martedì 25 aprile 2017

Dove vanno a dormire gli scontrini fiscali?

Anche gli scontrini fiscali dormono. Nel momento in cui sono emessi brillano di vivacità, appena vengono ritirati in borsa o nel portafoglio iniziano a sonnecchiare.
Aspettano che arrivi il loro turno di utilità e, nel frattempo, si assopiscono.

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Di solito, appena li ricevo, li metto nel portafoglio, a volte li lascio nel sacchetto dell'acquisto: in ogni caso, almeno una volta a settimana li raccolgo tutti e li ripongo nella centrale di comando. Da qui, poi, li smisto secondo la loro natura:
  • gli scontrini che servono per dimostrare la validità della garanzia dell'oggetto acquistato vanno nella scatola delle garanzie, in archivio, e ci rimangono per un paio d'anni
  • gli scontrini parlanti (con il codice fiscale dell'acquirente) che servono per detrarre le spese mediche dalle tasse finiscono nel raccoglitore a soffietto del quaderno delle spese, in attesa del viaggio  dal commercialista a metà anno
  • tutti gli altri scontrini rimangono nel "contenitore dei conti" accanto al kakebo, in attesa del venerdì, giorno in cui tiriamo le somme

Appena non sono più utili - per la garanzia, per le tasse e per i conti - li buttiamo in pattumiera: reparto indifferenziato, ché sono fatti di carta termica non riciclabile.

giovedì 20 aprile 2017

Faccende familiari: le nostre abitudini serali per una nanna tranquilla

Dopo giornate frenetiche e cariche di impegni, amo la tranquillità della sera.
Trascorriamo le ore del giorno occupati in attività diverse ed è bello il momento in cui, verso metà pomeriggio, finalmente tutta la famiglia si riunisce per trascorrere del tempo insieme.
Un paio di ore sono dedicate alla merenda e ai giochi all'aria aperta, ma verso le 18,00 scatta il nostro rito quotidiano serale a cui i bambini sono ormai abituati da anni.
Ecco dunque come si svolgono le ultime ore della nostra giornata, per arrivare con serenità alla messa a letto dei bambini.

Ore 18,00: è il momento della doccia per i bambini. Ho scelto di lavarli prima di cena per più di un motivo:
  • dopo aver giocato in giardino o al parco in mezzo alla terra, all'erba o alla sabbia, mi piace che arrivino a tavola puliti;
paroladordine bambini coccinella

  • soprattutto con mio figlio più grande, la doccia è un momento di discussione (non vorrebbe mai farla, ma una volta che è sotto l'acqua non vorrebbe più uscire) e io preferisco non avere momenti di tensione dopo cena;
  • se abbiamo un po' più di tempo (per esempio quando piove e non si esce) possono fare un lungo bagno al posto della doccia.
Certo, qui con il marito bisogna dividersi i compiti: uno di segue i bambini, l'altro la preparazione della cena. Quando sono sola, mi organizzo con un pasto che non richieda grandi prestazioni in modo da poter fare entrambe le cose.

Ore 18,30: ceniamo. Sembrerà un po' presto, ma anche qui ci sono diverse ragioni:
  • 3 volte a settimana mio marito esce alle 19,30 perché allena e a noi piace poter mangiare tutti insieme;
  • i bambini vanno a letto presto ed è giusto quindi che abbiano il tempo per digerire;
  • siamo trentini, siamo sempre stati abituati a cenare alle 19,00 – siamo vicini ai tedeschi che lo fanno alle 18,00 – quindi qui da noi mangiare alle 18,30 non è poi così strano.

Ore 19,00: si riordina la cucina. I bambini aiutano a sparecchiare, poi se ne vanno in soggiorno mentre io finisco dando un'ultima pulita alla cucina.

Ore 19,20: i bambini possono guardare un po' di televisione, oppure fare un gioco, sfogliare un libro o disegnare. La cosa importante è che scelgano un'attività tranquilla, per non essere troppo “su di giri” quando arriva il momento di andare a letto.

Ore 20,00: insieme mettiamo in ordine gli ultimi giochi utilizzati e ci si prepara per andare a nanna. I bimbi hanno già il pigiama dalla doccia fatta prima, quindi non ci resta che lavare i denti, fare pipì, riempire un bicchiere d'acqua da tenere sul comodino e preparare i vestiti che indosseranno il giorno successivo.
Questa per me è la fase più delicata, in cui devo continuamente richiamare i miei figli che impiegherebbero ore per fare tutto, perché distratti da mille altre cose. Per risolvere la situazione, io utilizzo un semplice timer: in questo modo, i bambini sanno che più tempo impiegano per prepararsi, meno ne hanno per la lettura serale.

paroladordine bambini libri


Ore 20,15 circa: io o mio marito leggiamo una storia mentre i bambini sono già nei loro letti. La lettura può durare dai 10 ai 20 minuti, a seconda di quanto sono stanchi. Solitamente, verso le 20,30 la piccola (4 anni) si addormenta. Al grande (6 anni), lasciamo altri 5-10 minuti per guardarsi un libro da solo. Appena spenta la luce, in pochi minuti crolla pure lui.

Non sempre fila tutto liscio, a volte sono particolarmente stanchi e passano la sera a litigare tra di loro, a volte sono io a essere provata dalla lunga giornata e ho meno pazienza, ma avere una tabella di marcia è sicuramente il modo migliore per superare anche queste piccole difficoltà e trascorrere una notte serena e riposante.


martedì 18 aprile 2017

Dolce dormire è... una camera rilassante

Mi sveglio al mattino più stanca che mai; mi ritrovo nel centro del letto come se fossi rotolata giù da una montagna; mi fanno male la schiena, le spalle, il collo... Eppure il materasso è ottimo, di quelli che ti sorreggono e accompagnano in ogni movimento!
C'è qualcosa che non va.

Mi rendo conto che non bastano le sane abitudini per migliorare il mio riposo notturno, a volte le cause son da cercare (anche) fuori di me.
In questo caso la colpa è del letto storto: la vecchia rete a doghe di legno è ormai imbarcata senza pietà e mi causa dolori ai muscoli e alle ossa, come se qualcuno di notte mi prendesse a pugni e calci.

Trovo subito la giusta soluzione a questo doloroso problema: acquistiamo un letto nuovo! Un vero e proprio letto con struttura in metallo: bello e comodo e, soprattutto, dotato di reti a doghe nuove, più piccole, più numerose, regolabili e più resistenti.

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Già che ci siamo, risolviamo un altro annoso problema: i comodini. Al posto delle panchette (carine, neh?, ma aperte - e per due persone disordinate come noi non è il massimo!) prendiamo due comodini dotati di cassetti. Ora, finalmente, abbiamo dato un posto a tutto ciò che serve per addormentarci e svegliarci.

