martedì 19 giugno 2018

La forza della quotidianità

L’organizzazione non si ferma mai.
Hai deciso di dare una svolta alla tua vita, iniziando dalla casa. Hai passato ore a svuotare armadi, spostare mobili, controllare gli angoli più nascosti; hai deciso che cosa fare di ogni oggetto scovato (tenerlo o eliminarlo? Regalarlo, venderlo, riciclarlo o buttarlo nella raccolta differenziata?); li hai divisi per categorie e funzioni; hai trovato il posto giusto per ognuno di loro - secondo le tue abitudini, la tua comodità e le tue necessità. Hai ottimizzato i tuoi spazi e dopo ore, giorni, settimane di lavoro sei finalmente soddisfatta dei risultati ottenuti: ogni volta che entri a casa ti senti accolta con un caldo abbraccio, qualsiasi attività svolga ti senti sostenuta e a tuo agio. Bravissima!

E ora? Ti do un consiglio spassionato: non fermarti mai.
Ora inizia il bello, cioè fare in modo che tutto il tuo lavoro si mantenga giorno dopo giorno. Altrimenti rischi di aver sprecato il tuo tempo (tutte quelle ore!), il tuo spazio (tutto quel trambusto!), il tuo denaro, la tua energia.

Per mantenere il tuo spazio organizzato affidati alla quotidianità: ripeti ogni giorno gli stessi comportamenti finché diventano automatici, quindi abitudini preziose che ti aiutano ad agire per il tuo bene.
Per comodità ho diviso queste attività quotidiane in due gruppi:

1. i piccoli gesti quotidiani
  • metti al suo posto ogni oggetto appena hai finito di usarlo
  • archivia quel che ti serve in futuro
  • fai subito un’azione se dura meno di due minuti
  • programma (pasti, spese, pulizie)
  • elimina l’inutile
  • ripara o ricicla subito quel che può essere riutilizzato

2. i grandi gesti quotidiani
  • apriti ai cambiamenti 
  • ascolta i nuovi bisogni e i nuovi desideri
  • preparati a una nuova organizzazione

L’organizzazione è un lavoro sempre in atto, fa parte della nostra quotidianità, ci accompagna nelle fasi della vita, si adatta ai cambiamenti per aiutarci a vivere meglio, giorno dopo giorno.

paroladordine-quotidianità


mercoledì 13 giugno 2018

La forza della fiducia

Un giorno ho letto una frase che mi ha fatto ragionare. Pare sia di Louise Hay, autrice statunitense e sostenitrice del pensiero positivo. Dice così: Ti sei criticato per anni e la cosa non ha mai funzionato. Prova invece ad apprezzarti e guarda che cosa accade.

Mi ha fatto ragionare, perché in effetti per anni sono stata molto severa con me stessa: pretendevo grandi cose, senza mai regalarmi un complimento. Perché, dal mio punto di vista, non ero e non facevo mai “abbastanza”.
Così i sogni rimanevano tali, i bisogni rimanevano insoddisfatti e io continuavo a non avere fiducia nelle mie capacità.
Finché un po’ per l’età, un po’ per l’esperienza accumulata, un po’ per le parole di un’amica* ho iniziato a smettere di criticarmi e ad avere fiducia in me. Ho cambiato prospettiva e quel che vedo mi piace.

Mi ha fatto ragionare su quanto sia importante la fiducia in sé in ogni ambito della vita, nei momenti tranquilli come nelle fasi di cambiamento; sì, anche quando senti fortissimo il bisogno o il desiderio di organizzarti.
Per organizzarsi bisogna avere fiducia: in te stessa, in chi ti può aiutare, nel metodo e nella tecnica organizzativi scelti.
Mi è capitato quando ho provato il metodo Heppell: ci ho creduto anche se all’inizio ero scettica  (mi sembrava un modo difficile di lavorare); per mesi ho faticato, ma alla fine dell’esperimento ho fatto mio il metodo e ora ne sono entusiasta: lavoro meno e ottengo più risultati!

