giovedì 27 aprile 2017

Le interviste creative. Silvia di Titart

Ho conosciuto Silvia di Titart durante il corso di formazione di Organizzare Italia. Chiacchierando con lei ho scoperto che è una creativa e curiosando nel suo blog Titart ho avuto la certezza di conoscere una persona creativa con un dono speciale.
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Lei è una scrapper ( italianizzazione di scrapbooker, cioè chi pratica lo scrapbooking, l'arte di chi ama conservare foto e ricordi in un contesto creativo di tecniche e decorazione fatta a mano, nda) e una card maker (creatore di biglietti d'auguri).
Fa parte del gruppo creativo di Scrap Dreams, un blog di sfide e ispirazioni a tema di cui i membri propongono interpretazioni, e si destreggia anche con il cucito creativo e il feltro.
In Italia, mi dice, le occasioni per regalare un biglietto realizzato da un card maker sono soprattutto i compleanni e poco più. Ma lei non demorde e crea per se stessa, per la famiglia e gli amici, realizzando, tra l'altro, allestimenti di matrimoni e feste. E se rimani incantata a guardare le fotografie dei suoi lavori, non preoccuparti: è inevitabile!

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Ciao, Silvia! Inizio subito con La Domanda: sei una creativa ordinata o disordinata?
Ciao, Alessandra! Grazie per avermi dato questa occasione - sono onoratissima di essere qui a Paroladordine, a parlare di due delle cose che amo di più: creatività e organizzazione!
Dunque, sono una creativa disordinatissima. Mentre lavoro sono in grado, nel giro di pochi minuti, di ricoprire di materiali e attrezzi tutta la superficie della scrivania... e non solo: ogni superficie a portata di mano viene coinvolta!
A progetto finito - o meglio, alla fine del tempo che ho a disposizione  -, però, riordino tutto, pulisco e metto via i timbri e ripongo gli attrezzi. Se ho un progetto in corso d'opera, metto tutto in un grande vassoio di legno in modo da raccogliere ogni elemento e, allo stesso tempo, da spostare il progetto per dedicarmi ad altro.

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Dove realizzi i tuoi lavori: in un laboratorio creativo oppure in un angolo della creatività (magari errante per casa)?
Ho una parete rubata alla camera da letto - una vera e propria scrap-parete che ultimamente sta diventando anche ufficio di casa :-). Ho cercato di dividere in modo molto definito lo spazio, anche con i colori: la parte di "lavoro", a differenza della parte camera vera e propria, è tendenzialmente rosa come i vari maialini che la abitano :-)

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Come hai organizzato i materiali e gli strumenti con cui lavori?
I materiali e gli strumenti sono organizzati fondamentalmente fra alcuni scaffali e cassettiere, secondo la frequenza d'uso e la fruibilità. Le cose che uso più spesso sono nei cassetti, nelle scatole tengo le cose che uso di rado o che non ho necessità di vedere, mentre per esempio i timbri li voglio vedere e scegliere senza dover aprire un coperchio!

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Altra domandona: come organizzi il tuo lavoro in base agli ordini, alle spedizioni, ai mercatini...?
Allora, per quanto riguarda il design team di Scrap Dreams, le cape fanno a monte un lavoro fantastico, fornendoci le ispirazioni entro la fine dell'anno precedente e mandandoci promemoria per ogni impegno. Cerco di fare più progetti alla volta, in modo da approfittare dello stato d'animo creativo e delle giornate di sole che, oltre a mettermi di buon umore, permettono anche di fare delle belle foto!
Se so in anticipo di avere qualche occasione di utilizzo per un progetto compatibile con la lista d'ispirazioni, lo creo ad hoc pensando al destinatario; altrimenti, soprattutto nel caso di card, le conservo divise per occasione in una scatola.

