giovedì 20 luglio 2017

Faccende familiari: raccogliere i frutti dell'anno scolastico appena terminato

L'estate per noi è sinonimo di corse sui prati, tuffi nel lago e castelli di sabbia in riva al mare.

Tuttavia, è anche il momento in cui fare un bilancio dell'anno scolastico appena terminato e archiviare tutto ciò che è legato all'annata conclusa, per poi ripartire carichi e determinati a settembre.

Nonostante io sia un'accanita sostenitrice di uno stile di vita leggero, credo che alcuni "tesori" siano assolutamente da conservare.

Si tratta quindi di trovare il giusto compromesso tra ciò che va tenuto e ciò che va invece va buttato.

Per mio figlio maggiore, che ha appena terminato il primo anno di scuola elementare ho deciso di conservare:
  • la pagella di fine anno;
  • i biglietti fatti a mano in occasione delle feste (Natale, Pasqua, festa della mamma e del papà);
  • i quaderni di italiano e matematica.
Avendo utilizzato più di un quaderno per materia, le maestre li hanno rilegati con un cartoncino colorato, in modo tale che rimangano uniti e in ordine.
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In casa ho già predisposto un'apposita scatola in cui ho messo la pagella e i quaderni, lasciando lo spazio per aggiungere quelli dei prossimi anni.
Non penso che conserverò tutti i quaderni di tutti gli anni scolastici (mi occuperebbero troppo spazio), ma quelli di prima elementare sono sicuramente i più rappresentativi e quindi da custodire gelosamente.

Invece non terrò
  • il diario, su cui sono annotati davvero pochi compiti e nient'altro;
  • i libri, che per noi non hanno valore affettivo e quindi posso regalare;
  • i lavoretti più grandi perché troppo ingombranti (a cui comunque ho provveduto a fare una fotografia per ricordo).
Naturalmente ho conservato anche zaino e astuccio che il mio bimbo riutilizzerà il prossimo anno (e che teniamo a portata di mano per fare i compiti estivi).

Anche per la più piccola di casa - che ha frequentato l'anno intermedio della scuola materna - ho fatto scelte simili.

Ho deciso quindi di tenere:
  • disegni e fotografie già raccolti in un comodo album da parte delle maestre;
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  • disegni sparsi e biglietti fatti a mano in occasione delle varie festività, che ho raccolto in una scatola di cartone - insieme ai biglietti fatti dal fratello più grande - posto in cima alla libreria del soggiorno:

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  • i grembiulini che andranno bene anche per il prossimo anno, che conservo appesi nel suo armadio, dato che:
  1. non occupano troppo posto
  2. l'armadio ha spazio sufficiente
  3. a settembre devono già essere pronti e a portata di mano (l'estate purtroppo passa in fretta).


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Come per il più grande, ho eliminato invece
  • i lavoretti, che comunque essendo fatti per lo più di carta non si sarebbero conservati bene;
  • i grembiulini che già cominciavano a starle piccoli.
Ho deciso anche di non comperargliene altri, dato che 3 sono più che sufficienti per l'ultimo anno di scuola materna.

Un ultimo consiglio: se anche voi come me non avete spazio per conservare i lavoretti fatti a scuola, fate loro una fotografia il giorno stesso in cui i vostri bimbi li portano a casa. In questo modo, avrete il ricordo non solo di una piccola grande opera d'arte, ma anche del visetto orgoglioso del vostro bimbo che vi mostra il suo capolavoro.

Una volta che tutto è a posto, ci si può davvero godere l'estate fino in fondo.

Buone vacanze,

martedì 18 luglio 2017

Lo studio all'aria

Fa caldo, molto caldo. Dalle mie parti è soprattutto umido: giorni di ordinaria afa si alternano a giorni di temporali spettacolari ma poco efficaci - l'acqua s'asciuga subito, mentre l'aria s'impregna di pesante umidità. Per questo motivo ho abbandonato l'idea di trasferire lo studio in giardino, sul tavolo all'ombra del patio - come faccio quando l'estate è più ventilata.

Lavorare all'aria aperta, però, mi manca: i fiori, la brezza, le api che ronzano, gli uccelli che cinguettano, il Baldo che prende il sole alleggeriscono il lavoro e mi sembra di non-lavorare*.

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Mai come quest'anno ho bisogno di ogni mezzo per alleggerirmi, perciò ho preparato il piano B, da mettere in pratica quando soffia qualche refolo d'aria in più:
  • sfruttare il fresco del cortile, che rimane in ombra per tutto il mattino
  • spostare il piccolo tavolo rotondo (inutilizzato) dal giardino al cortile
  • prendere uno sgabello leggero (già in casa)
  • tener pronta la borsa-lavoro con tutto l'occorrente (agenda, astuccio, quaderno, libri, auricolari)
  • aggiungere un po' di tecnologia (tavoletta elettronica, telefono e, per ogni evenienza, la prolunga per l'alimentatore della tavoletta elettronica)

Appena fa fresco/fa caldo/piove posso allestire/smontare velocemente lo studio in cortile: tavolo in garage, sgabello in casa assieme al resto nella borsa-lavoro e con due sole mosse tutto è a posto.
Della serie: cogli l'attimo fuggente!

