato tanto”.
  È costato tanto ma, quando l’hai acquistato, ne sentivi il bisogno e il suo prezzo ti è sembrato giusto. Purtroppo, ogni volta che non lo usi (perché non ti piace o te ne dimentichi), lo paghi ancora e il suo prezzo non è più giusto.

Lo spazio costa denaro, lo spiega con chiarezza Karen Kingston nel suo libro Feng Shui e space clearing. L’arte di fare spazio nella casa e nella vita. Per ogni locale di casa stima la percentuale di spazio occupato da oggetti che non usi e non ami (per esempio, in ingresso equivale al 5%, in garage all’80%); somma tutte le percentuali e dividi il totale per il numero di stanze. Ottieni così la media di oggetti inutili per ogni locale, pari alla percentuale di affitto o di mutuo che ti costa per mantenerli.

Non solo, lo spazio costa tempo. Hai presente tutte le volte che perdi minuti (o ore!) a fare ordine prima di poter pulire casa o a cercare quel che ti serve tra caterve di cose messe lì a caso? Calcola quanto tempo spendi ogni anno e saprai quanto ti costano i tuoi oggetti: troppo.
  Infine, lo spazio costa energia. Gli oggetti scatenano emozioni, sentimenti, pensieri poco simpatici: hai paura di perdere ricordi preziosi, provi mille sensi di colpa all’idea di eliminare qualcosa, vivi nell’incertezza del “prima o poi lo userò”. Che fatica! Tutta energia spesa senza un vero motivo.

Una casa su misura per te e la tua famiglia non è solo quella che ti fa sentire protetta, coccolata e sostenuta in ogni momento della giornata, ma anche quella che ti fa risparmiare denaro, tempo ed energia: prova e ti sentirai più sicura di te, delle tue scelte e più ricca di opportunità da cogliere al volo.


A novembre torna il laboratorio di yoga e organizzazione personale La tua casa sei tu, al centro Sé74 di Verbania. Se abiti vicino, è un’occasione per conoscerci, lavorare insieme e approfondire questo tema.


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martedì 1 ottobre 2019

Il tempo è (come) denaro

Il tempo è denaro: quante volte l’hai sentito dire? E quante volte l’hai detto tu – magari a denti stretti, come sprone per non perdere tempo, per impegnarti in quel che stai facendo, per resistere alle distrazioni? Tante, poche, non lo sai…

Pare che per primo l’abbia scritto nel Cinquecento il filosofo Francis Bacon nei suoi Saggi, poi di nuovo nel Settecento lo scienziato Benjamin Franklin nel suo manuale Consiglio a un giovane imprenditore. Di solito lo si usa sul lavoro, per ricordarci che il nostro impegno ha un valore e un risultato economico.
  Arnold Bennett in Come vivere 24 ore al giorno afferma, però, che il tempo è molto più del denaro, perché con il tempo puoi ottenere denaro ma con il denaro non puoi ottenere nemmeno un secondo di tempo in più. E aggiunge: «La disposizione di tempo è davvero un miracolo quotidiano, qualcosa di sorprendente se lo si esamina meglio. Tu ti alzi alla mattina, ed ecco! Come per magia, la tua borsa è stata riempita di ventiquattro ore del tessuto grezzo dell’universo della tua vita. È tuo. È il bene più prezioso che esista. Una risorsa unica, riversato su di te in un modo altrettanto unico.»

In poche parole, è come se ogni mattina ti svegliassi con ventiquattromila euro nel portafogli – mille euro per ogni ora della tua giornata – che di notte scompaiono per poi ricomparire il mattino dopo: non puoi accumularli giorno dopo giorno (perché a mezzanotte svaniscono), puoi solo spenderli nel migliore dei modi per vivere bene, con serenità, senza affanni e in totale libertà.
  Ovvero, ogni giorno hai a disposizione ventiquattro ore: non puoi accumularle per avere una vita più lunga, ma puoi usarle per avere una vita più serena, piena di soddisfazioni e ricca di significato.

Ora facciamo un gioco: io ti faccio delle domande e tu trovi le risposte. Pronta? Prendi carta e penna (e tutto il tempo necessario) e… via!
  1. Quante ore ti sembra di avere ogni giorno rispetto agli altri? Lo so che lo sai: abbiamo tutti ventiquattro ore! Però ciascuno ne percepisce di più o di meno secondo il proprio modo di viverle.
  2. Quante ne spendi ogni giorno per le attività necessarie? Tipo mangiare, dormire, lavarsi, vestirsi…
  3. Quante invece per quelle non necessarie? Per esempio indulgere nelle tentazioni tecnologiche (Internet), lamentarsi, procrastinare, impegnarsi in attività altrui, fare cose inutili…
  4. Quante ore spendi per le attività importanti? Come lavorare, riposarsi, divertirsi, prendersi cura di sé, stare con chi si vuole bene, rigenerarsi, realizzare i propri sogni…
  5. Adesso calcola: quante ore sprechi ogni giorno? Ricordati che non tornano più indietro: un’ora spesa ad ascoltare la tua musica preferita per rilassarti e rigenerarti è ben diversa da un’ora spesa ad ascoltare/leggere i lamenti di persone che conosci appena. 
  6. Quante ore risparmi e quante ne investi? Cioè, quante ore utilizzi in modo oculato e senza sprechi (per esempio, cucinando più porzioni dello stesso cibo o svolgendo attività simili) e quante impieghi utilmente per farle rendere al massimo (per esempio, visitando una mostra o camminando al parco). 

Le tue risposte, sincere e oneste, ti aiuteranno a capire come stai spendendo il tuo capitale giornaliero di ventiquattro ore: è un ottimo punto di partenza per scoprire se hai le tasche bucate o se sei una brava investitrice, quali abitudini portare avanti o quali cambiare.

P.S. Tieni d’occhio Con brioil bollettino d’informazioni (o newsletter), di giovedì 24 ottobre: troverai un regalo per fare i conti delle ore! 
Paroladordine organizzare il tempo e denaro

martedì 24 settembre 2019

Le interviste: Silvia Frisone specialista d’immagine

L’anno scorso per il mio ***esimo compleanno mi sono regalata qualcosa di speciale: una consulenza d’immagine di Silvia Frisone, specialista d’immagine per professionisti e aziende.

Ho conosciuto Silvia ad aprile dell’anno scorso a una serata d’incontro dell’associazione Women@Work Laghi e mi è piaciuta subito: l’ho trovata affascinante, elegante e con quel certo non so che da cinema anni Cinquanta. Nel modo di rivolgersi alle persone, nel tono di voce, nei gesti e nei suoi panni – letteralmente – sembrava brillare. Silvia è l’esempio vivente di quel che può fare con le persone: accompagnarle in un percorso alla scoperta di sé.