La dolce rivoluzione in camera da letto, all'insegna della serenità e del riposo, continua:
  • il letto nuovo mi fa bene: al mattino mi sveglio senza dolori, i muscoli sono rilassati e le ossa integre; di sera è un vero piacere infilarmi sotto le coperte e sentirmi sostenuta da doghe e materasso
  • i comodini ci fanno bene: ogni cosa è al suo posto e al riparo, il disordine non c'è più e pulire è semplice
  • l'angolo della meditazione di fronte al letto mi fa bene: in ogni momento della giornata mi ricorda che nella vita bastano poche cose ma giuste
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Da camera "scrausa" e abbandonata a se stessa, è diventata la stanza di casa che amo di più, il luogo giusto cui affidare il mio riposo.

giovedì 13 aprile 2017

Serenità

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Se fossi la protagonista di una fiaba e il Genio mi chiedesse di scegliere tra una vita felice e una vita serena, non avrei dubbi: sceglierei la seconda.

Son convinta (e lo sono fin da ragazzina) che la serenità sia la forma sublime della felicità. Ciò che dura poco ed è tanto intenso non fa per me, preferisco qualcosa di duraturo ed equilibrato.

Desidero che ogni momento della mia giornata e ogni gesto che compio sia sereno; desidero che la mia mente sia serena, pronta ad accogliere con lucidità  e le gioie e le difficoltà.
Desidero una vita serena, centrata su ogni dettaglio, priva di sprechi e ricca di cura nei confronti di tutte quelle risorse - l'energia, il tempo, lo spazio, il denaro - che ci permettono di vivere bene.

Ho iniziato la mia avventura nel mondo dell'organizzazione per cambiare lo stile di vita: niente più affanni, né ansia, né sensi di colpa, né inquietudini. Solo tanta chiarezza e libertà di godermi la vita, in ogni suo aspetto.
Quando avrò il doppio dei miei anni, mi vedo come un cofanetto colmo di gioie, di soddisfazioni, di perle - con il coperchio sempre aperto.


"LA SERENITÀ È L'OBIETTIVO A CUI TENDO:
FORSE È MENO SCOPPIETTANTE DELLA FELICITÀ,
MA CI FA GUSTARE APPIENO LA VITA E DURA PIÙ A LUNGO!"

martedì 11 aprile 2017

Buone abitudini per un buon sonno

Dormire bene è una questione di abitudine. Per me significa spegnere gli apparecchi elettronici, spegnere il cervello, abituarmi a nuovi gesti e nuovi riti.

Da quando ho deciso di migliorare il mio stile di vita, sto prendendo nuove e sane abitudini. Per dormire bene la notte e sciogliermi da qualsiasi tensione o stanchezza diurna, manca ancora un'abitudine: fare la doccia di sera invece che al mattino. Potrebbe sembrare una bazzecola, ma non lo è: una bella doccia calda a fine lavoro scioglie i muscoli (i miei son sempre contratti) e ammorbidisce anche i pensieri.

Ognuno di noi ha le sue abitudini ed esigenze, che cambiano nel tempo per vari motivi.
Quando facevo l'archeologa e lavoravo tra sassi e cumuli di terra, tornavo a casa con l'unico desiderio di lavarmi. La doccia segnava la fine del lavoro e l'inizio del riposo.
Da quando il mio lavoro è diventato più "pulito", ho ripreso a farmi docce al mattino, per il semplice motivo che mi piace iniziare la giornata con calma e una buona dose di coccole.
Ora che voglio cambiare le mie abitudini, mi accorgo di quanto sia difficile: a volte dopo il lavoro esco per una passeggiata, quando torno è ora di cena, dopo cena sono stanca, me ne ricordo quando ormai è tardi, m'innervosisco e addio beneficio pro-sonno!

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Per questo motivo nella mia agenda c'è una sezione chiamata ABITUDINI, in cui ho disegnato rettangoli divisi in novanta quadratini: un rettangolo per ogni nuova abitudine e un quadratino per ogni giorno di ripetizione dell'attività.
Ho letto, infatti, che il cervello impiega in media sessantasei giorni per acquisire una nuova abitudine: per certe persone ci vuole anche meno di un mese, per altre, invece, più di otto.

Tra tutte le nuove abitudini, quella della doccia serale è la più difficile da prendere: perché mi piace farla al mattino e perché non ne sento un bisogno profondo.
Ho iniziato ieri sera e stanotte ho dormito come un sasso: si accettano, quindi, scommesse su quanti giorni impiegherò per far diventare la doccia serale un gesto automatico!

giovedì 6 aprile 2017

Musica per dormire bene

Con il jazz e il blues mi rilasso a fine giornata: riescono a distendere muscoli e pensieri e a farmi gustare una buona serata.
Non ascolto musica per addormentarmi, ma se avessi bisogno di scivolare nel sonno con piacere, ascolterei Moon River cantata da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany.




Se premi il pulsante Spotify, qui a destra, puoi ascoltare tutte le liste musicali degli scorsi anni e la "colonna sonora" del 2017 .
Buon ascolto!

martedì 4 aprile 2017

Giochiamo a dormire bene?

Non basta che un'attività sia la preferita per riuscire a farla bene.
Per esempio, a me piace dormire, eppure per anni non ho dormito bene.

Mi svegliavo al mattino più stanca che mai, rimbambita dal mancato riposo e desiderosa solo di riaddormentarmi. Ma, quand'era il momento, non ci riuscivo più.
Ne risentiva l'umore, la lucidità mentale e le relazioni personali: la stanchezza da mancanza di sonno mi stava spegnendo, perché sprecavo il doppio o il triplo di energia per fare qualsiasi cosa.

Ho cercato le cause della mia insonnia e ne ho scoperte molte. Così sono corsa ai ripari:
  1. lavorite acuta: amo il mio lavoro, ma lavorar troppo (più di otto ore al giorno, la sera, nel fine settimana), oltre a consumare tutta l'energia, mi causa anche un aumento di adrenalina, che mi spinge a far di più
    ---> ora lavoro solo cinque giorni su sette dalle nove alle diciotto, mi fermo durante le vacanze e, se mi capita di fare straordinari, recupero nei giorni successivi
  2. pensierite acuta: gli impegni e i cerchi aperti mi causano un'enorme mole di pensieri notturni
    ---> ora programmo il giorno prima (in alcuni casi già una settimana prima) le cose da fare del giorno dopo, e nel cassetto del mio comodino ci sono un quaderno, un blocchetto di fogli adesivi, penne e matite per ogni evenienza notturna!
  3. tecnologia canaglia: i miei buoni rapporti con la tavoletta grafica (unica tecnologia ben funzionante in casa nostra) mi causano la brutta abitudine di usarla fino a tardi
    ---> ora la spengo quando finisco di lavorare e dopo cena mi dedico ad altro (per esempio seguo le trasmissioni televisive o mi do all'uncinetto)
  4. tecnologia canaglia bis: il telefono del marito appoggiato sul comodino perché usato come sveglia e in ricarica tutta notte mi causa nervosismo (la ricarica "ronza" e m'infastidisce)
    ---> regalo al marito una sveglia digitale

Ora dormo bene. Al mattino mi sveglio riposata e col sorriso: dopo anni di insonnia da cattive abitudini, è una piacevole sorpresa accorgermi di aver dormito bene per otto ore di fila!


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sabato 1 aprile 2017

Aprile, dolce dormire

Nessun detto mi è più simpatico di questo: dormire, infatti, è una delle mie attività preferite!

