sabato 23 dicembre 2017

Auguri!

Ti scrivo in diretta dal mio divano. Sul tavolino accanto ci sono: una tazza di tè bollente con limone e miele, un termometro e pastiglie disinfettanti del cavo orale. Ebbene, ho un forte mal di gola condito con febbre: prosit.

Allora ho deciso di anticipare e, assieme a Monila, ti faccio i migliori auguri per una buona fine e un ottimo inizio!

PS. Ci ritroviamo a metà gennaio!

giovedì 21 dicembre 2017

La stanza verde di Cri: Inverno

Finalmente è arrivato l'inverno!
La mia stagione preferita: amo il freddo e, soprattutto, amo alla follia la neve, il silenzio ovattato che si crea mentre i fiocchi cadono, uscire ben intabarrata a spalare, mentre il marito impreca perché, invece, lui non la ama molto. Amo sentire il rumore dei rami che si liberano del peso della neve, appena la temperatura si alza un pochino.
Anche le piante "amano" la neve o meglio, ne hanno bisogno per la riserva idrica che si viene a formare e i semi hanno bisogno di un periodo di freddo per poter germinare.
Erroneamente si può pensare che in giardino, durante l'inverno, non ci sia nulla da fare, invece ci sono molti lavori che puoi organizzare.

In giardino, fino al mese di febbraio hai tempo per potare arbusti e alberi: attenzione a non eliminare le gemme da fiore!
Controlla le previsioni del tempo, se sono previste gelate, provvedi a pacciamare le erbacee perenni e gli arbusti meno resistenti al freddo. Per evitare rotture causate dalla neve, puoi legare tra di loro i rami degli arbusti.
A fine inverno, se il terreno non è gelato, è tempo di mettere a dimora le piante a radice nuda o di traslocare quelle che vuoi spostare, senza che patiscano.
L'inverno è anche il momento ideale per consultare cataloghi, compilare la lista dei desideri botanici e disegnare nuove aiuole e combinazioni: hai tanto tempo per sbizzarrirti!
Il nostro giardino non è solo abitato dalle nostre amate piante, ma ci sono alcuni altri abitanti che, in inverno, hanno bisogno delle nostre attenzioni, sto parlando degli uccellini. In questo periodo faticano a trovare da mangiare, puoi provvedere mettendo loro a disposizione palline di grasso con dentro i semini (si trovano nei negozi di animali e in qualche supermercato) oppure puoi fare delle collane con le arachidi, basta infilzare il guscio con del fil di ferro e poi appenderle ai rami di un albero. Gli uccellini ti delizieranno con le loro evoluzioni per mangiare e in primavera ed estate ti ricompenseranno mangiando i parassiti delle tue piante. Provvedi anche a fornire loro sempre dell'acqua, in inverno faticano di più a trovarla.

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Anche nell'orto ci sono alcuni lavori che puoi fare d'inverno. Prima di tutto proteggi le colture autunnali dalla neve, per poterle raccogliere più facilmente: puoi usare dei mini tunnel o dei rami e delle foglie, questo provvederà anche a tenerle al caldo.
Se hai la stufa o il caminetto, raccogli la cenere e spargila sul terreno, dopo due-tre giorni interrala un poco con una zappetta, servirà a migliorare il suolo.
Puoi cogliere l'occasione, se non l'hai già fatto, per prenderti cura degli attrezzi: puliscili con una spazzola di ferro e proteggi le parti metalliche passando uno straccio imbevuto d'olio.

In casa le piante devono essere protette dal freddo. Se devi arieggiare una stanza, prima spostale in modo che non prendano correnti gelide. Organizza uno spazio per loro in modo da potertene prendere cura più facilmente, inoltre, tutte insieme sono più belle da vedere.
Noi abbiamo trasformato il bagno in una serra, appendendo anche le piante al soffitto, ovviamente abbiamo scelto specie adatte che non richiedono luce diretta e hanno bisogno di temperature costanti. Soprattutto sono contente quando faccio la doccia, visto che l'acqua mi piace a temperature ustionanti, ma lo faccio per loro, per creare un vapore caldo. Gli altri giorni nebulizziamo spesso le foglie, per questo teniamo a portata di mano uno spruzzino.

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Sul balcone, invece, abbiamo sostituito le piante estive con specie adatte alle temperature rigide, in particolare abbiamo scelto viole e Iberis sempervirens, una pianta semplice da coltivare che crea dei bellissimi cuscini di fiorellini bianchi. In inverno, a differenza dell'estate, bagna le piante durante le ore più calde, ma non tenere l'acqua nell'innaffiatoio, potrebbe gelare e danneggiarlo.

Se in casa hai un albero di Natale vero, ricordati di tenerlo lontano dalle fonti di calore e tieni sempre il sottovaso pieno d'acqua. Dopo le feste mettilo sul balcone, in una posizione dove d'estate possa stare a mezz'ombra, lo stesso se lo tieni in giardino. Ogni due anni cambiagli il vaso e vedrai che passerete molti natali insieme. Se non hai spazio per tenerlo durante l'anno, puoi chiedere al vivaio dove l'hai comprato se lo tiene in "affido".


A questo punto non mi resta che augurarti un Buon Natale e un Sereno 2018 pieno di piante splendide di cui prenderti cura.
Ringrazio Alessandra per l'opportunità che mi ha dato nel partecipare a questa avventura e le auguro di percorrere con passo leggero e felice il percorso che ha intrapreso!

martedì 19 dicembre 2017

Lo spazio (in)finito

Se faccio un gioco e unisco la parola “fine” alla parola “spazio”, mi vengono in mente molti pensieri satelliti che vorticano attorno a un’unica idea.

Primo pensiero: lo spazio infinito.

Se potessimo, vorremmo che lo spazio si estendesse all’infinito attorno a noi. Lo riempiremmo di tutti i nostri ricordi, di tutti gli oggetti passati tra le mani durante la nostra vita - anche quelli inutili, che non ci rappresentano (ma sono “di moda”), ci opprimono, non ci sono mai piaciuti, quelli tanto desiderati e presto dimenticati. Compreremmo mobili più grandi, allargheremmo le case, pur di farceli stare e non decidere mai di che cosa abbiamo davvero bisogno.

Secondo pensiero: lo spazio finito.

Il termine “finito” può avere un’accezione negativa e una positiva. Lo spazio finito è limitato: piccolo, stretto, insufficiente per contenere noi e le nostre sostanze. Oppure, lo spazio finito è compiuto in ogni suo dettaglio: ogni angolo ha un ruolo, contiene ciò che serve e ci accoglie con calore.

Terzo pensiero: fine allo spazio.

Diamo un fine allo spazio: uno scopo, un motivo per cui esistere. Altrimenti non avrà identità e dalla confusione nascerà solo altra confusione.
Diamo anche una fine allo spazio: siamo davvero sicuri di averne bisogno di più ? Per farci che cosa, stiparlo di altri oggetti?

Quarto pensiero: spazio alla fine.

Diamo spazio alla fine: quando è giunto il momento di cambiare (a volte arriva in modo prepotente), accogliamolo e facciamo spazio a tutto ciò che finisce. Poi, lo sappiamo, qualcosa di nuovo inizierà: ogni fine porta con sé un inizio, un piccolo seme di opportunità.

Una cosa ho imparato, quest’anno, sullo spazio: desidero solo che sia “mio” e accolga la mia vita con armonia, equilibrio, semplicità e bellezza.

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giovedì 14 dicembre 2017

Il Calendario di Paroladordine per la Famiglia

Sono stata in forse fino all'ultimo, ma alla fine ho deciso: il Calendario di Paroladordine per la Famiglia quest'anno non c'è.

Una (grossa) parte di me non voleva più stamparlo, per varie difficoltà sparse lungo il cammino e per lasciare il posto a qualcosa di nuovo. Qualcosa di nuovo non è arrivato (vedi sopra alla voce "difficoltà sparse"), in compenso mi sono arrivate richieste per il calendario...
Un (piccola) parte di me lo voleva ancora, perché funziona bene ed è Lo Strumento per l'organizzazione familiare preferito in casa nostra, anche da mio marito (= gran successo).
Quindi?