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Ci racconti di uno spazio organizzato di cui vai particolarmente fiera?
Al momento la cosa che mi piace di più è la scatoletta di recupero in cui tengo i tamponi piccoli per timbri (quelli grandi li ho in un vecchio porta musicassette recuperato dai ruggenti anni Ottanta e dipinto di bianco), ma soprattutto la "inks chart" (tabella colori, campionario di inchiostri per timbri) personalizzata e felinizzata, che ho realizzato per avere sott'occhio i colori a disposizione e poterli scegliere quando creo.

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Per finire: qual è il tuo sogno nel cassetto della creatività?
Direi senz'altro creare qualcosa disegnato da me! :-)

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Anche questa volta creatività e organizzazione vanno a braccetto: l'organizzazione non ostacola la fantasia e l'immaginazione, anzi, le libera!

Se vuoi conoscere meglio Silvia e i suoi lavori, puoi curiosare nel suo blog e tra le immagini di Instagram: buon incanto!

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mercoledì 26 aprile 2017

I Ghirigori di Monila. Dolce dormire.

Si sa, dopo il risveglio in primavera arriva aprile e ad aprile....dolce dormire!
Nonostante sia comune il detto, un po', di questa sonnecchiosità, ci vergogniamo.
Munisciti di un paio di occhiali (di quelli giusti) e passa la paura!
Monila  Valsecchi per Paroladordine.org 

martedì 25 aprile 2017

Dove vanno a dormire gli scontrini fiscali?

Anche gli scontrini fiscali dormono. Nel momento in cui sono emessi brillano di vivacità, appena vengono ritirati in borsa o nel portafoglio iniziano a sonnecchiare.
Aspettano che arrivi il loro turno di utilità e, nel frattempo, si assopiscono.

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Di solito, appena li ricevo, li metto nel portafoglio, a volte li lascio nel sacchetto dell'acquisto: in ogni caso, almeno una volta a settimana li raccolgo tutti e li ripongo nella centrale di comando. Da qui, poi, li smisto secondo la loro natura:
  • gli scontrini che servono per dimostrare la validità della garanzia dell'oggetto acquistato vanno nella scatola delle garanzie, in archivio, e ci rimangono per un paio d'anni
  • gli scontrini parlanti (con il codice fiscale dell'acquirente) che servono per detrarre le spese mediche dalle tasse finiscono nel raccoglitore a soffietto del quaderno delle spese, in attesa del viaggio  dal commercialista a metà anno
  • tutti gli altri scontrini rimangono nel "contenitore dei conti" accanto al kakebo, in attesa del venerdì, giorno in cui tiriamo le somme

Appena non sono più utili - per la garanzia, per le tasse e per i conti - li buttiamo in pattumiera: reparto indifferenziato, ché sono fatti di carta termica non riciclabile.

giovedì 20 aprile 2017

Faccende familiari: le nostre abitudini serali per una nanna tranquilla

Dopo giornate frenetiche e cariche di impegni, amo la tranquillità della sera.
Trascorriamo le ore del giorno occupati in attività diverse ed è bello il momento in cui, verso metà pomeriggio, finalmente tutta la famiglia si riunisce per trascorrere del tempo insieme.
Un paio di ore sono dedicate alla merenda e ai giochi all'aria aperta, ma verso le 18,00 scatta il nostro rito quotidiano serale a cui i bambini sono ormai abituati da anni.
Ecco dunque come si svolgono le ultime ore della nostra giornata, per arrivare con serenità alla messa a letto dei bambini.

Ore 18,00: è il momento della doccia per i bambini. Ho scelto di lavarli prima di cena per più di un motivo:
  • dopo aver giocato in giardino o al parco in mezzo alla terra, all'erba o alla sabbia, mi piace che arrivino a tavola puliti;
paroladordine bambini coccinella

  • soprattutto con mio figlio più grande, la doccia è un momento di discussione (non vorrebbe mai farla, ma una volta che è sotto l'acqua non vorrebbe più uscire) e io preferisco non avere momenti di tensione dopo cena;
  • se abbiamo un po' più di tempo (per esempio quando piove e non si esce) possono fare un lungo bagno al posto della doccia.
Certo, qui con il marito bisogna dividersi i compiti: uno di segue i bambini, l'altro la preparazione della cena. Quando sono sola, mi organizzo con un pasto che non richieda grandi prestazioni in modo da poter fare entrambe le cose.

