martedì 17 settembre 2019

Saluti dal Lago Maggiore

Sono in vacanza!
  Venerdì sera ho ritirato agenda, quaderni e libri, chiuso Internet, inserito il messaggio automatico nella posta elettronica e un bel memorandum sulla pagina Facebook: oh, là!
  Mentre mi leggi, sono in giro da qualche parte per il Lago Maggiore, magari in moto o forse sul battello. Di sicuro con un grosso sorriso estatico sulle labbra e un largo cappello di paglia nero in testa.

Quando sono in vacanza non so cosa sia l’organizzazione: non ho orari, non ho programmi, mi faccio trasportare dall’umore del momento in completa e totale libertà.
  Perciò mi sono organizzata prima: un paio di settimane fa ho iniziato a pianificare il mio ante e il mio post vacanze. Ti racconto come, potrebbe tornarti utile.

Due settimane prima ho:
  • preparato le grafiche per avvisare delle mie vacanze chi mi segue sulla pagina Facebook;
  • programmato le pubblicazioni sulla pagina Facebook (soprattutto articoli storici);
  • scritto e programmato gli articoli di settembre (anche questo!);
  • preparato il calendario editoriale di ottobre;
  • concordato vari appuntamenti per ottobre.

Una settimana prima ho:
  • smesso di scrivere e programmare;
  • pianificato le attività per l’anno prossimo;
  • continuato le mie consulenze estive (che mi stanno dando tante soddisfazioni!);
  • scritto la lista dei luoghi da visitare;
  • concordato col marito patti chiari e amicizia lunga (no orari, no obblighi, no musi lunghi).

Ho usato questi sette giorni “cuscinetto” per riposare la mente e prepararmi con serenità alle vacanze, perché per sedici giorni voglio solo spensieratezza, divertimento e bellezza.
  Torno ai primi di ottobre, con il lavoro già organizzato e un paio di appuntamenti che mi fanno brillare gli occhi fin d’ora.
  Torno presto, ma non troppo ;)

Paroladordine organizzare le vacanze

martedì 10 settembre 2019

Assapora la tua casa

Ogni tanto mi piace leggere e ascoltare le opinioni altrui sull’organizzazione personale. Mi è capitato di recente, riguardo l’organizzazione degli oggetti e l’ottimizzazione degli spazi di casa. Di solito ci sono due fazioni: i Pro e i Contro.
  I Pro esprimono i loro sentimenti e descrivono situazioni personali e familiari; si sentono capiti per il loro bisogno oppure per la loro predisposizione; sono curiosi e s’informano.
  I Contro sparano a zero, non risparmiano frasi ed esclamazioni offensive e ridicolizzano la scelta di aiutare o di chiedere aiuto per organizzarsi. Alcuni credono che sia un complotto (“Prima ti fanno comprare di tutto, poi si fanno pagare per buttare via!”), altri che sia stata scoperta l’acqua; in ogni caso, c’è sempre qualcuno che esclama: “Le case organizzate, ordinate e minimaliste sono fredde e tristi come sale operatorie, non sanno né di famiglia né di casa.”

Eccoci. Io credo che una casa organizzata non sia fredda ma furba, e che lavori per te.
  1. Una casa organizzata non odora di polvere né di cose dimenticate. Se ogni oggetto è al suo posto, è più facile riordinare, pulire e sai sempre dove sono le cose (anche quelle deperibili). Senti il tuo profumo preferito diffondersi nelle stanze, non per coprire gli odori ma per evocare stati d’animo piacevoli.
  2. Una casa organizzata non è un guazzabuglio di colori, forme e volumi. Se gli oggetti sono organizzati per funzione e gli spazi dei mobili ottimizzati per comodità e accessibilità, c’è spazio per mettere in mostra ciò che ti piace guardare. Vedi solo cose belle che ti fanno sorridere e sentire bene.
  3. Una casa organizzata non risuona di borbottii spazientiti né di cose che cadono. Se sai dove riporre le cose e le metti via subito dopo averle usate, non perdi tempo a cercarle, a spostare pile di carte o vestiti, a rovistare nei cassetti. Senti solo la tua musica preferita, i bambini che giocano o il silenzio.
  4. Una casa organizzata non ha un cattivo sapore. Se la dispensa e il frigorifero sono ben organizzati, eviti che il cibo scada o rischi di ammuffire, sai quali alimenti cucinare per primi e hai tutti gli ingredienti a portata di mano. Assapori cibi freschi, saporiti e cucinati con cura.
  5. Una casa organizzata non è impossibile da accarezzare. Se i pavimenti e i piani dei mobili sono sgombri, puoi camminare o passare la mano sulle superfici e renderti conto della morbidezza o robustezza dei materiali. Tocchi, accarezzi e sistemi i cuscini, le tovaglie, i tavolini preferiti.

Ognuno di noi è libero di vivere nella casa che desidera: c’è chi sta bene in una casa stile Signora Fletcher, chi in una casa minimalista; chi nel disordine si trova a suo agio e chi nell’ordine si rilassa. Ma una cosa è certa: una casa organizzata previene le difficoltà domestiche, ti assicura serenità e appaga i tuoi sensi.

Sto facendo una cosa nuova: sto aiutando una persona a organizzare gli spazi di casa a distanza. Anche se abitiamo lontane, lavoriamo insieme per organizzare gli oggetti e ottimizzare gli spazi secondo le sue esigenze: ci basta una connessione Internet, un recapito Skype ed è come essere nella stessa stanza! Io le mostro come fare e lei mi spiega come sta procedendo; io rispondo a ogni sua domanda e lei mi aggiorna su ogni piccola vittoria. Se lo trovi interessante, scrivimi per avere tutte le informazioni.
Paroladordine casa organizzata

martedì 3 settembre 2019

Porta a casa le vacanze!

Per me è la parte più dolce dell’anno. Per altri, invece, settembre è il nuovo gennaio, come se la fine delle vacanze coincidesse con la fine dell’anno.
  Se fai parte della squadra Yeah, in questi giorni provi una piacevole eccitazione e sei pronta a ricominciare con grinta, gonfia di ottime intenzioni, di novità, di voglia di fare, tutto brilla e sorride.  
  Se fai parte della squadra Ohibò e l’idea di ricominciare ti fa sentire come davanti a una vetrina di cappotti e giacconi in piena estate, sappi che non esiste alcuna legge che impone il grigiore e la monotonia (o peggio ancora la tristezza e la rassegnazione) al rientro dalle vacanze. Quest’anno potrebbe andare diversamente: invece di farti travolgere dalla quotidianità, stravolgi la quotidianità portando un po’ di vacanza nella vita di tutti i giorni.

Mentre eri in vacanza ti sei accorta che, con le briglie sciolte, hai fatto solo quello che davvero volevi e ti sei sentita bene. Hai passato il tuo tempo a dormire o a giocare con la tua famiglia oppure a passeggiare lungo la battigia o, ancora, a dipingere con gli acquerelli, a mangiare frutta e verdura del giardino, a nuotare coi pesci…
  Nulla ti impedisce di portare un po’ di allegria, divertimento, sano riposo, serenità nella vita di tutti i giorni, perciò elimina ogni resistenza al tuo desiderio di cambiare in meglio la vita e prolunga i benefici delle vacanze per tutto l’anno, e oltre.

  • Continua a far movimento: scegli quale esercizio fisico fa per te e dedicagli mezz’ora o un’ora al giorno. Per esempio, ho scoperto che la camminata veloce è lo sport giusto per me perché mi permette di stare in mezzo alla natura, posso farlo quando voglio e dove voglio (in primavera e estate al mattino presto sul lungolago, in autunno e inverno in pausa pranzo nei boschi).
  • Continua a mangiar sano: scegli cibi locali e di stagione, evita i pasti già pronti del supermercato, quelli “per chi non ha tempo”. Prima i miei pranzi e le mie cene erano pronti in pochi minuti al microonde, ma avevo sempre un forte bruciore di stomaco, anche di notte. Ora cucino in gran quantità verdure di stagione (dall’anno scorso abbiamo l’orto!), il mio congelatore è pieno di porzioni di cibo fresco preparato da noi e il bruciore è sparito.
  • Continua a stare in mezzo alla natura: scegli il tuo posto preferito, pieno di odori, suoni e colori che ti piacciono, e frequentalo mezz’ora o un’ora al giorno. Puoi fare come me: mi alleno in mezzo alla natura, così mentre faccio esercizio fisico, contemplo la bellezza, mi sento parte della meraviglia e la mia mente si riposa e rigenera. Il bello della natura è che si trova ovunque (anche in città), in piccole o grandi oasi riparate dal traffico. 
  • Continua a divertirti: è il modo migliore per goderti il presente, perciò ogni giorno dedica del tempo (il più possibile!) a ciò che ti diverte. Io mi diverto a leggere, perlustrare luoghi, scoprire cose nuove, chiacchierare con familiari e amici, ridere e scherzare, creare qualcosa con le mie mani. Quest’anno la salute mi ha fatto rinunciare a qualche occasione di divertimento, ma ho continuato a cercarle e ho gustato fino in fondo quelle che ho colto.
  • Continua a riposarti: il riposo è la miglior soluzione per tutto! Preparati a un buon sonno, elimina le cause d’insonnia e abbonda con le pause. Le pause, il sonno, il dolce far niente non sono affatto perdite di tempo: per me sono il punto di partenza per una buona giornata, chiara e fruttuosa. Se di notte dormo poco o male (qualche pensiero, una cena più “intensa” del solito, il caldo esagerato), sfrutto il tempo cuscinetto per riposarmi. 

È vero, in vacanza sei libera dal lavoro e hai sei, otto, dieci ore in più da dedicare a ciò che davvero ti fa star bene. Ma tornare a lavorare (fuori o dentro casa, per te o per altri) non significa rinunciare a tutto questo e ritrovarti a fare le solite cose immersa nel solito tran tran… Se impari a usare bene il tuo tempo, se cambi punto di vista e ti concentri sulle cose davvero importanti, puoi prolungare i benefici delle vacanze nella vita di tutti i giorni e sentirti in vacanza tutto l’anno.