Ho iniziato a comporre un semplice calendario fai-da-te da stampare e realizzare a casa per la mia famiglia, poi ho pensato che può funzionare anche per la tua, se vuoi.
Quindi, il Calendario di Paroladordine per la Famiglia quest'anno non c'é, ma solo fisicamente: puoi scaricarlo, infatti, e assemblarlo da sola.

Istruzioni per l'assemblaggio

  1. Scarica il Calendario di Paroladordine per la Famiglia 2018 sul tuo computer.
  2. Stampa su fogli in formato A4 (meglio se di 120 gr per i mesi e di 200 gr per la copertina e il fondo) usando la funzione fronte-retro.
  3. Rilega il calendario con una spirale sul lato corto in alto (in cartoleria) e aggiungi un gancio ad anello (sempre in cartoleria).
  4. Appendi il calendario e usalo!
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Istruzioni per l'uso

  • Segna subito le attività con scadenza fissa annuale, mensile e settimanale.
  • Aggiungi i compleanni, gli anniversari, le feste e le vacanze.
  • Ogni mese segna in nota quel che vorresti fare assieme alla tua famiglia (visitare una mostra, passeggiare nei boschi, imparare un nuovo gioco).
  • Ogni settimana segna i tuoi impegni e controlla quelli degli altri, per avere sott'occhio la situazione.

paroladordine-calendario-famiglia-2018-mesi

Non sempre tutto è perduto: anche nei momenti aspri di "difficoltà sparse" si trova una soluzione dolce. E non c'è nulla di più dolce della condivisione!

Buon uso del tempo, a te e alla tua famiglia.

martedì 12 dicembre 2017

Il tempo non finisce mai

Poco ma sicuro: il tempo non ha fine. Il mio tempo, invece, ha un inizio, un durante (fatto di scansioni, ritmi, volate e pause) e una fine: se mi fermo e ci penso, desidero solo usarlo nel migliore dei modi senza sprecarne nemmeno un nano-secondo.

Non significa riempirlo di cose da fare a oltranza, perché non si sa mai, il tempo corre e non so se poi avrò il tempo di farlo.
Significa viverlo, momento dopo momento, proprio come desidero:
svegliarmi al mattino felice di fare quel che devo fare e addormentarmi la sera soddisfatta, non vedendo l'ora d’iniziare una nuova giornata.
Non è un’utopia e nemmeno un sogno: tanti anni fa ho vissuto così e così voglio tornare a vivere ancora. I miei desideri sono molto semplici:
  • lavorare bene e raggiungere i miei obiettivi con impegno, soddisfazione e serenità;
  • prendermi cura di me, corpo, anima e vita;
  • divertirmi a fare ciò che mi fa star bene con le persone che mi fanno star bene;
  • essere capace di vivere le emergenze con sicurezza.

È vero, il tempo non finisce mai e non si ferma ad aspettarci: è nella sua natura. Perciò, invece di affannarti a inseguirlo e di corrergli dietro (magari dandogli del tiranno!), prova ad andargli incontro: la tua vita cambierebbe, cambierebbe tutto.

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giovedì 7 dicembre 2017

Musica per una nuova fine

Non ho dubbi: la canzone giusta per dicembre, il mese che segna la fine dell'anno, è The NeverEnding Story di Limahl.

Perché tutto ciò che finisce, in realtà, si trasforma, diventa un passaggio verso qualcosa di nuovo e inimmaginabile: la storia - la nostra storia - va sempre avanti, nonostante le cesure del tempo.

Allora viviamolo bene, questo ultimo tratto di strada, perché ci porterà a nuovi e infiniti sentieri: che siano sereni e ricchi di opportunità!


Se premi il pulsante Spotify, qui a destra, puoi ascoltare tutte le liste musicali degli scorsi anni e la "colonna sonora" del 2017.
Buon ascolto!

martedì 5 dicembre 2017

Finire in bellezza

È stato un anno di soddisfazioni e fatiche erculee. Arrivo a dicembre dopo undici mesi di lavoro continuo e senza pause rigenerative: o mi fermo o crollo. Ho deciso di fermarmi per un mese e mezzo, dall'uno di dicembre al quindici di gennaio.
Avrò pochi, pochissimi impegni (un viaggio di lavoro, un progetto editoriale da concludere, due clienti con stili di vita da riorganizzare) e tanto tempo per me. Riprenderò le sane abitudini, ne inizierò di nuove, mi prenderò cura di me e del lavoro, della famiglia e della casa.

Ho realizzato (quasi) tutti i propositi di inizio anno:

  • ho seguito i miei ritmi: allegri al mattino e tranquilli al pomeriggio; a volte li ho forzati, pur sapendo che avrei consumato tantissima energia - ma sempre per una buona causa!
  • mi sono concentrata solo su ciò per cui ne vale la pena, dicendo no a persone, pensieri, attività e impegni che succhiano energia senza dare nulla in cambio: la vita è più lieve, senza di loro!
  • ho pensato al lavoro solo nelle ore dedicate al lavoro (tranne quando il lavoro mi ha riempito la testa - soltanto cinque settimane, giuro!): staccare completamente è difficile, ma non impossibile!
  • non mi sono riposata tanto quanto mi sono stancata, ma ho intenzione di recuperare nelle prossime settimane: porterò avanti e concluderò i miei impegni con tranquillità e serenità.

Voglio finire in bellezza questo anno bello e faticoso. Un anno che mi ha regalato una consapevolezza in più: non dimenticarmi di me.
Ed è proprio questa "illuminazione" che voglio regalarti:
quando corri tutto il giorno con la sensazione di non raggiungere mai la meta,
quando impegni e persone ti risucchiano preziosa energia senza darti nulla in cambio,
quando ti senti in colpa se non rispondi all'ultima email (notturna),
quando incastri mille impegni in poche ore senza mai fermarti,
ricordati di te, di quanto sono preziosi il tuo corpo e la tua mente.
paroladordine-corpo-mente

venerdì 1 dicembre 2017

Dicembre, una nuova fine

Accolgo la fine dell'anno con un profondo sospiro di sollievo e compiacimento. Già mi vedo: accocolata sul divano a godermi il caldo insieme al Baldo, mentre fuori nevica. È l'immagine della serenità, tanto desiderata e infine arrivata.

In qualsiasi modo celebrerai questo momento di passaggio, fa' che siano giorni sereni.
Intanto, ti lascio lo sfondo del desktop di dicembre, con tutte le sfumature del blu invernale.


(clicca su uno dei seguenti formati
per scaricare lo sfondo corrispondente)
 
paroladordine-sfondo-dicembre
 

giovedì 30 novembre 2017

Gli spazi del trasloco

Non so ancora quando ci sarà un trasloco, per ora esiste solo nei miei sogni. Nei prossimi mesi, però, voglio portarmi avanti e sistemare la casa in cui viviamo: eliminare cianfrusaglie, organizzare ogni oggetto in modo funzionale (non solo per l'uso normale, ma anche per il futuro trasloco), tenere sotto controllo oggetti e spazi e sapere sempre che cosa abbiamo in casa.