Ore 18,30: ceniamo. Sembrerà un po' presto, ma anche qui ci sono diverse ragioni:
  • 3 volte a settimana mio marito esce alle 19,30 perché allena e a noi piace poter mangiare tutti insieme;
  • i bambini vanno a letto presto ed è giusto quindi che abbiano il tempo per digerire;
  • siamo trentini, siamo sempre stati abituati a cenare alle 19,00 – siamo vicini ai tedeschi che lo fanno alle 18,00 – quindi qui da noi mangiare alle 18,30 non è poi così strano.

Ore 19,00: si riordina la cucina. I bambini aiutano a sparecchiare, poi se ne vanno in soggiorno mentre io finisco dando un'ultima pulita alla cucina.

Ore 19,20: i bambini possono guardare un po' di televisione, oppure fare un gioco, sfogliare un libro o disegnare. La cosa importante è che scelgano un'attività tranquilla, per non essere troppo “su di giri” quando arriva il momento di andare a letto.

Ore 20,00: insieme mettiamo in ordine gli ultimi giochi utilizzati e ci si prepara per andare a nanna. I bimbi hanno già il pigiama dalla doccia fatta prima, quindi non ci resta che lavare i denti, fare pipì, riempire un bicchiere d'acqua da tenere sul comodino e preparare i vestiti che indosseranno il giorno successivo.
Questa per me è la fase più delicata, in cui devo continuamente richiamare i miei figli che impiegherebbero ore per fare tutto, perché distratti da mille altre cose. Per risolvere la situazione, io utilizzo un semplice timer: in questo modo, i bambini sanno che più tempo impiegano per prepararsi, meno ne hanno per la lettura serale.

paroladordine bambini libri


Ore 20,15 circa: io o mio marito leggiamo una storia mentre i bambini sono già nei loro letti. La lettura può durare dai 10 ai 20 minuti, a seconda di quanto sono stanchi. Solitamente, verso le 20,30 la piccola (4 anni) si addormenta. Al grande (6 anni), lasciamo altri 5-10 minuti per guardarsi un libro da solo. Appena spenta la luce, in pochi minuti crolla pure lui.

Non sempre fila tutto liscio, a volte sono particolarmente stanchi e passano la sera a litigare tra di loro, a volte sono io a essere provata dalla lunga giornata e ho meno pazienza, ma avere una tabella di marcia è sicuramente il modo migliore per superare anche queste piccole difficoltà e trascorrere una notte serena e riposante.


martedì 18 aprile 2017

Dolce dormire è... una camera rilassante

Mi sveglio al mattino più stanca che mai; mi ritrovo nel centro del letto come se fossi rotolata giù da una montagna; mi fanno male la schiena, le spalle, il collo... Eppure il materasso è ottimo, di quelli che ti sorreggono e accompagnano in ogni movimento!
C'è qualcosa che non va.

Mi rendo conto che non bastano le sane abitudini per migliorare il mio riposo notturno, a volte le cause son da cercare (anche) fuori di me.
In questo caso la colpa è del letto storto: la vecchia rete a doghe di legno è ormai imbarcata senza pietà e mi causa dolori ai muscoli e alle ossa, come se qualcuno di notte mi prendesse a pugni e calci.

Trovo subito la giusta soluzione a questo doloroso problema: acquistiamo un letto nuovo! Un vero e proprio letto con struttura in metallo: bello e comodo e, soprattutto, dotato di reti a doghe nuove, più piccole, più numerose, regolabili e più resistenti.

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Già che ci siamo, risolviamo un altro annoso problema: i comodini. Al posto delle panchette (carine, neh?, ma aperte - e per due persone disordinate come noi non è il massimo!) prendiamo due comodini dotati di cassetti. Ora, finalmente, abbiamo dato un posto a tutto ciò che serve per addormentarci e svegliarci.