Da un po’ di tempo non mi sentivo bene nella mia pelle e volevo venirne fuori, sbocciare, darmi una forma, anche dal punto di vista professionale. Così ho assecondato il mio bisogno e deciso di affidarmi alla sua esperienza: non solo mi ha aiutata a sentirmi a mio agio in ogni occasione della giornata, ma anche a esprimere e comunicare i miei valori come professional organizer.
  L’ho intervistata perché credo nella condivisione delle belle esperienze.

Paroladordine interviste Silvia Frisone specialista immagine
Silvia Frisone - Specialista d’immagine per professionisti e aziende

Ciao, Silvia! Ci racconti perché hai deciso di diventare una specialista d’immagine?  
  L’idea di occuparmi di immagine nasce dalla mia esperienza personale di ex imprenditrice insoddisfatta del mio aspetto, desiderosa di creare empatia e affermazione con il mio interlocutore. Esigenza che mi ha fortemente sensibilizzato sull’importanza dell’immagine nel raggiungimento degli obiettivi professionali.

Come aiuti le persone con il tuo lavoro?
  Mi avvalgo del “metodo delle quattro E”, che ho personalmente ideato. È un percorso che insegna ad amare se stessi e a prendere consapevolezza delle proprie caratteristiche.
  Mi occupo in particolar modo di professional business image e affianco professionisti, manager, imprenditori e tutti coloro che si muovono nell’ambito lavorativo ad acquisire un’immagine al top, nel rispetto della loro personalità, del loro ruolo e dei gusti personali.
  La mia consulenza ruota intorno alla valorizzazione dell’immagine, alla conoscenza della Business Etiquette e dell’apprendimento delle capacità relazionali.

Che cosa ti fa innamorare ogni giorno del tuo lavoro? 
  Sono tanti i motivi per cui amo follemente in mio lavoro, ma in primis c’è senza dubbio il feedback dei miei clienti. Quel luccichio che emanano i loro occhi nel ritrovarsi con un’immagine rinnovata e armoniosa è impagabile.

Paroladordine interviste Silvia Frisone specialista immagine
Silvia Frisone - Specialista d'immagine per professionisti e aziende

Quanto è importante l’organizzazione personale nel tuo lavoro di libera professionista?
  È fondamentale.
  Non ho una passione innata per l’organizzazione. Sono sempre stata uno spirito libero in questo senso, fino a quando mi sono scontrata con l’inevitabile necessità di incastrare i doveri, le responsabilità e le scadenze dettate dal mio lavoro in proprio, con gli impegni personali e familiari, altrettanto importanti. Diventa una questione di sopravvivenza: ti organizzi o soccombi!
  L’organizzazione è una competenza trasversale che applico a tutti gli ambiti della mia vita e che me la semplifica: mi permette, in altre parole, di condurre una vita meno stressata.

E quanto lo è per i tuoi clienti?
Considero la puntualità e il rispetto degli accordi presi una forma di educazione e una dimostrazione di serietà nei loro confronti. Solo grazie a una buona organizzazione riesco a tenere fede a tali accordi.

Ultima domanda: qual è il tuo sogno nel cassetto? 

martedì 17 settembre 2019

Saluti dal Lago Maggiore

Sono in vacanza!
  Venerdì sera ho ritirato agenda, quaderni e libri, chiuso Internet, inserito il messaggio automatico nella posta elettronica e un bel memorandum sulla pagina Facebook: oh, là!
  Mentre mi leggi, sono in giro da qualche parte per il Lago Maggiore, magari in moto o forse sul battello. Di sicuro con un grosso sorriso estatico sulle labbra e un largo cappello di paglia nero in testa.

Quando sono in vacanza non so cosa sia l’organizzazione: non ho orari, non ho programmi, mi faccio trasportare dall’umore del momento in completa e totale libertà.
  Perciò mi sono organizzata prima: un paio di settimane fa ho iniziato a pianificare il mio ante e il mio post vacanze. Ti racconto come, potrebbe tornarti utile.

Due settimane prima ho:
  • preparato le grafiche per avvisare delle mie vacanze chi mi segue sulla pagina Facebook;
  • programmato le pubblicazioni sulla pagina Facebook (soprattutto articoli storici);
  • scritto e programmato gli articoli di settembre (anche questo!);
  • preparato il calendario editoriale di ottobre;
  • concordato vari appuntamenti per ottobre.

Una settimana prima ho:
  • smesso di scrivere e programmare;
  • pianificato le attività per l’anno prossimo;
  • continuato le mie consulenze estive (che mi stanno dando tante soddisfazioni!);
  • scritto la lista dei luoghi da visitare;
  • concordato col marito patti chiari e amicizia lunga (no orari, no obblighi, no musi lunghi).

Ho usato questi sette giorni “cuscinetto” per riposare la mente e prepararmi con serenità alle vacanze, perché per sedici giorni voglio solo spensieratezza, divertimento e bellezza.
  Torno ai primi di ottobre, con il lavoro già organizzato e un paio di appuntamenti che mi fanno brillare gli occhi fin d’ora.
  Torno presto, ma non troppo ;)

Paroladordine organizzare le vacanze

martedì 10 settembre 2019

Assapora la tua casa

Ogni tanto mi piace leggere e ascoltare le opinioni altrui sull’organizzazione personale. Mi è capitato di recente, riguardo l’organizzazione degli oggetti e l’ottimizzazione degli spazi di casa. Di solito ci sono due fazioni: i Pro e i Contro.
  I Pro esprimono i loro sentimenti e descrivono situazioni personali e familiari; si sentono capiti per il loro bisogno oppure per la loro predisposizione; sono curiosi e s’informano.
  I Contro sparano a zero, non risparmiano frasi ed esclamazioni offensive e ridicolizzano la scelta di aiutare o di chiedere aiuto per organizzarsi. Alcuni credono che sia un complotto (“Prima ti fanno comprare di tutto, poi si fanno pagare per buttare via!”), altri che sia stata scoperta l’acqua; in ogni caso, c’è sempre qualcuno che esclama: “Le case organizzate, ordinate e minimaliste sono fredde e tristi come sale operatorie, non sanno né di famiglia né di casa.”