Ti lascio i miei ragionamenti: se sei in bilico sul ciglio dell’autocritica, potrebbero esserti utili.
  • Apprezzarsi significa fidarsi. Se dai valore e ti affidi al tuo istinto e alle tue capacità, riesci anche a riconoscere il valore e a fidarti degli altri. 
  • La fiducia è il carburante che alimenta la tua energia. Soprattutto quando sei stanca, giù di tono, soprappensiero, un po’ persa… in ogni caso, sai di poter contare sui tuoi punti di forza.
  • Organizzarsi significa usare bene l’energia. Prova una tecnica adatta al tuo modo di vivere ed essere, finché la senti tua: abbi fiducia che funzionerà.
paroladordine-cambiamento

L’amica è Mayda, e se segui Paroladordine fin dall’inizio la conosci bene, perché ha curato la rubrica socialMente. Le parole che mi hanno spronata sono parte di un brano di Marianne Williamson: Siamo tutti nati per risplendere, come i bambini. […] E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo la possibilità agli altri di fare lo stesso.

martedì 5 giugno 2018

La forza della perseveranza

Come passare dall’idea alla sua realizzazione senza perdersi via? Scrivo queste righe per me, per te - se anche tu tendi a fermarti dopo la seconda fase -, per non dimenticarlo mai più!

1. Dall’idea nasce un obiettivo
Hai un bisogno o un desiderio (oppure tutti e due!) e l’hai trasformato in un obiettivo, cioè nel risultato che vuoi ottenere (soddisfare il tuo bisogno o esaudire il tuo desiderio) compiendo una serie di azioni.
Questa, per me, è la parte più bella: mentre progetto do libero sfogo all’immaginazione, alla creatività, risolvo ipotetici problemi… Il risultato mi sembra vicino e ottenerlo così facile!

2. Attorno all’obiettivo cresce un piano
Hai pianificato ogni azione nei minimi dettagli: procedendo a ritroso, dall’ultima alla prima cosa da fare; decidendo quando fare che cosa; a chi, nell’eventualità, chiedere aiuto; che cosa puoi imparare di nuovo o quali capacità mettere in campo…
È un lavoro lungo, certosino, coinvolgente: talmente coinvolgente da (farmi) credere che tutto sia già fatto. Ma non è così.

3. Il piano prende vita con le azioni
Ora inizia la parte (per me) più difficile: ora devi agire.
Agli inizi è dura, perché il risultato è ancora lontano e la fatica è molta. Può capitare che ti senta frustrata, perché vuoi tutto subito… ma ogni cosa ha il suo tempo e l’unico modo per non abbatterti è perseverare.
Se sei motivata e la tua idea è sostenuta da una forte convinzione personale, la perseveranza ti aiuta a mantenere il giusto comportamento nel tempo, finché raggiungi il risultato che vuoi ottenere..

Riassumo le tre fasi con un esempio (reale).
  • Prima fase. Ho deciso di seguire un regime alimentare sano ed equilibrato perché desidero vivere sano. Ho posto domande, letto, ascoltato risposte, approfondito, capito quali sono i miei limiti (no cipolle, pasta al peperoncino, bistecca ai ferri per colazione, per favore!), stabilito dei compromessi. 
  • Seconda fase. Ho impostato un menù settimanale di prova con gli alimenti giusti al momento giusto, organizzato i pasti (a pranzo cucino doppia porzione di verdure, anche per la cena del giorno dopo), deciso il giorno della spesa (lontano, molto lontano dal fine settimana tentatore) e le quantità di alimenti da acquistare.
  • Terza fase. Ho fatto tante “prove” (leggi tentativi) e rimandato l’inizio “serio” di questa nuova alimentazione per un paio di settimane: mercoledì, infatti, tendo a cedere, ogni “notizia così così” (di cattive non ne ho, sicché…) è una scusa per sgarrare, la domenica è libera e il lunedì successivo la dieta è condita con amarezza e sensi di colpa. Alla fine mi sono detta: falla, ‘sta dieta, e basta! Sono consapevole che i primi cambiamenti positivi li noterò tra quindici giorni: proprio perché voglio vederli e gioirne, persevero!

E, sì, il kanban può essere d’aiuto anche per la dieta…

paroladordine-kanban-giugno
"Scegli piuttosto di essere forte nell'animo che forte nel corpo."
Pitagora

(clicca su uno dei seguenti formati
Per scaricare lo sfondo corrispondente)

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