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* Voce del verbo non-lavorare: quando ti trovi in un ambiente ameno e/o con persone piacevoli e, pur lavorando, ti sembra di fare altro.

giovedì 13 luglio 2017

Si studia! Il magico potere di sbattersene il ca**o

L'ho detto che voglio iniziare bene la seconda parte dell'anno, col piede giusto, o meglio: con l'atteggiamento giusto.
Poi, quasi per caso, mi capita in mano un libretto, letto mesi fa, prestato a un'amica e già quasi dimenticato. Lo sfoglio, tanto per rinfrescare la memoria, e mi ritrovo a leggerlo. Il titolo è molto evocativo: Il magico potere di sbattersene il ca**o di Sara Knight.
Se non è una coincidenza questa...!

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L'autrice, dopo aver letto e seguito il metodo KonMari si rende conto di poter fare la stessa cosa anche con gli sbattimenti, cioè tutto quello che facciamo per qualcosa o qualcuno ad alto consumo di tempo, energia e denaro. E lo fa con uno stile ironico, divertente e molto convincente!

Il libro è diviso in quattro capitoli, in cui l'autrice spiega i principi base, gli strumenti, le fasi e i benefeci del Metodo NotSorry (= per nulla dispiaciuti), che serve per riorganizzare il nostro spazio mentale.

Nel primo capitolo ci sono i fondamentali:

  • la differenza tra sbattersi per qualcosa/qualcuno (in senso positivo = preoccuparsi e impegnarsi in termini di tempo, energia, denaro) e sbattersene di qualcosa/qualcuno (in senso negativo = non voler dedicare tempo, energia, denaro)
  • essere consapevoli che è bene sbattersi per qualcosa/qualcuno solo se non ci crea fastidio e ci porta felicità
  • la non-stronzaggine è la combinazione di sincerità e gentilezza per diventare Illuminati (cioè liberi da sbattimenti indesiderati)
  • smettere di preoccuparsi di quello che pensano gli altri è la conditio sine qua non del metodo NotSorry
  • considerare le opinioni separatamente dalle emozioni
  • redigere il budget degli sbattimenti per capire il valore di ogni sbattimento, se possiamo permettercelo e amministrare di conseguenza tempo, energia e denaro


Nel secondo capitolo l'autrice descrive la Fase 1: decidere di sbattersene.
Si inizia  con l'inventario dello spazio mentale per identificare tutti gli sbattimenti che vogliamo attuare (le cose buone che danno felicità) e quelli che non vogliamo attuare (le cose inutili che creano fastidio). Si prosegue con la classificazione di tutti gli sbattimenti in quattro categorie (cose, lavoro, amici conoscenti e sconosciuti, famiglia). Infine si stralciano dalle quattro liste - una per categoria - le voci da eliminare, cioè gli sbattimenti nocivi.

Nel terzo capitolo si prosegue con la Fase 2: sbattersene.
Visualizzare i vantaggi acquisiti e focalizzare le voci all'interno delle categorie per noi più preziose, ci prepara a eliminare gli sbattimenti nocivi. Prima si eliminano gli sbattimenti facili da negare (che riguardano solo noi stessi), poi quelli mediamente difficili (i salassi assurdi di tempo, energia e denaro), quindi i più difficili (che coinvolgono altre persone con un'elevata possibilità di ferire la sensibilità altrui). Infine, otteniamo una lista di cose per cui desideriamo sbatterci.

Nel quarto capitolo l'autrice spiega come il potere magico di sbattersene trasforma la vita.
Perché l'obiettivo omnicomprensivo del Metodo NotSorry non è soltanto smettere di sbatterci per le cose che ci infastidiscono, ma liberarci in modo da poterci sbattere qualitativamente meglio per le cose che ci danno felicità.
Al termine della Fase 2, possiamo quantificare il tempo, l'energia e il denaro risparmiato: la via dell'Illuminazione è lastricata di ore recuperate, entusiasmo ritrovato, moneta sonante.
I benefici del riordino mentale, infatti, si ripercuotono su corpo, mente e anima

Il benefit aggiuntivo del Metodo NotSorry è il mio preferito:
affrontare la vita da un diverso punto di vista, quello di chi riesce a valutare rapidamente e con facilità qualsiasi situazione e ad agire di conseguenza. [...] Probabilmente vi renderete conto che [...] non avrete neppure bisogno di far entrare troppe cose nella vostra vita.

Credo che proverò con entusiasmo questo metodo: nonostante il lavoro degli ultimi anni, mi sono accorta di avere ancora (troppi) sbattimenti inutili.
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martedì 11 luglio 2017

Tempo lasco all'orizzonte

Ho preso una pausa lunga un mese: due settimane di vacanza e due per un progetto di lavoro.
Nonostante ciò, rientro al lavoro (quella cosa di otto ore al giorno per cinque giorni a settimana: glab) più stanca di prima.
Ma anche piena di buoni propositi, tra cui riprendere il giusto ritmo, cancellare voci dalle liste di cose da fare e impegnarmi. La pausa è finita, si ricomincia: op-op-op!

Però non ne ho voglia.

Punto della situazione

Ho raggiunto il livello di troppo pieno: basta un "no" non detto, un paio di problemi di salute sconosciuti o trascurati e all'improvviso l'agenda scoppia, scoppia la testa e tutto si complica. Lascio sempre ampi margini agli imprevisti, ma a questo livello l'emergenza è tale da non lasciare più spazio a nulla. Saltano le abitudini, salta la capacità di prendere decisioni, salta la pazienza: ohibò.