Ho provato a fare il calcolo e, secondo me, gli spazi del trasloco sono almeno quattro:


La casa da lasciare

Tutto inizia qui, dalla casa in cui stiamo ancora vivendo. Prendiamocene cura fino all'ultimo istante.
  • Ogni giorno dedica un po' del tuo tempo (bastano quindici minuti) a scegliere che cosa tenere: stanza dopo stanza, svuota tutti i mobili e i contenitori per eliminare le cianfrusaglie (oggetti inutili e che ti fanno provare emozioni spiacevoli).
  • Organizza bene tutto ciò che desideri tenere (oggetti utili e che ti fanno sentire bene): riuniscili per funzione e comodità d'uso, e riponili ottimizzando gli spazi di contenitori e mobili.
  • Imballa gli oggetti meno usati: procurati scatole, scatoloni, carta da giornale, pellicola pluribolle, pennarelli indelebili, nastro adesivo da pacchi e di carta, il quaderno del trasloco. Impacchetta gli oggetti e riponili in scatole e scatoloni (oggetti piccoli in scatole grandi e oggetti grandi in scatole piccole), chiudi i contenitori con nastro adesivo, scrivi su ogni lato che cosa contiene (usa le lettere maiuscole per indicare la stanza di destinazione e le cifre per il numero di contenitore per ciascuna stanza) e riporta tutto sul quaderno del trasloco.
  • Tieni a portata di mano gli oggetti più usati: saranno gli ultimi da imballare prima del trasloco e i primi da spacchettare subito dopo. Un paio di scatole per mangiare (pentole, stoviglie, cibo - solo lo stretto necessario), una valigia per ciascuno (vestiti e accessori per la notte e il giorno dopo, asciugamani, lenzuola, prodotti per l'igiene personale), una borsa per ciascuno (lavoro, compiti, telefono, computer, caricabatteria).
  • Smonta i mobili: su ogni parte segna che mobile è e dove andrà (usa le lettere maiuscole per indicare la stanza di destinazione e le cifre per ogni tipo di mobile), inserisci viti, bulloni e istruzioni di montaggio in sacchetti da attaccare con nastro adesivo alle parti del mobile cui appartengono.
  • Sistema e pulisci casa: appena è libera, puoi completare i lavori di manutenzione (riparazioni, sostituzioni e tinteggiatura) e pulirla di fino.

La zona di transito

Questo è lo spazio più caldo e trafficato di tutto il trasloco. Scegliamolo lontano dal passaggio, ma facile da raggiungere.
  • Riempila di scatole e scatoloni: divisi per stanza, sotto i più pesanti, sopra i più leggeri.
  • Aggiorna sempre il catalogo degli scatoloni (sul quaderno).
  • Al momento del trasloco, fa' in modo di caricare scatole e scaricare gli scatoloni e i mobili smontati in modo intelligente.


La casa da prendere

Tutto arriva qui, nella casa in cui andremo a vivere. Prendiamocene cura fin dal primo istante.
  • Sistema e pulisci casa: finché è ancora vuota, porta avanti i lavori di ristrutturazione (riparazioni, sostituzioni e tinteggiatura) e pulizia.
  • Monta i mobili: appoggia sul pavimento coperte o cartoni, recupera pezzi e accessori e segui le istruzioni.
  • Dai un posto a ogni cosa: organizza gli oggetti per funzione e comodità d'uso, riponili ottimizzando gli spazi di contenitori e mobili.
  • Riponi gli oggetti: prima quelli più usati, poi quelli meno usati. Con calma, ma non troppa.

La mente

Questo è lo spazio a più alto rischio di sovraccarico e blocco! Perché tutto fili liscio e il livello di energia sia sempre alto, manteniamo libera la mente.
  • Scrivi sul quaderno del trasloco tutte le idee, le informazioni e i dubbi che ti vengono in mente.
  • Programma e pianifica tutte le attività.
  • Chiudi i cerchi e depenna dalla lista le cose fatte.
  • Quando ti senti stanca, pratica la mindfulness oppure esci per una passeggiata nel parco: ti sentirai più riposata e rinvigorita.

In ogni momento, la cosa più importante è prendersi cura degli spazi del trasloco: con attenzione e amorevolezza, possiamo attraversare questa fase di passaggio e vivere appieno, con serenità e un pizzico di gioia, il cambiamento.

martedì 21 novembre 2017

I tempi del trasloco

Per me il trasloco inizia prima, molto prima di traslocare davvero. Ho bisogno di preparare me stessa e la casa a un passaggio morbido: non voglio arrivare stanca, con un livello di energia talmente basso da essere facile preda delle emozioni e incapace di prendere decisioni.

Perciò, quando sarà il momento, dividerò il trasloco in quattro tempi:

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molto prima

Appena senti nell'aria odore di trasloco  (hai deciso di cambiare casa, città, paese), inizia la fase di preparazione.

  • Acquista un quaderno e segna tutto quel che riguarda il trasloco: informazioni burocratiche, pratiche, desideri, trucchi, informazioni utili - come numeri di telefono e passaparola.
  • Raccogli tutte le informazioni: cambio di residenza, di imposte e tributi, del medico di famiglia, delle utenze, delle Poste; scelta della ditta di trasloco, disponibilità della ditta, di amici e parenti, reperibilità di scatoloni, di altro materiale per l'imballaggio e di mezzi di trasporto adeguati; scelta della ditta di pulizie, di liberi professionisti e di nuovi mobili.
  • Segna sul quaderno di volta in volta le procedure, le tempistiche e i documenti necessari, e dividili per fasce temporali (tipo: due mesi prima, una settimana prima, il giorno stesso, tre settimane dopo).
  • Organizza, alleggerisci e semplifica gli spazi e gli oggetti di casa: elimina tutte le cianfrusaglie e tieni solo ciò che ami e usi. Quando conoscerai la tua prossima casa, pensa già alle funzioni di ogni stanza e a come ottimizzarne gli spazi, e prepara un progetto.

prima

Appena conosci la data del trasloco, inizia la fase di pianificazione.
  • Segna sul calendario e in agenda (meglio se condivisi col resto della famiglia) le cose da fare con una scadenza (telefonate, prenotazioni, acquisti, procedure burocratiche) nelle fasce temporali corrispondenti.
  • Tieni sotto controllo tutte le cose da fare segnandole su una lista, in sequenza dalla prima all'ultima, fino al programma del trasloco vero e proprio.
  • Prevedi sempre delle zone-cuscinetto per gli imprevisti.

durante

È il giorno del trasloco: la vecchia casa è vuota, pulita e attende i nuovi inquilini; la casa nuova è pronta e aspetta solo di accogliere te, la tua famiglia e le vostre cose. Stai sfruttando i giorni di vacanza e hai a disposizione mezzi di trasporto, strumenti e persone per procedere secondo il programma preparato e aggiornato per tempo.
Non ti rimane che seguire il programma della giornata e controllare che tutto stia procedendo bene. Se ci sarà qualche imprevisto, avrai la lucidità mentale per risolverlo.

dopo

Appena termina il trasloco vero e proprio, inizia la fase dI organizzazione.
  • Decidi da quale spazio iniziare a sistemare: consiglio per prime le stanze del riposo, le camere da letto e il soggiorno (per avere sempre un livello alto di energia); poi le stanze del benessere, la cucina e i bagni (per sentirsi definitivamente a casa); infine tutto il resto della casa.
  • Segui il progetto e organizza gli oggetti in base alle funzioni di ciascuna stanza: se sai già che cosa farai in uno spazio, sarà più facile riunire tutto ciò che ti serve e metterlo al suo posto.
  • Ottimizza gli spazi, cioè trova un posto comodo per ogni cosa, in modo da saper sempre dove riporla dopo l'uso e dove trovarla quando serve.
  • Metti in bella mostra tutto ciò che ami per creare l'atmosfera unica che distingue la tua famiglia.

In ogni caso, qualsiasi siano le tecniche e strategie di trasloco, la cosa più importante è prendersi tutto il tempo possibile: con calma, tranquillità e un passo alla volta, portiamoci avanti verso l'abbandono di una casa, il trasloco di una vita e l'inizio di una nuova avventura.

martedì 14 novembre 2017

Evento Nazionale Apoi 2017: presente!

Sabato 11 novembre: l'estate di san Martino ci accoglie a Torino con una promessa di fresco in arrivo. Noi, professionisti dell'organizzazione (PO) provenienti da tutta Italia, ci ritroviamo nelle sale di Toolbox Coworking per l'Evento Nazionale Apoi "Impara ad organizzarti... divertendoti!".

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Il mattino è tutto nostro: ci abbracciamo, salutiamo, riconosciamo, incontriamo i nuovi associati,
diamo forma (volto, voce, mani, sguardi) ai nomi. E subito ci raccontiamo come stiamo, com'è andato  il viaggio, come va il lavoro, ridiamo, sorridiamo, scopriamo le nostre postazioni e ci regaliamo una pausa caffè. Ci facciamo seri (più o meno) durante l'assemblea, ascoltiamo, interveniamo con domande, partecipiamo con proposte: l'associazione è giovane, il nostro Consiglio Direttivo (cioè le fantastiche quattro: Sabrina Toscani, Irene Novello, Silva Bucci e Chiara Battaglioni) è esperto e noi soci siamo pieni di entusiasmo.