Eccoci. Io credo che una casa organizzata non sia fredda ma furba, e che lavori per te.
  1. Una casa organizzata non odora di polvere né di cose dimenticate. Se ogni oggetto è al suo posto, è più facile riordinare, pulire e sai sempre dove sono le cose (anche quelle deperibili). Senti il tuo profumo preferito diffondersi nelle stanze, non per coprire gli odori ma per evocare stati d’animo piacevoli.
  2. Una casa organizzata non è un guazzabuglio di colori, forme e volumi. Se gli oggetti sono organizzati per funzione e gli spazi dei mobili ottimizzati per comodità e accessibilità, c’è spazio per mettere in mostra ciò che ti piace guardare. Vedi solo cose belle che ti fanno sorridere e sentire bene.
  3. Una casa organizzata non risuona di borbottii spazientiti né di cose che cadono. Se sai dove riporre le cose e le metti via subito dopo averle usate, non perdi tempo a cercarle, a spostare pile di carte o vestiti, a rovistare nei cassetti. Senti solo la tua musica preferita, i bambini che giocano o il silenzio.
  4. Una casa organizzata non ha un cattivo sapore. Se la dispensa e il frigorifero sono ben organizzati, eviti che il cibo scada o rischi di ammuffire, sai quali alimenti cucinare per primi e hai tutti gli ingredienti a portata di mano. Assapori cibi freschi, saporiti e cucinati con cura.
  5. Una casa organizzata non è impossibile da accarezzare. Se i pavimenti e i piani dei mobili sono sgombri, puoi camminare o passare la mano sulle superfici e renderti conto della morbidezza o robustezza dei materiali. Tocchi, accarezzi e sistemi i cuscini, le tovaglie, i tavolini preferiti.

Ognuno di noi è libero di vivere nella casa che desidera: c’è chi sta bene in una casa stile Signora Fletcher, chi in una casa minimalista; chi nel disordine si trova a suo agio e chi nell’ordine si rilassa. Ma una cosa è certa: una casa organizzata previene le difficoltà domestiche, ti assicura serenità e appaga i tuoi sensi.

Sto facendo una cosa nuova: sto aiutando una persona a organizzare gli spazi di casa a distanza. Anche se abitiamo lontane, lavoriamo insieme per organizzare gli oggetti e ottimizzare gli spazi secondo le sue esigenze: ci basta una connessione Internet, un recapito Skype ed è come essere nella stessa stanza! Io le mostro come fare e lei mi spiega come sta procedendo; io rispondo a ogni sua domanda e lei mi aggiorna su ogni piccola vittoria. Se lo trovi interessante, scrivimi per avere tutte le informazioni.
Paroladordine casa organizzata

martedì 3 settembre 2019

Porta a casa le vacanze!

Per me è la parte più dolce dell’anno. Per altri, invece, settembre è il nuovo gennaio, come se la fine delle vacanze coincidesse con la fine dell’anno.
  Se fai parte della squadra Yeah, in questi giorni provi una piacevole eccitazione e sei pronta a ricominciare con grinta, gonfia di ottime intenzioni, di novità, di voglia di fare, tutto brilla e sorride.  
  Se fai parte della squadra Ohibò e l’idea di ricominciare ti fa sentire come davanti a una vetrina di cappotti e giacconi in piena estate, sappi che non esiste alcuna legge che impone il grigiore e la monotonia (o peggio ancora la tristezza e la rassegnazione) al rientro dalle vacanze. Quest’anno potrebbe andare diversamente: invece di farti travolgere dalla quotidianità, stravolgi la quotidianità portando un po’ di vacanza nella vita di tutti i giorni.

Mentre eri in vacanza ti sei accorta che, con le briglie sciolte, hai fatto solo quello che davvero volevi e ti sei sentita bene. Hai passato il tuo tempo a dormire o a giocare con la tua famiglia oppure a passeggiare lungo la battigia o, ancora, a dipingere con gli acquerelli, a mangiare frutta e verdura del giardino, a nuotare coi pesci…
  Nulla ti impedisce di portare un po’ di allegria, divertimento, sano riposo, serenità nella vita di tutti i giorni, perciò elimina ogni resistenza al tuo desiderio di cambiare in meglio la vita e prolunga i benefici delle vacanze per tutto l’anno, e oltre.

  • Continua a far movimento: scegli quale esercizio fisico fa per te e dedicagli mezz’ora o un’ora al giorno. Per esempio, ho scoperto che la camminata veloce è lo sport giusto per me perché mi permette di stare in mezzo alla natura, posso farlo quando voglio e dove voglio (in primavera e estate al mattino presto sul lungolago, in autunno e inverno in pausa pranzo nei boschi).
  • Continua a mangiar sano: scegli cibi locali e di stagione, evita i pasti già pronti del supermercato, quelli “per chi non ha tempo”. Prima i miei pranzi e le mie cene erano pronti in pochi minuti al microonde, ma avevo sempre un forte bruciore di stomaco, anche di notte. Ora cucino in gran quantità verdure di stagione (dall’anno scorso abbiamo l’orto!), il mio congelatore è pieno di porzioni di cibo fresco preparato da noi e il bruciore è sparito.
  • Continua a stare in mezzo alla natura: scegli il tuo posto preferito, pieno di odori, suoni e colori che ti piacciono, e frequentalo mezz’ora o un’ora al giorno. Puoi fare come me: mi alleno in mezzo alla natura, così mentre faccio esercizio fisico, contemplo la bellezza, mi sento parte della meraviglia e la mia mente si riposa e rigenera. Il bello della natura è che si trova ovunque (anche in città), in piccole o grandi oasi riparate dal traffico. 
  • Continua a divertirti: è il modo migliore per goderti il presente, perciò ogni giorno dedica del tempo (il più possibile!) a ciò che ti diverte. Io mi diverto a leggere, perlustrare luoghi, scoprire cose nuove, chiacchierare con familiari e amici, ridere e scherzare, creare qualcosa con le mie mani. Quest’anno la salute mi ha fatto rinunciare a qualche occasione di divertimento, ma ho continuato a cercarle e ho gustato fino in fondo quelle che ho colto.
  • Continua a riposarti: il riposo è la miglior soluzione per tutto! Preparati a un buon sonno, elimina le cause d’insonnia e abbonda con le pause. Le pause, il sonno, il dolce far niente non sono affatto perdite di tempo: per me sono il punto di partenza per una buona giornata, chiara e fruttuosa. Se di notte dormo poco o male (qualche pensiero, una cena più “intensa” del solito, il caldo esagerato), sfrutto il tempo cuscinetto per riposarmi. 