Nuovo piano d'attacco

Voglio iniziare la seconda parte dell'anno col piede giusto, per darmi il buon esempio: prima penso a me, poi al resto. Pensare a me significa: musica, divertimento, incontri con amici, cene in famiglia, giri in moto, chiacchiere e pensieri liberi.
Significa anche inaugurare una nuova sezione dell'agenda, dedicata alla cura del corpo e della mente: per ora c'è il programma di camminate mattutine (sono alla seconda settimana!).

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Intanto medito: e se l'anno prossimo mi regalassi una vera pausa estiva di due mesi? Senza impegni di lavoro, con priorità massima al riposo, agli affetti, alla creatività. Conosco chi lo fa, ed è la persona più produttiva incontrata finora.

Ognuno ha i suoi ritmi, i miei hanno bisogno di rallentare.

giovedì 6 luglio 2017

Musica per il raccolto

C'è una canzone che suona bene in questo periodo dell'anno, da ascoltare di notte con gli occhi alle stelle e la mente persa nei pensieri: è L'isola che non c'è di Edoardo Bennato.

Mi piace la melodia, le vocali aperte, il ritornello, il significato - soprattutto il significato. Perché una vita senza sogni è come una pietanza senza sapore. Si sogna per andare avanti, raggiungere nuove mete, crescere, essere felici: se trasformi i sogni in progetti, puoi raccoglierne i frutti. E sarà un raccolto ricco.

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Se premi il pulsante Spotify, qui a destra, puoi ascoltare tutte le liste musicali degli scorsi anni e la "colonna sonora" del 2017.
Buon ascolto!


martedì 4 luglio 2017

Adagio con brio

Come mi sento oggi? So di essere incredibilmente stanca, eppure mi sento leggera! Meglio fermarmi un attimo a pensarci, perché la situazione è strana...

PUNTO DELLA SITUAZIONE

Sono stanca ed è innegabile.
  • La vacanza è andata male e, invece di ricaricare l'energia, ho dato fondo anche agli ultimi residui. Ergo, ho bisogno di una vacanza per riavermi dalla cacanza*.
  • Ho passato l'ultima settimana lavorando intensamente a un progetto (bellissimo e, sì, riguarda il mondo dell'organizzazione!) con ritmi serrati e temperature tropicali devastanti.

Mi sento leggera ed è inaspettato.
  • Settimana scorsa ho vissuto a stretto contatto con persone che stimo e cui voglio bene: le mie colleghe-amiche, tutte donne eccezionali, diverse l'una dall'altra e da cui imparo sempre qualcosa - di loro, di me e del mondo.
  • Ho preso alcune decisioni per il mio benessere e le sto mettendo in pratica: una piacevole conquista.

NUOVO PIANO D'ATTACCO

Mi aspettano altri mesi intensi, perciò sto cercando una soluzione per non esaurirmi.
Ho rispolverato Focus di Daniel Goleman e ragionato. C'è un capitolo in particolare, che mi è stato utile: quello in cui l'autore spiega come funziona il nostro cervello e come ricaricare l'energia.
Il nostro cervello è fatto da diverse parti. Ogni parte ha la sua funzione: alcune lavorano insieme, altre da sole. Per esempio: normalmente, quando la nostra mente vaga tra i pensieri, si attiva la parte inferiore (subcorticale), che è veloce, intuitiva, impulsiva e a basso consumo energetico; quando ci concentriamo su quel che stiamo facendo, invece, si attiva la parte superiore (nella neurocorteccia), che consuma molte energie. 
Mi sono accorta che la mia mente è sempre concentrata sul lavoro, anche quando non lavoro: mi blocco in quella dimensione e la mia mente non vaga mai. Sono stanca perché consumo troppa energia. Meno energia ho, meno riesco a concentrarmi sul lavoro (sprecando tempo).

Per questo ho deciso di impegnarmi in due attività:
  • allenare l'attenzione per non sprecare energia ogni volta che mi concentro; lo farò praticando la meditazione e la mindfulness (traducibile in italiano con "stato di consapevolezza e di concentrazione")
  • passeggiare in mezzo alla natura per permettere alla mia mente di vagare, elaborare e connettere informazioni, creare nuove idee in assoluta libertà e spontaneità

Ieri ho giusto iniziato un programma di camminate ristoratrici e ho partecipato a una riunione per imparare la meditazione.
Sarà per questo che, nonostante la stanchezza, mi sento più leggera?

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* Termine preso in prestito da Patamaga.

sabato 1 luglio 2017

Luglio, il raccolto

Luglio è il mese del raccolto. Il momento ideale per fare il punto della situazione, porsi tante domande e preparare un nuovo piano d'attacco: come sono andati i primi sei mesi dell'anno? Il mio raccolto è ricco? Che cosa posso fare nei prossimi mesi per migliorare?

Com calma e serenità, magari a bordo piscina (o mare o ruscello!) sorseggiando un succo di frutta: che bello, quando sorridono anche i pensieri!

Ti lascio lo sfondo del desktop di luglio, di un caldo (non potrebbe essere altrimenti) arancio rosato.

(clicca su uno dei seguenti formati
per scaricare lo sfondo corrispondente)

martedì 27 giugno 2017

Cara vacanza, quanto mi costi?

L'ideale sarebbe fare come gli antichi patrizi romani: avere una villa al mare o in altri posti freschi e bellissimi, e andarci ogni estate in villeggiatura (appunto).
Certo, mantenere la villa al mare costa, ma gli antichi patrizi romani potevano permettersi questo e altro. 