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Con Fabiola Di Giov Angelo (fotografia di Francesca Covolan - Attimamente)

Il pomeriggio, invece è dedicato al pubblico: dopo il pranzo rinvigorente di Liberamensa, raggiungiamo le nostre postazioni e diamo inizio all'evento! Dalle 15.00 alle 20.00 accogliamo i visitatori, gli interessati, i curiosi, i partecipanti e diamo inizio a un susseguirsi di consulenze private (sui comodi divani dell'ingresso) e di laboratori pratici di organizzazione sui temi Lavoro e ufficio, Casa organizzata, Space clearing, Stile di vita con il supporto di Brother, Domopack Living e Studio T. Partecipano anche lo Studio Garattoni & Vaccariello con la presentazione del software di fatturazione WindDoc, e Organizzare Italia che presenta la figura professionale del PO e le attività di formazione per PO, per educare all'organizzazione nelle scuole e per conoscere la disorganizzazione cronica.

Fotografia di Linda Rossi - Nuove Abitudini

Il nostro entusiasmo è palpabile: parlare davanti alle persone non è sempre facile, ma raccontare il nostro lavoro, che ci appassiona, e aiutare chi sente il bisogno di uno stile di vita organizzato con brevi laboratori e consulenze ad hoc ci riempie di una soddisfazione infinita.
Ogni Evento Nazionale Apoi mi regala la gioia di abbracciare vecchi e nuovi amici-colleghi, la sensazione impagabile di sentirmi parte di un tutto e la voglia di vivere appieno l'esperienza. Se, poi, qualche amicizia del luogo mi viene a trovare, è una vera festa!

Ci ritroviamo a Bologna, per l'Evento Nazionale Apoi 2018.

giovedì 9 novembre 2017

Musica per il trasloco

Nei pochi traslochi che ho fatto, l'unica musica era quella suonata dalle mie emozioni: echi di giochi dalla mia prima camera, profumo dei libri e colori della città dalla mia stanza di universitaria, polvere e speranze dal nostro primo appartamento.

Quale musica vorrei sentire nel mio prossimo trasloco? Una canzone che canto spesso e mi fa sentire a casa ovunque sia: E la luna bussò di Loredana Berté.

La canto sotto la doccia, mentre stendo i panni, quando gioco col Baldo, sdraiata al sole in giardino, mentre faccio manovra per uscire dal cortile. Uno scrigno di ricordi, cui ne aggiungerò altri, altrove, altrimenti...


Se premi il pulsante Spotify, qui a destra, puoi ascoltare tutte le liste musicali degli scorsi anni e la "colonna sonora" del 2017.
Buon ascolto!

martedì 7 novembre 2017

Sogno un trasloco

Novembre è il mese del mio compleanno e so già quale desiderio esprimere mentre spegnerò le candeline: un trasloco.
Ricordo bene i miei tre traslochi: coi miei genitori (dall'appartamento in affitto alla casa dove ancora vivono), da sola (dalla casa in città alla casa al lago), con mio marito (dall'appartamento in affitto alla nostra casa).
Ricordo bene anche le emozioni che li accompagnavano, in ordine: nostalgia, agitazione, confusione.

Nonostante questo, per il mio compleanno desidero un trasloco: amo casa nostra e come l'abbiamo trasformata da rudere a rifugio, amo addirittura gli angoli storti e ogni stranezza; ma sogno di vivere in una casa nuova, più piccola (su misura per noi)), più comoda (su un solo piano), più vicina alle passeggiate e ai servizi (no alla macchina, sì alla bicicletta!).

Questa volta non mi farò cogliere impreparata dal trasloco: sarò pronta, serena e cercherò anche di divertirmi.

Per prima cosa, non proverò nostalgia: casa nostra ci assomiglia, è rilassante, accogliente, un po' birichina - ma noi non siamo la nostra casa. I muri e il giardino rimarranno qua, sarò contenta di consegnarli a una nuova famiglia, per riempirli di risate di bimbi e di adulti. Con noi porteremo l'atmosfera e lo stile di vita maturato pian piano.

In secondo luogo, non proverò agitazione: preparerò tutto con calma, me stessa e la casa. Sarò pronta e dirigerò ogni fase del trasloco come un direttore d'orchestra. Desidero vivere appieno questa esperienza e concludere una parte della mia vita in dolcezza, senza brutte emozioni. Con noi porteremo solo bei ricordi.

Infine, non proverò confusione: sarò sempre presente a me stessa, non lascerò nulla al caso o a chicchessia. Prevederò gli imprevisti, avrò pronto il piano B (se necessario), risolverò un problema alla volta (se ce ne saranno) e vivrò ogni momento con chiarezza.

Non so quando avverrà questo trasloco, forse tra tre mesi o forse tra tre anni. In ogni caso, inizio fin d'ora a sistemare casa in vista di questa avventura. Nel frattempo avrò una casa organizzata, ordinata e facile da gestire, e anche un animo sereno e tempo prezioso per godermela.

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mercoledì 1 novembre 2017

Novembre e il trasloco

Una volta le famiglie dei contadini "facevano san Martino": caricavano i loro averi su un carro e traslocavano da una cascina all'altra. L'anno lavorativo, infatti, terminava ai primi di novembre, dopo la semina; si chiudevano i vecchi contratti di lavoro e se ne aprivano altri con nuovi proprietari terrieri.

Qualsiasi sia il motivo per cui oggi ci trasferiamo da una casa all'altra, il trasloco può essere un'esperienza più o meno piacevole: la fine della certezza e l'inizio di una nuova avventura oppure una semplice fase di passaggio tra un momento e l'altro della nostra vita. Dipende da come lo viviamo.

Ti lascio lo sfondo del desktop di novembre, di un azzurro appena venato di freddo.

(clicca su uno dei seguenti formati
per scaricare lo sfondo corrispondente)



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giovedì 26 ottobre 2017

Le interviste ai PO: Fabiola Di Giov Angelo

Continuo a fare domande ai miei colleghi Professionisti dell'Organizzazione (PO, in breve), perché mi piace scoprire il loro percorso. E perché, magari, anche tu sei già una PO, ma ancora non lo sai.

Come è capitato a Fabiola Di Giov Angelo, oggi Professionista dell'Organizzazione - specializzata (e innamorata) di uso personale del tempo -, socio senior di APOI e addetto stampa di APOI e Organizzare Italia.

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Che lavoro facevi prima di diventare PO?
Ho sempre lavorato nell'ambito della comunicazione, come sociologa prima e come giornalista e addetto stampa poi, attingendo sempre all'organizzazione, la mia salvezza!

Perché hai deciso di diventare PO? Quali motivazioni ti hanno fatto capire che era la strada giusta da percorrere?
L'ho deciso dopo una delusione ricevuta dal mio precedente lavoro, che ho sempre amato, ma che ad un certo punto sembrava non mi corrispondesse più. Ho ascoltato, e non è un caso, un'intervista alla Tv in cui si parlava di professionisti che aiutavano gli altri a migliorare la propria vita utilizzando strumenti organizzativi. Lì c'è stato il colpo di fulmine per il professional organizing, un'attività che, senza saperlo, svolgevo da anni. Ho preso l'iniziativa e ho contattato le persone di riferimento di APOI, dalle quali ho avuto le risposte che cercavo. Mi sono iscritta subito all'Associazione e in poco  tempo ho capito che era la strada giusta: avrei messo a frutto le mie competenze e la mia esperienza riuscendo ad appagare il mio desiderio di essere utile agli altri semplificandogli la vita.

Come sei diventata PO e qual è stato il tuo percorso?
Sono diventata P.O. quando ho conosciuto Sabrina Toscani e i corsi per professional organizer di Organizzare Italia. Infatti, per quanto avessi preso con serietà questa nuova realtà lavorativa niente di più che partecipare ad un corso professionalizzante, a me che sono cresciuta a pane e corsi, sarebbe servito a rafforzare la convinzione. Il corso per professional organizer di sei mesi, molti libri, gli scambi fruttuosi con gli altri P.O. e i primi clienti mi hanno formata. Svolgo questa professione ormai da alcuni anni, ma sono una professional organizer da sempre, da quando sistemavo il ripostiglio a casa dei miei, organizzavo la biblioteca all'Università, l'archivio al lavoro, suggerivo tecniche per riunioni efficaci e veloci in redazione.