È vero, in vacanza sei libera dal lavoro e hai sei, otto, dieci ore in più da dedicare a ciò che davvero ti fa star bene. Ma tornare a lavorare (fuori o dentro casa, per te o per altri) non significa rinunciare a tutto questo e ritrovarti a fare le solite cose immersa nel solito tran tran… Se impari a usare bene il tuo tempo, se cambi punto di vista e ti concentri sulle cose davvero importanti, puoi prolungare i benefici delle vacanze nella vita di tutti i giorni e sentirti in vacanza tutto l’anno.

Sabato 7 settembre alle 16.00 mi trovi in Libreria Mondadori ad Arona per scoprire come fare, con il corso Porta a casa le vacanze!
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martedì 27 agosto 2019

Consiglio #4 “Slow Home Slow Living”

Oggi ti consiglio una rivista: Slow Home Slow Living di Sarah Tognetti.

Paroladordine organizzare stile di vita Slow Home Slow Living

È una rivista trimestrale – o meglio, stagionale – sulla slow living, cioè l’arte di vivere con lentezza. La fondatrice e direttrice creativa è Sarah Tognetti, già decoratrice d’interni, blogger, collaboratrice di riviste d’arredamento e lifestyle. Il numero zero, dedicato all’estate, parla di pause ed emozioni, tempo e spazio, viaggi e cibo stagionale, di semplicità e valori, mare e montagna, piante e fiori, di natura e connessioni. Come scrive Sarah: Inesorabilmente, siamo legati uno all’altro, ma qual è il nostro scopo? […] Là fuori, da qualche parte, c’è la Natura che vi sta chiamando. Non la sentite?

Ho acquistato il numero zero della rivista per farmi un regalo. Ho aspettato che le copie fossero di nuovo disponibili (la prima edizione è andata a ruba), ho acquistato la mia sul sito e, pochi giorni dopo, l’ho ricevuta. Seguivo le tracce della spedizione su Internet e sapevo che quel lunedì il corriere avrebbe suonato il campanello. L’attesa mi ha fatta tornare bambina, ancor di più aprire la busta e sciogliere il pacchetto in carta semplice: non avevo aspettative, solo grande curiosità. Ed è stata davvero una piacevole sorpresa e lettura.

Come sempre quando non sono sicura di qualcosa, ho cercato il significato di slow living. In italiano si direbbe “vivere con lentezza” ed è uno stile di vita dai ritmi lenti e naturali. Scopro che nasce sulla scia del movimento Slow Food, che negli anni Ottanta e Novanta riporta l’attenzione in Italia alla qualità del cibo in contrapposizione alla quantità, alla lentezza della natura in contrapposizione alla velocità esasperata della produzione industriale. Il termine “lento” indica un movimento che vuole rallentare e trasformare l’andatura rapida e caotica della società in un passo rilassato, più comodo e più ricettivo delle sensazioni provenienti dall’esterno, dalla natura.

Ti consiglio questa rivista perché nella cura che vi è profusa – il formato inusuale, la carta consistente, i colori rilassanti, le immagini evocative – si sente tutto il piacere del vivere lentamente. E, lo sai, vivere con lentezza è anche la mia filosofia (ti ricordi l’Elogio della lentezza di due anni fa?).
Usare bene il tempo per me significa rallentare, seguire i ritmi personali e fermarsi per assaporare ciò che si sta facendo. Fare e non-fare sono altrettanto importanti, rallentare è un dovere e un piacere per noi stesse e per chi ci circonda.


Vuoi portare la lentezza delle vacanze anche nella vita di tutti i giorni? Sabato 7 settembre dalle 16.00 alle 18.00 mi trovi alla Libreria Mondadori di Arona con un nuovo corso di organizzazione personale per prolungare i benefici delle vacanze e sentirti in ferie tutto l’anno. Scrivimi per saperne di più!

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martedì 20 agosto 2019

Consiglio #3 “Minimalism”

Oggi ti consiglio un documentario: Minimalism. A documentary about the important things di Matt d’Avella.

È un documentario sulle cose importanti e segue il viaggio attraverso l’America di Ryan Nicodemus e Joshua Fields Millburn, fondatori del blog The Minimalists e autori del libro Everything that remains (più o meno “Tutto ciò che rimane”), per presentare lo stile di vita minimalista.

Non a tutti piace il termine minimalismo e per alcuni ha un’accezione negativa, perciò l’ho cercato sul sito della Treccani per capire perché. Ho scoperto che il minimalismo è stato, prima di tutto, un movimento politico russo d’inizio Novecento, poi una corrente artistica nata negli anni Sessanta, infine una filosofia e uno stile di vita del terzo millennio. L’aggettivo minimalista significa “ridotto all’essenziale, estremamente semplice e sobrio, limitato al minimo”.
Allora ho cercato sul vocabolario il significato di minimo, per capirne meglio le sfumature. Significa “piccolissimo” e indica la cosa, la parte, la quantità più piccola possibile.

Il minimalismo è una filosofia e uno stile di vita che vuole liberare le persone dalle regole del consumismo: il vero successo nella vita è la libertà, fisica (dagli oggetti, troppi e inutili) e mentale (dai condizionamenti).
E le cose davvero importanti non sono gli oggetti acquistati per essere “felici” o dimostrare il proprio prestigio o l’appartenenza sociale; le cose importanti non sono quelle imposte dalla pubblicità. Nel documentario i due protagonisti ripetono che essere minimalisti non significa privarsi di tutto, ma circondarsi di oggetti che aggiungono valore alla propria vita.

Tra le cose davvero importanti ci sono le relazioni. Mi ha colpito la testimonianza di una giovane mamma: invece di comprare un nuovo vestito per una festa dopo il parto, ha chiesto alle amiche se ne avevano uno da prestarle. Da quel momento, il prestito e la condivisione di oggetti necessari una tantum ha unito ancor di più il gruppo di amici. Come accadeva decenni fa, quando la comunità era una sicurezza e una ricchezza per tutti.

Dunque, che cosa penso del termine minimalismo? Penso che mi piace: non ci trovo nulla di riduttivo o negativo. Penso che non mi piace il consumismo miope e che sia giunto il momento di un cambiamento culturale. Non abbiamo bisogno di molte cose per vivere, ci basta l’essenziale, la quantità più piccola possibile per stare bene e le cose davvero importanti.


Se sei in quella fase della vita in cui stai mettendo tutto in discussione per seguire la tua strada, prenditi un paio d’ore di tranquillità assoluta per guardare il documentario e lasciare i tuoi pensieri in libertà. E se vuoi una mano a concretizzare i tuoi sogni, dai un’occhiata a Flora, il mio servizio di consulenza in remoto: potrebbe esserti d’aiuto.



martedì 13 agosto 2019

Consiglio #2 "Benita Larsson"

Oggi ti consiglio il sito di Benita LarssonNel sito trovi il suo blog (non più attivo) e i suoi canali social.