Riposare, coricarsi, addormentarsi, appisolarsi, dormicchiare, assopirsi, sonnecchiare, schiacciare un pisolino, fare una pennica, chiudere gli occhi solo per un attimo e... zzz: l'importante è dormire bene.
E mai come quando si è adulti, lo si capisce nel profondo!

Ti lascio lo sfondo del desktop di aprile, di un verde gagliardo, come le foglie delle mie ortensie.

(clicca su uno dei seguenti formati
per scaricare lo sfondo corrispondente)


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giovedì 30 marzo 2017

Si studia! Scrivere email, costruire relazioni

Non si finisce mai d'imparare, soprattutto nel mondo del lavoro.
Da quando sono diventata P.O. sono tanti gli aspetti "collaterali" da curare... il business plan, il personal branding, l'organizzazione del lavoro e pure la posta elettronica!
Ecco perché ho letto con attenzione Scrivere email, costruire relazioni di Annamaria Anelli, libro digitale edito da Zandegù.


L'autrice di lavoro risolve problemi di scrittura. Il suo pane quotidiano è farcito di parole: "aiuto le persone a raccontarsi e a descrivere la loro attività, collaboro con aziende e pubblica amministrazione sui temi della scrittura efficace e insegno, in aula, come scrivere in maniera più semplice, chiara e comprensibile".

Il testo è diviso in schede, in cui si concentra poca teoria (ma buona) e molti esempi.
Ci sono schede (Strumenti) per scrivere meglio, sia nei contenuti, sia nella forma visiva; altre (Applicazioni) per sciogliere ogni dubbio; altre ancora (Pause di riscrittura) per stimolare alla ri-lettura e alla ri-scrittura prima che il ditino prema l'invio.
Gli esempi sono il valore aggiunto di questo libro: lo stile dell'autrice è talmente fluente e armonioso, da aver voglia di diventar brava (ed efficace) come lei.

Sembra scritto per me: i messaggi di posta elettronica non sono il mio forte. Cerco di essere sempre spontanea, ma non so mai "quanto" spontanea!
Col suo libro l'autrice ha dissipato ogni dubbio e ho imparato a scrivere messaggi di posta elettronica con la stessa cura e passione con cui scrivo gli articoli del blog: pensando a te e alla relazione che stiamo costruendo.

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martedì 28 marzo 2017

Ebbene, l'ho fatto: ho alzato i prezzi

Non è facile per me parlar di soldi, ma oggi voglio farlo.
Ho alzato i prezzi dei miei servizi (gli incontri dal vivo e le consulenze a distanza) e ti spiego perché.

Quando ho iniziato questo lavoro, ogni volta che dovevo stabilire un prezzo per il cliente, il cervello si trasformava in ricotta.
Prima di diventare Professionista dell'Organizzazione, per vent'anni ho lavorato in un settore in cui se ti pagavano era un miracolo.
Quando ti abitui a non essere riconosciuta dal punto di vista economico, ti abitui (e impari) a non essere riconosciuta da ogni punto di vista: le persone per cui lavoravo mi stavano dicendo a chiare lettere che il mio valore come persona, come lavoratrice, come cittadina era pari a zero.

Poi ho incontrato APOI, conosciuto persone corrette e ho frequentato il corso lungo per P.O. Grazie a loro ho imparato e capito: essere pagata per quello che so fare è cosa buona e sana - oltre che normale. Perché il valore di questa professione è dato dalla somma di capacità, conoscenza, studio, esperienza e creatività.

Quindi mi sono fatta forza, ho rifatto i calcoli (come ci hanno insegnato i commercialisti e gli altri professionisti docenti del corso), ho rivisto i miei prezzi e ora te lo comunico.
Credo siano prezzi giusti, che sanno di impegno, passione e valore - soprattutto valore.



giovedì 23 marzo 2017

La stanza verde di Cri: Primavera!

E' arrivata la primavera! La stagione in cui gli appassionati di verde si scatenano, dopo il riposo forzato dell'inverno...
Anche se col marito non siamo stati con le mani in mano, qualcosa da fare nell'orto e in giardino c'è sempre e, soprattutto, ci siamo dedicati agli acquisti verdi, oltre a fiori e arbusti già piantati in giardino, ci sono i bulbi autunnali che attendono di essere messi a dimora.
Ma vediamo nel dettaglio come è meglio organizzare i lavori nei vari ambienti:

lastanzaverdedicri primavera in giardino
Prima di iniziare i lavori è meglio controllare che gli attrezzi siano in buone condizioni, gli strumenti da taglio affilati, quelli da scavo che abbiano il manico integro e la parte metallica priva di ruggine e che il tagliaerba parta al primo colpo, perché è frustrante ritrovarsi con un attrezzo mal funzionante proprio quando se ne ha bisogno.
Se, come me, accumuli semi e bulbi, è utile conservarli nello stesso posto e fare l'inventario di quello che si ha, per evitare di comprarlo di nuovo. Io utilizzo la rubrica dell'agenda dove annoto quello che ho, quando l'ho seminato e dove, ma puoi anche usare l'applicazione "blocco note" del tuo telefono, per un aggiornamento più veloce e più tecnologico.

Se non l'hai ancora fatto, è il momento giusto per dedicare ai prodotti che usi per concimare e per i trattamenti fitosanitari un armadietto che puoi chiudere a chiave, utile se hai bambini piccoli e che possa garantire riparo da caldo e freddo eccessivi.
Calendario alla mano è anche il momento di organizzare le concimazioni e le semine, magari verificando quello dell'anno prima.

lastanzaverdedicri primavera nell'orto
Nei mesi di marzo e aprile sei ancora in tempo per autoprodurti i piantini per l'orto, quindi verifica se hai abbastanza seminiere, procurati le etichette e procedi con i semi di pomodoro, peperone, melanzane...
Verifica anche di avere sufficienti vasetti per il trapianto delle piantine prima della messa a dimora nel'orto.
Anche nell'orto è utile verificare lo stato di salute degli attrezzi e del velo da sposa, un telo tessuto non tessuto, molto leggero, utile a tenere al sicuro le piante da sbalzi del clima, favorendo l'entrata di luce e aria.
Se non l'hai ancora fatto, disegna, anche sommariamente, la pianta del tuo orto, ti servirà per poter effettuare correttamente le rotazioni delle colture.
Mentre progetti l'orto di quest'anno, potresti anche studiare le consociazioni più adatte alle tue esigenze. Anche le piante hanno le loro simpatie e si aiutano a tener lontano i parassiti, ad esempio le zucchine stanno bene col cetriolo e la cipolla, oppure le carote vanno d'accordo con i porri, la menta e i ravanelli.

lastanzaverdedicri: primavera in casa e sul balcone
Controlla la disponibilità di spazio e di vasi disponibili e verifica se hai la possibilità di creare un orto o un giardino verticale. Realizzarlo è facile, nei negozi specializzati trovi pannelli già pronti all'uso, altrimenti lo puoi costruire con i pallet, appendendo semplicemente i vasi alle assicelle.