Per chi non è un antico patrizio romano, la vacanza in estate è una voce di costo annuale su cui ragionare e dalle infinite varianti - e insidie.
Chissà perché quando siamo a casa ogni giorno riusciamo a resistere al richiamo insistente di: gelato, aperitivo, cenetta, cappello di paglia, infradito bellissime, quella borsa in-di-spen-sa-bi-le, chili di focaccia e mille altri "di più" - mentre in vacanza siamo come molle cera e cediamo allegramente? 

È vero, vorrei mangiar fuori a pranzo e a cena, vorrei non pensare alle pulizie di casa, vorrei essere servita e riverita in tutto e per tutto, vorrei spendere e spandere per esaudire ogni desiderio e capriccio. D'altronde, sono in vacanza...

Ma è questo ciò di cui ho davvero bisogno? No. Vado in vacanza perché ho bisogno di nuovi orizzonti, di staccarmi dal lavoro e dalla tecnologia, di godermi ogni istante nella sua pienezza: mentre taglio le verdure per un'insalatona o passeggio sul lungomare o mi riempio la testa di fresche novità. 
In ogni caso e per ogni evenienza, il kakebo verrà in vacanza con noi. Ehm.

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giovedì 22 giugno 2017

La stanza verde di Cri: Estate!

Ci siamo!
E' arrivata l'estate: io mi lamento del caldo, però sono contenta di vedere il giardino fiorito. Certo, l'aiuola principale è il trionfo dell'anarchia e, col marito, ci siamo ripromessi che questo autunno faremo un po' di pulizia per dare all'insieme un aspetto meno caotico.
Quindi un'attività è già programmata.
L'altra è recuperare una vecchia scala a pioli, darle una bella mano di impregnante e usarla come supporto per il gelsomino che abbiamo deciso di togliere dal vaso e metterlo in piena terra. Abbiamo già usato una scala per l'ortensia rampicante e il risultato è davvero piacevole.

lastanzaverdedicri: scala per ortensia rampicante

Ora vediamo nel dettaglio come organizzare i lavori per quest'estate: in giardino, nell'orto, in casa e sul balcone.


Giardino
In estate la preoccupazione principale dei giardinieri è quanto e quando annaffiare le amate piante. Di regola è sempre meglio far loro soffrire un po' la sete che bagnarle eccessivamente: se le bagni poco puoi sempre sopperire, se, al contrario, le annaffiature sono eccessive, è difficile correre ai ripari.
Ricorda che le piante che amano il sole, necessitano di meno acqua, mentre quelle da ombra o mezz'ombra ne vogliono di più.
Segui le previsioni meteo e quando è in arrivo un'ondata di caldo, bagna a fondo il terreno e subito dopo coprilo con una pacciamatura di compost, paglia o altro: questo dimezza le necessità idriche delle piante.
Il momento della giornata migliore per bagnare le piante è un'ora dopo il tramonto, per dar tempo alle piante di raffreddarsi un poco e non subire uno shock termico. Se questo momento non ti è congeniale, raccogli l'acqua dentro dei bidoni e lasciacela tutto il giorno, in modo da utilizzare acqua calda e non fredda.

Queste giornate calde sono l'ideale per raccogliere le aromatiche.
Il momento migliore della giornata è il mattino presto quando il sole ha asciugato la rugiada. Le foglie vanno raccolte prima che la pianta vada in fiore perché la concentrazione degli olii essenziali è massima.
Se raccogli la pianta intera, per farla essiccare, appendila a testa in giù in un luogo all'ombra fresco e asciutto; invece, se raccogli le foglie, mettile in un sacchetto di carta del pane.
Puoi utilizzare le aromatiche in molti modi: tritate col sale grosso e conservate in barattoli di vetro per aromatizzare i minestroni invernali e per questo è ottimo il timo in tutte le sue varianti, oppure puoi usare le foglie sbriciolate per le tisane e questo mi ricorda che è ora di raccogliere le foglie dell'Erba Luisa (Aloysia citriodora), un profumatissimo piccolo arbusto le cui foglie profumano di limone, sono ottime sia usate come tisana digestiva sia usate per preparare un buonissimo liquore.

Inizia anche a tenere d'occhio le piante che vanno a seme per raccoglierli in tempo, sia per evitare che si diffondano dove non le desideri, sia per poterli conservare per utilizzarli in altre parti del giardino o per scambiarli con amici, parenti vicini. Puoi anche tenere d'occhio le fiere del settore, a volte sono previsti banchetti di scambio di semi autoprodotti.

Da metà agosto puoi provare a prelevare talee di ortensie, filadelfi, lavande.
La porzione di ramo che serve è di 10-15 cm, non è più verde e non è ancora ben lignificata. Se la giornata è fresca puoi operare in qualsiasi ora del giorno; se, invece fa caldo, è preferibile il primo mattino. Prepara un terriccio ricco di humus, sabbia e perlite o argilla espansa e inserisci la tua talea avendo cura di mantenere lo stesso verso che aveva sulla pianta.
lastanzaverdedicri: estate in giardino

>> In vacanza

Se vai in vacanza per più giorni, devi preparare il giardino alla tua assenza.
Prima della partenza bagnalo a lungo e fai una pacciamatura come spiegato più sopra e, comunque, la soluzione migliore, è affidarlo a qualcuno di fiducia che vada a dargli un'occhiata.


Orto
Nell'orto avrai  già una bella produzione di ortaggi: noi iniziamo ad essere invasi dalle zucchine ed è quasi ora di raccogliere l'aglio e le cipolle.
Le zucchine le consumiamo un po' alla volta, mentre l'aglio e le cipolle le metteremo ad asciugare dentro delle cassette e poi faremo delle trecce da appendere in cantina.