Quasi dieci anni fa, quando ho iniziato a interessarmi all’organizzazione personale, un’amica mi ha suggerito di seguire il blog di Benita. Fin dalla prima lettura m’è subito piaciuto e ho iniziato a leggerlo dal primo all’ultimo articolo, proprio come fosse un libro: cinque anni e mezzo di creatività, semplicità scandinava e organizzazione.
  Da quando ha smesso di pubblicare sul blog, la seguo sugli altri suoi canali: Pinterest, Instagram e Youtube.

Benita Larsson abita a Stoccolma, in Svezia, in un appartamento in cui si è trasferita da poco. E questo è un bene, perché nei suoi video racconta come sta organizzando la nuova casa, stanza per stanza, patio compreso (su misura dei suoi gatti). Lo fa con gentilezza, un pizzico d’ironia, attenzione ai particolari e indiscussa bravura.
  Di lei mi piacciono:
  • la cura dei dettagli
  • il bianco assoluto
  • i pochi tocchi di colore
  • i materiali naturali
  • la praticità 
  • l’organizzazione degli oggetti
  • l’ottimizzazione degli spazi
  • le soluzioni mai scontate
  • la semplicità 

Mi sono ispirata a lei e alle sue case (ne conosco tre) per organizzare la mia: i cassetti della cucina, soprattutto, sono molto “stile Benita”!
  In casa sua ogni oggetto è riposto secondo la sua funzione in contenitori facili da spostare; ogni cosa è al suo posto, occupa lo spazio necessario e non intralcia né ostacola. Le sue case sono pulite, ordinate, minimaliste ma ricche di freschezza e bellezza: stampe, fiori freschi, mobili vintage o dalle linee pulite, candele, suppellettili particolari, tanto bianco, grigio quanto basta, legno chiaro e una spruzzata di colore (uno solo alla volta).
 La seguo perché mi regala serenità e perché, in fondo in fondo, spero un giorno di riuscire a trasmettere bellezza e poesia come lei.

Piccolo test. Rispondi a queste domande senza pensarci troppo: sai dove sono gli occhiali da sole? E la tessera elettorale? E quel regalo di Natale che hai già comprato? Se hai risposto “no” anche a una sola domanda, dai un’occhiata a Johnnyil mio percorso di interventi a domicilio per organizzare gli oggetti di casa!  
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martedì 6 agosto 2019

Consiglio #1 “Vivere 24 ore al giorno”

La mia voglia estiva di leggerezza continua, perciò nel mese d’agosto la farò semplice e ti darò solo consigli: in pratica, ogni articolo sarà un suggerimento!

Oggi ti consiglio un libro: Vivere 24 ore al giorno di Arnold Bennett.

Paroladordine organizzare vivere 24 ore al giorno 1908

È un libriccino di cinquantotto pagine e dodici capitoli, pubblicato per la prima volta nel 1908 ma sembra scritto l’anno scorso, e non centodieci anni fa!
L’autore è Arnold Bennett, scrittore, un drammaturgo e un giornalista londinese del secolo scorso.
In questo libro dà consigli su come utilizzare il proprio tempo al fine di migliorare la qualità della vita: vivere ventiquattro ore al giorno, infatti, serve a ricavare la salute, il piacere, il denaro, il rispetto per sé e per evolvere l’anima immortale.

Dodici capitoli per dodici concetti chiave.
  1. Per vivere ventiquattro ore devi imparare a utilizzare bene il tempo. Il tempo è il nostro miracolo quotidiano, il nostro bene più prezioso, la nostra risorsa democratica.
  2. Fa per te se: sei una persona intellettualmente curiosa, provi una sensazione di aspettativa e inquietudine, aspiri a fare qualcosa in più nella vita e ti sforzi per soddisfare questo desiderio.
  3. Organizzare la tua vita è un compito difficile: sii consapevole dei sacrifici e degli sforzi infiniti, inizia poco alla volta per evitare il rischio di un fallimento precoce. Comincia a esaminare le ore della giornata: otto ore per lavorare, otto ore di sonno e otto ore per tutto il resto.
  4. Lo spreco di tempo è un atteggiamento, per cui non ti interessano né il tuo lavoro né le altre sedici ore. Per vivere pienamente, invece, pianifica le ore extra lavorative: coltiva il corpo, lo spirito e le relazioni con gli altri.
  5. Per non sprecare il tuo tempo, trascorri almeno un’ora e mezzo ogni sera a coltivare la mente(sono i novanta minuti più preziosi), tre serate e quarantotto ore nel fine settimana con gli amici o a fare quel che ti piace.
  6. Limita questo programma a sei giorni alla settimana e conta il tempo extra (le sette ore e mezzo ottenute eliminando gli sprechi) come un grande dono. È un cambiamento che comporta nuove abitudini, sacrificio e forza di volontà: comincia con calma e, dopo tre mesi, procedi con fiducia.
  7. Al mattino, mentre vai al lavoro, aziona il cervello e concentrati su un argomento utile. Con la pratica costante della concentrazione puoi controllare la tua mente, eliminare la preoccupazione e imparare a vivere meglio.
  8. La sera, mentre torni a casa, rifletti sulle cose davvero importanti: la tua mente, i tuoi valori e i tuoi comportamenti. La felicità nasce […] dallo sviluppo della ragione e dall’allineamento del comportamento ai propri valori.
  9. La sera, dopo cena, coltiva la conoscenza: se non ami la letteratura, impara una delle forme d’arte.
  10. Se non ami l’arte, dedicati allo studio di causa ed effetto, del continuo sviluppo dell’universo e del corso dell’evoluzione: si trovano ovunque, dalle attività più semplici ai problemi più complessi.
  11. Se ami la letteratura, coltiva la conoscenza della poesia, della storia e della filosofia. Specializzati in una sola cosa e pensa, mentre leggi.
  12. Evita quattro pericoli: diventare saccente, legarti a un programma (ci vuole elasticità), sviluppare una politica della fretta e fallire all’inizio dell’impresa. Segui il tuo gusto e le tue inclinazioni naturali.
Ti consiglio questo libro perché è attualissimo: in poche pagine ho ritrovato i concetti sul tempo  più importanti degli ultimi decenni. Spiegati con garbo, un pizzico d’umorismo e molta semplicità.
  Mi piace perché non si fa cenno di “gestione” del tempo (follia della nostra epoca), ma di puro e semplice utilizzo. E perché credo in ciò che scrive: lo sforzo che facciamo per usare bene il tempo rende la nostra vita davvero viva e felice.

