martedì 27 febbraio 2018

Elogio della lentezza. Come organizzarsi nel tempo

Ci sono persone con cui entri subito in sintonia: non le hai mai viste, eppure ti sembra di conoscerle da sempre; e, quando le incontri, scopri di avere più cose in comune di quanto pensassi Se poi fanno il tuo stesso mestiere, è inevitabile dar vita insieme a un progetto!

È proprio quello che mi è successo un mese fa. La mia amica-collega Fabiola Di Giov Angelo, tra una chiacchierata e l'altra, mi propone di realizzare insieme un progetto su un tema che ci appassiona entrambe: il tempo e l'uso che ne facciamo. Mi dice che ha già in mente anche un titolo, davvero molto eloquente...

E così, nel giro di un paio di telefonate, prende forma quello che sarà il nostro evento dal vivo per la Settimana dell'Organizzazione 2018:

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L’evento si terrà quasi in contemporanea: mercoledì 21 marzo a Tivoli con Fabiola e sabato 24 marzo ad Arona con me. Sarà rivolto a tutte quelle persone che si accorgono di andare troppo veloci, per (ri)scoprire la bellezza del vivere lento in un mondo ad alta velocità.

Noi siamo entusiaste del nostro evento condiviso: il tempo è un bene prezioso e se tutti imparassimo a viverlo meglio, a trasformare la quantità (di cose da fare) in qualità, saremmo più sereni e appagati.

venerdì 23 febbraio 2018

La Signorina O dice “inattività”

La Signorina O ama le parole e per questo mese ne ha scelto una particolare: inattività. Vuole scoprirne il significato per capire quali benefici può portare in uno stile di vita organizzato.

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Inattività è il contrario di attività, anzi: ne è l’assenza. I suoi sinonimi esprimono meglio il suo significato: pigrizia, inerzia, arresto, inoperosità, ozio, stasi... Tutti termini che ci fanno storcere il naso, ma a torto.

Siamo cresciuti con l’idea di dover fare: i compiti, gli allenamenti in piscina (li odiavo!), gli esercizi al pianoforte (idem), le tesine, gli esami, il tirocinio, la fila alle Poste per pagare le bollette, le pulizie, il pranzo e la cena, la spesa, il lavoro, il lavoro, il lavoro... E abbiamo accantonato la bellezza del dolce far niente.

Conosci la regola wei wu wei del Taoismo? L’ho incontrata quando facevo tai chi e mi è rimasta impressa. Significa “azione senza azione”, indica la capacità di agire senza sforzo e, soprattutto, di capire quando agire e quando non agire: seguire il proprio ritmo naturale, procedere a piccoli passi, dosare bene la propria energia.

In uno stile di vita organizzato l’inattività è tanto importante quanto l’attività. Nei momenti di svago assaporiamo la vita e facciamo scorte di energia e, senza pensarci, troviamo le soluzioni ai nostri problemi, le decisioni migliori per noi, le idee più creative... Insomma, agiamo senza agire.

Ti propongo un gioco per riscoprire i benefici del dolce far niente:
  1. chiudi gli occhi e pensa a quando hai vissuto (da bambina o da adulta) un momento di totale ozio
  2. ricorda che cosa stavi non-facendo e ascolta le sensazioni provate;
  3. segna in agenda dieci minuti al giorno per non-fare la stessa cosa;
  4. scrivi su un quaderno (o sull’agenda stessa) le sensazioni, le soluzioni, le decisioni e le idee scaturite da questi momenti d’inattività.

Lo faccio anch’io. Ho due ricordi molto cari di quando ero adolescente: nel primo sono sdraiata su un prato a guardare le nuvole, nel secondo sono seduta di fronte alla finestra a... guardare le nuvole! Ogni volta che mi tornano in mente, provo le stesse sensazioni di allora: pace, serenità, pienezza, gioia. Un vero tesoro di energia e buon umore.

martedì 20 febbraio 2018

La lista delle cose da non-fare

Ce l’hai una lista delle cose da non-fare? È utilissima, credimi. Soprattutto in quei momenti di confusione in cui davvero non sai che direzione far prendere alla tua vita.

