venerdì 26 febbraio 2016

Si organizza! L'agenda del 2016

Mi sono tuffata nell'anno nuovo senza agenda "di salvataggio". E mi sono fatta male almeno un paio di volte.
Dall'inizio dell'anno sto usando il Calendario di Paroladordine per la Famiglia, ma un calendario non è un'agenda: non posso scarabocchiare le mie idee illuminanti (ehm), non posso stilare ogni giorno l'elenco degli impegni, non è solo mio - lo usa tutta la famiglia.
Giuro che l'ho cercata, ma non l'ho trovata. O meglio, non ho trovato l'agenda giusta per me: troppo piccola, troppo grande, bella ma poco funzionale, brutta e poco funzionale... Insomma, l'agenda perfetta non esiste ancora.
Con quella del 2015 mi sono trovata bene: settimanale, con i giorni in colonna e le ore del giorno sulle righe. Erano segnate le fasi lunari e le festività e c'era spazio per brevi note. Non era perfetta, però: mancava lo spazio per scrivere la lista quotidiana delle cose da fare, per me fondamentale.
Fu così che decisi di fare un'agenda su misura. Come? In poche e - più o meno - semplici mosse.

paroladordine-siorganizza-agenda-intestazione
  
  • Cerco in rete i modelli per scegliere lo stile e le impostazioni
    Ce ne sono di ogni tipo: minimalista in bianco e nero, super colorato e disegnato, perpetuo (cioè senza data né mese, da segnare poi a mano), super organizzato (con spazio per i tre obiettivi del giorno, un elenco, i bicchieri d'acqua da bere, la frase di ringraziamento, i tre insegnamenti del giorno, eccetera).
  • Stabilisco di che cosa ho bisogno
    Abbandono l'impostazione settimanale: mi piace avere sott'occhio tutta la settimana in corso, ma non c'è spazio per la lista giornaliera delle cose da fare. Decido, perciò, per un'impostazione mensile: sostituisce il settimanale e in più ha lo spazio per gli obiettivi da raggiungere ogni mese; a cui aggiungo il diario giornaliero: un giorno per ogni pagina, diviso in ore e con l'elenco da compilare ogni giorno.
paroladordine-siorganizza-agenda-anno
    • Scelgo lo stile
      Preferisco un'agenda lineare, semplice, senza troppi colori o disegni: che sia piacevole e rilassante per gli occhi, e quindi anche per la mente. Il bianco e nero mi soddisfa sempre e come carattere scelgo American Typewriter, perché è rigoroso, ma leggermente scanzonato.
    • Decido la struttura
      Desidero una struttura semplice ed essenziale: una pagina iniziale in cui riportare il mio nome e due parti principali, una dedicata al calendario mensile (su due pagine, con lo spazio per gli obiettivi mensili) e l'altra al diario.
    paroladordine-siorganizza-agenda-mese
    • La realizzo
      Non sono una grafica e, per quanto mi diverta dare un'occhiata a nuovi programmi, conosco bene solo un programma di scrittura. Il lavoro di impostazione delle pagine è lungo e noioso... alla fine do letteralmente i numeri - ma solo dall'1 al 31!
    • La stampo
      Da subito ho problemi con il formato della carta: vorrei usare il formato A4 e stampare due pagine per foglio fronte retro, ma la cosa si fa difficile... Non trovo una taglierina professionale per tagliare le pagine e stampare le pagine nel giusto ordine in stile libro... be', non ce la fo. Quindi acquisto una risma di fogli in formato A5.
      Poi ho problemi con la stampante: pare che il modello della mia stampante sia l'unico a essere incompatibile con il mio computer e mi tocca stampare fronte-retro in manuale - una vera, lunghissima follia.
    paroladordine-siorganizza-agenda-giorno
    • La fo rilegare
      In realtà non posso parlare di vera e propria rilegatura: i fogli di carta (e quindi anche l'agenda) sono troppo spessi per la rilegatura con spirale metallica che desideravo. Decido quindi di perforare i fogli e tenerli uniti con due sempilici anelli apri-chiudi: il risultato mi piace, gli anelli non sono ingombranti e l'agenda è maneggevole.