Sabato 7 settembre alle 16.00 mi trovi in Libreria Mondadori ad Arona per scoprire come fare, con il corso Porta a casa le vacanze!
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martedì 27 agosto 2019

Consiglio #4 “Slow Home Slow Living”

Oggi ti consiglio una rivista: Slow Home Slow Living di Sarah Tognetti.

Paroladordine organizzare stile di vita Slow Home Slow Living

È una rivista trimestrale – o meglio, stagionale – sulla slow living, cioè l’arte di vivere con lentezza. La fondatrice e direttrice creativa è Sarah Tognetti, già decoratrice d’interni, blogger, collaboratrice di riviste d’arredamento e lifestyle. Il numero zero, dedicato all’estate, parla di pause ed emozioni, tempo e spazio, viaggi e cibo stagionale, di semplicità e valori, mare e montagna, piante e fiori, di natura e connessioni. Come scrive Sarah: Inesorabilmente, siamo legati uno all’altro, ma qual è il nostro scopo? […] Là fuori, da qualche parte, c’è la Natura che vi sta chiamando. Non la sentite?

Ho acquistato il numero zero della rivista per farmi un regalo. Ho aspettato che le copie fossero di nuovo disponibili (la prima edizione è andata a ruba), ho acquistato la mia sul sito e, pochi giorni dopo, l’ho ricevuta. Seguivo le tracce della spedizione su Internet e sapevo che quel lunedì il corriere avrebbe suonato il campanello. L’attesa mi ha fatta tornare bambina, ancor di più aprire la busta e sciogliere il pacchetto in carta semplice: non avevo aspettative, solo grande curiosità. Ed è stata davvero una piacevole sorpresa e lettura.

Come sempre quando non sono sicura di qualcosa, ho cercato il significato di slow living. In italiano si direbbe “vivere con lentezza” ed è uno stile di vita dai ritmi lenti e naturali. Scopro che nasce sulla scia del movimento Slow Food, che negli anni Ottanta e Novanta riporta l’attenzione in Italia alla qualità del cibo in contrapposizione alla quantità, alla lentezza della natura in contrapposizione alla velocità esasperata della produzione industriale. Il termine “lento” indica un movimento che vuole rallentare e trasformare l’andatura rapida e caotica della società in un passo rilassato, più comodo e più ricettivo delle sensazioni provenienti dall’esterno, dalla natura.

Ti consiglio questa rivista perché nella cura che vi è profusa – il formato inusuale, la carta consistente, i colori rilassanti, le immagini evocative – si sente tutto il piacere del vivere lentamente. E, lo sai, vivere con lentezza è anche la mia filosofia (ti ricordi l’Elogio della lentezza di due anni fa?).
Usare bene il tempo per me significa rallentare, seguire i ritmi personali e fermarsi per assaporare ciò che si sta facendo. Fare e non-fare sono altrettanto importanti, rallentare è un dovere e un piacere per noi stesse e per chi ci circonda.


Vuoi portare la lentezza delle vacanze anche nella vita di tutti i giorni? Sabato 7 settembre dalle 16.00 alle 18.00 mi trovi alla Libreria Mondadori di Arona con un nuovo corso di organizzazione personale per prolungare i benefici delle vacanze e sentirti in ferie tutto l’anno. Scrivimi per saperne di più!

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martedì 20 agosto 2019

Consiglio #3 “Minimalism”

Oggi ti consiglio un documentario: Minimalism. A documentary about the important things di Matt d’Avella.

È un documentario sulle cose importanti e segue il viaggio attraverso l’America di Ryan Nicodemus e Joshua Fields Millburn, fondatori del blog The Minimalists e autori del libro Everything that remains (più o meno “Tutto ciò che rimane”), per presentare lo stile di vita minimalista.

Non a tutti piace il termine minimalismo e per alcuni ha un’accezione negativa, perciò l’ho cercato sul sito della Treccani per capire perché. Ho scoperto che il minimalismo è stato, prima di tutto, un movimento politico russo d’inizio Novecento, poi una corrente artistica nata negli anni Sessanta, infine una filosofia e uno stile di vita del terzo millennio. L’aggettivo minimalista significa “ridotto all’essenziale, estremamente semplice e sobrio, limitato al minimo”.
Allora ho cercato sul vocabolario il significato di minimo, per capirne meglio le sfumature. Significa “piccolissimo” e indica la cosa, la parte, la quantità più piccola possibile.

Il minimalismo è una filosofia e uno stile di vita che vuole liberare le persone dalle regole del consumismo: il vero successo nella vita è la libertà, fisica (dagli oggetti, troppi e inutili) e mentale (dai condizionamenti).
E le cose davvero importanti non sono gli oggetti acquistati per essere “felici” o dimostrare il proprio prestigio o l’appartenenza sociale; le cose importanti non sono quelle imposte dalla pubblicità. Nel documentario i due protagonisti ripetono che essere minimalisti non significa privarsi di tutto, ma circondarsi di oggetti che aggiungono valore alla propria vita.

Tra le cose davvero importanti ci sono le relazioni. Mi ha colpito la testimonianza di una giovane mamma: invece di comprare un nuovo vestito per una festa dopo il parto, ha chiesto alle amiche se ne avevano uno da prestarle. Da quel momento, il prestito e la condivisione di oggetti necessari una tantum ha unito ancor di più il gruppo di amici. Come accadeva decenni fa, quando la comunità era una sicurezza e una ricchezza per tutti.

Dunque, che cosa penso del termine minimalismo? Penso che mi piace: non ci trovo nulla di riduttivo o negativo. Penso che non mi piace il consumismo miope e che sia giunto il momento di un cambiamento culturale. Non abbiamo bisogno di molte cose per vivere, ci basta l’essenziale, la quantità più piccola possibile per stare bene e le cose davvero importanti.


Se sei in quella fase della vita in cui stai mettendo tutto in discussione per seguire la tua strada, prenditi un paio d’ore di tranquillità assoluta per guardare il documentario e lasciare i tuoi pensieri in libertà. E se vuoi una mano a concretizzare i tuoi sogni, dai un’occhiata a Flora, il mio servizio di consulenza in remoto: potrebbe esserti d’aiuto.



martedì 13 agosto 2019

Consiglio #2 "Benita Larsson"

Oggi ti consiglio il sito di Benita LarssonNel sito trovi il suo blog (non più attivo) e i suoi canali social.

Quasi dieci anni fa, quando ho iniziato a interessarmi all’organizzazione personale, un’amica mi ha suggerito di seguire il blog di Benita. Fin dalla prima lettura m’è subito piaciuto e ho iniziato a leggerlo dal primo all’ultimo articolo, proprio come fosse un libro: cinque anni e mezzo di creatività, semplicità scandinava e organizzazione.
  Da quando ha smesso di pubblicare sul blog, la seguo sugli altri suoi canali: Pinterest, Instagram e Youtube.

Benita Larsson abita a Stoccolma, in Svezia, in un appartamento in cui si è trasferita da poco. E questo è un bene, perché nei suoi video racconta come sta organizzando la nuova casa, stanza per stanza, patio compreso (su misura dei suoi gatti). Lo fa con gentilezza, un pizzico d’ironia, attenzione ai particolari e indiscussa bravura.
  Di lei mi piacciono:
  • la cura dei dettagli
  • il bianco assoluto
  • i pochi tocchi di colore
  • i materiali naturali
  • la praticità 
  • l’organizzazione degli oggetti
  • l’ottimizzazione degli spazi
  • le soluzioni mai scontate
  • la semplicità 

Mi sono ispirata a lei e alle sue case (ne conosco tre) per organizzare la mia: i cassetti della cucina, soprattutto, sono molto “stile Benita”!
  In casa sua ogni oggetto è riposto secondo la sua funzione in contenitori facili da spostare; ogni cosa è al suo posto, occupa lo spazio necessario e non intralcia né ostacola. Le sue case sono pulite, ordinate, minimaliste ma ricche di freschezza e bellezza: stampe, fiori freschi, mobili vintage o dalle linee pulite, candele, suppellettili particolari, tanto bianco, grigio quanto basta, legno chiaro e una spruzzata di colore (uno solo alla volta).
 La seguo perché mi regala serenità e perché, in fondo in fondo, spero un giorno di riuscire a trasmettere bellezza e poesia come lei.

Piccolo test. Rispondi a queste domande senza pensarci troppo: sai dove sono gli occhiali da sole? E la tessera elettorale? E quel regalo di Natale che hai già comprato? Se hai risposto “no” anche a una sola domanda, dai un’occhiata a Johnnyil mio percorso di interventi a domicilio per organizzare gli oggetti di casa!  
Paroladordine organizzare consiglio 2 Benita Larsson blog

martedì 6 agosto 2019

Consiglio #1 “Vivere 24 ore al giorno”

La mia voglia estiva di leggerezza continua, perciò nel mese d’agosto la farò semplice e ti darò solo consigli: in pratica, ogni articolo sarà un suggerimento!

Oggi ti consiglio un libro: Vivere 24 ore al giorno di Arnold Bennett.

Paroladordine organizzare vivere 24 ore al giorno 1908

È un libriccino di cinquantotto pagine e dodici capitoli, pubblicato per la prima volta nel 1908 ma sembra scritto l’anno scorso, e non centodieci anni fa!
L’autore è Arnold Bennett, scrittore, un drammaturgo e un giornalista londinese del secolo scorso.
In questo libro dà consigli su come utilizzare il proprio tempo al fine di migliorare la qualità della vita: vivere ventiquattro ore al giorno, infatti, serve a ricavare la salute, il piacere, il denaro, il rispetto per sé e per evolvere l’anima immortale.