Spesso facciamo fatica a capire ciò che davvero vogliamo fare, mentre invece sappiamo bene che cosa vogliamo non-fare. C’è come una bussola dentro di noi che indica con costanza i nostri valori, gli insegnamenti dell’esperienza, le convinzioni più intime, la nostra essenza.
Quando non le diamo retta, succede qualche guaio o proviamo una specie di sofferenza dentro; quando la seguiamo, tutto va come una meraviglia e ci sentiamo sulla strada giusta.

Per essere sempre sicura di che cosa vuoi non-fare, ti consiglio di scrivere la lista e tenerla a portata di mano: non si sa mai quando potrebbe servire, anche solo per aggiungere qualche nuova voce all’elenco. La mia è nell’agenda (subito dopo la lista delle cose da fare!) e queste sono le prime dieci voci che ho scritto:
  1. Non lavorare prima delle  nove del mattino, dopo le diciotto, nel fine settimana e in vacanza.
  2. Non pensare al lavoro prima delle nove del mattino, dopo le diciotto, nel fine settimana, in vacanza... e nemmeno di notte!
  3. Non frequentare persone noiose con cui non ti diverti.
  4. Non leggere libri noiosi che non ti fanno sognare.
  5. Non impegnarti in qualcosa che non ti va, solo perché “bisogna”.
  6. Non sforzarti ad alzarti presto se sei stanca.
  7. Non andare a letto truccata.
  8. Non farti coinvolgere dai pensieri molesti: sono solo pensieri.
  9. Non rimuginare gli  errori passati: sono passati.
  10. Non ti addormentare sul divano: domani mattina mi ringrazierai.

Quando senti che la confusione avanza, magari in un momento di grande stanchezza o di super affollamento di impegni, fermati e smetti di fare. Prendi la lista, leggila e lasciati guidare dalle cose da non-fare: subito saprai con chiarezza che cos’è meglio per te.

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venerdì 16 febbraio 2018

Settimana dell’Organizzazione 2018

Si arriva in questo periodo dell’anno col forte desiderio di primavera: basta una giornata di sole per sentirla già nell’aria, nonostante l’inverno sia ancora nel pieno delle sue forze fredde e pungenti. Abbiamo voglia di toglierci gli strati di lana, di uscire nell’aria tiepida e sbocciare assieme alla natura!

Non è un caso se con la primavera inizia anche la Settimana dell’Organizzazione: l’energia accumulata si risveglia e fiorisce la voglia e l’intenzione di vivere meglio.

La quarta edizione della Settimana dell’Organizzazione, promossa da Apoi - Associazione Professional Organizers Italia, si svolge da mercoledì 21 a martedì 27 marzo in tutta Italia: un’intera settimana di “allenamento” per imparare a organizzarsi!

Ogni giorno puoi approfondire un ambito diverso (la casa, il lavoro, la famiglia, l’ufficio, il tempo e lo stile di vita) grazie ai consigli e agli spunti dei professionisti dell’organizzazione italiani, condivisi sul sito di Apoi e con gli eventi nelle proprie città, per imparare a vivere meglio la quotidianità grazie all’organizzazione.


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Settimana dell'Organizzazione
quarta edizione italiana
mercoledì 21 - martedì 27 marzo

» risorse gratuite: le trovi ogni giorno sul sito di Apoi:
- CASA (mercoledì 21)
- LAVORO (giovedì 22)
- SPACE CLEARING (venerdì 23)
- BAMBINI & FAMIGLIA (sabato 24)
- UFFICIO (domenica 25)
- GESTIONE DEL TEMPO (lunedì 26)
- STILE DI VITA (martedì 27)

» eventi locali: li trovi sul sito Apoi dai dai primi di marzo (ci sarà anche il mio!)

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martedì 13 febbraio 2018

Usa il tuo spazio

Internet offre infinite possibilità di moltiplicare lo spazio (virtuale) per archiviare e scambiare documenti e informazioni (virtuali): ce n’è talmente tanto, che a volte si rischia di disperdersi e perdersi. Documenti importanti, fotografie uniche, scambi epistolari decisivi... ma dove sono?
Quando ci dimentichiamo di loro, gli spazi che li contengono pian piano diventano inattivi e poi, col tempo, sono cancellati: se non li usi, se non ti ci muovi ogni tanto, ti sono tolti.