Se come me e il marito, hai acquistato in maniera compulsiva i bulbi invernali che hanno allietato la nostra casa, adesso hai il problema di riporli.
Intanto lasciali in vaso e riduci progressivamente le innaffiature, fino a quando le foglie sono completamente avvizzite, a questo punto hai due possibilità, puoi riporre i vasi in un luogo fresco e asciutto al buio e tornare ad occupartene a inizio autunno, oppure estrai i bulbi dalla terra, li metti in un sacchetto di carta (sopra scrivi il contenuto) e mettili sempre in un luogo fresco e asciutto al buio.

Studia il tuo balcone e cerca un punto, anche piccolo, dove collocare un banco di lavoro e magari un armadietto dove riporre i vasi e i flaconi di concime e prodotti fitosanitari.

Appena le temperature tornano miti e rimangono costanti, potrai portare fuori gli agrumi e controllare il loro stato di salute.

La primavera è anche la stagione delle fiere dei fiori, per me la migliore è la "Tre giorni per il Giardino" che si tiene a Masino, vicino a Ivrea, se non sei del Nord Ovest, cerca in rete quelle più vicine a casa tua.
Il problema di queste fiere è trattenersi dal comprare tutto quello che ci attira, quindi ti consiglio di fare la lista della spesa, la mia per Masino è una peonia, due aquilegie e un'hemerocallis, il marito deve ancora stilare la sua.
Un altro consiglio è di ricoprire il bagagliaio con giornali o con teli per non sporcare con le piante acquistate e di portarsi scarpe comode, perché si cammina molto!

Non mi resta che augurarti buona primavera con i fiori del mio giardino (anemoni, narcisi e muscari)


 

lastanzaverdedicri: anemoni narcisi muscari

martedì 21 marzo 2017

L'archivio virtuale

Il computer è come un armadio: finché le cartelle della scrivania (o desktop in inglese) sono chiuse, c'è ordine; appena le apri per cercare quella foto, un'onda anomala di documenti ti prende e ti porta via.
Capita anche a casa nostra, o meglio: capitava.

Adoro archiviare, creare cartelle, sottocartelle e sotto-sotto cartelle, ma dopo un po' mi stufo o son troppo stanca per ricordarmene o sono di fretta - ché la vita reale mi aspetta (scusa meravigliosa).
Il computer che uso non è mio, ma di mio marito. Io non tocco le sue cose e lui si lamenta delle mie - perché con il computer ci lavoro e produco numerosi documenti di ogni genere ed estensione.

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La situazione era questa:
  • nove cartelle sulla scrivania: le indispensabili per lavorare, più qualche altra - ehm
  • kanban come sfondo: utilissimo per seguire i lavori più articolati, che, appena finiti-controllati-pronti, vanno nella cartella corrispondente
  • dentro le cartelle, un mondo che vivacchia indolente (colpa del timore di cancellare qualcosa d'importante)
Quindi, in apparenza buona, ma nella sostanza un disastro!
Mi sono armata di pazienza, penna e foglio per decidere quali documenti tenere e come archiviarli. Ho trovato documenti risalenti alla mia preistoria digitale, provenienti da memorie esterne e
rimbalzati di computer in computer fino a questo; un'infinità di doppioni e multipli, tenuti lì per pigrizia e poi dimenticanza; documenti importanti, creduti persi per sempre; eccetera, eccetera, eccetera.

Ho creato tre categorie, che corrispondono ad altrettante cartelle e alle sezioni della mia agenda:
  • PO: tutto ciò che riguarda l'attività di Professionista dell'Organizzazione (blog, collaborazioni, clienti, corsi, formazione)
  • ARCHEO: tutto ciò che riguarda l'archeologia (vecchi lavori, corsi, formazione e tesi, nuovi interessi)
  • ME: tutto ciò che non riguarda il lavoro, comprese le fotografie
All'interno di queste categorie, tutto il materiale è diviso in cartelle: nessun documento vagola libero nello spazio. Le cartelle che contengono documenti cui sto lavorando, sono sulla scrivania per comodità: alla fine di tutto, tornano al loro posto.
Ho ripetuto questo schema anche nelle memorie esterne e virtuali (che, in fin dei conti, sono dei doppioni di salvataggio), con la promessa di mantenere tutto aggiornato.

Avere agenda e archivio digitale "allineati" mi rende la vita facile. Sapere dove trovare e dove riporre ogni documento è una vera goduria!

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P.S. Capitolo a parte sono le fotografie: c'è bisogno di calma, concentrazione e del marito per decidere assieme quali tenere. Argh.

giovedì 16 marzo 2017

La Signorina O dice "reimpiego"

La Signorina O è nostalgica e si sofferma ancora su quelle parole dell'archeologia che ha ritrovato, poi, nel mondo dell'Organizzazione.
Oggi vuol parlarci del reimpiego.

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Reimpiego è una bellissima parola e significa, con molta semplicità, nuovo impiego di qualcosa.
Quando gli archeologi scoprono un reimpiego, si sentono fortunati. Perché in un lontano passato alcune persone, che stavano costruendo un edificio, hanno riutilizzato delle parti di edifici ancora più antichi e non più in uso: se non le avessero reimpiegate, gli archeologi avrebbero perso delle informazioni preziose.
In poche parole, il reimpiego è il riutilizzo di materiale antico non più in uso in costruzioni più recenti.

Quando sentiamo il desiderio di alleggerirci, iniziamo a scegliere gli oggetti che vogliamo tenere e le cianfrusaglie da eliminare.
Ci sono oggetti che amiamo moltissimo e vogliamo averli sott'occhio. Ci sono oggetti utili che usiamo sempre/spesso e vogliamo averli a portata di mano. Ci sono oggetti, poi, che potrebbero piacerci e tornarci utili in qualche modo: reimpieghiamoli!

Alcuni esempi di reimpiego a casa nostra? Puoi vederli anche su Instagram:
  • tre vasetti rosa: per anni giacevano in dispensa dimenticati, poi li ho reimpiegati come porta incensi (angolo dei profumi in soggiorno)
  • un barattolo di vetro: non più in uso da tempo, ora l'ho reimpiegato come porta candeline (angolo dei profumi in soggiorno)
  • fornelletto da fonduta: mai usato, adesso è reimpiegato come diffusore d'aromi (angolo dei profumi in soggiorno)
  • contenitore: ex contenitore di alimenti, poi reimpiegato come postazione caricabatterie (centrale di comando nello studio)
  • soprammobili a forma di animali e di casette: da ciapa puer (= attira-polvere) reimpiegati come fermalibri (libreria)

Potrei andare avanti all'infinito. Perché quando reimpiego un oggetto, che mi piace ancora e potrebbe essere utile in altri usi, mi sento molto furba e molto contenta. Già!

mercoledì 15 marzo 2017

I ghirigori di Monila. Primavera

La primavera segna il risveglio della natura: ritornano i colori e i profumi dei fiori, il cinguettio degli uccelli, il volo delle farfalle e la voglia di stare all'aria aperta può venire soddisfatta!
Buon risveglio!

Illustrazione,Monila handmade
Monila Valsecchi per paroladordine.org


martedì 14 marzo 2017

Quando l'agenda rimane a casa

La gloriosa agenda rosso corallo rimane a casa: quando esco per lavoro o per diletto, non mi accompagna. Troppo grande, troppo ingombrante, troppo pesante: lei lo sa, che è destinata alla scrivania e non alla borsa.