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Che cosa ti affascina di più del mondo dell'organizzazione e di che cosa ti occupi principalmente?
Amo la capacità che l'organizzazione ha di essere duttile e mettersi al servizio della persone! Metto a punto con i miei clienti strategie organizzative che mirino a usare bene e con soddisfazione il proprio tempo. Sono fortemente convinta che grazie all'organizzazione si possono migliorare i propri risultati e raggiungere i propri obiettivi qualunque essi siano: di maggior produttività, efficienza, soddisfazione personale, più spazio e tempo per sé. In ogni ambito della propria vita l'organizzazione è fondamentale! Mi rivolgo a quelle persone, che mi capita di incrociare sempre più spesso, che dichiarano di non aver mai tempo di... salvo poi scoprire insieme che bisogna organizzare meglio gli spazi di casa, la propria agenda, imparare a scrivere una lista o a dire di no. La cosa che mi piace molto di questo lavoro è che si utilizzano metodi, strumenti e tecniche ma si attinge molto alla propria capacità di ascolto e di osservazione, a intuito ed empatia, doti imprescindibili per un P.O.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Diciamo che il mio desiderio, verso il quale indirizzo le mie energie, il mio tempo, la mia volontà, è che sempre più persone scoprano l'organizzazione e ne sperimentino i benefici! Per cui apro ufficialmente il cassetto e dico “diffondiamo l'organizzazione!”

mercoledì 25 ottobre 2017

I Ghirigori di Monila. Il riposo

Da poco meno di un mese ho due gattini.
Mangiano, giocano e riposano. Hanno già capito tutto della vita!
Riposano vicini vicini, caldi caldi e se vicino a noi umani fanno fusa sonore.
Guardandoli penso che vorrei riposare come un gatto... o almeno per una volta mi piacerebbe rimpicciolirmi e accoccolarmi a loro vicini vicini, caldi caldi!

Monila


Monila Valsecchi per Paroladordine.org




martedì 24 ottobre 2017

Perché faccio quel che faccio

È da qualche mese che sono irrequieta. Mi sento come una quarantenne che s'accorge all'improvviso di non veder più bene da vicino: una sensazione fastidiosa che impedisce di fare cose semplicissime - tipo leggere le istruzioni di una qualsiasi cosa.

Sono irrequieta perché non riesco più a veder bene da vicino, soprattutto dentro di me. Quando mi chiedo perché ho scelto di diventare una Professionista dell'Organizzazione - dopo esser stata per anni un'archeologa -, faccio fatica a mettere a fuoco la risposta. Fatico a vedere il nesso, anche se so che esiste.

Alcuni miei colleghi arrivano al Professional Organizing da attività simili e per loro è una naturale evoluzione di ciò che già facevano: architetti, archivisti, magazzinieri, commessi, organizzatori di eventi, formatori...
Io ero un'archeologa, scavavo nel terreno per portare alla luce la vera storia di un luogo: com'è stato cambiato dalla natura e dagli esseri umani, com'era in origine e com'è diventato, qual è la sua vera essenza, quali sono le sue risorse e potenzialità. Tutta un'altra cosa.

Forse.

Poi un giorno leggo l'articolo Salvata dal decluttering di Rita Bellati e le sue parole mi hanno fatto capire più che mai perché dall'archeologia sono passata al Professional Organizing.

Per scavare negli oggetti e negli impegni delle persone e riportare alla luce chi davvero sono.

Questa è la mia naturale evoluzione e ne scrivo proprio oggi, il terzo compleanno di Paroladordine, per ricordarmi di fidarmi del mio istinto. Anche se il nord è nascosto, la nostra bussola interiore ci guida sempre.
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giovedì 19 ottobre 2017

Faccende familiari: il fascino dei giorni di pioggia

Amo i giorni di pioggia, perché mi danno l'opportunità di trascorrere le giornate in modo diverso.

Innanzitutto, permettono di apprezzare maggiormente la propria casa e - soprattutto in inverno - di gustarne ancora di più il calore.
Con i bambini, ci si può mettere in soggiorno, costruire una tenda da indiani con una coperta e crogiolarsi davanti al fuoco acceso.
Oppure, mi posso sdraiare sul tappeto a leggere un libro, accanto ai bimbi che fanno un bagno caldo, di quelli pieni di schiuma e che durano un'infinità come piace a loro.

Ma i giorni di pioggia possono essere anche produttivi.
Approfittando del fatto che se la pioggia dura tanto i miei figli si annoiano - passati in rassegna i soliti giochi da fare dentro casa - ci lanciamo in attività sempre divertenti, ma anche utili:
  • si può cucinare insieme un dolce, oppure altre pietanze comode da congelare (ad esempio le lasagne);
  • ci si può dedicare a quei mestieri di casa che si fanno meno frequentemente e che - chissà come mai - i bambini trovano irresistibilmente affascinanti. Ad esempio pulire e riordinare la scarpiera: tirare fuori e poi risistemare tutte quelle scarpe per loro è quasi una festa!
  • il momento è ottimo anche per un bel repulisti. Ci si arma di un paio di scatoloni e li si riempie: uno con i giocattoli rotti da buttare, uno con quelli non più utilizzati da regalare.

Infine, non dimentichiamoci che nessuno ci vieta di uscire comunque! Finché non si tratta di tempesta, è sufficiente indossare l'abbigliamento adeguato per andare a fare una passeggiata.
Sotto la pioggia anche i posti visti e rivisti acquistano un nuovo fascino. Si scoprono nuovi punti di vista, nuovi suoni e nuovi profumi.


paoladordine bambini pioggia

E se lungo la strada ci sono anche le pozzanghere di fango il divertimento è garantito!

Ps: naturalmente, neanche la neve ci ferma...e al rientro è d'obbligo una tazza di cioccolata calda per tutti.


paroladordine bambini neve


martedì 17 ottobre 2017

Una scrivania tutta per me

Ti sembrerà strano, ma non ho una vera scrivania da lavoro tutta per me.
Quando abbiamo progettato gli spazi di casa, ho voluto fortissimamente uno studio al piano terra, in un angolo riparato e tranquillo, che fosse il mio regno.
Per anni lo studio è stata la stanza degli orrori: scatoloni, polvere di cemento e tristezza. Impossibile lavorare in un caos del genere! In quegli anni il divano in soggiorno s'è trasformato nella mia scrivania: comodissimo per il corpo (ma solo in apparenza), scomodissimo per lavorare...

Quando è arrivato il turno di sistemare lo studio, abbiamo utilizzato i mobili residui di casa: due librerie aperte, un grande tavolo da pranzo con le sue sedie e una mensola. Col tempo abbiamo trasformato una libreria in un angolo ufficio con computer fisso, stampante, telefono e una serie di cassetti comodi per la cancelleria. Poi abbiamo aggiunto anche un mobiletto per contenere altri documenti archiviati.

Il grande tavolo doveva essere la mia scrivania: una superficie ampia su cui disporre il computer portatile, libri e documenti di lavoro e un contenitore con penne, evidenziatori e foglietti da ritirare nel mobile a fine giornata. Quando si è rotto il computer portatile, ho iniziato a usare il computer fisso del marito: la superficie su cui poggia, però, è talmente esigua da non riuscire a contenere nemmeno la parola scrivania!
Ora, al posto del portatile uso una tavoletta elettronica: riesco a svolgere la maggior parte del lavoro e riduco al minimo l'utilizzo del computer fisso. Ma continuo a fare la spola dal divano allo studio...

Così non posso andare avanti: voglio che il soggiorno sia dedicato solo allo svago e che lo studio diventi - finalmente - il mio (unico) posto di lavoro.
Per me, infatti, è fondamentale che ogni spazio abbia la sua funzione, senza contaminazioni. Ed è altrettanto importante che l'ambiente di lavoro sia accogliente e riposante.