Le regole per annaffiare sono le stesse per il giardino, ricordati che le patate vanno bagnate solo se vedi le foglie avvizzite, i pomodori vogliono poca acqua, le zucchine, invece, la amano.

Nell'orto il lavoro più fastidioso, è togliere le erbe infestanti e, non so perché, lo fanno fare sempre a me! Per ovviare a questo inconveniente, da un paio d'anni abbiamo adottato l'uso del telo pacciamante, lo usiamo per pomodori e zucchine. 
Se per quest'anno non l'hai acquistato, segnalo in agenda per l'anno prossimo.

Programma le semine scalari di fagiolini, carote e insalata, così non rimarrai senza.

Verifica anche le scorte di barattoli di vetro per la conserva e di sacchetti per congelare dove riporre le verdure da consumare durante l'inverno.

Verso la fine dell'estate, raccogli i semi degli ortaggi che intendi riseminare per l'anno prossimo.
I semi di pomodoro vanno ripuliti dalla gelatina che li ricopre, messi  ad asciugare su carta da cucina e poi conservati in sacchetti di carta.
Ricordati sempre di scrivere cosa conservi.

>> In vacanza

Nell'orto, quando vai in vacanza, la preoccupazione principale non sono tanto le annaffiature, quanto la raccolta degli ortaggi, quindi è bene affidarlo a qualcuno di fiducia che, in cambio dell'attività di sorveglianza, si godrà i frutti del tuo orto.


Casa e balcone
Le piante in vaso, necessitano di più acqua e di più fertilizzante, quindi controlla le tue scorte per poter nutrire le tue amiche verdi secondo le loro necessità.

In genere le piante in vaso necessitano di annaffiature giornaliere, potresti prevedere un sistema di irrigazione automatico o impiegare le bottiglie capovolte. Questo potreste servirti anche quando vai in vacanza: avresti così modo di verificare che il sistema funziona.

>> In vacanza

Quando lasci le tue piante per qualche giorno, radunale insieme in base alle loro esigenze di luce, creeranno un microclima che manterrà l'umidità necessaria.
Il consiglio vale anche per le piante del balcone, per evitare il forte irraggiamento delle ore centrali, schermale con paraventi o con le arelle.

lastanzaverdedicri: estate in casa e sul balcone


martedì 20 giugno 2017

Diario di viaggio

Com'è il tempo in vacanza? Lento, lentissimo - eppure mai abbastanza lento.
Ne vorrei sempre di più, anzi vorrei che l'intera vita fosse una vacanza: ritmi laschi, luoghi da scoprire, persone da conoscere, tramonti da ammirare, musei da visitare, spensieratezza e tanta, tanta serenità.

Per non perdermi nemmeno un secondo della vacanza e non spegnere quella luce dorata al rientro a casa, ho deciso di tenere un diario di viaggio. L'idea mi frullava in mente da un po' e ha preso forma dopo aver visto questo bellissimo diario di bordo di Claudialand e riletto la scheda racconta-viaggi di La bussola e il Diario.

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Ero pronta a realizzarne uno per la vacanza appena trascorsa, ma non è andata come desideravamo (Baldo, il nostro canide, non è stato bene e siamo rincasati prima del previsto): zero diario di viaggio, quindi, ma l'idea rimane.
L'avrei voluto così:

  • quaderno A5 o abbastanza grande per una fotografia
  • dove, quando e tipo di viaggio sul frontespizio
  • doppia pagina per ogni giorno con tutte le informazioni e le attività (località, durata, dove dormire e mangiare, che cosa vedere e acquistare, itinerario), una fotografia o un disegno
  • busta per ogni giorno con mappe, carte turistiche, biglietti da visita e altri ricordi
  • liste di viaggio (vestiti, cose da portare, acquisti, cose da vedere, numeri utili, ...) nelle ultime pagine

Mi piace l'idea di tenere un diario per ogni vacanza: sarà un ottimo punto di partenza per organizzarne altre, un comodo archivio di informazioni preziose ("come si chiamava quel ristorantino fantastico?") e un piacevole modo per fermare ogni secondo della vacanza.

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martedì 13 giugno 2017

In vacanza con la valigia

Da piccola guardavo affascinata mio padre mentre faceva la valigia. Mi spiegava come prepararla in modo da non sgualcire gli abiti e riempire ogni spazio: metteva sul fondo i pantaloni (con le gambe che uscivano fuori), poi le camicie, i maglioni e negli angolini i capi piccoli e gli accessori; poi richiudeva le gambe dei pantaloni e sopra, con attenzione, appoggiava le giacche, "le prime che devono essere appese". Mi sembrava una magia, e non vedevo l'ora di provarci.

Ci sono infiniti consigli, suggerimenti e trucchi per preparare le valigie. Conosco una PO che suscita l'invidia e l'ammirazione di ogni suo amico e conoscente, per quanto sia magica a far le valigie: leggere, essenziali e funzionali - senza l'aiuto di una bacchetta!

Il mio sistema è molto semplice e si basa su una sola cosa: l'onestà.
Prima di partire, infatti, mi pongo le classiche domande: dove, quando e come andrò, chi verrà con me, che cosa farò, perché voglio andare in vacanza. Mi chiedo anche, in tutta onestà, di che cosa ho davvero bisogno: di tutti i miei abiti, tutte le mie scarpe, tutti i miei libri, tutto il mio eccetera eccetera eccetera? No.