Qualche puntino di sospensione per sottolineare il silenzio imbarazzato.
Come faccio a sopravvivere senza l'agenda, io, l'immemore?

Ho un'altra agenda: infinitamente grande, eppur piccola, perché è virtuale.
L'ho installata sul telefono per condividere impegni con le persone con cui lavoro, e ho deciso di usarla per segnare gli appuntamenti importanti.

paroladordine-tecnologia-agenda

Lo so, segnare due volte (sull'agenda cartacea e sull'agenda virtuale) le stesse cose può esser fastidioso, ma non porta via tempo e non è dispersivo. Anzi, lo trovo comodo per questi motivi:

  • l'appuntamento rimane visibile sullo schermo del telefono per tutto il giorno: non uso l'orologio e quando sono fuori casa controllo l'ora sul telefono, non posso non accorgermene!
  • una musichetta mi avvisa qualche minuto prima dell'appuntamento: se son distratta o impegnata a lavorare, mi richiama alla realtà!
  • posso leggere e aggiornare l'agenda anche dalla tavoletta elettronica: avere una rete di sicurezza fa sempre piacere (soprattutto quando il telefono è vecchio...)!

Tutto questo, però, non vale per segnare che cosa fare fuori casa. In questo caso ricorro al caro, vecchio taccuino di carta: mi accompagna ovunque - piccolo, compatto e ubiquo, come piace a me.

paroladordine-taccuino



giovedì 9 marzo 2017

Musica per la primavera

È priiimaveraaa: svegliatevi, bambiiine!

Zero dubbi: se penso alla primavera mi balza in mente una sola canzone: Mattinata fiorentina di Alberto Rabagliati.

Conosco solo il primo verso: l'ho cantato a squarciagola per quasi quarant'anni ogni mattina di primavera! E ancora lo faccio, appena spuntano le gemme sui rami, quando il sole illumina di giallo la casa, mentre il Baldo sonnecchia al caldo in giardino.
È primavera, svegliamoci, bambine!

paroladordine-musica-marzo

Se premi il pulsante Spotify, qui a destra, puoi ascoltare tutte le liste musicali degli scorsi anni e la "colonna sonora" del 2017 .
Buon ascolto!

martedì 7 marzo 2017

Odio la tecnologia!

Sottotitolo: l'arte di trasformare i punti deboli in punti di forza.

Chi mi conosce sa che ho un problema con la tecnologia.
Tutti gli apparecchi elettronici che uso per lavorare mi odiano e io odio loro. Litigo con la stampante, che non è compatibile col computer di casa, che non è compatibile con me, che non sono compatibile col mio telefono, che è dotato di vita (più che altro, direi catalessi) propria.

Sono stupidi esemplari tecnologici inutili e obsoleti. Cioè, hanno più o meno dieci anni di vita: troppi per il progresso tecnologico dei giorni nostri; troppo pochi per chi, come me, si deve adattare a quel che passa il convento.

Tutti tranne uno, la mia super tavoletta elettronica: veloce, intuitiva, ubbidiente, recentissima. Talmente fantastica, che ho deciso di usarla come principale strumento di lavoro.
Ho cercato in rete e scaricato le migliori applicazioni gratuite di scrittura, archiviazione, condivisione e grafica; l'ho collegata al (vecchio) telefono, al (vecchio) computer e alla (vecchia) stampante: non mi tradisce mai e il lavoro, con lei, corre veloce.

Così ho limitato a un solo giorno tutte le attività che devo per forza compiere con il (vecchio) computer e la (vecchia) stampante: tecnologia 1 - Alessandra 4, tiè!

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giovedì 2 marzo 2017

#APOISDO2017, ovvero la terza edizione della Settimana Dell'Organizzazione

Ci siamo: con la primavera arriva anche la Settimana dell'Organizzazione!


La Settimana dell'Organizzazione è la manifestazione promossa da Apoi, Associazione Professional Organizers Italia, per avvicinare alla cultura del vivere organizzati.

Quest'anno è alla terza edizione, si svolgerà da martedì 21 a lunedì 27 marzo e ha un titolo bellissimo: "Pillole di organizzazione per vivere meglio". Rappresenta bene quel che accadrà: quasi cento professionisti dell'organizzazione distribuiranno consigli, soluzioni, tecniche e rimedi, strumenti utili a vivere meglio. 

Lo faremo tramite corsi, presentazioni e laboratori dal vivo, con contributi e risorse gratuite sul sito di APOI e raggiungeremo tutta Italia!
Ogni giorno sarà dedicato a un argomento diverso:

  • martedì 21 - casa
  • mercoledì 22 - lavoro
  • giovedì 23 - space clearing
  • venerdì 24 - bambini e famiglia
  • sabato 25 - ufficio
  • domenica 26 - gestione del tempo
  • lunedì 27 - stile di vita






mercoledì 1 marzo 2017

Marzo e la primavera

È marzo, il mese della primavera! Poco importa se marzo è pazzo e se l'inverno sta finendo: il freddo è solo freschino, la pioggia è solo pioggerella, la stanchezza è solo cambio di stagione!

A marzo arriva la primavera ed è tutto un gran risveglio: di colori, luci, profumi, forme e voglia di fare.
A marzo mi sveglierò dal letargo tecnologico - o almeno ci provo. E tu, da cosa ti risveglierai?


Ti lascio lo sfondo del desktop di marzo, di un tenero verde, color dei germogli: tutte pronte a fiorire!

(clicca su uno dei seguenti formati
per scaricare lo sfondo corrispondente)


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martedì 28 febbraio 2017

Un premio è un regalo d'amore

Ho imparato a premiarmi. Quando raggiungo un obiettivo e realizzo un sogno, mi premio con un regalo, di solito qualcosa di non previsto tra le spese.
Un libro goloso, una gonna speciale, un accessorio di qualsiasi genere e tipo. L'importante è che sia "eccezionale".

Per esempio, quando sono diventata socio senior di APOI mi sono premiata con una gonna portentosa: ogni volta che l'indosso sono tutta un sorriso, perché mi piace, mi piaccio e mi ricorda una piccola vittoria.

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Ebbene, non ti sto incitando a spendere soldi, ma vorrei condividere con te la gioia e l'importanza di celebrare i nostri piccoli-enormi successi. Soprattutto quando i nostri obiettivi sono grandi e ci fanno sudare: sapere che, appena raggiunti, ci regaleremo qualcosa di straordinario, ci sprona a non mollare il colpo e a dare il meglio di noi, giorno dopo giorno.

Quindi, fuori foglio e matita e inizia a segnare i tuoi prossimi premi!

giovedì 23 febbraio 2017

Fare attività sportiva quando si hanno figli

Ho sempre praticato tanto sport, fin da bambina.
Tuttavia, quando sono arrivati i miei 2 figli – a distanza di meno di 2 anni uno dall'altro – mi sembrava di non avere più il tempo, né l'energia per qualsiasi attività sportiva.