Dodici capitoli per dodici concetti chiave.
  1. Per vivere ventiquattro ore devi imparare a utilizzare bene il tempo. Il tempo è il nostro miracolo quotidiano, il nostro bene più prezioso, la nostra risorsa democratica.
  2. Fa per te se: sei una persona intellettualmente curiosa, provi una sensazione di aspettativa e inquietudine, aspiri a fare qualcosa in più nella vita e ti sforzi per soddisfare questo desiderio.
  3. Organizzare la tua vita è un compito difficile: sii consapevole dei sacrifici e degli sforzi infiniti, inizia poco alla volta per evitare il rischio di un fallimento precoce. Comincia a esaminare le ore della giornata: otto ore per lavorare, otto ore di sonno e otto ore per tutto il resto.
  4. Lo spreco di tempo è un atteggiamento, per cui non ti interessano né il tuo lavoro né le altre sedici ore. Per vivere pienamente, invece, pianifica le ore extra lavorative: coltiva il corpo, lo spirito e le relazioni con gli altri.
  5. Per non sprecare il tuo tempo, trascorri almeno un’ora e mezzo ogni sera a coltivare la mente(sono i novanta minuti più preziosi), tre serate e quarantotto ore nel fine settimana con gli amici o a fare quel che ti piace.
  6. Limita questo programma a sei giorni alla settimana e conta il tempo extra (le sette ore e mezzo ottenute eliminando gli sprechi) come un grande dono. È un cambiamento che comporta nuove abitudini, sacrificio e forza di volontà: comincia con calma e, dopo tre mesi, procedi con fiducia.
  7. Al mattino, mentre vai al lavoro, aziona il cervello e concentrati su un argomento utile. Con la pratica costante della concentrazione puoi controllare la tua mente, eliminare la preoccupazione e imparare a vivere meglio.
  8. La sera, mentre torni a casa, rifletti sulle cose davvero importanti: la tua mente, i tuoi valori e i tuoi comportamenti. La felicità nasce […] dallo sviluppo della ragione e dall’allineamento del comportamento ai propri valori.
  9. La sera, dopo cena, coltiva la conoscenza: se non ami la letteratura, impara una delle forme d’arte.
  10. Se non ami l’arte, dedicati allo studio di causa ed effetto, del continuo sviluppo dell’universo e del corso dell’evoluzione: si trovano ovunque, dalle attività più semplici ai problemi più complessi.
  11. Se ami la letteratura, coltiva la conoscenza della poesia, della storia e della filosofia. Specializzati in una sola cosa e pensa, mentre leggi.
  12. Evita quattro pericoli: diventare saccente, legarti a un programma (ci vuole elasticità), sviluppare una politica della fretta e fallire all’inizio dell’impresa. Segui il tuo gusto e le tue inclinazioni naturali.
Ti consiglio questo libro perché è attualissimo: in poche pagine ho ritrovato i concetti sul tempo  più importanti degli ultimi decenni. Spiegati con garbo, un pizzico d’umorismo e molta semplicità.
  Mi piace perché non si fa cenno di “gestione” del tempo (follia della nostra epoca), ma di puro e semplice utilizzo. E perché credo in ciò che scrive: lo sforzo che facciamo per usare bene il tempo rende la nostra vita davvero viva e felice.

Il tuo rapporto col tempo è di amore-odio? Dai un’occhiata a Baldo, il mio percorso di consulenze per imparare a usare bene il tempo!
Paroladordine organizzare tempo vivere 24 ore al giorno Arnold Bennett

martedì 30 luglio 2019

La mia giornata tipo in estate

Dalle mie parti l’estate è arrivata puntuale, senza mezzi termini e in pompa magna: sole cocente, umidità bollente, notti in bianco e tutto l’ambaradan da solleone precoce. Così, all’improvviso, un mattino mi sono svegliata boccheggiante, con un forte mal di testa tipo “pigia-il-bottone” e l’aria di casa densa e tropicale: un incubo. I pochi giorni di caldo classico (= sopportabile) non contano: sono stati una piccola oasi di normalità in un enorme deserto bollente.

Tutto ciò ha sortito due effetti collaterali non previsti.
  Primo: una parte di me sta mettendo in atto una ribellione da vacanza. Mi istiga a mandare all’aria il mio programma quotidiano, senza remore per il lavoro estivo, l’impegno giornaliero e il mio senso di responsabilità. Ha solo voglia di dormire, leggere libri fantasy, dormire, mangiare affogati all’amarena e dormire.
  Secondo: l’altra parte di me è fuori uso a causa della spossatezza da caldone. Mi impedisce di allenarmi alla camminata veloce, esercitarmi con i pesi, incontrare gli amici, girare in moto, uscire la sera. Ha solo bisogno di rimanere a casa, bere molto, mangiare affogati all’amarena (ehm) e frequentare luoghi con aria condizionata estrema.

 Ho imparato ad ascoltare il mio corpo (è molto più saggio di me) e, qualsiasi cosa mi chieda, cerco di accontentarlo. Ma non voglio rinunciare al lavoro: sto portando avanti le nuove consulenze – che mi regalano tanta soddisfazione –, preparando nuovi progetti per l’estate e l’autunno, e mi sto divertendo. Perciò ho sistemato il programma quotidiano di lavoro, tenendo conto della mia voglia di leggerezza e del mio bisogno di riposo e senza sensi di colpa, grazie al tempo cuscinetto.

Questa è la mia giornata tipo in estate:
  • 06.00 sveglia: se ho dormito abbastanza di notte e sono in forze, mi alzo, faccio colazione, mi preparo per uscire, scendo sul lungolago e mi alleno alla camminata veloce; torno a casa, mi faccio la doccia e do da mangiare ai canidi. Se ho dormito male e ho la pressione sotto i piedi, non mi accorgo nemmeno della sveglia e continuo a dormire! 
  • 09.00 lavoro: apro l’agenda, controllo che cosa ho in programma e lo faccio.
  • 11.00 pausa di metà mattina: faccio uno spuntino, leggo un libro o mi dedico a qualcosa di piacevole.
  • 11.30 lavoro: riprendo da dove avevo interrotto.
  • 13.30 pausa pranzo: preparo un’insalata o un piatto freddo con verdure già pronte, accendo la tivù e mangio seguendo il telefilm del momento. Poi, pian piano, mi rilasso.
  • 16.00 tempo cuscinetto: se devo finire qualcosa sul lavoro, ho un paio d’ore per concludere; altrimenti mi riposo o mi dedico a qualcosa che mi piace. 
  • 18.00 varie prima di cena: se sono in programma, pulizie & altre delizie casalinghe oppure commissioni col marito (solo in luoghi freschi!). Se si bolle, facciamo il minimo indispensabile.
  • 20.00 passeggiata: usciamo coi canidi per sgranchire le zampe e snasare. Se fa davvero troppo caldo rimaniamo in casa, tutti quanti slasagnati davanti al ventilatore.
  • 20.30 cena: prima ceniamo noi (i bipedi), poi loro (i quadrupedi). A fine cena ritiriamo cibo e stoviglie.
  • 21.00 riposo serale: dopo cena, un po’ di coccole ai canidi e un po’ di tivù per noi. 
  • 22.00 varie prima di dormire: prepariamo noi e la casa per la notte. Leggo il mio libro e spero di dormire bene, nonostante il caldo. 

P.S. Il tempo cuscinetto è lo spazio vuoto tra un impegno e l’altro; è un tempo di nessuno, da usare come pare: per terminare un lavoro urgente o risolvere un imprevisto o semplicemente godersela.
In questi giorni io scelgo la terza opzione: dopotutto domani è un altro giorno (bollente)!

Paroladordine organizzare la mia giornata tipo

lunedì 22 luglio 2019

Posso imparare a organizzarmi?

Qualche tempo fa una cliente mi ha chiesto: “Si può imparare a organizzarsi?” “Certo”, le ho risposto. Il mio lavoro è insegnare alle persone l’organizzazione personale e il mio scopo è fare in modo che acquisiscano un metodo (il loro) e non abbiano più bisogno di me.
  Il risultato che più mi riempie di gioia è sapere che i semi piantati insieme sono germogliati e si sono trasformati in piccole piante resistenti.

La responsabilità sul lavoro è tanta: tu mi fai entrare nella tua vita e io t’insegno qualcosa di nuovo, e voglio farlo nel migliore dei modi per te.
  Desidero, innanzitutto, azzerare l’ansia e la preoccupazione: alcune clienti si sentivano inadeguate, derise, sotto esame ogni volta che amici o parenti sottolineavano la loro disorganizzazione; credevano di non avere la capacità di farcela né con il mio aiuto né da sole. Invece ci sono riuscite: il mio compito è aiutarti a non preoccuparti di quel che verrà dopo e a concentrarti su quel che puoi fare adesso.
  Soprattutto, voglio renderti consapevole delle tue risorse. Credi di avere poco tempo o poco spazio, ma non è sempre così: basta fare un conto molto semplice per saper quante ore o quanti metri cubi hai davvero a disposizione per te e i tuoi progetti. Saperlo è come aprire le tende: la luce entra dalla finestra, illumina la stanza e fa chiarezza. Quando conosci le tue risorse, ti rendi conto di avere le opportunità da cui iniziare la trasformazione. Il mio compito è renderti più sicura nel mettere in pratica le tue capacità.

La responsabilità è reciproca. Io ti spiego con chiarezza che cosa faremo assieme e come sarà il tuo percorso di organizzazione personale; non ti nasconderò che sarà faticoso (per la mente e per il corpo), che ci vorrà tempo e i passi da fare saranno tanti, che ogni passo avanti sarà una vittoria da festeggiare; ti dirò che tutto dipende da te, dalla tua motivazione e dalla tua autodisciplina.
  Tu ti impegni a dare il meglio e fare sul serio, a non dimenticare i motivi che ti hanno mossa e gli obiettivi che vuoi raggiungere; a cambiare punti di vista e provare qualcosa di nuovo (anche se all’inizio ti sembrerà strano); senza alibi o scuse o paure, consapevole che le cose funzionano se t’impegni e che dipende solo ed esclusivamente da te. 

Quindi, sì, puoi imparare a organizzarti: ci vuole tempo, pratica, impegno e serietà. Ma, come capita quando impari a suonare uno strumento nuovo, la fatica è ripagata dalla soddisfazione, dal piacere e dal divertimento.