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Ecco la mia valigia per quindici giorni di mare a giugno (tempo variabile, da pioggia e vento a caldo intenso) con la famiglia, in appartamento e viaggio in automobile:

  • sette sopra (tra maglie a maniche corte e a tre quarti)
  • sette sotto (tra pantaloni lunghi, pantaloni corti e gonne)
  • due maglioni (uno leggero e uno pesante)
  • due giacchini
  • intimo q.b.
  • un costume
  • due borse (una grande per escursioni e una piccola da sera)
  • quattro paia di scarpe + quelle da viaggio/pioggia

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Ed ecco come l'ho preparata:
  1. i sopra e i sotto piegati una volta in più dell'abituale e impilati nel porta abiti arancione
  2. intimo e costume inseriti in piccoli sacchetti di plastica a chiusura ermetica e, poi, negli spazi vuoti del porta abiti
  3. il porta abiti inserito nella metà bassa della valigia (l'altra metà è per i vestiti del marito)
  4. maglioni e giacchini appoggiati sopra al porta abiti
  5. scarpe inserite in sacchetti di plastica a chiusura ermetica e, poi, nelle tasche esterne della valigia

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In più c'erano: la valigia con lenzuola e asciugamani, la borsa da mare con i teli, la borsa con le cose del cane, la borsa del cibo (il minimo indispensabile) e il bauletto per trucchi e prodotti di igiene personale - in questo caso, ho approfittato dello spazio in automobile e ho portato tutto e ogni cosa nella sua confezione originale: un vero sfizio!
Non mancano libri, quaderno, penne, telefoni e caricabatteria, qualche monile (orecchini e collane), ombrelli/ni.

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In tutto:
  • quindici giorni
  • un appartamento con lavatrice e senza biancheria di casa
  • un'automobile
  • due bipedi e un quadrupede
  • due piccole valigie su rotelle per abiti, accessori e biancheria di casa
  • tre borse per cane, cibo e mare
  • un bauletto per trucchi e prodotti di igiene personale

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Sono stata onesta? Mmm. Avrei potuto fare a meno della borsa cibo e portare solo i condimenti in piccole confezioni; di sicuro avrei fatto a mano del bauletto e usare gli astucci e le confezioni trasparenti da bagaglio a mano in aereo. Ma la comodità, ahimè, fa gola...

In ogni caso, tra poco disferò la valigia per farne un'altra: cinque giorni in città, una camera doppia d'albergo, un'automobile condivisa con altri tre adulti, un po' di materiale di lavoro. Ma questa è un'altra storia e te la racconterò presto!

giovedì 8 giugno 2017

Musica per la vacanza

È da un po' che penso a quale musica associare alla mia vacanza. Se chiudo gli occhi e mi concentro, sento la risacca del mare e le grida dei gabbiani; ma di pancia è lei, Thunderstuck degli AC/DC.

Mi sa di viaggi in macchina, di corse sotto la pioggia, di voglia fortissimamente voglia di far ciò che non faccio mai! Quindi: YEAHHH!




Se premi il pulsante Spotify, qui a destra, puoi ascoltare tutte le liste musicali degli scorsi anni e la "colonna sonora" del 2017 .
Buon ascolto!

martedì 6 giugno 2017

Dolce, cara vacanza

"Vacanza" ha un bellissimo significato: le cose che sono vuote, libere.
Vuote da ogni lavoro, libere da ogni pensiero che non sia... spensierato!
Non c'è parola più dolce, soprattutto per chi ha l'energia a un livello spaventosamente basso.

Una persona a caso: io. Negli ultimi due mesi sono stata travolta da un lavoro accettato un anno e mezzo fa (quando i tempi erano giusti) e partito solo ora. Ora, però, i tempi sono sbagliati e questo impegno, aggiuntosi all'improvviso a tutti gli altri, s'è trasformato in un'emergenza continua. Sono saltate le buone abitudini, è saltato il metodo Heppell, è saltata la ricarica quotidiana d'energia. Sono prosciugata, stanca e piuttosto antipatica.

In poche parole ho bisogno di una vacanza: tanti giorni liberi da ogni pensiero (lavorativo), vuoti da ogni affanno (lavorativo); pieni di lentezza, attenzioni, pigrizia, carichi di curiosità, scoperte, creatività.

Ho costretto la mia mente a concentrarsi per troppe ore al giorno e l'ho affaticata. Ora le regalo la possibilità di lasciarsi andare, osservare paesaggi nuovi, godersi la pace della natura, rigenerarsi nel silenzio, creare connessioni tra vecchie e nuove informazioni, creare qualcosa di nuovo. Lascerò che mi racconti storie strampalate e svolazzi leggera come una farfalla: sarà divertente e, soprattutto, rigenerante.

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giovedì 1 giugno 2017

Giugno, la vacanza

Giugno è tempo di movimenti, è tempo di vacanza. Le scuole si svuotano, le pizzerie si riempiono, le valigie si preparano, le famiglie si separano: nonni e nipoti in villeggiatura (fortunelli), gli altri in città a lavorare.

Inevitabile, per chi resta, sognare distese bianche di sabbia, onde che brillano al sole e il riposo - non solo fisico, ma anche mentale - a oltranza.
Inevitabile, per chi parte, sognare che le vacanze siano dolci q.b. E anche di più!