Appena l’ho scoperto mi sono chiesta: che cosa succede a uno spazio reale che smette di funzionare perché non lo usiamo più? Mi vengono in mente le case-depositi, aperte solo per stiparci altri ricordi, o le stanze abbandonate a se stesse perché non si sa cosa farne di preciso (tutto e niente): sono spazi inattivi che si riempiono di roba che non vogliamo più vedere, usati come archivio e magazzino di cose inutili.
In ogni casa esiste uno spazio simile, può essere grande (il garage) o piccolo (il cassetto della vergogna): noi lo trascuriamo e lui si auto-cancella. Uno spazio privo di qualsiasi funzione, infatti, non curato, né mantenuto vivo, si annulla nel caos.

Lo so bene, perché in casa nostra ce n’erano almeno due: la stanza che è diventata il mio studio e il pianerottolo del primo piano. Erano dei depositi di scatoloni e cianfrusaglie, privi di qualsiasi utilità  e bellezza: ora sono tra le parti di casa che più mi piacciono, uno mostra con orgoglio i miei amati libri e l’altro mi aiuta a lavorare con serenità.

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Per rendere attivo uno spazio inutilizzato ti basta poco, serve solo ricordarti che:

  • ogni spazio corrisponde a un’attività - per esempio, nello studio lavori;
  • ogni spazio contiene solo gli oggetti necessari per quella attività - hai bisogno di libri, quaderni, computer, stampante, musica, una pianta, dei quadri e cancelleria;
  • ogni oggetto ha un posto fisso in quello spazio - risparmi tempo e pazienza;
  • ogni oggetto torna al suo posto dopo l’uso - idem come sopra;
  • ogni spazio e ogni oggetto si meritano la nostra attenzione - tu ti prendi cura di loro e loro si prendono cura di te.

Perché uno spazio vissuto con intenzione, ordinato o disordinato, è come un essere vivente: ti accoglie, ti aiuta a svolgere ogni attività nel miglior modo possibile e ti fa vivere con serenità ogni giorno.

venerdì 9 febbraio 2018

Si studia! Trovalo! Parte 3

Amo le riviste d’arredamento, mi piace entrare nelle case altrui, godermi ogni particolare e chiedermi come poter migliorare casa nostra. Ecco perché non ho resistito di fronte al nuovo libro di Ikea: Trovalo! Parte 3. Creare spazio in dieci piccole case.

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Prima ci ha mostrato come ottimizzare gli spazi per scarpe e vestiti, poi in cucina e dispensa; adesso nelle case di piccole dimensioni.
Per trovare spazio e sfruttarlo in modo funzionale l’unica mossa efficace è uscire dagli schemi: abbandona le convenzioni e le abitudini, reinterpreta la funzione di mobili, accessori e persino delle stanze in cui vivi! Moltiplica lo spazio in altezza, dopo averlo fatto in larghezza e profondità: puoi trovare posto per le tue cose dove meno te l'aspetti.

Perché mi piace

  1. Lo stile semplice, divertente e coinvolgente. Ho divorato questo libro in un paio d’ore: eppure mi sembra di aver fatto un giro attorno al mondo e di aver conosciuto le vite e i sogni dei padroni di casa! 
  2. Lo stile di vita dei proprietari di casa. Decidere di abitare in un piccolo appartamento, affittare una parte di casa, preferire la periferia (ben collegata!) o il centro città, trasformare la casa di famiglia in una collettiva di artisti, seguire i propri sogni... Se si fanno scelte razionali, si può avere tutto ciò che si desidera e vivere felici. 
  3. Le funzioni variabili. Tutto può cambiare, anche l’utilizzo di una stanza (da sala da pranzo a camera da letto), di un mobile (da tavolo a portavasi) e di un accessorio (da letto a paravento). La necessità, davvero aguzza l’ingegno! 
  4. La visione in 3D. Quando aiuto le persone a organizzare gli spazi di casa, sfrutto i volumi e non solo le superfici (verticali e orizzontali) e spesso mi sento dire: “Non ci avevo mai pensato”! Nelle sue pubblicazioni e nei suoi allestimenti, Ikea è da sempre una gran sostenitrice della visione in 3D.