Conosci già i miei nuovi servizi? Flora è la consulenza di un’ora, perfetta se ami fare da sola ma hai bisogno di una spinta iniziale; Baldo e Johnny sono percorsi più lunghi, ideali se preferisci essere seguita passo passo nella tua (ri)organizzazione. 
Paroladordine imparare organizzazione personale

martedì 16 luglio 2019

Vuoi ricaricare le tue energie? Divertiti!

In estate mi sento stanca. Forse è il caldo che mi abbatte, forse è solo la voglia ribelle di tornare bambina e andare al mare per tre lunghi, monotoni e intensi mesi. O forse no.

Non vale dare la colpa alle richieste sul lavoro, in famiglia, delle amicizie (più o meno profonde), nemmeno al tempo bislacco (troppo caldo, troppo freddo, troppa pioggia, troppo vento) e al tempo che manca.
  Mantenere alto il nostro livello d’energia è una questione di consapevolezza, scelte giuste e responsabilità: se hai ben chiari i tuoi valori, i tuoi desideri e i tuoi bisogni (= consapevolezza), sai quali decisioni prendere (= scelte) e t’impegni nel miglior modo possibile per raggiungere i risultati, sapendo che tutto dipende da te (= responsabilità).

Non ci sono né “ma” né “però”: risparmiare energia, guadagnarne (ricaricandola) ed evitare lo sperpero è una nostra responsabilità.
  È come mettere il carburante alla macchina: c’è chi fa il pieno ogni settimana, per non rischiare mai di rimanere a piedi (tipo A), chi ne mette venti euro prima di entrare in riserva (tipo B) e chi non controlla mai, si dimentica sempre di ricaricare il serbatoio e tre volte su cinque chiede aiuto perché la macchina non va più (tipo C).

Per ricaricare l’energia immagina di essere tornata bambina: che cosa ti riempiva di vigore? Se chiudo gli occhi e penso a me da piccola al mare trovo tre modi diversi: magari erano anche i tuoi.
  1. Tanto riposo, cioè un buon sonno di notte e un buon riposino nel pomeriggio, un libro avvincente e i racconti dei grandi dopo cena.
    Organizzati: per riposare la mente, trova il tempo per dormire le giuste ore di notte, guardare un film, leggere un libro, camminare nella natura, fare qualche esercizio mindfulness o praticare la meditazione. 
  2. Uno stile di vita salutare, cioè cibo sano e ricco di nutrienti, passeggiate e tuffi (non sapevo nuotare!), grandi scorte di iodio e tanta acqua.
    Organizzati: per ricaricare il corpo, trova il tempo per scegliere cibo fresco e di stagione, di cucinare in modo leggero, di andare in bicicletta, nuotare, rinforzare e allungare i muscoli.
  3. Tanto divertimento, cioè giochi da sola o in compagnia, confidenze con le altre bambine, disegni da colorare e giochi da inventare e costruire.
    Organizzati: per rallegrare lo spirito, trova il tempo per ridere, scherzare e giocare con la tua famiglia, i tuoi amici e le nuove conoscenze, per dedicarti a quelle attività divertenti da compiere con altri o in solitaria.
Ho fatto qualche cambiamento e ora affermo con vigore: questa estate mi stancherò meno! Perché lavoro solo al mattino, mi riposo nel pomeriggio, leggo di più, mangio verdura del mio orto (e tanti gelati!), mi alleno per un’ora e mezzo al mattino, seguo serie televisive che mi divertono (The Big Bang Theory e I Zombie). Vorrei anche uscire più spesso la sera per partecipare agli eventi della mia città e organizzare grigliate con gli amici, ma ci sto lavorando (non dipende solo da me).

E, poiché il divertimento è importante tanto quanto il riposo e lo stile di vita salutare e credo nel potere del divertimento per ricaricare l’energia, per questa estate ho pensato a un modo per divertirci insieme, io e te. L’ho immaginato per chi è in vacanza (ma è perfetto anche per chi ci andrà più in là), al mare e in montagna, in campagna e al lago, in città e in collina! Si chiama Giochi sotto l’ombrellone e lo trovi dal 15 luglio al 14 agosto sul mio profilo Instagram.
 A realizzarlo mi sono divertita tantissimo e spero ti divertirai anche tu. 

Paroladordine organizzare energia e divertimento

martedì 9 luglio 2019

La leggerezza in casa è come aria fresca in estate

Il Caldone (nome proprio di condizione atmosferica estrema, caratterizzata da temperatura e tasso d’umidità più alti del solito, in grado di provocare la spiacevole sensazione di bollore esterno e interno) ha bloccato ogni mia facoltà e mandato all’aria tutti i miei piani per l’estate. Domenica scorsa, però, un’arietta fresca e piacevole faceva danzare le tende di casa e rinvigoriva le mie forze: così mi sono ritrovata ad alleggerire l’armadio di tutte quelle cose che non uso più.
  Con la scusa di ritirare i panni appena piegati (di solito lo faccio in settimana, ma il Caldone…), ho eliminato vecchie camicie, magliette, borse e scarpe ridotte ai minimi termini, fatto spazio nei cassetti e sugli scaffali, aggiunto un nuovo gancio all’interno dell’anta per appendere la borsa che uso di più. Risultato: più svuotavo, più mi sentivo leggera e a posto.

In estate ho solo voglia di leggerezza: lavorare di meno, riposarmi di più, leggere tanto, mangiare cibi freddi (insalate & gelato), svegliarmi presto per godermi l’aria fresca del primo mattino, prendermi cura e dare respiro alla casa.
  La vita semplice mi rilassa e quando sono rilassata mi vien voglia di semplificare anche la casa: via gli oggetti inutili, via il disordine, via la pesantezza!

È così anche per te? Quando finalmente i ritmi rallentano, il caldo scioglie i muscoli, le giornate durano più a lungo, ti senti pronta a fare quel che hai rimandato da tempo: un gran repulisti degli spazi in cui vivi. Butti gli oggetti irrimediabilmente rotti, ripari la borsa per la spiaggia, porti in lavanderia giacche e cappotti della scorsa stagione, regali quegli utensili della cucina mai usati, vendi quei libri che non ti piacciono, fai spazio dentro e fuori di te. Sei pronta per qualcosa di nuovo.
  Sei soddisfatta del tuo lavoro, conti le borse ricolme di oggetti che lasceranno la tua casa per sempre, le hai già sistemate nel baule della macchina, ognuna con la sua destinazione scritta sopra col pennarello indelebile: discarica, mercatino dell’usato, amiche, associazione Tal de Tali… Passano i giorni e la soddisfazione si sgonfia. In casa non è cambiato nulla, c’è ancora disordine, ancora non trovi le cose che ti servono, ancora ti senti appesantita. Ma com’è possibile? Con tutta la roba che hai eliminato!

Eliminare gli oggetti non basta. Per rendere la tua casa leggera e su misura per te, i tuoi desideri e i tuoi bisogni, ti serve un progetto di organizzazione degli spazi.
  Inizia da qui:
  • per sentirti bene a casa tua, ottimizza gli spazi. Chiediti quali attività svolgi in ogni stanza, di quali oggetti hai bisogno per svolgerle, come sei abituata a riporli, se sono facili da prendere e se puoi migliorare qualcosa;
  • per trovare sempre quel che cerchi, dai un posto a ogni cosa. Dividi i tuoi oggetti per funzione (cioè per l’uso che ne fai), raggruppa quelli destinati a uno scopo preciso e riponili dove ti servono. Li troverai senza nemmeno pensarci;
  • per tenere a bada il disordine, riponi ogni cosa al suo posto. Fallo subito: ora che sai dove metterli, non hai più scuse per lasciarli in giro – nemmeno la pigrizia! Riporli al loro posto dà una grande soddisfazione, è come una piccola vittoria quotidiana.

Portare leggerezza in casa significa: (1) rapidità nel trovare quel che ti serve, (2) ordine costante, (3) pulizie veloci, (4) risate e chiacchiere con gli amici, (5) tempo per te. Una casa leggera è una casa a zero spreco di tempo: un’accortezza preziosa per vivere con intensità tutti i piaceri dell’estate

Se non hai mai fatto un progetto di organizzazione dei tuoi spazi, questa è l’occasione giusta per conoscere Jhonny! È il mio percorso di interventi a domicilio per:
  • organizzare gli oggetti in modo funzionale e non perdere tempo a cercarli; 
  • dare un posto a ogni cosa per riordinare e pulire in meno tempo; 
  • trovare subito le cose che ti servono; 
  • vivere in ambienti comodi, funzionali e armoniosi.
Paroladordine organizzare leggerezza in casa

martedì 2 luglio 2019

Il tempo non si può gestire

La prima cosa da fare per vivere giornate ricche di soddisfazioni e serenità (invece che di ansia e affanni) è non tentare di gestire il tempo, ma imparare a usarlo bene.

Non mi piace l’espressione “gestione del tempo”, perché è fuorviante. Ci fa credere che possiamo far fare al tempo quel che vogliamo: andare più veloce quando viviamo qualcosa di spiacevole o più lento quando ci stiamo rilassando, aumentare o diminuire le ore a nostra disposizione e allungare o accorciare i giorni della settimana. Ma non è così.
  Il tempo è come un treno. Non possiamo gestirlo: per esempio, non posso dirgli di rallentare, passare per il mio paese (che è senza ferrovia!), fermarsi per farmi salire quando mi è più comodo, cambiare rotta per andare dove voglio io. Possiamo però usarlo: scegliere il treno più comodo, salirci e farci portare nella stazione più vicina a dove vogliamo andare. E il mio treno non è uguale al tuo, perché ognuno di noi ha il suo viaggio, i suoi bisogni da soddisfare e i suoi problemi da risolvere.