Ti lascio lo sfondo del desktop di giugno, di un caldo e gioioso giallo-arancio.

(clicca su uno dei seguenti formati
per scaricare lo sfondo corrispondente)



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martedì 30 maggio 2017

Quel che è mio è tuo e viceversa

Il denaro, per me, è un argomento sensibile. Oggi non ho consigli da darti o esempi personali da condividere (sai già che usiamo il kakebo per gestire il denaro di famiglia). Desidero, però, regalarti una riflessione.

Ho sempre desiderato che il mio lavoro mi rendesse indipendente. Per me l'indipendenza economica è molto importante: ogni soldo guadagnato col proprio impegno è una gioia, sapere di poter vivere con il proprio stipendio è una sicurezza e un motivo d'orgoglio.
Quando, poi, si ha una famiglia, contribuire alle spese è come avere una marcia in più.

Per anni ho lavorato in un settore in cui il vil denaro era un di più: lavoravo tanto, guadagnavo poco e con fatica. Il mio cruccio era non poter dividere equamente le spese con mio marito. 
Un giorno mia madre mi ha detto una cosa molto importante: 
in una famiglia non importa se i soldi arrivano da una persona o da tutte, importa che ognuno contribuisca alla gestione della famiglia con quello che ha. 
Quindi, c'è chi collabora con i soldi, chi con il tempo, chi con le doti culinarie, chi con le capacità organizzative: non c'è una graduatoria, l'impegno di tutti ha lo stesso valore.


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giovedì 25 maggio 2017

Le interviste ai PO: Chiara Battaglioni

Il lavoro dei PO è giovane, qui in Italia. Non credo che le mie colleghe e i miei colleghi a cinque anni abbiano detto: "Da grande voglio fare il Professionista dell'Organizzazione!" Arriviamo da esperienze e strade diverse, c'incontriamo e ci arricchiamo a vicenda con i nostri diversi punti di vista e le diverse competenze. Lavorare assieme è sempre molto stimolante.
Oggi ti presento Chiara Battaglioni, consigliere e segretario di APOI.

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immagine di Chiara Battaglioni

Che lavoro facevi prima di diventare PO?
Ero una producer in una casa di produzione che realizzava principalmente spot pubblicitari. In qualche modo ero già un’organizzatrice, ma lo facevo sul set, tra attori e membri della troupe, occupandomi, tra le altre cose, del rapporto con il cliente e con l’agenzia creativa.

Perché hai deciso di diventare PO? Quali motivazioni ti hanno fatto capire che era la strada giusta da percorrere?
Ho lavorato alcuni mesi alla UCLA (University of California Los Angeles) con un team di professionisti del cinema e ragazzi che come me si stavano avventurando nel mondo dell’audiovisivo.
Lavorare a stretto contatto con dei creativi mi ha permesso di mettere a fuoco una mia peculiare capacità. Potevo rappresentare una risorsa, un aiuto importante per altre persone. Come? Fornendo supporto organizzativo a chi era meno organizzato di me.
I miei compagni di avvenuta a Los Angeles mi hanno sempre detto che forse, se non fosse stato per me, loro non sarebbero riusciti nemmeno a prendere il visto per gli USA - forse stavano esagerando ma per me è sempre stata una gioia poter essere d’aiuto a “fare cose” e ottenere risultati, semplificando quei processi che per alcune persone sono dei veri e propri ostacoli.

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immagine di Chiara Battaglioni

Come sei diventata PO e qual è stato il tuo percorso?
In un primo momento ho pensato che la produzione audiovisiva fosse il naturale campo di applicazione di questa mia capacità.
Poi ho incontrato per caso (o forse no!) Sabrina Toscani, fondatrice di Organizzare Italia, ora collega ma soprattutto amica, in un evento di networking a Bologna, nel maggio del 2013: raccontava a tutti di questa professione, il Professional Organizer, un professionista che conosce e applica metodi organizzativi nel lavoro e negli spazi di vita delle persone, per aiutarle a tenere tutto sotto controllo, per vivere meglio e più serenamente.
Caspita, ero io. Solo che lo facevo limitandomi alla produzione audiovisiva.
E visto che i confini mi sono sempre stati un pò stretti ho deciso di lasciare il lavoro di producer, aprire partita iva, e lanciarmi a capofitto in questa attività che mi stra piace (si può dire mi stra piace?!).

Che cosa ti affascina di più del mondo dell'organizzazione e di che cosa ti occupi principalmente?
Mi occupo principalmente di organizzazione del lavoro. E non un lavoro qualsiasi: quello del freelance. Il libero professionista che lavora da casa ha una serie di problematiche organizzative tutte sue.
Io ho voluto ardentemente diventare freelance (forse anche per la mia scarsa sopportazione dell’autorità) e per me è un onore e un privilegio essere scelta da un altro freelance affinché gli fornisca metodi e strumenti per ottenere il massimo dal poco tempo che ha a disposizione e della mole di lavoro che molto spesso ricade solo ed esclusivamente sulle sue spalle.
Quello che mi affascina di più del mondo dell’organizzazione è proprio quel senso di controllo che si acquista mano a mano che si definisce il metodo e gli strumenti di lavoro giusti per noi: a quel punto sì che si può veramente godere della libertà e dell’autonomia del lavoro di freelance.