Da ogni casa (anche da quelle molto lontane dal mio stile) ho preso spunto per risolvere qualche inghippo a casa nostra. La mini-casa in cui ho lasciato il cuore? Quella della copertina: 25 mq con soffitto alto 3,5 m, un sedile-contenitore davanti alla portafinestra e al balcone da cui si vede il fiume, a trenta minuti di metropolitana dal centro della città. Un sogno!
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martedì 6 febbraio 2018

Fermati adesso

C’e stato un tempo in cui mi svegliavo al mattino felice di quel che m’aspettava. Per anni ho creduto che il motivo fosse che cosa facevo, e l’ho rimpianto a lungo. Poi ho capito che era come lo facevo: con calma, assaporando ogni istante, sicura di vivere qualcosa di nuovo e unico, impegnata col corpo e libera nella mente.

Avevo tra le mani il segreto della felicità e non me ne rendevo conto: smettere di rifugiarsi nel passato e di correre verso il futuro, per fermarsi nel presente.
Sai di cosa sto parlando, vero? Di quella bella sensazione di pienezza, soddisfazione e gioia, tanto rara quanto preziosa. Istintiva nei bambini, dimenticata dagli adulti - o meglio: persa tra le mille cose da fare e rifare.

Ebbene, mi sto impegnando per imparare di nuovo a viverla ogni giorno. Il mio allenamento inizia con due esercizi quotidiani. Te li racconto, così puoi farli anche tu:

  1. Sostituire i “devo” con i “voglio”.  Perché ciò che devo fare (cucinare, pulire casa, pagare le bollette, scrivere un messaggio, chiarirmi con una persona), in realtà, lo voglio fare: altrimenti mangerei male, vivrei nella sporcizia, al freddo e senza corrente elettrica, sarei maleducata e mi roderei il fegato! 
  2. Fermarsi e non far nulla. Perché a volte l’inattività è necessaria: correre, affannarsi, schivare, superare, fare e rifare consumano tanta, troppa energia e senza energia si può a malapena sopravvivere. Io, invece, voglio vivere.

Fermati adesso e regalati il piacere di non fare: il corpo e la mente si riposano, il prima e il dopo svaniscono, le emozioni si affievoliscono, i pensieri si trasformano in palloncini leggeri... Mentre smetti di fare, scopri quante cose stai già facendo: dalla noia nascono nuove idee, dal silenzio nuovi desideri e bisogni, dalla calma nuove energie.

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venerdì 2 febbraio 2018

Tra il dire e il fare

Non aspettare troppo, altrimenti può succedere di tutto: ne so qualcosa.

Avevo un problema, e in parte l’ho ancora. Un problema chiamato mal di denti, iniziato più di dieci anni fa e ignorato con intenzione fino a ottobre.
  • Quando era ancora lieve dicevo: “ci penserò “, ma la paura era talmente enorme da mettere in ombra qualsiasi iniziativa.
  • Poi il male è peggiorato; mi hanno spiegato con molta franchezza che quel mal di denti stava mettendo in pericolo altre parti del mio corpo: dovevo subito fare qualcosa. 
  • L’ho detto a me stessa, alle persone attorno a me, l’ho inserito tra le cose da fare al più presto, ho ragionato sulle mie vere priorità e ho agito (“finalmente”, dice chi mi conosce).

Ora il problema è risolto a metà: riesci a immaginare quanto sia già contenta? Se è capitato anche a te, sì.

Si dice che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma cerca di raggiungere la meta con sicurezza e senza indugi (magari con l’aiuto del Kanban). Te lo dice un’esperta: aspettare troppo, non ne vale la pena!

"Le invenzioni, a mio parere, nascono direttamente dall'inattività."
Agatha Christie

(clicca su uno dei seguenti formati
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