Il tempo non si può gestire: non lo puoi guidare né condurre né controllare a tuo piacere. Puoi, però, ottimizzarlo, cioè renderlo ottimo. Come? Impara a usarlo bene, anzi: nel miglior modo possibile.
  • Sii consapevole. Come usi il tuo tempo dipende solo da te, dai tuoi comportamenti e dalle scelte che fai. Perciò non agire come un automa (che esegue quel che gli vien detto di fare) in balia degli eventi, ma renditi conto di come stai davvero usando il tuo tempo e di come vorresti usarlo.
    Consiglio organizzativo: un ottimo strumento di consapevolezza è il diario del tempo, serve per segnare giorno per giorno come impieghi le tue ore a casa, sul lavoro, in famiglia e da sola. 
  • Impegnati in ciò che è davvero importante per te. Non lasciare che scadenze, impegni stratificati, imprevisti segnino il ritmo delle tue giornate; altrimenti rischi di perdere di vista le tue priorità o, peggio ancora, di soffocarle. Se hai ben chiaro cos’è davvero importante per te, fai sempre la scelta giusta.
    Consiglio organizzativo: lo strumento migliore per distinguere le urgenze dalle cose importanti è la matrice del tempo, serve per eliminare gli impegni e le attività che ti fanno solo perdere tempo.
  • Elimina gli sprechi. Hai la sensazione di avere “le tasche bucate” e di perdere manciate di ore per strada… Le cause delle perdite di tempo sono tante e di diversa natura: per esempio, fai più cose contemporaneamente, non trovi quel che cerchi, rimandi all’infinito, non riesci a prendere una decisione.
    Consiglio organizzativo: per ogni causa c’è un rimedio, può essere uno strumento organizzativo o una tecnica, un metodo o una strategia. 
  • Pianifica con lungimiranza. Pianificare significa suddividere le tue attività nel tempo che hai a disposizione. Tutte le attività: lavorative (la relazione per il capo), casalinghe (la spesa), familiari (la recita dei bambini) e di assoluto piacere (scegli tu)! Avere un piano equilibrato ti libera dall’incertezza, dall’ansia e dagli affanni.
    Consiglio organizzativo: uno strumento utile per pianificate è la lista di “progetto”, serve per suddividere tutte le attività in singoli passaggi e decidere quando realizzarli. 

La consapevolezza è la base di ogni cambiamento. Appena ti rendi conto che il tempo non si può gestire, ti accorgi che tutto dipende da come ti comporti. Perciò concentrati sulle cose che puoi fare e impara a usarlo bene per vivere meglio.

Hai già dato un'occhiata a Baldo? È il mio percorso di consulenze in remoto per migliorare il tuo rapporto col tempo.
Paroladordine organizzare buon uso del tempo

martedì 25 giugno 2019

Tutte le novità

Ieri è stato un giorno importante per me: ho festeggiato l’inizio della mia avventura nel mondo dell’organizzazione personale (il 24 giugno del 2012) con tante novità.
  Questi ultimi mesi sono stati impegnativi in vari modi: aprile e maggio sono stati i mesi dei preparativi, (quasi) calmi, in cui ho valutato cento idee e litigato con mille possibilità; giugno è stato il mese dall’attuazione, (quasi) frenetico, in cui ho zittito tutte le voci nella mia testa e trattenuto il fiato.

Che cosa ho fatto

  • Ho iniziato a riorganizzare il blog. Cinque anni fa volevo far conoscere a tutti i vantaggi e i benefici dell’organizzazione, e avevo chiesto aiuto ad altre blogger con abilità organizzative in diversi ambiti: grafica, ricerca in Internet, viaggi, illustrazione, sociale, musica, giardinaggio, famiglia. Poi ho deciso di diventare una consulente di organizzazione personale, e il blog è cambiato assieme a me. C’è ancora tanto da fare, ma le parti più importanti ci sono.
  • Ho avviato le iscrizioni a Con brio, il bollettino d’informazioni (o newsletter) di Paroladordine. Mi piace avere un luogo tutto nostro, in cui raccontarti qualcosa di me e del mio lavoro, e per ricambiare la tua fiducia ho preparato Il tempo delle liste, il vademecum per usare bene il tempo con le liste.
  • Ho riorganizzato le mie consulenze: ora puoi scegliere tra Flora, la consulenza in remoto da un’ora per risolvere problemi di tempo e organizzazione personale, Baldo, il percorso di consulenze in remoto per imparare a usare bene il tempo, e Johnny, il percorso di interventi a domicilio per organizzare casa e risparmiare tempo.
  • Infine, ho inaugurato un nuovo ambito di organizzazione personale tramite Everest, la consulenza in remoto di un’ora per organizzare le parole scritte, e Ed, il servizio di correzione e revisione dei testi.

Perché queste offerte

Avevo bisogno di fare chiarezza: sono convinta che il tempo sia la risorsa personale più importante che abbiamo e che prendercene cura sia l’unico modo per avere una vita serena, ricca di momenti indimenticabili e piena di opportunità.
  Una casa armoniosa, comoda da usare e facile da pulire fa risparmiare tempo.
  Scegliere le priorità e pianificare la attività importanti fanno risparmiare tempo.
  Sapere che cosa e come scrivere fa risparmiare tempo.
  Dare il giusto valore al proprio tempo fa stare bene.

Che cosa significano per me

Per me Flora, Baldo, Johnny, Everest e Ed racchiudono in sé tutto quello che ho imparato prima come archeologa, guida turistica, autrice di storia antica e ora come consulente di organizzazione personale. C’è tutta la mia passione per il tempo, la classificazione e la pianificazione, tutto il piacere della ricerca, della divulgazione e della narrazione, e tutto il mio desiderio di aiutarti in concreto.

Quali sono le mie speranze

Credo nella crescita personale, perciò spero in un mondo migliore, in cui le persone abbiano il tempo di dedicarsi a ciò che davvero conta – per sé, per gli altri e per tutti.
  Credo anche nei benefici e nei vantaggi dell’organizzazione personale, perciò spero di contribuire a migliorare il mondo aiutando più persone possibile a usare bene il proprio tempo.


Sei un’amante delle liste? Iscriviti a Con brio, il mio bollettino d’informazioni, e scarica Il tempo delle liste. Vademecum per usare bene il tempo: trovi le mie liste preferite, quelle che uso ogni giorno per non dimenticare le cose importanti. Per ogni lista descrivo per chi sono utili, come sono fatte, a che cosa servono, dove scriverle e conservarle, quando compilarle e consultarle. Spiego anche come le uso e se ci sono varianti interessanti proposte dai miei Geni del Tempo (Allen, Heppell).

Paroladordine Il tempo delle liste vademecum risorsa



martedì 18 giugno 2019

Zero spreco: la decrescita non è una moda

La decrescita non è una moda; e, se anche lo fosse, sarebbe la migliore proposta finora.
  Anni fa avevo letto un numero del settimanale Donna Moderna dedicato alla decrescita felice; molto interessante e ispirante, ricordo di aver pensato che avrei voluto approfondire l’argomento. Un’idea in particolare mi aveva colpito: lavorare meno ore al giorno per essere liberi di dedicarsi a ciò che davvero conta – la famiglia, gli amici, gli interessi e le passioni –, insomma tutto ciò che riempie la vita, le dà un senso e la rende speciale.
  Poi il tempo passa, le giornate inseguono risultati sempre diversi, succedono mille altre cose; eppure il seme piantato, senza nemmeno accorgermene, ha messo radici. Non credo sia un caso se oggi mi occupo di organizzazione personale e aiuto le persone ad azzerare lo spreco di tempo, di energia e di altre risorse preziose.

Zero spreco (traduzione libera di zero waste) per me significa tante cose ed è soprattutto un percorso che parte da me, coinvolge gli altri (vicini e lontani) e arriva a cambiare come vivo.

Che cosa faccio nel mio piccolo

Odio lo spreco in ogni suo forma, eppure ci sono cascata anch’io, soprattutto nei momenti di crisi, per comodità, pigrizia e mancanza di attenzione.
  Da quando ho deciso di vivere meglio, in qualcosa sono migliorata. Ho smesso di:
  • comprare vestiti senza pensarci: con l’aiuto di una consulente d’immagine ho scoperto come vestirmi, acquisto solo ciò che mi fa stare bene e prodotti di qualità;
  • comprare cose che non uso subito: prima finisco quel che ho già iniziato, poi valuto se acquistarne ancora;
  • comprare e mangiare cibo già pronto: è gustoso, comodo e “salva tempo”, ma rovina la salute;
  • perdere tempo con impegni, situazioni e persone sbagliati.
  E ho iniziato a:
  • regalare e vendere ciò che non uso e non mi piace più;
  • riciclare e recuperare solo ciò che davvero mi piace ed è ancora utile;
  • scegliere che cosa fare, quali persone frequentare e pianificare i miei impegni;
  • cucinare ogni giorno, soprattutto tante verdure!

Che cosa vorrei fare

Sempre più di frequente mi capita di seguire in Internet consigli ed esperienze di libere professioniste, artigiane e blogger che vivono il più possibile secondo i principi della decrescita e dello spreco zero. Tra l’altro, capita proprio in un periodo della mia vita in cui salute e desiderio di semplicità mi invitano a percorrere questa strada: smettere quei comportamenti sfavorevoli (non solo per me ma anche per il resto del mondo) e iniziare ad agire in modo consapevole e responsabile.
  Per esempio, vorrei indossare vestiti di qualità anche in ogni passaggio di produzione (dal filato alla realizzazione e vendita), mangiare cibo prodotto qui vicino in modo naturale, diminuire gli acquisti “cattivi” e recuperare più tempo per me e ciò che mi fa stare bene.