Il tuo rapporto col tempo è di amore-odio? Dai un’occhiata a Baldo, il mio percorso di consulenze per imparare a usare bene il tempo!
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martedì 30 luglio 2019

La mia giornata tipo in estate

Dalle mie parti l’estate è arrivata puntuale, senza mezzi termini e in pompa magna: sole cocente, umidità bollente, notti in bianco e tutto l’ambaradan da solleone precoce. Così, all’improvviso, un mattino mi sono svegliata boccheggiante, con un forte mal di testa tipo “pigia-il-bottone” e l’aria di casa densa e tropicale: un incubo. I pochi giorni di caldo classico (= sopportabile) non contano: sono stati una piccola oasi di normalità in un enorme deserto bollente.

Tutto ciò ha sortito due effetti collaterali non previsti.
  Primo: una parte di me sta mettendo in atto una ribellione da vacanza. Mi istiga a mandare all’aria il mio programma quotidiano, senza remore per il lavoro estivo, l’impegno giornaliero e il mio senso di responsabilità. Ha solo voglia di dormire, leggere libri fantasy, dormire, mangiare affogati all’amarena e dormire.
  Secondo: l’altra parte di me è fuori uso a causa della spossatezza da caldone. Mi impedisce di allenarmi alla camminata veloce, esercitarmi con i pesi, incontrare gli amici, girare in moto, uscire la sera. Ha solo bisogno di rimanere a casa, bere molto, mangiare affogati all’amarena (ehm) e frequentare luoghi con aria condizionata estrema.

 Ho imparato ad ascoltare il mio corpo (è molto più saggio di me) e, qualsiasi cosa mi chieda, cerco di accontentarlo. Ma non voglio rinunciare al lavoro: sto portando avanti le nuove consulenze – che mi regalano tanta soddisfazione –, preparando nuovi progetti per l’estate e l’autunno, e mi sto divertendo. Perciò ho sistemato il programma quotidiano di lavoro, tenendo conto della mia voglia di leggerezza e del mio bisogno di riposo e senza sensi di colpa, grazie al tempo cuscinetto.

Questa è la mia giornata tipo in estate:
  • 06.00 sveglia: se ho dormito abbastanza di notte e sono in forze, mi alzo, faccio colazione, mi preparo per uscire, scendo sul lungolago e mi alleno alla camminata veloce; torno a casa, mi faccio la doccia e do da mangiare ai canidi. Se ho dormito male e ho la pressione sotto i piedi, non mi accorgo nemmeno della sveglia e continuo a dormire! 
  • 09.00 lavoro: apro l’agenda, controllo che cosa ho in programma e lo faccio.
  • 11.00 pausa di metà mattina: faccio uno spuntino, leggo un libro o mi dedico a qualcosa di piacevole.
  • 11.30 lavoro: riprendo da dove avevo interrotto.
  • 13.30 pausa pranzo: preparo un’insalata o un piatto freddo con verdure già pronte, accendo la tivù e mangio seguendo il telefilm del momento. Poi, pian piano, mi rilasso.
  • 16.00 tempo cuscinetto: se devo finire qualcosa sul lavoro, ho un paio d’ore per concludere; altrimenti mi riposo o mi dedico a qualcosa che mi piace. 
  • 18.00 varie prima di cena: se sono in programma, pulizie & altre delizie casalinghe oppure commissioni col marito (solo in luoghi freschi!). Se si bolle, facciamo il minimo indispensabile.
  • 20.00 passeggiata: usciamo coi canidi per sgranchire le zampe e snasare. Se fa davvero troppo caldo rimaniamo in casa, tutti quanti slasagnati davanti al ventilatore.
  • 20.30 cena: prima ceniamo noi (i bipedi), poi loro (i quadrupedi). A fine cena ritiriamo cibo e stoviglie.
  • 21.00 riposo serale: dopo cena, un po’ di coccole ai canidi e un po’ di tivù per noi. 
  • 22.00 varie prima di dormire: prepariamo noi e la casa per la notte. Leggo il mio libro e spero di dormire bene, nonostante il caldo. 

P.S. Il tempo cuscinetto è lo spazio vuoto tra un impegno e l’altro; è un tempo di nessuno, da usare come pare: per terminare un lavoro urgente o risolvere un imprevisto o semplicemente godersela.
In questi giorni io scelgo la terza opzione: dopotutto domani è un altro giorno (bollente)!

Paroladordine organizzare la mia giornata tipo

lunedì 22 luglio 2019

Posso imparare a organizzarmi?

Qualche tempo fa una cliente mi ha chiesto: “Si può imparare a organizzarsi?” “Certo”, le ho risposto. Il mio lavoro è insegnare alle persone l’organizzazione personale e il mio scopo è fare in modo che acquisiscano un metodo (il loro) e non abbiano più bisogno di me.
  Il risultato che più mi riempie di gioia è sapere che i semi piantati insieme sono germogliati e si sono trasformati in piccole piante resistenti.

La responsabilità sul lavoro è tanta: tu mi fai entrare nella tua vita e io t’insegno qualcosa di nuovo, e voglio farlo nel migliore dei modi per te.
  Desidero, innanzitutto, azzerare l’ansia e la preoccupazione: alcune clienti si sentivano inadeguate, derise, sotto esame ogni volta che amici o parenti sottolineavano la loro disorganizzazione; credevano di non avere la capacità di farcela né con il mio aiuto né da sole. Invece ci sono riuscite: il mio compito è aiutarti a non preoccuparti di quel che verrà dopo e a concentrarti su quel che puoi fare adesso.
  Soprattutto, voglio renderti consapevole delle tue risorse. Credi di avere poco tempo o poco spazio, ma non è sempre così: basta fare un conto molto semplice per saper quante ore o quanti metri cubi hai davvero a disposizione per te e i tuoi progetti. Saperlo è come aprire le tende: la luce entra dalla finestra, illumina la stanza e fa chiarezza. Quando conosci le tue risorse, ti rendi conto di avere le opportunità da cui iniziare la trasformazione. Il mio compito è renderti più sicura nel mettere in pratica le tue capacità.