A pensarci bene, mi rendo conto che si tratta quasi di un paradosso, in quanto è proprio nei momenti in cui si è più stressati che si ha bisogno una valvola di sfogo come quella che lo sport può regalare.
Ecco allora, che – con alcuni accorgimenti – sono riuscita poco alla volta a ritagliarmi degli spazi per me, a beneficio della mia salute (fisica e mentale).

Per riuscirci, la prima cosa da fare è abbandonare i sensi di colpa: se decidi di prenderti un'oretta ogni tanto per andare a correre, non vederlo come tempo “portato via” ai tuoi figli o ai mestieri di casa. Pensa piuttosto che anche i tuoi bambini staranno meglio con una mamma e un papà più in forma e più rilassati.

Se proprio ti sembra impossibile riuscire a ritagliarti del tempo da dedicare all'attività fisica, ricorda che per ogni situazione si può trovare un rimedio. Ti posso fare alcuni esempi:
  • parlane con tuo marito (o moglie). Magari anche lui (o lei) ha voglia di prendersi del tempo per sé. In questo modo potreste stabilire dei turni, in cui un genitore sta con i figli mentre l'altro si dedica alle proprie passioni;
  • se la tua dolce metà non è interessata, prova con un'amica che ha figli. Anche in questo caso potreste trovare un accordo per cui mentre una bada ai bambini, l'altra può andare a farsi una corsetta;
  • trova l'attività fisica più adatta a te: a volte ci si incaponisce su un certo tipo di sport (ad esempio perché fa dimagrire), ma se si vuole trovare la costanza nel tempo, per rimanere altamente motivati è meglio trovare quell'attività sportiva che ti fa stare bene mentre la pratichi. Divertiti a sperimentare diverse soluzioni: dalla palestra sotto il tuo ufficio, alle applicazioni che puoi scaricare anche gratuitamente sul tuo telefonino;
  • se i tuoi figli fanno sport, sfrutta l'occasione: potresti fare delle vasche mentre sono al corso di nuoto, oppure una corsa attorno al campo sportivo mentre sono alla lezione di atletica. Oppure – perché no? - potresti organizzarti per fare una bella camminata mentre sono al corso di chitarra. Come sempre, la parola d'ordine è pianifica e programma;
  • se preferisci un'attività fisica da fare in casa, preparati già vestita in maniera adeguata fin dalla mattina: in questo modo – appena riuscirai a trovare la fatidica mezz'ora libera – potrai passare subito all'azione;
  • abbandona la mentalità del “o tutto o niente”. Chi era abituato a fare sport a livelli molto intensi prima di avere figli, vorrebbe mantenere gli stessi ritmi. Non essendo sempre possibile, si tende a rinunciare, della serie: “non ho tempo per arrivare a correre i miei 12 chilometri, allora non faccio nulla”. Invece – soprattutto finché i bambini sono piccoli – bisogna imparare a scendere a compromessi, accettando il fatto che “fare poco” è sempre meglio che “non fare nulla”. Poco alla volta, vedrai che riuscirai a tornare alle tue prestazioni di un tempo;
  • segui i tuoi ritmi: possono capitare momenti in cui si è più stanchi del solito. Anche in questo caso, non passare dal “tutto” al “niente”, piuttosto riduci l'intensità dell'allenamento, oppure trova un altro tipo di attività da svolgere. Ad esempio, io nei periodi in cui sono più stanca sostituisco la mia ora di corsa con un quarto d'ora di yoga, che mi rilassa e mi mantiene comunque in forma;
  • gioca con i tuoi figli: dimenticati di avere 30/40 anni e torna bambino insieme a loro! Portali in un prato a fare una passeggiata o una partita a pallone, vai in spiaggia per una gara di corsa o tirali su una slitta lungo un pendio innevato. Questo è il modo migliore per fare movimento, divertirsi, rafforzare i rapporti in famiglia e abbandonare ogni senso di colpa!!


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martedì 21 febbraio 2017

Il bagno e le coccole

Per anni il bagno "grande" è stato la stanza più anonima di tutta la casa: bei colori alle pareti, bei sanitari, bel mobile per i lavabi, ma zero anima.
Dovrebbe essere il posto in cui amarsi un po', coccolarsi con qualche crema, un bagno caldo, una doccia bollente. Invece, nada: è solo un posto di passaggio veloce, al mattino prima d'iniziare a lavorare e la sera prima di dormire.

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Il punto è questo: non c'è la doccia - solo una vasca, che uso di rado. Così al mattino scendo al piano terra per farmi una doccia veloce veloce nel bagno "piccolo", poi scappo di sopra a vestirmi e truccarmi. Zero poesia, zero amore, zero di zero: solo tanti scalini.

Adesso basta, però. Ne ho parlato col marito e ci siamo convinti a spendere qualche decina di euro per portare la doccia anche qui. Così al mattino mi lavo, vesto e trucco in un unico posto (senza sbuffare) e sorrido felice. E la sera, di nuovo, mi svesto, strucco, "incremo"  in un unico posto e sorrido beata.

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Già che ci sono, cerco tra vecchi arredi e gingilli da riciclare, per rendere l'ambiente più accogliente. La sedia della nonna accanto alla vasca per asciugarmi con comodo, un tocco di rosa,  qualche quadro alle pareti, una (vera) tenda alla portafinestra. Più armonia, più amore.

A volte basta davvero poco per rendere più organizzate le giornate, più funzionali gli spazi di casa e amarsi un po' di più.

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giovedì 16 febbraio 2017

Determinazione

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Da giovane  pensavo di essere una rinunciataria. Una che non conclude le cose per mancanza di voglia, coraggio, entusiasmo e qualsiasi altro motivo.
Invece non è così (per fortuna). Probabilmente ero poco interessata, poco motivata e molto frenata dalla mia stessa autocritica.

Faccio sempre le cose fino in fondo solo se rispondo "sì" a questa semplice domanda: ne vale davvero la pena? Tutto il resto l'abbandono, senza più pensarci.
E se c'è una cosa per cui vale la pena mettercela tutta, è vivere una vita serena, in armonia coi nostri ritmi e i nostri desideri.

Per questo, quando mi sono accorta che la nostra famiglia stava scivolando nel caos con inesorabile lentezza, mi sono impegnata per ritrovare un sano equilibrio. Nuove abitudini, nuovi pensieri, nuovi punti di vista, nuova energia: ci sono voluti anni e tanta volontà risoluta. Ma ne vale la pena.

"Conosco bene la frustrazione, la stanchezza emotiva
e la sensazione di 'troppo pieno':
ci sono già passata, più di una volta,
e ogni volta ho cercato la via d'uscita."


mercoledì 15 febbraio 2017

I ghirigori di Monila. Amore per se stessi

Per me volersi bene vuol dire anche sapersi ritagliare momenti di riposo e relax, ricaricare mente e corpo nella natura, in compagnia di un libro...o dove e come preferisci.
Viviamo a ritmi serrati: correre, correre, fare tante cose, fatte bene e fatte subito.
Trovare del tempo per sé è spesso un lusso, ma un lusso di cui non dobbiamo privarci!