Quanto è cambiata la mia vita

  Tanto! Prima non avevo mai tempo per me, rincorrevo sempre qualcosa – la consegna maledetta, il documento importante, un sogno impossibile, gli occhiali da sole… Le mie giornate iniziavano col malumore, continuavano in una corsa forsennata e terminavano con delusione mista a senso di colpa per non essere arrivata da nessuna parte. Ora ho raggiunto un equilibrio:
  • trovo sempre quel che cerco, perché ho assegnato un posto comodo a ogni cosa (a meno che il marito non lo sposti!);
  • scelgo che cosa fare, prima di impegnarmi;
  • pianifico le mie giornate per dedicare il giusto tempo al lavoro, alla casa, alla famiglia e a me stessa;
  • non corro più, ma mi prendo il tempo per fare le cose con calma;
  • non corro, ma cammino! Un’ora al giorno, cinque volte a settimana e in ogni stagione, mi alleno alla camminata veloce; ogni giorno per mezz’ora o un’ora esco con i canidi (tranne quando è troppo umido e freddo, ché non fa bene alla loro artrosi).
  Sono più serena, sicura e soprattutto consapevole del valore di quel che faccio.

Si può vivere una vita a zero spreco, anche se all’inizio può sembrare difficile e faticoso. Basta fare un passo alla volta, instaurare una nuova abitudine alla volta, cambiare poco alla volta: seguendo i tuoi ritmi, senza fretta di ottenere il risultato finale ma col piacere di assaporare i piccoli risultati “di percorso”.
  Questa è la filosofia dell’organizzazione personale, metodo fondamentale ed efficace per cambiate stile di vita.

  Vuoi iniziare adesso il tuo cambiamento? Puoi fare due cose:
  1. visita la sezione Che cosa faccio per te e scopri come posso aiutarti a eliminare lo spreco di tempo, spazio e risorse personali dalla tua vita e a vivere secondo i tuoi principi e i tuoi valori;
  2. tieni d'occhio il 24: festeggio insieme a te l'inizio della mia avventura nel mondo dell'organizzazione personale (il 24 giugno 2012!) con un paio di sorprese e uno sconto speciale sulle mie nuove offerte! 


martedì 11 giugno 2019

Una serie di sfortunate case

Sono sempre stata appassionata di case. Fin da piccola disegnavo planimetrie dettagliate di case immaginarie, con matita e gomma buttavo giù i muri e cambiavo l’arredamento delle case in cui mi trovavo, studiavo nei minimi particolari soluzioni migliori per renderle funzionali e risparmia-tempo. Bellezza, comodità e un pizzico di fantasia erano le basi di ogni mio progetto ideale, e lo sono anche di casa mia.

Mi trovo più a mio agio nelle case piccole, ma so quant’è importante che ogni abitante abbia un posto tutto per sé: ora ho una casa grande, eppure mi manca un locale mio! Conosco persone che da case grandi si sono trasferite in case ancora più grandi, e altre che ne possiedono almeno cinque (in una ci vivono, una è in affitto, una è per i fine settimana e le altre per le vacanze). Invidio chi ha deciso di vivere in piccole case su ruote per dare spazio ai loro sogni. C’è chi si lamenta perché la casa è poco spaziosa e non sa dove mettere le cose, e chi non ne può più della casa grande ma non vuole rinunciare ai suoi oggetti, mobili e ricordi.
  Insomma, le case sono come i capelli: chi li ha ricci, li vuole lisci e viceversa. Chi ha una casa piccola, la vuole grande e viceversa. Ma non tutte le sfortune sono davvero sfortunate…

Anche tu ti senti “sfortunata” per le dimensioni di casa tua? Prova a ribaltare la situazione e trasformarla in opportunità!

Sfortuna: casa tua è troppo piccola e hai bisogno di più spazio per contenere tutti i mobili, i servizi da tavola, i tappeti, i quadri, le tende, i vestiti, le scarpe, le scorte, gli elettrodomestici grandi e
piccoli, i ricordi, varie ed eventuali.
Opportunità: se non vivete in cinque nella stessa stanza ma ognuno di voi ha lo spazio giusto per sé e le proprie cose (anche condiviso, come accade spesso tra fratelli, sorelle, amici, fidanzati e sposi), invece di cercare una nuova casa puoi alleggerire quella che hai già e renderla nuova, più ariosa e più fresca,
Consiglio organizzativo: elimina tutto quello che non usi da anni e che non userai mai (lo sai, anche se non vuoi ammetterlo!) e tutto ciò che non ti piace e non ti è mai piaciuto; regala, vendi, dai in beneficenza le cose in buono stato e butta via quelle distrutte.

Sfortuna: casa tua è troppo grande e non sai mai che cosa potresti incontrare attraversandola. Ogni stanza è come un monolocale: contiene tutto di tutto. Lasci le cose ovunque e rischi ogni volta di confonderti.
Opportunità: anche se ci sono più stanze che abitanti, non c’è bisogno di cambiare casa (a meno che le pulizie siano diventate la tua occupazione primaria). Puoi, invece, assegnare una funzione a ciascun locale.
Consiglio organizzativo: decidi a che cosa serve ogni stanza, cioè quali attività svolgere (per esempio, in cucina cucinare, in sala da pranzo mangiare, in soggiorno guardare la tivù, in salotto ricevere gli amici); poi in ogni ambiente riunisci tutti gli oggetti che servono all’attività che hai deciso di svolgervi.

Sfortuna: hai una casa dalle giuste proporzioni, ma non trovi mai quel che cerchi, dalle chiavi della macchina agli occhiali da sole, dai documenti per il commercialista alle ricette del medico, dalle calze da corsa al maglione della nonna.
Opportunità: se la casa è su misura per te e la tua famiglia, invece di cercarne una nuova puoi trovare un posto a ogni cosa: le chiavi della macchina nel mobile all’ingresso, i documenti ben etichettati nell’archivio, le calze da corsa nel cassetto dello sport.
Consiglio organizzativo: stanza per stanza, dividi gli oggetti tra quelli che devono rimanere e quelli che servono altrove; riponili dove ti servono e li usi spesso e, soprattutto, abituati a metterli via appena li hai usati.

In ogni caso, che sia troppo piccola o troppo grande oppure delle giuste dimensioni, fai in modo che sia comoda, facile da usare e che tutte le cose si trovino esattamente là dove ti servono. In poche parole, a zero perdite di tempo!

Paroladordine organizzare case difficili

martedì 4 giugno 2019

Le liste “progetto”

Tra le varie liste, le mie preferite sono quelle “progetto”. Le uso per pianificare le attività necessarie a portare avanti e concludere i progetti lavorativi.
  Sono il punto d’incontro tra le intenzioni (voglio fare) e gli impegni quotidiani (lo faccio). Grazie a loro mi rendo conto di come procedere ed evito il panico degli ultimi giorni: ultimo minuto? No, grazie!

Se non conosci le liste “progetto”, ti lascio un breve identikit.
  CHI – Sono utili se: hai progetti importanti da realizzare, hai bisogno di un supporto esterno per memorizzare le fasi di ogni progetto, rischi di perdere tempo lungo la via e farti distrarre da altre cose, vuoi sapere sempre a che punto ti trovi del tuo lavoro.
  COSA – Assomigliano alle altre liste, con un quadratino o un cerchietto bianco da spuntare in corrispondenza delle attività elencate, ma sono divise in due parti: a sinistra si segna che cosa fare e a destra quando farla.
  PERCHÉ – Servono a controllare l’andamento dei tuoi progetti: li dividi in piccole attività, dai un ordine cronologico alle singole attività, valuti quanto tempo è necessario per farle, sai a che punto del progetto ti trovi e quante attività mancano per completarlo.
  DOVE – Meglio conservarle in agenda o nel quaderno delle attività lavorative; le mie sono nella sezione “agenda”, tra le cose da fare.
  QUANDO – Si compilano appena inizi a lavorare a un nuovo progetto; ogni volta che completi un’attività, la cancelli. Le consulti a fine settimana (il venerdì o la domenica sera, se preferisci) per controllare che cosa hai fatto,  che cosa ti manca e che cosa farai settimana prossima.

Ti racconto come ho usato la lista “progetto” per aprire la partita Iva a gennaio.
  • Ho stampato la lista su una pagina già forata per la mia agenda ad anelli e l’ho intitolata, con molta fantasia, “Partita Iva”.
  • Ho iniziato a scrivere nella colonna COSA tutti i passi che avrei dovuto fare per raggiungere il mio obiettivo. Per esempio: decidere il codice Ateco, chiedere al commercialista i costi di apertura e di gestione…
  • Quindi, ho scritto nella colonna QUANDO in quali settimane di gennaio realizzare le singole attività.
  • Dopodiché, ho segnato nel calendario settimanale le varie attività, tenendo conto dei giorni disponibili (seguo il metodo Heppell, per cui ogni giorno è dedicato a tipi di impegni diversi) e lasciando abbondante tempo “cuscinetto” per eventuali imprevisti ed emergenze.
  • A gennaio, ogni venerdì ho controllato le attività della settimana successiva e le ho segnate giorno per giorno tra le quattro più importanti.
  • Man mano che procedevo, ho cancellato con un energico evidenziatore verde e molta soddisfazione le varie fasi del progetto.

Se come me hai tanti progetti e poca memoria, le liste “progetto” sono uno strumento indispensabile per pianificare ogni fase e programmare le attività giornaliere senza mai perdere di vista tutto il resto (non solo casa, famiglia, te stessa, ma anche i “soliti” impegni di lavoro). Provale e affidati: ti aiutano a smettere di procrastinare (e perdere tempo!) e a progredire, passo dopo passo, con serenità.

P.S. Naturalmente, come tutte le liste, anche queste hanno bisogno di due cose fondamentali per funzionare: controllare e agire!

Paroladordine tempo agenda liste progetto

martedì 28 maggio 2019

Se fossi...

Se fossi un animale, sarei una tartaruga e il mio motto sarebbe: «Chi va piano, va sano e va lontano».