La dolce rivoluzione in camera da letto, all'insegna della serenità e del riposo, continua:
  • il letto nuovo mi fa bene: al mattino mi sveglio senza dolori, i muscoli sono rilassati e le ossa integre; di sera è un vero piacere infilarmi sotto le coperte e sentirmi sostenuta da doghe e materasso
  • i comodini ci fanno bene: ogni cosa è al suo posto e al riparo, il disordine non c'è più e pulire è semplice
  • l'angolo della meditazione di fronte al letto mi fa bene: in ogni momento della giornata mi ricorda che nella vita bastano poche cose ma giuste
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Da camera "scrausa" e abbandonata a se stessa, è diventata la stanza di casa che amo di più, il luogo giusto cui affidare il mio riposo.

giovedì 13 aprile 2017

Serenità

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Se fossi la protagonista di una fiaba e il Genio mi chiedesse di scegliere tra una vita felice e una vita serena, non avrei dubbi: sceglierei la seconda.

Son convinta (e lo sono fin da ragazzina) che la serenità sia la forma sublime della felicità. Ciò che dura poco ed è tanto intenso non fa per me, preferisco qualcosa di duraturo ed equilibrato.

Desidero che ogni momento della mia giornata e ogni gesto che compio sia sereno; desidero che la mia mente sia serena, pronta ad accogliere con lucidità  e le gioie e le difficoltà.
Desidero una vita serena, centrata su ogni dettaglio, priva di sprechi e ricca di cura nei confronti di tutte quelle risorse - l'energia, il tempo, lo spazio, il denaro - che ci permettono di vivere bene.

Ho iniziato la mia avventura nel mondo dell'organizzazione per cambiare lo stile di vita: niente più affanni, né ansia, né sensi di colpa, né inquietudini. Solo tanta chiarezza e libertà di godermi la vita, in ogni suo aspetto.
Quando avrò il doppio dei miei anni, mi vedo come un cofanetto colmo di gioie, di soddisfazioni, di perle - con il coperchio sempre aperto.


"LA SERENITÀ È L'OBIETTIVO A CUI TENDO:
FORSE È MENO SCOPPIETTANTE DELLA FELICITÀ,
MA CI FA GUSTARE APPIENO LA VITA E DURA PIÙ A LUNGO!"

martedì 11 aprile 2017

Buone abitudini per un buon sonno

Dormire bene è una questione di abitudine. Per me significa spegnere gli apparecchi elettronici, spegnere il cervello, abituarmi a nuovi gesti e nuovi riti.

Da quando ho deciso di migliorare il mio stile di vita, sto prendendo nuove e sane abitudini. Per dormire bene la notte e sciogliermi da qualsiasi tensione o stanchezza diurna, manca ancora un'abitudine: fare la doccia di sera invece che al mattino. Potrebbe sembrare una bazzecola, ma non lo è: una bella doccia calda a fine lavoro scioglie i muscoli (i miei son sempre contratti) e ammorbidisce anche i pensieri.

Ognuno di noi ha le sue abitudini ed esigenze, che cambiano nel tempo per vari motivi.
Quando facevo l'archeologa e lavoravo tra sassi e cumuli di terra, tornavo a casa con l'unico desiderio di lavarmi. La doccia segnava la fine del lavoro e l'inizio del riposo.
Da quando il mio lavoro è diventato più "pulito", ho ripreso a farmi docce al mattino, per il semplice motivo che mi piace iniziare la giornata con calma e una buona dose di coccole.
Ora che voglio cambiare le mie abitudini, mi accorgo di quanto sia difficile: a volte dopo il lavoro esco per una passeggiata, quando torno è ora di cena, dopo cena sono stanca, me ne ricordo quando ormai è tardi, m'innervosisco e addio beneficio pro-sonno!

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Per questo motivo nella mia agenda c'è una sezione chiamata ABITUDINI, in cui ho disegnato rettangoli divisi in novanta quadratini: un rettangolo per ogni nuova abitudine e un quadratino per ogni giorno di ripetizione dell'attività.
Ho letto, infatti, che il cervello impiega in media sessantasei giorni per acquisire una nuova abitudine: per certe persone ci vuole anche meno di un mese, per altre, invece, più di otto.