Lo studio, però, rimane la stanza di casa che meno amo. Per un certo numero di ragioni:
  • non c'è una scrivania degna di questo nome
  • non c'è bellezza
  • non c'è luce
Il sole, infatti, entra prorompente nelle primissime ore del mattino, poi gira dietro la casa dei vicini e non si mostra più fino al giorno dopo. È una stanza buia anche in estate e io ne soffro: a chi piacerebbe passare le ore di lavoro in una grotta?!

Ci ho pensato a lungo e, alla fine, ho risolto un problema dopo l'altro.

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  1. La scrivania
    È vero, non c'è e nello studio non c'è posto per lei. Però c'è sempre il grande tavolo: se lavoro sul lato davanti all'angolo ufficio posso sfruttare entrambe i piani, spostandomi dall'uno all'altro con la sedia girevole. Così è come avere due scrivanie: da una parte la tecnologia, dall'altra l'ampia superficie per scrivere e fare ricerche in comodità. Tra l'altro, la nostra centrale di comando è proprio lì vicino e tutto si fa più comodo.
  2. La luce
    Che cosa succede se tolgo il grosso lampadario nero appeso sopra il tavolo? L'ambiente diventa più luminoso! Al suo posto pende una semplice lampadina a incandescenza (amo la luce calda), resa più "protagonista" con un filo elettrico colorato: è una soluzione semplice, economica, simpatica, visivamente leggera e molto luminosa.
  3. La bellezza
    Per lavorare bene ho bisogno di stare in un ambiente caldo, armonioso e invitante. Mi piacciono i colori di base dello studio (bianco, legno e nero), mi piace la vivacità dei libri, ma manca qualcosa che renda l'ambiente confortevole. Ho puntato su tre aspetti: il colore (un po' di rosa qui e là), le piante e l'ordine.  È un lavoro ancora in corso: non ho le capacità di un arredatore, seguo solo il mio istinto e quel che mi fa sentire bene.
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È bastato davvero poco per voler bene al mio studio: ogni mattina mi accoglie col sorriso e una postazione di lavoro confortevole e su misura per me. Ora, anche lavorare è riposante.

Morale

Non sempre ci piacciono tutti gli spazi di casa o di lavoro. Alcuni ci sono proprio antipatici e non capiamo perché: troppo disordine, troppo buio, troppo freddo, troppo piccolo? Ci sentiamo quasi respinte. In realtà gli spazi sono lo specchio dell'uso che ne facciamo e, in questi casi, riflettono confusione, pigrizia, rinuncia.
Guardiamoli con occhi nuovi e cerchiamo di capire come vorremmo trascorrervi le ore: la trasformazione è già in atto, dentro e fuori di noi. 
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giovedì 12 ottobre 2017

Evento nazionale APOI 2017: presente!

Per me e i miei colleghi Professionisti dell'Organizzazione l'autunno è una stagione di gran fermento: siamo in piena organizzazione dell'evento nazionale APOI!


Il titolo è già un programma: Impara ad organizzarti... divertendoti!
Quest'anno saremo a Torino sabato 11 novembre per diffondere la cultura dell'organizzazione con laboratori interattivi e formativi, divisi in cinque macro-aree:  
  1. alleggerisci e semplifica per dare il giusto valore alle cose
  2. stile di vita per vivere bene il tempo
  3. lavoro e ufficio per lavorare col sorriso
  4. casa organizzata per avere tutto sotto controllo
  5. bambini e famiglia per imparare fin da piccoli le abilità organizzative
Ci sarà anche l'angolo Parla con un P.O. dove potrai chiedere una consulenza personalizzata e gratuita e trovare la soluzione giusta a un problema organizzativo.
A sostenere l'evento nazionale APOI ci saranno, come sempre: Brother, Domopack Living, Organizzare Italia, Studio T e Studio Garattoni&Vaccariello.

Se parteciperai, sarò ben felice di conoscerti!

martedì 10 ottobre 2017

Quel momento della giornata in cui tutto si ferma

Qual è il momento della giornata in cui fai più fatica a lavorare?
Per me è il pomeriggio. Dopo pranzo mi vien sonno e il lavoro da fare "mi fa fatica", ma tanta fatica. Ancor di più ora, con la triade divano-coperta-tè caldo che invitano con fare suadente al riposo assoluto!

Quando sono immersa in un super progetto, una riunione scoppiettante o un intervento dal vivo, il sonno passa in secondo piano e la mia attenzione è tutta protesa a quel che sto facendo.
Se, però, ho un appuntamento di lavoro solo con me stessa, ho qualche difficoltà a rispettare gli orari e tergiverso... Che inizi tardi o in punto, il sonno rallenta il mio cervello e la resa è appena sufficiente. Se poi aggiungi che son pigra di natura...

Allora ho deciso di assecondare il difetto per "fregarlo" e trarne vantaggio. Quando lavoro da casa, invece di stare al computer, ho due alternative:
  1. mi dedico allo studio: comodamente adagiata sul divano e con una musica di sottofondo, rimango concentrata a lungo e senza fatica
  2. se ho delle commissioni da sbrigare in giro, esco di casa e vado in biblioteca: posso scegliere tra tre biblioteche vicine, ciascuna fa orari diversi e tutte insieme coprono ogni pomeriggio; circondata da tutti quei libri, la mia attenzione è alle stelle!

In entrambi i casi unisco l'utile (= lavoro e commissioni) al dilettevole (= comodità del divano e passeggiata dal parcheggio alla biblioteca e viceversa), traggo vantaggio dal difetto, non perdo tempo e continuo a lavorare.

Morale 

Asseconda i tuoi difetti, invece di combatterli: sarà tutto più facile.
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giovedì 5 ottobre 2017

Musica per il riposo

Non è stato facile trovare la canzone giusta per il tema di questo mese. Ninnananne? Inni alla quiete domenicale? Proteste contro il troppo lavoro? Non ci siamo... Desidero qualcosa che sappia sprimere meglio l'alternarsi di euforia e calma tipico delle giornate ottobrine.

Alla fine l'ho trovata: It's, oh, so quiet di Björk. Le note, la voce, le parole e l'interpretazione esprimono molto bene il piacere di saper godere, in egual misura, dei giorni opachi e dei giorni scintillanti!


Se premi il pulsante Spotify, qui a destra, puoi ascoltare tutte le liste musicali degli scorsi anni e la "colonna sonora" del 2017.
Buon ascolto!

martedì 3 ottobre 2017

Meteoropatia o...

Potrei dire di essere meteoropatica, cioè che soffro per ogni cambiamento climatico stagionale, e che temo ottobre perché è un mese in bilico tra giornate ancora serene e calde, e giornate ormai piovose e fredde. Poi, a ottobre torna l'odiosa ora solare (alla fine del mese, ma ci si deve pur preparare, no?) con i suoi pomeriggi corti e bui.

Direi una bugia: non soffro per il buio, né per le piogge, né per il freddo. Non ne vado matta (guidare nella nebbia o camminare sotto la pioggia incessante non mi riempiono di gioia), ma quest'anno ho deciso di viverli come un'opportunità in più di riposo.
Ottobre è appena iniziato e già mi mette addosso una gran voglia di rallentare, fantasticare, avvolgermi in una coperta, riscaldare la tana e prepararmi al letargo.

Quest'anno giuro che non mi lamenterò per le condizioni climatiche: con qualche piccolo aggiustamento le mie giornate procederanno come prima (allenamento, lavoro, casa, famiglia) e, quando farà freddo/pioverà/sarà buio, godrò con più intensità dei momenti di riposo: saranno un'ottima occasione per ricaricare l'energia più in fretta e più a lungo.

paroladordine-energia-riposo

domenica 1 ottobre 2017

Ottobre e il riposo

Ottobre è l'inizio dell'autunno, quello vero, che alterna giornate di sole e colori vivi alle prime (fredde) promesse d'inverno.
Ottobre è: piogge grigie e incessanti, freddo, cambio dell'ora, meno ore di luce, più buio...
Ma è anche: il profumo intenso di uva fragola e osmanto odoroso, le castagne, le zucche, il fuoco che scoppietta nel camino, le coperte all'uncinetto!