  Non sono sicura che al giorno d’oggi andare piano nel mondo del lavoro sia una furbata. Troppe volte in questi mesi ho avuto belle idee e poi le ho viste realizzate da altre persone, più brave e capaci a proporle di me. Ma ad andare veloce non riesco, i miei ritmi sono tranquilli e preferisco elaborare con calma le novità.
  Ho seguito il mio intuito e inserito una nuova rotta alla mia attività: voglio occuparmi un po’ meno di organizzazione domestica e sempre più di come organizzarsi nel tempo per realizzare lo stile di vita dei propri sogni.
  Da qualche tempo sto preparando i miei nuovi servizi: voglio che siano chiari, semplici e davvero utili. Sto lavorando alla loro essenza, ai testi che li accompagnano, alle immagini che li rappresentano, mi sto mettendo nei tuoi panni per capire se davvero funzionano.
  La mia lentezza mi ha permesso di confrontarmi con professionisti che stimo, di guardarmi attorno (è inevitabile, anche se preferirei “concentrarmi” solo sul mio lavoro) e di ragionare su quel che ho visto e quel che voglio fare.

Se fossi un mestiere sarei una sarta (come mia nonna) e il mio motto sarebbe: «Cucito su misura».

  Ho notato che l’argomento tempo (il cosiddetto time management) è un argomento molto sentito (quasi “sociale”) e per questo discusso e proposto da un gran numero di professionisti di diversi settori: counselor, life coach, marketer, imprenditori, artigiani, comunicatori… Alcuni spiegano come usare tecniche e strumenti, altri insegnano il proprio metodo per produrre di più in meno tempo o ritagliarsi delle ore per sé o conciliare casa e lavoro.
  E poi ci sono io. Che cosa posso offrire di diverso? Qual è il valore aggiunto dei miei servizi? Che cosa mi spinge a fare questo lavoro e a rendermi utile?
  Dopo averci pensato, sono giunta a una conclusione: è l’essenza stessa dell’organizzazione personale, cioè la capacità di trovare la soluzione giusta (quindi diversa e personalizzata) per chiunque abbia un problema. Uso le tecniche e gli strumenti organizzativi che ho provato su me stessa, propongo quelli più adatti e costruisco insieme a te il tuo metodo. 

Se fossi uno mezzo di trasporto sarei una navicella spaziale e il mio motto sarebbe: «Cambia prospettiva».

  Immagina di volare in alto, oltre il cielo, fino alle stelle. Da qui puoi vedere la Terra che brilla di miliardi di puntini colorati: ogni puntino colorato è una persona, ogni persona è diversa dall’altra. Diversi sono i desideri, il contesto, le aspettative, le motivazioni, le abitudini, i problemi, le necessità, le aspirazioni, i sogni.
  Perciò, come può esistere un sistema valido per tutti? Non esistono regole, tecniche, strumenti, metodi universali: esistono regole, tecniche, strumenti, metodi che si adattano e sono scelti secondo i bisogni, i problemi, la personalità e lo stile di vita di ciascuno di noi.
  Ecco, con i miei nuovi servizi voglio aiutarti a risolvere i problemi che ingarbugliano le tue giornate con un buon uso del tempo, sviluppare le abilità organizzative per vivere con serenità e trovare il tuo metodo, quello che senti tuo e che ti rappresenta appieno. 

Paroladordine nuove offerte

martedì 21 maggio 2019

Le attività quotidiane cui non rinuncio

Sto cambiando stile di vita, ho spostato il mio “centro di gravità” dalla soddisfazione personale tramite il lavoro alla salute.
  La salute, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è lo stato di benessere fisico, mentale e sociale che otteniamo quando riusciamo a sviluppare le nostre potenzialità con l’aiuto delle competenze di vita. Quindi dal semplice “stare bene” sono passata a “esprimere pienamente me stessa (i miei valori, le mie doti, la mia personalità), vivere appieno ogni giorno senza stress e costruire relazioni basate su gentilezza, rispetto e arricchimento reciproco”. In poche parole, un cambiamento impegnativo su ogni fronte!

Ho stravolto la programmazione delle mie giornate, un po’ per seguire i cambiamenti portati dalla nuova stagione, un po’ per inserire poco alla volta nuove abitudini e raggiungere il mio obiettivo. Ho diminuito le ore di lavoro, accorciato la pausa pranzo, aumentato il tempo per l’esercizio fisico, spostato l’ora per cucinare e quella per camminare (se solo smettesse di piovere…).
  Con tutti questi cambiamenti, sono stata intransigente su un’unica cosa: non rinuncio alle attività che mi fanno star bene.
  Ecco quali sono:
  • leggere appena sveglia: anticipo di mezz’ora il trillo della sveglia, perché mi piace crogiolarmi nel tepore del letto leggendo un buon libro; che sia di studio o di piacere non conta, è importante per me iniziare la giornata con morbidezza!
  • fare colazione con calma: sempre e ovunque! È il mio passaggio dal riposo all’azione, ho bisogno di circondarmi di buon cibo, silenzio e lettura; ho bisogno di mezz’ora tutta per me per mettere in moto l’energia;
  • camminare: un’ora di camminata in mezzo alla natura (sul lungolago e nei boschi) ha gli stessi effetti di una giornata di sole sui meteoropatici, porta via i brutti pensieri e regala serenità. Quando piove, nevica, si gela e sto male, non cammino e si vede!
  • guardare la tivù mentre pranzo: lo so, non è una buona abitudine; ma mango da sola e la tivù mi distrae dai soliti pensieri legati al lavoro. Seguo solo cose leggere (serie tivù, film o programmi di case) e mi tengo lontana da ogni fonte di nervosismo;
  • struccarmi: da quando ho scoperto di avere una pelle iper sensibile, prima di andare a dormire mi strucco con attenzione e mi proteggo con una crema super emolliente. A qualsiasi ora e grado di sonno! I miglioramenti sono visibili e tangibili;
  • scrivere: di mattina o la sera (oppure entrambe le volte), scrivo su un quaderno le emozioni e le sensazioni della giornata, i desideri e i progetti per il futuro, tutto quello che mi passa per la mente, senza censure e in totale libertà;
  • leggere prima di addormentarmi: sempre, anche se sono già quasi addormentata! L’ho sempre fatto fin da bambina, è il mio momento spensierato di totale riposo e divertimento. Se non leggo, non riesco a dormire.

Temevo di dover rinunciare a quel che mi piace, perché le nuove abitudini occupano ore e le giornate non si allungano per magia. In realtà, ho fatto in modo che ogni cambiamento nella mia vita si adatti attorno a queste attività. 
  Ti racconto come, perché può esserti utile.
  1. Priorità. Scegli le cose davvero importanti: non solo ti fanno stare bene, ma sono anche quelle che più ti aiutano a raggiungere il tuo scopo. Decidi quando farle e sistema le altre attività tutt'attorno.
    Consiglio organizzativo: usa la matrice del tempo per individuare le tue vere priorità
  2. Pazienza. Hai bisogno di tempo per rendere tuo uno stile di vita nuovo, perciò non cercare di fare tutto subito, introduci un’abitudine alla volta, sperimenta nuovi orari e procedi con calma e fiducia.
    Consiglio organizzativo: pianifica le tue prossime mosse e controlla che tutto funzioni.
  3. Disciplina. Se sai con chiarezza come vuoi vivere, sai anche che cosa fare e lo fai con intenzione, nonostante le difficoltà. Datti delle regole e seguile, fatti delle promesse e mantienile.
    Consiglio organizzativo: usa la tecnica “non spezzare la catena”, per aiutarti a mantenere la disciplina.

Ora sai di poter cambiare stile di vita, introdurre nuove abitudini, trovare soluzioni a nuovi problemi senza rinunciare per forza alle attività che ti piacciono e che ti fanno star bene. Anzi, il tuo nuovo percorso inizia proprio da loro: seguile, ti porteranno lontano.

Paroladordine stile di vita cose che amo

martedì 14 maggio 2019

La matrice del tempo di Covey

Conosci già la cosiddetta matrice di Eisenhower? È una tabella divisa in quattro quadranti: ogni quadrante corrisponde a un tipo diverso di attività e ogni tipo di attività si distingue per il grado di urgenza e di importanza. Pare che il suo nome sia dovuto alla frase del presidente statunitense: Ciò che è importante raramente è urgente e ciò che è urgente raramente è importante. Serve per identificare le nostre priorità.
  Ho trovato tanti esempi di matrice di Eisenhower, su libri di “gestione del tempo” e di produttività, in siti Internet di life coach, time manager e influencer. Ogni volta che ne incontro una, è leggermente differente dalle altre; non tanto nella sostanza (è sempre uguale), ma nell’uso che ne vien fatto.

Paroladordine matrice del tempo Covey

Stephen Covey nel suo libro Le 7 regole per avete successo la chiama “matrice del tempo”, ed è il fondamento della regola 3 (dai la precedenza alle priorità). La descrive con cura, la pone al centro della gestione personale e le dona una sfumatura particolare.
  La regola 3 di Covey riguarda la capacità di gestirci bene, cioè di dare la precedenza alle nostre priorità, di prendere impegni con noi stessi e di mantenerli. Per Covey il modo migliore per usare bene il proprio tempo è focalizzarsi sulle aspettative, sulle relazioni e sui risultati, tutti aspetti su cui possiamo agire.

Spendiamo il tempo in quattro modi: a risolvere problemi e crisi urgenti e importanti per noi (I), a risolvere problemi urgenti e importanti per altri (III), a cercare sollievo in attività inutili (IV) oppure a crearci opportunità (II).
  Se passiamo il 90% del nostro tempo a risolvere emergenze e il 10% in attività inutili, alla fine della giornata siamo stressati e privi di qualsiasi energia. Se, invece, passiamo il 50% del tempo a risolvere problemi altrui e il 50% in attività inutili, siamo incapaci di gestire la vita e di assumerci le nostre responsabilità. In entrambi i casi, non riusciremo mai a essere soddisfatti di noi e della nostra vita.

Il modo migliore di usare il nostro tempo è agire secondo coscienza e in modo coerente con le risposte a due semplici domande:

  1. quale cosa potresti fare con regolarità (e che ora non fai) per determinare un enorme cambiamento positivo nella tua vita personale?
  2. quale cosa potresti fare nella tua attività professionale per ottenere risultati analoghi?

Eliminiamo le attività inutili, quelle che ci fanno solo perdere tempo ed energia, e dedichiamo il nostro tempo a crearci le opportunità per vivere una vita piena e a risolvere poche (inevitabili) emergenze.