La responsabilità è reciproca. Io ti spiego con chiarezza che cosa faremo assieme e come sarà il tuo percorso di organizzazione personale; non ti nasconderò che sarà faticoso (per la mente e per il corpo), che ci vorrà tempo e i passi da fare saranno tanti, che ogni passo avanti sarà una vittoria da festeggiare; ti dirò che tutto dipende da te, dalla tua motivazione e dalla tua autodisciplina.
  Tu ti impegni a dare il meglio e fare sul serio, a non dimenticare i motivi che ti hanno mossa e gli obiettivi che vuoi raggiungere; a cambiare punti di vista e provare qualcosa di nuovo (anche se all’inizio ti sembrerà strano); senza alibi o scuse o paure, consapevole che le cose funzionano se t’impegni e che dipende solo ed esclusivamente da te. 

Quindi, sì, puoi imparare a organizzarti: ci vuole tempo, pratica, impegno e serietà. Ma, come capita quando impari a suonare uno strumento nuovo, la fatica è ripagata dalla soddisfazione, dal piacere e dal divertimento.

Conosci già i miei nuovi servizi? Flora è la consulenza di un’ora, perfetta se ami fare da sola ma hai bisogno di una spinta iniziale; Baldo e Johnny sono percorsi più lunghi, ideali se preferisci essere seguita passo passo nella tua (ri)organizzazione. 
Paroladordine imparare organizzazione personale

martedì 16 luglio 2019

Vuoi ricaricare le tue energie? Divertiti!

In estate mi sento stanca. Forse è il caldo che mi abbatte, forse è solo la voglia ribelle di tornare bambina e andare al mare per tre lunghi, monotoni e intensi mesi. O forse no.

Non vale dare la colpa alle richieste sul lavoro, in famiglia, delle amicizie (più o meno profonde), nemmeno al tempo bislacco (troppo caldo, troppo freddo, troppa pioggia, troppo vento) e al tempo che manca.
  Mantenere alto il nostro livello d’energia è una questione di consapevolezza, scelte giuste e responsabilità: se hai ben chiari i tuoi valori, i tuoi desideri e i tuoi bisogni (= consapevolezza), sai quali decisioni prendere (= scelte) e t’impegni nel miglior modo possibile per raggiungere i risultati, sapendo che tutto dipende da te (= responsabilità).

Non ci sono né “ma” né “però”: risparmiare energia, guadagnarne (ricaricandola) ed evitare lo sperpero è una nostra responsabilità.
  È come mettere il carburante alla macchina: c’è chi fa il pieno ogni settimana, per non rischiare mai di rimanere a piedi (tipo A), chi ne mette venti euro prima di entrare in riserva (tipo B) e chi non controlla mai, si dimentica sempre di ricaricare il serbatoio e tre volte su cinque chiede aiuto perché la macchina non va più (tipo C).

Per ricaricare l’energia immagina di essere tornata bambina: che cosa ti riempiva di vigore? Se chiudo gli occhi e penso a me da piccola al mare trovo tre modi diversi: magari erano anche i tuoi.
  1. Tanto riposo, cioè un buon sonno di notte e un buon riposino nel pomeriggio, un libro avvincente e i racconti dei grandi dopo cena.
    Organizzati: per riposare la mente, trova il tempo per dormire le giuste ore di notte, guardare un film, leggere un libro, camminare nella natura, fare qualche esercizio mindfulness o praticare la meditazione. 
  2. Uno stile di vita salutare, cioè cibo sano e ricco di nutrienti, passeggiate e tuffi (non sapevo nuotare!), grandi scorte di iodio e tanta acqua.
    Organizzati: per ricaricare il corpo, trova il tempo per scegliere cibo fresco e di stagione, di cucinare in modo leggero, di andare in bicicletta, nuotare, rinforzare e allungare i muscoli.
  3. Tanto divertimento, cioè giochi da sola o in compagnia, confidenze con le altre bambine, disegni da colorare e giochi da inventare e costruire.
    Organizzati: per rallegrare lo spirito, trova il tempo per ridere, scherzare e giocare con la tua famiglia, i tuoi amici e le nuove conoscenze, per dedicarti a quelle attività divertenti da compiere con altri o in solitaria.
Ho fatto qualche cambiamento e ora affermo con vigore: questa estate mi stancherò meno! Perché lavoro solo al mattino, mi riposo nel pomeriggio, leggo di più, mangio verdura del mio orto (e tanti gelati!), mi alleno per un’ora e mezzo al mattino, seguo serie televisive che mi divertono (The Big Bang Theory e I Zombie). Vorrei anche uscire più spesso la sera per partecipare agli eventi della mia città e organizzare grigliate con gli amici, ma ci sto lavorando (non dipende solo da me).

E, poiché il divertimento è importante tanto quanto il riposo e lo stile di vita salutare e credo nel potere del divertimento per ricaricare l’energia, per questa estate ho pensato a un modo per divertirci insieme, io e te. L’ho immaginato per chi è in vacanza (ma è perfetto anche per chi ci andrà più in là), al mare e in montagna, in campagna e al lago, in città e in collina! Si chiama Giochi sotto l’ombrellone e lo trovi dal 15 luglio al 14 agosto sul mio profilo Instagram.
 A realizzarlo mi sono divertita tantissimo e spero ti divertirai anche tu. 

Paroladordine organizzare energia e divertimento

martedì 9 luglio 2019

La leggerezza in casa è come aria fresca in estate

Il Caldone (nome proprio di condizione atmosferica estrema, caratterizzata da temperatura e tasso d’umidità più alti del solito, in grado di provocare la spiacevole sensazione di bollore esterno e interno) ha bloccato ogni mia facoltà e mandato all’aria tutti i miei piani per l’estate. Domenica scorsa, però, un’arietta fresca e piacevole faceva danzare le tende di casa e rinvigoriva le mie forze: così mi sono ritrovata ad alleggerire l’armadio di tutte quelle cose che non uso più.
  Con la scusa di ritirare i panni appena piegati (di solito lo faccio in settimana, ma il Caldone…), ho eliminato vecchie camicie, magliette, borse e scarpe ridotte ai minimi termini, fatto spazio nei cassetti e sugli scaffali, aggiunto un nuovo gancio all’interno dell’anta per appendere la borsa che uso di più. Risultato: più svuotavo, più mi sentivo leggera e a posto.

In estate ho solo voglia di leggerezza: lavorare di meno, riposarmi di più, leggere tanto, mangiare cibi freddi (insalate & gelato), svegliarmi presto per godermi l’aria fresca del primo mattino, prendermi cura e dare respiro alla casa.
  La vita semplice mi rilassa e quando sono rilassata mi vien voglia di semplificare anche la casa: via gli oggetti inutili, via il disordine, via la pesantezza!