Monila Valsecchi per paroladordine.org 
Monila
Monila - ceramica e illustrazioni

martedì 14 febbraio 2017

Il tempo per me

C'è una sezione dell'agenda che mi piace moltissimo. L'ho chiamate ME e racchiude tutte le cose che amo e che riguardano solo me stessa: niente lavoro, niente economia domestica, niente famiglia, amici e affetti vari.
Qui è dove coltivo i miei interessi, prendo impegni con me stessa e mi coccolo con promesse e sogni.
Un angolo di puro e sano egoismo col sorriso.

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Che sia una sezione speciale, lo puoi capire già dai separatori: sono chiari con disegnini fatti da me, adesivi fanciulleschi e con le etichette colorate. Qui la serietà è bandita!

Da quando ho letto L'arte delle liste di Dominique Lareaux mi è rimasta dentro la voglia di provarci. E così ho iniziato a compilare la Lista delle prime volte, la Lista dei libri letti (con tanto di grafico con l'andamento annuale - non ridere) e la Lista dei libri da leggere, la Lista dei film visti e la Lista dei film da vedere, la Lista dei musei e delle mostre da visitare e la Lista dei musei e delle mostre visitate, la Lista dei luoghi in cui andare e la Lista dei luoghi in cui sono stata.
Ma non c'è limite, potrei aggiungerne altre.

Ogni sezione corrisponde a un tipo di lista, in più ci sono quelle del blog personale e dei conti (ohibò e ahimè).

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Funziona, mi piace e mi diverte. E non manca giorno che non segni qualcosa, naturalmente con le penne colorate!

giovedì 9 febbraio 2017

Musica per amarsi un po'

Una canzone d'amore?! Davvero devo proporre una canzone d'amore? Io, la persona a-romantica per eccellenza!
Aspetta, fammi pensare... Se frugo dentro di me, trovo una canzone che adoro e che canterei a squarciagola davanti allo specchio ogni giorno: Fly Me To The Moon cantata da Frank Sinatra.

Mi ha accompagnata nei momenti più complicati e mi ha sempre fatto volare. È un vero inno all'amore e se la cantiamo a noi stesse ogni mattina, son sicura che le stelle, la Luna e gli altri pianeti li vedremo da vicino!


Se premi il pulsante Spotify, qui a destra, puoi ascoltare tutte le liste musicali degli scorsi anni e la "colonna sonora" del 2017. 
Buon ascolto!

martedì 7 febbraio 2017

Amarsi un po'

Ho sempre pensato che l'amore sia un "affare" delicato: non è semplice amare nel modo giusto (poi, qual è?) e ancor meno semplice è amarsi.
Eppure, il primo passo per amare il mondo e gli altri (si, anche per trovare la sfuggevole anima gemella) è amare noi stesse.

Chi si ama sa prendersi cura di sé, impara a conoscersi, apprezza i suoi pregi e accetta i suoi difetti, vuole migliorarsi e crescere. Un lavorone, insomma!

Ma, proprio per questo, chi è capace di amarsi - nonostante le difficoltà quotidiane e le mille cose da fare e cui pensare - ha una marcia in più, perché:
  • conoscere sé stessi è il primo passo verso una vita più piena e meno ingarbugliata
  • riconoscere i propri pregi e difetti aiuta a fare lo stesso con gli altri
  • migliorarsi e crescere è uno sprone anche per chi ci vuol bene

Credo che ciascuno di noi abbia il diritto (e il dovere) di amarsi per vivere meglio, più serenamente. A volte basta davvero poco, come un velo di crema sulle mani prima di coricarsi - anche se stai svenendo dal sonno e l'ultimo dei tuoi bisogni è avere delle mani morbide.

Quindi, bando alle ciance, da oggi mettiamoci tutte d'impegno e guardiamoci ogni giorno con gli occhi a cuore!

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mercoledì 1 febbraio 2017

Febbraio e l'amore

Febbraio è il mese dell'amore che scioglie il freddo a colpi di cioccolatini, mazzi di fiori, musica appassionata e occhi innamorati. Che bello!
Si festeggia l'amore in ogni sua forma: le famiglie, le coppie, l'amicizia e - perché no? - anche l'amore per sé.
Amarsi, in fondo, è il primo passo per imparare ad amare gli altri e a essere amati.

Ti lascio lo sfondo del desktop di febbraio, di un azzurro vivace, con ancora qualche punto di freddo intenso - ma già così vicino alla primavera!

(clicca su uno dei seguenti formati
per scaricare lo sfondo corrispondente)


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martedì 31 gennaio 2017

Il kakebo e i sogni

Ebbene, non posso più tenerlo segreto: io e il denaro non abbiamo un rapporto idilliaco. Quando c'è, lo maltratto; quando non c'è, mi manca.

Alterno periodi di prodigalità a periodi di avarizia, e fasi di "prendine, finché ce n'è " a fasi di "guardare e non comprare". Il fatto è che, pur non essendo una tremenda spendacciona, non sono mai stata attenta al mio denaro.
Poiché è un argomento che mi manda in tilt, giro la testa dall'altra parte e fingo che non sia importante. Complimenti, ragazza.

Dicono che i soldi non diano la felicità.
Sono convinta, però, che sappiano regalare serenità e siano in grado di realizzare i sogni. E di sogni, io ne ho tanti.
Primo fra tutti, fare una vera vacanza: due settimane lontana da casa (ché dopo qualche anno le casanze non rigenerano più), in un luogo nuovo, con orizzonti nuovi negli occhi e pensieri nuovi in testa.

paroladordine-denaro-kakebo

L'anno scorso abbiamo seguito il metodo genovese di accantonamento passato da un'amica genovese (appunto). Ha funzionato per sei mesi, poi - non ho ancora capito perché - è naufragato. Credo che il punto sia proprio questo: capire.
Voglio che entrambi siamo più consapevoli dei nostri soldi e soprattutto dei buchi neri in cui scivolano via.
Perciò mi affido al kakebo, il libro dei conti di casa giapponese per conoscere per filo e per segno la natura della nostra relazione coi soldi.
Lo userò anche come una lente d'ingrandimento per conoscermi meglio e migliorarmi.

Abbiamo fatto le prove a novembre e dicembre (disastro) e dal primo lunedì del mese compiliamo il nostro kakebo (successo):
  • a inizio mese segniamo l'obiettivo mensile (importantissimo)
  • ogni giorno conserviamo gli scontrini (nel bellissimo raccoglitore a soffietto del nostro diario delle spese)
  • ogni sera trascriviamo le spese 
  • a fine settimana tiriamo le somme
  • a fine mese incrociamo le dita (ehm)

Siamo molto motivati: abbiamo un sogno coi baffi da realizzare e non vogliamo farcelo scappare.

martedì 24 gennaio 2017

L'archivio a prova di gabelle

A fine anno si ride e si scherza con le feste, con l'anno nuovo si piange e si torna seri con tasse, tributi e gabelle!