Come ogni mese, anche ottobre, ha i suoi pro e contro. Per me è il momento del riposo e delle abitudini che cambiamo per seguire la nuova fase dell'anno e prepararmi all'inverno.

Ti lascio lo sfondo del desktop di ottobre, di un viola profumatissimo.


(clicca su uno dei seguenti formati
Per scaricare lo sfondo corrispondente)
 
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giovedì 28 settembre 2017

I Ghirigori di Monila . Il rientro

Se rientri nella categoria degli ottimisti in una settimana dal rientro farai tutto il necessario per avere una casa pulita, il frigorifero pieno, i vestiti puliti e stirati nell'armadio, i souvenir al loro posto e altro ancora...
A volte ci vorrebbe una vacanza per riprendersi dalla vacanza... o meglio, dal rientro!


Monila  Valsecchi per Paroladordine.org

mercoledì 27 settembre 2017

Si studia! La regola dei 15 minuti...

Lo faccio dopo. Lavare i piatti, stendere il bucato, chiamare il dentista, fare benzina, telefonare per un'informazione, sistemare i documenti, piegare e mettere via i vestiti, eccetera, eccetera, eccetera. Lo faccio dopo - come se dopo fosse un tempo infinito e propizio: così rimandiamo di ora in ora, anzi di giorno in giorno. A volte ci sono cose che ci aspettano da mesi. Ohibò.

Non ho perso tempo ad acquistare e leggere La regola dei 15 minuti... Come smettere di rimandare e prendere il controllo della tua vita in un quarto d'ora di Caroline Buchanan.

paroladordine-sistudia-laregoladei15minuti

Si tratta di un manuale su come affrontare la vita, per fronteggiare tutte quelle incombenze che tendiamo a rimandare, e che col tempo diventano troppo pesanti da portarsi dietro.

La regola dei quindici minuti è un metodo semplice e molto potente per smettere di procrastinare e iniziare a fare, e vale per tutto: incombenze rimandate, sogni nel cassetto, decisioni da prendere, imprevisti da risolvere.
Utilizza elementi di Terapia Cognitiva Comportamentale, che aiuta a modificare le sensazioni causate da un cambiamento, correggendo il modo di pensare e il modo di fare.
È strutturata in sei fasi:
  1. Sentirsi ispirati. L'autrice consiglia di avere sempre sott'occhio questa frase di Goethe: "Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L'audacia ha in sé genio, forza e magia. Incomincia adesso."
  2. Visualizzare. Immaginare il momento in cui si raggiunge l'obiettivo e assaporarlo, scrivere un progetto per visualizzarne l'obiettivo e memorizzarlo.
  3. Pianificare. Scegliere il momento preciso per iniziare (entro i prossimi tre giorni) e segnarlo in agenda.
  4. Prepararsi. Immaginare i cambiamenti positivi e scrivere qualsiasi idea passi per la mente.
  5. Applicare la regola dei quindici minuti. Impostare la sveglia e avviare il cronometro, concentrarsi sull'obiettivo e fare qualsiasi cosa per iniziare ad agire, fermarsi quando la sveglia suona.
  6. Ricompensarsi. Celebrare sempre le piccole e le grandi vittorie.

Perché la regola dei quindici minuti funziona? Funziona per due motivi principali:
  • perché quindici minuti sono abbastanza per agire e pochi per rischiare di perdersi via. Si comincia con tre sessioni da quindici minuti in tre giorni e, col tempo, si può modificare la regola in base alle necessità (30' o 45' oppure più sessioni da 15' in un giorno)
  • perché l'azione favorisce il benessere e più stiamo bene, più agiamo: è un circolo vizioso che aiuta a sconfiggere le cattive abitudini.

Il libro è ricco di informazioni interessanti (tratte dalle neuroscienze e da casi reali) e spunti su cui riflettere. Per esempio, l'ASSO nella manica, acronimo di l'Atteggiamento Sistema Sempre Ogni cosa: perché il modo in cui percepiamo qualcosa influisce sul modo in cui reagiamo.

Fra tutti mi è piaciuto in particolare il capitolo sulla buona volontà e l'entusiasmo. La buona volontà (capacità di voler far qualcosa; contrario di resistenza) e l'entusiamso (essere ispirati, slancio) sono gl'ingredienti per riuscire a fare e a raggiungere gli obiettivi: la combinazione di buona volontà ed entusiasmo è ciò che fa la differenza tra ottenere ciò che vogliamo e arrenderci ancora prima di iniziare, perché ci fornisce il propellente per raggiungere un obiettivo.
paroladordine-sistudia-laregoladei15minuti-buchanan

giovedì 21 settembre 2017

La stanza verde di Cri: autunno

L'autunno, per me, è la stagione più romantica.
I colori si fanno tenui, la temperatura diventa frizzante ed è divertente camminare nei boschi sulle foglie scricchiolanti, se poi si trovano i funghi, ancora meglio!
Arriva il tempo di fare il cambio degli armadi e anche le piante si preparano ad affrontare la stagione fredda.
Vediamo come aiutarle.

Giardino
Preparati per la potatura delle siepi, i vecchi giardinieri dicono che il momento migliore è quando la luna è calante, così non si formeranno nuovi rametti troppo presto e la siepe rimarrà compatta e in ordine più a lungo.

Continua a prenderti cura delle tue rose, nutrile e ripuliscile dai fiori appassiti, potrai ancora godere della loro fioritura, a meno di gelate precoci, ma anche in questo caso non ti preoccupare, torneranno a fiorire in primavera.

Se devi seminare il prato o rinfoltire aree "spelacchiate", da metà settembre a metà ottobre è il momento giusto. Le temperature fresche e le piogge favoriranno la germinazione dei semi.

L'autunno è anche il momento giusto per procurarsi e mettere a dimora i bulbi primaverili.
Col marito, l'autunno scorso, abbiamo preso dei bellissimi bulbi a una fiera e abbiamo faticato a trovare il posto giusto per loro, per cui eravamo d'accordo di non comprarne più...
La settimana scorsa è arrivato a casa tutto contento con bulbi di muscari, tulipani e di aglio ornamentale che io adoro, adesso dovremo trovare loro il posto.
Se hai il nostro stesso problema, è ora di individuare le zone dove puoi piantare dei nuovi bulbi.
In teoria bisognerebbe dissotterrarli, farli asciugare e poi riporli in una cassetta con della sabbia in un luogo buio e asciutto, tipo la cantina. Noi non l'abbiamo mai fatto, un po' perché è impegnativo e un po' perché non è strettamente necessario, gli inverni non sono più così rigidi da causare gelate ai bulbi.

Questo autunno, per me e il marito, sarà anche l'occasione di riprogettare parte di un'aiuola, dove ultimamente regnava l'anarchia botanica. Quindi decideremo di interrare alcune piante che ora abbiamo in vaso e metteremo nell'elenco della spesa quelle che vorremmo comprare.

Ci aspetta anche un lavoro noioso, ripulire la veranda e prepararla per ospitare durante l'inverno gli agrumi e altre piante che devono essere riparate dal freddo.
lastanzaverdedicri: autunno in giardino

Orto 
Qui, invece, i lavori sono meno impellenti, dopo aver ripulito la serra, aver vangato e concimato col compost, abbiamo piantato la cicoria e preparato per la semina dell'aglio che avverrà, rigorosamente come ogni anno, ai primi di novembre.

Rimane da ultimare la raccolta delle pere e delle mele. Le mele saranno riposte dentro delle cassette in cantina, le pere, invece, si conservano poco, quindi le teniamo in casa per mangiarle.
Io vorrei trasformarle, ma il marito preferisce consumarle fresche.

Finita la raccolta della frutta, aspettiamo che cadano le foglie e poi le rastrelliamo e le usiamo come pacciamatura per i finocchi, così sono riparati dal freddo. Spesso usiamo anche la calce come ammendante del terreno e sopra spargiamo le foglie, così, quando in primavera freseremo, il terreno, sarà più nutrito e soffice.