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immagine di Chiara Battaglioni

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Riprendere a viaggiare grazie al mio lavoro. Conoscere professional organizer del resto del mondo, creare una rete di professionisti che come me si dedicano all’organizzazione sul lavoro e dei freelance. E ritornare a New York, la città che più di ogni altra mi ha insegnato che se vuoi ottenere un risultato, basta solo tirarsi su dal letto, rimboccarsi le maniche e lavorare per ottenerlo.

martedì 23 maggio 2017

Ognuno ha il suo spazio, anche il Baldo

A vent'anni sognavo di avere una casa tutta mia, un rifugio sereno e su misura per me, che mi accogliesse al rientro da ogni viaggio.
Be', le cose sono andate in modo un po' diverso... Ho convissuto prima con i miei genitori, poi con le coinquiline in città, quindi con mio marito. Non ho mai avuto una casa tutta mia, non ho mai vissuto da sola. E per una che ama la solitudine e ci vive molto bene, è il colmo.

Mi rendo conto, quindi, di quanto sia importante che in famiglia ciascuno abbia il suo spazio. La nostra casa è aperta, le stanze comunicano una nell'altra, non ci sono porte (tranne per i bagni!) e tutti gli spazi sono in comune. Di mio-solo-mio (oltre l'armadio e il comodino) ho l'angolo del fai-da-te; mio marito di suo-solo-suo ha l'autorimessa; e il Baldo?

Certo, c'è anche il Baldo. Gli animali domestici fanno parte della famiglia a tutti gli effetti: non ci parlano (ma sanno farsi capire bene) eppure riempiono le nostre giornate coi loro bisogni, problemi da risolvere e tanto affetto.

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Il Baldo si accontenta di poco: un giaciglio comodo in casa, una cuccia solida in cortile, il prato in giardino, due ciotole per mangiare e bere. Eppure è pieno di oggetti che trascura senza ritegno: tre pettorine (una sbagliata, una ereditata, una sua), tre guinzagli (uno lungo, uno corto, uno scomodo), una museruola (ahimè, gli tocca), tre collari (uno ereditato, uno suo, uno da pirata - ehm), prodotti per la pulizia, medicine, giochi, biancheria da casa (coperte, pile, teli di cotone), pronto soccorso passeggiata (ciotola pieghevole, bottiglia, sacchetti) e tutto ciò che ha a che fare col cibo.

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Il cassettone del sottoscala è il posto giusto per accogliere tutte le cose che usa ogni tanto
  • nel bidone di plastica bianca la scorta di crocchette 
  • nelle scatole trasparenti con coperchio ed etichette, ben divisi per categorie, i prodotti per la pulizia, i giochi, la biancheria e l'assortimento di guinzagli e simili

Le cose che usa tutti i giorni, invece, si trovano:
  • in cucina (dove mangia) le crocchette, i biscotti e il tavolino con le ciotole
  • nell'ingresso la pettorina e il guinzaglio
  • in macchina una borsina con l'occorrente per le passeggiate


Il Baldo approva: sa sempre dove trovare le sue cose - soprattutto i biscotti.
Ogni sera, prima di coricarsi, fa un giro di coccole, poi controlla che il guinzaglio sia al suo posto, quindi si acciambella sul giaciglio e buonanotte!
A volte bastano poche certezze, per dormire sereni.

giovedì 18 maggio 2017

I Ghirigori di Monila. La famiglia

Caro sig. Lui, se hai pensato di cenare a lume di candela per risparmiare sulle bollette e Lei ha immaginato invece si trattasse di uno slancio di romanticismo... lasciaglielo credere, ne trarranno beneficio le bollette e la serenità familiare!


Monila Valsecchi  per Paroladordine.org

martedì 16 maggio 2017

La lista delle cose belle da fare insieme

Settimana scorsa ti spiegavo la mia teoria sul consumo energetico familiare. Oggi vorrei parlarti di un'altra teoria, su cui rimugino da qualche mese:
in famiglia fare insieme qualcosa di difficile fa risparmiare energia; fare insieme qualcosa di bello moltiplica l'energia personale e dell'intera famiglia.
Per esempio, di solito le pulizie settimanali cadono di sabato mattina: se mio marito lavora, da sola faccio più fatica, impiego più tempo e m'innervosisco. Se, invece, mio marito non ha impegni, ci dividiamo i compiti, finiamo prima, fatichiamo di meno e zero nervoso.
Quando tutti e tre facciamo insieme qualcosa di bello (per esempio una passeggiata alla scoperta di posti nuovi), le giornate si arricchiscono, la soddisfazione sale ai massimi livelli, siamo sereni e abbiamo fatto il pieno nel serbatoio della nostra energia. 


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Tutto sta, quindi, nell'usare bene il nostro tempo in comune. Spesso, infatti, capita che siamo talmente presi dai "doveri" da dimenticarci dei "piaceri" e arrivano domeniche in cui ci chiediamo, del tutto impreparati: «Che cosa facciamo oggi di bello?»

Allora siamo corsi ai ripari: ho preso un vecchio quaderno ad anelli, dei semplici fogli a quadretti, una penna e insieme abbiamo pensato alle cose che ci piacerebbe fare insieme. E via di lista!


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Ci sono posti da visitare (musei, mostre temporanee, parchi, negozi), luoghi vicini e lontani da perlustrare, film da vedere quando piove, torte e altre dolcezze da preparare, ristoranti e bar da provare... Li scriviamo qui, su questa lista, uno dopo l'altro, così come ci vengono in mente: aggiungiamo qualche informazione (dove, quando, come, con chi, costi) e tutto è fatto!

A volte basta davvero poco, per avere tanto.

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