Tre cose facciamo nei primi giorni di gennaio:
  1. archiviamo i documenti dell'anno prima 
  2. teniamo da parte i documenti che ci serviranno per pagare le tasse a metà anno
  3. segniamo sul calendario le scadenze di ogni tributo dell'anno in corso
Archiviare i documenti mi regala molta soddisfazione, mi sembra di riporre i cerchi chiusi sul loro gancio e mi sento pronta ad accogliere le novità.
Per l'occasione, ho pensato bene di fare le cose in grande e di trasferire l'archivio di casa dal ripostiglio allo studio. Mi sembra più logico: i raccoglitori dell'archivio vanno direttamente nello scaffale sotto la centrale di comando con il raccoglitore dei documenti nuovi. Il tavolo lì vicino, poi, ne rende più facile la consultazione.

paroladordine-organizzare-archivio-documenti

Sembra un lavoro facile, veloce e pulito, ma non lo è:
  • per prima cosa ne parlo col marito, elecando i vantaggi e decidendo assieme come organizzarci
  • poi svuoto lo scaffale, e già medito dove e come riporre il contenuto abbondante (aiuto!)
  • quindi trasferisco le buste con i vecchi documenti dai classificatori ad anelli ai portariviste e applico le etichette di riconoscimento
  • già che ci sono, elimino un po' di carta extra e inutile
  • infine suddivido e inserisco i documenti del 2016 nei portariviste, lasciando da parte quelli che serviranno per la dichiarazione dei redditi
paroladordine-organizzazione-archivio-raccoglitore

Preparo una bustina trasparente per conservare gli scontrini fiscali, le fatture e tutto ciò che è detraibile del 2017; i documenti che arriveranno di volta in volta finiranno nel raccoglitore a soffietto, all'interno dello scaffale (siamo troppo pigri per archiviarli con regolarità, lo facciamo una sola volta all'anno); teniamo da parte in una piccola cassettiera i documenti del 2016 che serviranno per la dichiarazione dei redditi.
Per ultimo, segniamo sul calendario del 2017 tutte le scadenze: pagamenti, appuntamenti, controlli.

paroladordine-organizzare-archivio-centraledicomando

Ora abbiamo riunito in un unico punto funzionale la centrale di comando e l'archivio di casa, e un altro pezzo di casa (e di vita) è a posto!

martedì 17 gennaio 2017

Nuovo anno, nuova agenda

È da novembre che ci penso. Cerco in internet, mi confronto con amiche e colleghe, seguo gli esperti, mi pongo interrogativi e provo a rispondermi.
Gli ultimi giorni di dicembre, infine, giungo a una conclusione: anche quest'anno l'agenda la fo da me*.

Nel 2016 ho usato due agende: una personale e una per i blog.
L'agenda personale era formata da un calendario mensile (un mese su due pagine), con gli obiettivi del mese, e da un diario (un giorno per pagina), con la pagina divisa a metà per gli impegni (appuntamenti, riunioni, fasi di lavoro) e per la lista delle cose da fare. Il tutto ideato, stampato e assemblato da me.
L'agenda per i blog era una vecchia Filofax formato Personal divisa in tre sezioni (una per blog).

Che cosa funzionava?

  • il calendario mensile per dividere i giorni secondo il metodo Heppell
  • lo spazio per gli obiettivi del mese nel calendario mensile
  • la lista delle cose da fare quotidiana
  • il formato A5
  • le tre sezioni dei blog
  • le pagine delle idee per ciascun blog
  • le liste dei progetti con i "segna-priorità"

Che cosa non funzionava?

  • avere due agende: la divisione tra blog e tutto il resto è dispersivo e inutile
  • lo spazio per gli impegni quotidiani: troppo rispetto agli impegni da segnare
  • non distinguere tra le diverse attività lavorative
  • il formato Personal
  • la Filofax rovinata

paroladordine-agenda

Ergo, dopo tanto pensare, valutare, domandare e rispondere, ho deciso che nel 2017 la mia agenda sarà:
  1. una sola
  2. personale
  3. giornaliera
  4. divisa in sei sezioni: MESI, GIORNI, DA FARE, PO (lavoro - Professional Organizer), ARCHEO (lavoro - archeologia), ME (tutto ciò che mi piace e mi fa bene)
In questo modo ho una sola agenda che racchiude tutto il mio mondo personale: dal lavoro agli interessi, passando per i blog!

paroladordine-agenda-mesi

Rimangono il calendario mensile su due pagine con gli obiettivi del mese, il diario con un giorno per pagina (divisa in orizzontale, con meno spazio per gli impegni e più per le cose da fare) e la lista dei progetti con le priorità.

paroladordine-agenda-giorni

Cambiano, invece, le sezioni: non più divise per blog, ma per attività di lavoro e di "non-lavoro".
La sezione DA FARE è molto ricca e divisa in sottosezioni: PROGETTI per segnare (e seguire) ogni passaggio di ciascun progetto cui sto lavorando, ABITUDINI con la lista delle buone e sane abitudini da acquisire e la tabella "non spezzare la catena" per non perdermi via, LISTE DI CONTROLLO per ricordare le sequenze di attività da svolgere in certi momenti della giornata o della settimana, HEPPELL con le attività suddivise secondo i tre tipi di giorno (Per me, Per gli affari, Per tutto il resto), TELEFONO, COMPUTER, IN GIRO, PRIMA O POI con le attività relative (rientrano nel metodo GTD, ma sono utili anche per il metodo Heppell).


Rimane anche la vecchia Filofax: è rovinata e perde pezzi (il fenicottero color corallo ha il compito di rallegrarla!), ma è un regalo del marito e fatico a separarmene. Ne approfitto per provare l'agenda giornaliera nel formato Personal: se non dovesse funzionare, ho già deciso quale sarà il prossimo regalo di compleanno!

E per tutto quello che riguarda la casa e la famiglia? Per ora usiamo il Calendario di Paroladordine per la Famiglia, ma sto pensando di realizzare un'agenda per la famiglia su misura per noi. Te ne parlerò presto!


* Mi piace personalizzare l'agenda: ho mantenuto il bianco e nero e aggiunto un po' di colore.
I separatori delle sezioni sono in semplice cartoncino nero, sagomati come quelli originali della Filofax, su cui ho applicato delle etichette bianco su nero vecchio stile.
Le pagine dei mesi e dei giorni sono semplici pagine bianche preforate su cui ho stampato lo schema mensile e quello giornaliero.
I separatori delle sottosezioni, invece, sono i cartoncini della confezione dei ricambi pagine, su cui ho attaccato le etichette colorate rimovibili di Muji.

giovedì 12 gennaio 2017

Musica per un nuovo inizio

"Ditelo con la musica", dicevano ed eccomi qui: una canzone alla volta per esprimere in note il tema del mese.

Se gennaio segna un nuovo inizio, voglio iniziare col sorriso sulle labbra!
C'è una canzone fra tutte che mi fa sbellicare dalle risate e mi rallegra ogni volta che l'ascolto: Manha Mahna dei Muppets Show.

Fa venir voglia di cantare, ballare e dire a qualsiasi imprevisto: mahna mahna! Se poi lo dici indossando un vestito peloso color fucsia e lunghe ciglia finte, non ti ferma più nessuno!


Se premi il pulsante Spotify, qui a destra, puoi ascoltare tutte le liste musicali create negli scorsi anni da Serena di Cappello a Bombetta - una donna con la musica nel sangue (grazie infinite, Serena!) - e pure la neonata lista del 2017.
Buon ascolto!

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