Rimangono ancora da raccogliere gli ultimi peperoni e pomodori, da questi ricaviamo i semi per l'anno prossimo.
Il resto dell'autunno lo passeremo a controllare che i cavoli crescano bene e a mangiarli!

lastanzaverdedicri: autunno nell'orto

Casa e balcone
Sul balcone dovremo preparare i vasi dove mettere le viole e portare in casa le piante che patiscono il freddo, come il banano e le piante grasse che hanno passato l'estate fuori.

Stiamo anche cercando una soluzione per ospitare le Amarillis, che stanno già mettendo fuori le foglie e i bulbi di giacinto che comprerò.
Non resisto mai alla tentazione di farne scorta perché mi piace sentire il loro profumo primaverile mentre fuori fa freddo.
Prima li tengo nel frigo in un sacchetto di carta per circa un mese, dopo li metto nel vaso fatto apposta e li tengo al buio, quando spunta la prima foglia, li porto alla luce.

Oltre ai giacinti, comprerò anche narcisi e muscari pronti a fiorire, che poi trasferirò, chissà dove, in giardino.

lastanzaverdedicri: autunno in casa e sul balcone

martedì 19 settembre 2017

Scorte di serenità

In natura esistono animali che raccolgono cibo e lo mettono da parte per i momenti difficili, animali che vanno a caccia ogni giorno e mangiano finché ce n'è. Dipende dal contesto, dalle risorse ambientali e dalla natura dell'animale.
Non ho ancora capito a quale gruppo appartiene la nostra famiglia, ma, dopo aver detto addio al kakebo, abbiamo deciso di ritornare al metodo dell'accantonamento spiegato da un'amica genovese.

È un metodo semplice e efficace: ogni mese metti da parte una somma di denaro per pagare le spese fisse di tutto l'anno. Crei una riserva di denaro e la lasci temporaneamente lì, finché giunge il momento di usarla. Se ti piacciono nocciole e roditori del bosco, ti sentirai a tuo agio.

Procurati un quaderno, una penna, una calcolatrice, un calendario (meglio se per tutta la famiglia) e inizia:
  1. segna tutte le tipologie di spese, per esempio
    - debiti (mutuo, finanziamenti, prestiti)
    - tributi (imposte, tasse e contributi vari)
    - spese settimanali (alimentari, trasporti)
    - spese mensili (affitto, utenze, trasporti, abbonamenti, rette, medicine, prodotti per la pulizia)
    - spese annuali (visite mediche, assicurazioni, manutenzione casa e automezzi, guardaroba, regali, feste, vacanze)
  2. calcola la somma di ogni tipo di spesa, per capire quanto spendi in un anno
  3. calcola il quoziente mensile dividendo il totale per dodici mesi, per sapere quanto accantonare ogni mese per ciascun tipo di spesa
  4. segna sul calendario le scadenze delle spese mensili e annuali
  5. scegli il giorno dell'accantonamento (il primo del mese, il 15, il giorno di paga)
  6. quel giorno dedica il tempo necessario a segnare su un quaderno accantonamenti, entrate e uscite mensili
  7. subito dopo dividi e accantona il denaro in "buste" (reali o virtuali)
  8. controlla il calendario, preleva il denaro e paga per tempo quanto devi
  9. segna ogni pagamento sul quaderno
Dopo i calcoli iniziali, decidi in quali "buste" accantonare il denaro: reali o virtuali? Scegli come è più comodo e sicuro per il tuo stile di vita.
Una parte può stare sul conto corrente (comodo per le utenze domiciliate e i debiti), un'altra parte su un conto deposito (sicuro per le spese a lunga scadenza), una somma a portata di mano per le spese settimanali. Oppure si possono metter via fisicamente in buste da lettera, etichettate e ben nascoste: si risparmia su spese bancarie, a patto però di essere campioni di forza di volontà (temo non faccia per me).

Un paio di regole perché tutto fili liscio:
  • accantona il denaro avanzato (tutto o in parte, decidi tu) nella "busta" pro emergenze: più la scorta aumenterà, più sarai serena
  • dimenticati di possedere carta di credito e carta di debito (a meno che questa non sia usata solo ed esclusivamente per alcuni pagamenti mensili)
Accantonare è un modo agile e veloce (impegna poche decine di minuti al mese) per essere consapevoli del nostro tenore di vita e avere il controllo del nostro denaro; allena alla responsabilità e aiuta a vivere serenamente.

paroladordine-denaro-accantonamento

venerdì 15 settembre 2017

Si organizza! La lista di controllo

L'altra volta ti ho mostrato la nuova lista di controllo per il mio rientro alla normalità: mi serve per abituarmi ad azioni quotidiane nuove e vecchie ma rimandate in altri momenti. Ogni volta che cambio abitudini ne faccio una e la uso finché ne ho bisogno.
Ma che cos'è, come si fa e a che cosa serve una lista di controllo?

Che cos'è 

La lista di controllo è un elenco dettagliato e completo di azioni da fare per compiere un'attività: ti dice come fare una cosa per bene. Man mano che si procede, si spuntano le voci fatte: in questo modo si è sicuri di portare a buon fine anche le attività più complicate.
Nel mio caso è l'elenco di tutte le azioni da fare nella mia giornata-tipo, da quando mi sveglio a quando mi addormento. Faccio liste di controllo ogni volta che inizio un nuovo lavoro: come procedere con uno scavo archeologico, come fare apertura e chiusura di cassa, come registrare fatture con un programma apposito, come scrivere una testo...

La lista di controllo è anche uno strumento di verifica: ti dice perché non sei riuscita a compiere un'attività e ti mostra quale azione non ha funzionato.
Nel mio caso, mi basteranno pochi giorni per capire se nella mia giornata-tipo riesco a fare tutto (allenarmi, lavorare, curare la casa, riposare): la sera sarò soddisfatta oppure dispiaciuta se avrò tralasciato qualcosa.

La lista di controllo può essere una linea guida, cioè un elenco di azioni che sarebbe meglio fare per acquisire un comportamento desiderato: non ti dice che cosa devi fare, ma cosa potresti fare. Quindi, le voci dell'elenco non sono obblighi, ma consigli basati su consapevolezze.
Nel mio caso, la lista di controllo suggerisce azioni preferibili per vivere una giornata-tipo completa: non mi obbliga, ma mi esorta. Alcuni giorni potrei saltare una voce oppure tutto l'elenco: dipende dagli imprevisti, dalle emergenze, dalle occasioni eccezionali (come una riunione di lavoro in una città lontana, per cui sono fuori casa tutto il giorno).

Come si fa 

Una lista di controllo sia efficiente è compilata con molta attenzione. Le cose da fare sono due:
  1. individua l'attività da compiere o da verificare o il comportamento da acquisire
  2. elenca in sequenza, dalla prima all'ultima, tutte le azioni necessarie per compiere l'attività o per adottare il comportamento: fai in modo che l'elenco sia dettagliato e completo (non ti spaventare!) e controlla di non aver saltato alcun passaggio

A che cosa serve


La lista di controllo ha molte funzioni:
  • imparare nuove attività complicate e fatte da molte azioni consecutive
  • capire perché gli obiettivi non sono stati raggiunti
  • acquisire nuove abitudini
  • riconoscere le priorità

Nella lista di controllo della mia giornata-tipo ho aggiunto gli orari in cui vorrei realizzare le azioni. In questo modo posso controllare che cosa riesco a fare in ventiquattro ore e quindi quali sono le mie reali priorità.
L'obiettivo di fondo delle mie giornate è essere serena e libera da affanni: riuscirò a raggiungerlo o dovrò rinunciare a qualche azione? In questo caso, che cosa voglio davvero fare che mi dia serenità?
La lista di controllo, quindi, diventa anche un metodo efficace per evitare stress, affaticamento mentale e fisico, brutte emozioni e brutti pensieri.

P.S. Ho già una risposta alle mie domande: non riesco a far tutto, perciò rinuncio senza troppi lamenti alla cura della casa (prima dedicavo mezz'ora al mattino, ora mi alleno) e penso a nuove soluzioni. All'allenamento, al riposo e ai progetti entusiasmanti di lavoro non rinuncio: sono indispensabili per farmi sentire bene.

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