È così anche per te? Quando finalmente i ritmi rallentano, il caldo scioglie i muscoli, le giornate durano più a lungo, ti senti pronta a fare quel che hai rimandato da tempo: un gran repulisti degli spazi in cui vivi. Butti gli oggetti irrimediabilmente rotti, ripari la borsa per la spiaggia, porti in lavanderia giacche e cappotti della scorsa stagione, regali quegli utensili della cucina mai usati, vendi quei libri che non ti piacciono, fai spazio dentro e fuori di te. Sei pronta per qualcosa di nuovo.
  Sei soddisfatta del tuo lavoro, conti le borse ricolme di oggetti che lasceranno la tua casa per sempre, le hai già sistemate nel baule della macchina, ognuna con la sua destinazione scritta sopra col pennarello indelebile: discarica, mercatino dell’usato, amiche, associazione Tal de Tali… Passano i giorni e la soddisfazione si sgonfia. In casa non è cambiato nulla, c’è ancora disordine, ancora non trovi le cose che ti servono, ancora ti senti appesantita. Ma com’è possibile? Con tutta la roba che hai eliminato!

Eliminare gli oggetti non basta. Per rendere la tua casa leggera e su misura per te, i tuoi desideri e i tuoi bisogni, ti serve un progetto di organizzazione degli spazi.
  Inizia da qui:
  • per sentirti bene a casa tua, ottimizza gli spazi. Chiediti quali attività svolgi in ogni stanza, di quali oggetti hai bisogno per svolgerle, come sei abituata a riporli, se sono facili da prendere e se puoi migliorare qualcosa;
  • per trovare sempre quel che cerchi, dai un posto a ogni cosa. Dividi i tuoi oggetti per funzione (cioè per l’uso che ne fai), raggruppa quelli destinati a uno scopo preciso e riponili dove ti servono. Li troverai senza nemmeno pensarci;
  • per tenere a bada il disordine, riponi ogni cosa al suo posto. Fallo subito: ora che sai dove metterli, non hai più scuse per lasciarli in giro – nemmeno la pigrizia! Riporli al loro posto dà una grande soddisfazione, è come una piccola vittoria quotidiana.

Portare leggerezza in casa significa: (1) rapidità nel trovare quel che ti serve, (2) ordine costante, (3) pulizie veloci, (4) risate e chiacchiere con gli amici, (5) tempo per te. Una casa leggera è una casa a zero spreco di tempo: un’accortezza preziosa per vivere con intensità tutti i piaceri dell’estate

Se non hai mai fatto un progetto di organizzazione dei tuoi spazi, questa è l’occasione giusta per conoscere Jhonny! È il mio percorso di interventi a domicilio per:
  • organizzare gli oggetti in modo funzionale e non perdere tempo a cercarli; 
  • dare un posto a ogni cosa per riordinare e pulire in meno tempo; 
  • trovare subito le cose che ti servono; 
  • vivere in ambienti comodi, funzionali e armoniosi.
Paroladordine organizzare leggerezza in casa

martedì 2 luglio 2019

Il tempo non si può gestire

La prima cosa da fare per vivere giornate ricche di soddisfazioni e serenità (invece che di ansia e affanni) è non tentare di gestire il tempo, ma imparare a usarlo bene.

Non mi piace l’espressione “gestione del tempo”, perché è fuorviante. Ci fa credere che possiamo far fare al tempo quel che vogliamo: andare più veloce quando viviamo qualcosa di spiacevole o più lento quando ci stiamo rilassando, aumentare o diminuire le ore a nostra disposizione e allungare o accorciare i giorni della settimana. Ma non è così.
  Il tempo è come un treno. Non possiamo gestirlo: per esempio, non posso dirgli di rallentare, passare per il mio paese (che è senza ferrovia!), fermarsi per farmi salire quando mi è più comodo, cambiare rotta per andare dove voglio io. Possiamo però usarlo: scegliere il treno più comodo, salirci e farci portare nella stazione più vicina a dove vogliamo andare. E il mio treno non è uguale al tuo, perché ognuno di noi ha il suo viaggio, i suoi bisogni da soddisfare e i suoi problemi da risolvere.

Il tempo non si può gestire: non lo puoi guidare né condurre né controllare a tuo piacere. Puoi, però, ottimizzarlo, cioè renderlo ottimo. Come? Impara a usarlo bene, anzi: nel miglior modo possibile.
  • Sii consapevole. Come usi il tuo tempo dipende solo da te, dai tuoi comportamenti e dalle scelte che fai. Perciò non agire come un automa (che esegue quel che gli vien detto di fare) in balia degli eventi, ma renditi conto di come stai davvero usando il tuo tempo e di come vorresti usarlo.
    Consiglio organizzativo: un ottimo strumento di consapevolezza è il diario del tempo, serve per segnare giorno per giorno come impieghi le tue ore a casa, sul lavoro, in famiglia e da sola. 
  • Impegnati in ciò che è davvero importante per te. Non lasciare che scadenze, impegni stratificati, imprevisti segnino il ritmo delle tue giornate; altrimenti rischi di perdere di vista le tue priorità o, peggio ancora, di soffocarle. Se hai ben chiaro cos’è davvero importante per te, fai sempre la scelta giusta.
    Consiglio organizzativo: lo strumento migliore per distinguere le urgenze dalle cose importanti è la matrice del tempo, serve per eliminare gli impegni e le attività che ti fanno solo perdere tempo.
  • Elimina gli sprechi. Hai la sensazione di avere “le tasche bucate” e di perdere manciate di ore per strada… Le cause delle perdite di tempo sono tante e di diversa natura: per esempio, fai più cose contemporaneamente, non trovi quel che cerchi, rimandi all’infinito, non riesci a prendere una decisione.
    Consiglio organizzativo: per ogni causa c’è un rimedio, può essere uno strumento organizzativo o una tecnica, un metodo o una strategia. 
  • Pianifica con lungimiranza. Pianificare significa suddividere le tue attività nel tempo che hai a disposizione. Tutte le attività: lavorative (la relazione per il capo), casalinghe (la spesa), familiari (la recita dei bambini) e di assoluto piacere (scegli tu)! Avere un piano equilibrato ti libera dall’incertezza, dall’ansia e dagli affanni.
    Consiglio organizzativo: uno strumento utile per pianificate è la lista di “progetto”, serve per suddividere tutte le attività in singoli passaggi e decidere quando realizzarli. 

La consapevolezza è la base di ogni cambiamento. Appena ti rendi conto che il tempo non si può gestire, ti accorgi che tutto dipende da come ti comporti. Perciò concentrati sulle cose che puoi fare e impara a usarlo bene per vivere meglio.

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Paroladordine organizzare buon uso del tempo

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