Quella sfumatura che dona un valore aggiunto

La matrice del tempo di Covey non è una bacchetta magica per produrre di più in meno tempo, ma uno strumento per capire come stiamo usando il nostro tempo e se ne siamo soddisfatti, per conoscere il nostro grado di responsabilità personale, per allenare la volontà e la disciplina, e per chiarire quali sono i nostri reali obiettivi nella vita e come vogliamo usare il nostro tempo.
  Le priorità non sono le attività più importanti per produrre di più, ma il frutto dei principi, dei valori, della missione e degli obiettivi personali.

Come lo utilizzerò

Sono in una fase di transizione, la mia bussola segna un nuovo nord – vivere in modo salutare per me e per gli altri – e ho bisogno di ogni strumento possibile per usare bene il mio tempo e realizzare lo stile stile di vita che desidero.
  Per raggiungere il mio obiettivo, cerco il più possibile di allenarmi ogni giorno alla camminata veloce, di evitare cibo industriale, di acquistare capi d’abbigliamento sostenibili e di accogliere emozioni, sensazioni e pensieri in modo critico. Non sempre ci riesco, ma mi sto impegnando ed è lì che voglio arrivare.
  Sono sicura che questo percorso arricchirà me e la mia famiglia, e mi permetterà di aiutare nel migliore dei modi tutte quelle persone che desiderano essere soddisfatte della loro vita, giorno dopo giorno.

Paroladordine matrice del tempo secondo quadrante Covey

martedì 7 maggio 2019

La tua casa sei tu

Quando abbiamo iniziato a vivere assieme, io e mio marito ci siamo detti: «Minimalismo». Volevamo una casa bianca, con pochi mobili, poche suppellettili e solo quel che serve.
  È durato poco. Prima sono entrati i miei libri e le mie scarpe, poi i grandi elettrodomestici (quelli per sopravvivere: lavatrice, lavastoviglie, frigorifero, forno), i piccoli elettrodomestici (aspirapolvere, forno a microonde, tostapane, frullatore, fruste, tritatutto), un po’ di tecnologia (due tivù, un video registratore, un lettore dvd, un impianto hi-fi, casse stereo di ogni genere e tipo, computer, stampante, scanner, due telefoni mobili, vari cavi e caricabatterie), qualche ninnolo, un armadio a otto ante, una scrivania, una poltrona, una nuova libreria, una scarpiera, altri libri, altre scarpe… Argh.
  Quando ci siamo trasferiti dal bilocale a casa nostra ci siamo detti: “Cerchiamo di non esagerare”.
  Il minimalismo non fa per noi, ma nemmeno lo spreco di spazio: quel che desidero è una casa bianca, luminosa, ariosa, accogliente come un abbraccio, allegra come una strizzata d’occhio; con tanti angoli in cui rifugiarsi con un libro, un’idea in mente da realizzare, un cuscino sotto la testa, gli oggetti necessari conservati nei mobili necessari e un po’ di bellezza sparsa qui e là a rallegrarci l’anima.
  Casa nostra assomiglia a questa immagine? Non ancora, ma ci stiamo lavorando.

Il prossimo passo sarà riorganizzare lo studio: l’ho fatto più volte, ma non mi soddisfa mai fino in fondo. Voglio dare una sistemazione definitiva a tutti i libri e i documenti che contiene, eliminare quel che non mi serve più, fare spazio, progettare la nuova libreria (in attesa di realizzarla), aggiungere piante e quadri che mi rallegrino durante le ore di lavoro, trovare la poltrona giusta per lavorare “sostenuta” ma rilassata. Lo farò seguendo la Regola dei 15’: è un’attività che mi pesa molto (troppi ricordi, troppa roba da vagliare, troppi cambiamenti da fare!) perciò ho bisogno di prenderla con leggerezza, poco alla volta.

Ho un altro progetto che vorrei realizzare: ridimensionare l’armadio da 360 cm + angolo di circa un metro quadrato a soli tre metri, tutti disposti su un’unica parete. Ho come la sensazione di aver riempito “per forza” il mio guardaroba, pur sapendo di avere pochi vestiti e pochi accessori. Ogni volta che lavo, ritiro o cerco un capo, elimino quelli rovinati senza rimedio (nel secchio dell’indifferenziata) e quelli che proprio non mi stanno bene (nel cassonetto del riciclo apposito). Da quando ho seguito il percorso di consulenza d’immagine di Silvia Frisone, (finalmente) so quali abiti mi vestono bene e il mio guardaroba, piano piano, prende forma.

Poi c’è il ripostiglio del sottoscala: pare dotato di una personalità propria, alquanto volubile! Ci sono barattolini, scatoline e oggettini da eliminare, bottiglie di vino e liquori (li facciamo noi con le erbe del nostro giardino) da riorganizzare, bottiglie vuote da riempire e regalare, vecchie candele da usare, borse termiche da controllare, poche scorte di cibo da finire. Ogni volta che apro le ante e accendo la luce, mi viene il nervoso! È ora di metterci mano.

Mi sto impegnando per vivere come vorrei davvero e desidero che la mia casa mi rispecchi. Altrimenti rischio di sentirmi a disagio e fuori posto – come se indossassi un vestito da gran sera per fare la spesa!
  Se anche tu provi questa sensazione, prenditi qualche minuto per chiederti: “Io e la mia casa ci assomigliamo?”, “Lo spazio in cui vivo mi rappresenta?”. Le tue risposte saranno il punto di partenza del cambiamento che ti porterà verso lo stile di vita dei tuoi sogni.

Settimana prossima io e Viola Emanuelli del centro SÉ74 iniziamo un percorso di quattro incontri per riconnettersi al proprio corpo tramite la pratica millenaria dello yoga e migliorare il rapporto con lo spazio grazie all’organizzazione personale. Se vuoi saperne di più e vivi dalle parti di Verbania sul Lago Maggiore, scrivimi per avere informazioni!

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martedì 23 aprile 2019

Si studia! Le 7 regole per avere successo

Ho tra le mani un libro pubblicato per la prima volta nel 1989. Eppure è attuale, nonostante i tempi siano cambiati, soprattutto per i ritmi divenuti più frenetici e la tecnologia che intossica la nostra vita. S’intitola Le 7 regole per avere successo di Stephen R. Covey.

Paroladordine Covey 7 regole successo

È attuale – e sempre lo sarà – perché il successo di cui tratta non ha nulla a che fare con il denaro, il potere o la fama. Il successo per l’autore è l’efficacia personale e interpersonale, cioè la capacità di realizzare le cose davvero importanti per noi stessi da soli e assieme agli altri; un processo fondato sui principi, sul carattere e sul concetto di inside-out:
  • i principi sono leggi naturali, reali e immutabili, verità profonde e fondamentali applicabili a tutti, come l’equità e la giustizia, la coerenza e l’onesta, la pazienza e l’incoraggiamento, la crescita e il cambiamento;
  • il nostro carattere è formato dalle abitudini e regole che ci diamo ogni giorno e che dimostrano quello che noi siamo davvero;
  • il concetto inside-out (da dentro a fuori) si riferisce al processo di rinnovamento personale che procede prima dentro di noi e poi verso l’esterno.

Le sette regole sono un approccio integrato, sequenziale e coerente per l’efficacia personale e interpersonale.
  Covey afferma che l’efficacia dipende da due cose: la produzione di risultati desiderati (P) e la capacità di produzione (CP). Essere efficaci, quindi, significa riuscire a bilanciare il desiderio di ottenere qualcosa con le risorse necessarie per ottenerlo, secondo il principio che l’autore chiama “equilibrio C/CP”.
  Le regole spiegate da Covey si possono dividere in tre gruppi:
  • le regole 1 (Sii proattivo), 2 (Comincia pensando alla fine) e 3 (Dai la precedenza alle priorità) riguardano la padronanza di sé e segnano il passaggio dalla dipendenza dagli altri all’indipendenza: aiutano a sviluppare il carattere e a ottenere successi privati;
  • le regole 4 (Pensa vinco/vinci), 5 (Prima cerca di capire, poi di farti capire) e 6 (Sinergizza) sono legate all’interdipendenza, cioè al lavoro di gruppo, alla cooperazione e alla comunicazione, e aiutano a ottenere successi pubblici;
  • le regola 7 (Affila la lama) riguarda il rinnovamento continuo delle quattro dimensioni della vita: fisica, sociale, spirituale e mentale. È la nostra capacità di produrre i risultati desiderati e di migliorarci sempre.


Che cosa c’entra un libro di crescita personale con l’organizzazione? 

   Tanto! Col mio lavoro, infatti, aiuto persone che stanno vivendo un cambiamento e ogni cambiamento, fortemente voluto o subito malgrado tutto, è un’opportunità di crescere, migliorarsi, rinnovarsi e diventare più se stesse. Il libro di Covey offre una visione d’insieme della situazione di partenza, del percorso in atto e dei risultati finali: un approccio fondamentale anche nell’organizzazione personale.
  La parte che più mi è piaciuta è il capitolo della regola 3 (Dai la precedenza alle priorità), perché si parla dei principi di gestione personale, di organizzazione e del buon uso del tempo. Ho gustato la “matrice del tempo”, spiegata da una prospettiva nuova e più ricca: merita un articolo tutto per sé (te ne parlerò presto)!

  Non so se sono riuscita a trasmetterti in poche righe la “vastità” di questo libro ormai trentenne… Posso consigliarti però di leggerlo appena puoi: dedicagli la tua attenzione, prendi appunti e metti in pratica i suoi suggerimenti; sono sicura che ti aiuterà a realizzare lo stile di vita dei tuoi sogni.


P.S. Per le prossime due settimane non pubblicherò articoli perché sono in vacanza. Se vuoi continuare a leggere di organizzazione personale, ho programmato la pubblicazione di alcuni vecchi articoli sulla pagina Facebook: buona lettura “amarcord” e buone feste!

Paroladordine si studia Covey Le 7 regole per avere successo

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