Tra tutte le nuove abitudini, quella della doccia serale è la più difficile da prendere: perché mi piace farla al mattino e perché non ne sento un bisogno profondo.
Ho iniziato ieri sera e stanotte ho dormito come un sasso: si accettano, quindi, scommesse su quanti giorni impiegherò per far diventare la doccia serale un gesto automatico!

giovedì 6 aprile 2017

Musica per dormire bene

Con il jazz e il blues mi rilasso a fine giornata: riescono a distendere muscoli e pensieri e a farmi gustare una buona serata.
Non ascolto musica per addormentarmi, ma se avessi bisogno di scivolare nel sonno con piacere, ascolterei Moon River cantata da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany.




Se premi il pulsante Spotify, qui a destra, puoi ascoltare tutte le liste musicali degli scorsi anni e la "colonna sonora" del 2017 .
Buon ascolto!

martedì 4 aprile 2017

Giochiamo a dormire bene?

Non basta che un'attività sia la preferita per riuscire a farla bene.
Per esempio, a me piace dormire, eppure per anni non ho dormito bene.

Mi svegliavo al mattino più stanca che mai, rimbambita dal mancato riposo e desiderosa solo di riaddormentarmi. Ma, quand'era il momento, non ci riuscivo più.
Ne risentiva l'umore, la lucidità mentale e le relazioni personali: la stanchezza da mancanza di sonno mi stava spegnendo, perché sprecavo il doppio o il triplo di energia per fare qualsiasi cosa.

Ho cercato le cause della mia insonnia e ne ho scoperte molte. Così sono corsa ai ripari:
  1. lavorite acuta: amo il mio lavoro, ma lavorar troppo (più di otto ore al giorno, la sera, nel fine settimana), oltre a consumare tutta l'energia, mi causa anche un aumento di adrenalina, che mi spinge a far di più
    ---> ora lavoro solo cinque giorni su sette dalle nove alle diciotto, mi fermo durante le vacanze e, se mi capita di fare straordinari, recupero nei giorni successivi
  2. pensierite acuta: gli impegni e i cerchi aperti mi causano un'enorme mole di pensieri notturni
    ---> ora programmo il giorno prima (in alcuni casi già una settimana prima) le cose da fare del giorno dopo, e nel cassetto del mio comodino ci sono un quaderno, un blocchetto di fogli adesivi, penne e matite per ogni evenienza notturna!
  3. tecnologia canaglia: i miei buoni rapporti con la tavoletta grafica (unica tecnologia ben funzionante in casa nostra) mi causano la brutta abitudine di usarla fino a tardi
    ---> ora la spengo quando finisco di lavorare e dopo cena mi dedico ad altro (per esempio seguo le trasmissioni televisive o mi do all'uncinetto)
  4. tecnologia canaglia bis: il telefono del marito appoggiato sul comodino perché usato come sveglia e in ricarica tutta notte mi causa nervosismo (la ricarica "ronza" e m'infastidisce)
    ---> regalo al marito una sveglia digitale

Ora dormo bene. Al mattino mi sveglio riposata e col sorriso: dopo anni di insonnia da cattive abitudini, è una piacevole sorpresa accorgermi di aver dormito bene per otto ore di fila!


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sabato 1 aprile 2017

Aprile, dolce dormire

Nessun detto mi è più simpatico di questo: dormire, infatti, è una delle mie attività preferite!

Riposare, coricarsi, addormentarsi, appisolarsi, dormicchiare, assopirsi, sonnecchiare, schiacciare un pisolino, fare una pennica, chiudere gli occhi solo per un attimo e... zzz: l'importante è dormire bene.
E mai come quando si è adulti, lo si capisce nel profondo!

Ti lascio lo sfondo del desktop di aprile, di un verde gagliardo, come le foglie delle mie ortensie.

(clicca su uno dei seguenti formati
per scaricare lo sfondo corrispondente)


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