    Ora non mi resta che usarla e usarla bene. Soprattutto, in sinergia con l'agenda da blogger, il Calendario di Paroladordine per la Famiglia e il metodo GTD (... lavori in corso).
    Ci troviamo qui tra qualche mese per scoprire come va?

    martedì 23 febbraio 2016

    Le interviste: Federica e il suo angolo studio

    Ci sono stanze, luoghi, zone di casa che non stanno mai ferme: si spostano da una parte all'altra, cambiano forma e aspetto - a volte anche sostanza e contenuto. Finché non trovano il loro "posto nel mondo" non si danno pace, e non la danno a chi in quella casa ci vive.
    Per contare queste aree errabonde dentro e fuori casa nostra non bastano le dita di due mani (ahimé! Mani nei capelli e occhi spiritati)...  ma oggi non son qui per parlarti di loro (fiuuu).
    Oggi voglio raccontarti la storia di uno studio e lo voglio fare attraverso le parole di chi l'ha vissuta intensamente e ha progettato la soluzione finale. Lei è Federica Peri, donna dallo spiccato senso estetico e, naturalmente, organizzativo!

    paroaldordine-leinterviste-studio-prima
    Immagine di Federica Peri

    Domanda: Ciao, Federica! Ci racconti la storia del tuo studio?
    Risposta: Volentieri! Lo studio ha vissuto molteplici modifiche, che si sono susseguite negli anni con l'evoluzione della famiglia. Quando eravamo una coppia lo studio era nella seconda stanza, ma con l'arrivo della prima bimba, è stato relegato in un angolo del soggiorno. La ridefinizione di questo spazio, tuttavia, non è mai stata completata e l'arrivo della seconda bimba ci ha imposto il cambiamento definitivo.
    Domanda: Quale problema era più urgente risolvere?
    Risposta: L'esigenza principale è stata quella di creare un vero e proprio angolo studio, con spazi contenitivi per i documenti di casa e di lavoro di mio marito. Così come lo avevamo abbandonato non era né studio, né soggiorno, ma se ne stava in bella vista in tutta la sua trascuratezza: il nostro è un soggiorno open-space (ingresso, zona giorno e zona salotto) e questa bruttura stonava proprio!
    Inoltre, ridefinire lo studio ci avrebbe permesso di liberare da documenti e faldoni una vetrinetta presente nella cameretta, dedicandola a vero e proprio armadio per la bimba più grande e aumentando, di fatto, lo spazio contenitivo a disposizione per i vestiti delle due bimbe.
    Domanda: In base a quali necessità della tua famiglia, hai riorganizzato l'angolo studio?
    Risposta: La prima necessità a cui far fronte era quella di creare uno spazio contenitivo chiuso. Lo studio è a vista, ricavato in un angolo del soggiorno già ricco di personalità, perciò la scelta di mobili chiusi avrebbe aiutato a celare la zona archivio senza interferire con lo stile dell'ambiente. E la giusta alternanza dei ripiani a vista avrebbe permesso di creare movimento e dare personalità anche a questo piccolo angolo.
    La seconda necessità era meramente affettiva: mio marito non voleva rinunciare a un tavolo da cucina, da tempo ormai dedicato a scrivania. La parete di mobili doveva, quindi, essere costruita in modo da poter inglobare questo tavolo.
    In ultimo, viviamo in un appartamento ricavato dalla ristrutturazione di un sottotetto e dovevamo fare i conti con un soffitto spiovente, consapevoli che l'angolo studio avrebbe richiesto delle misure particolari. La soluzione più facile sarebbe stata quella di rivolgersi a un falegname e fare tutto su misura, ma i costi di un progetto di questo tipo non sarebbero andati d'amore e d'accordo con le nostre finanze.
    Domanda: Come vivete abitualmente questo spazio di casa?
    Risposta: Lo studio è sfruttato da mio marito che lavora da casa un paio di giorni alla settimana - e non è un campione dell'ordine! Più in generale, viene utilizzato come zona per l'archiviazione di tutte le documentazioni domestiche e riguardanti la famiglia (pratiche auto, bollette, cartelle sanitarie, cancelleria, attrezzatura fotografica,  eccetera).

    paroaldordine-leinterviste-studio-progetto
    Immagine di Federica Peri

    Domanda: Come hai progettato il nuovo angolo studio?
    Risposta: Ho svolto un vero e proprio studio a tavolino dello spazio disponibile e degli oggetti che dovevano essere riposti all'interno della libreria. Cioè, non solo ho ottimizzato la disposizione degli arredi per sfruttare al massimo lo spazio disponibile, ma ho anche valutato quali dimensioni interne dei mobili e dei ripiani fossero necessarie per contenere il maggior numero di faldoni, documenti e scatole del nostro "archivio di famiglia".
    Domanda: Quali soluzioni hai adottato per risolvere i problemi iniziali?
    Risposta: Per coniugare tutte le esigenze estetiche, finanziarie e di progetto ho esaminato diverse soluzioni contenitive proposte da Ikea. Invece dei mobili da soggiorno, che non offrono un'ampia scelta delle dimensioni, ho preferito il sistema modulare dei pensili per la cucina: si può scegliere tra diverse profondità e larghezze, e tra diversi tipi di ante e di pensili a vista.
    Ho completato il progetto su carta e poi valutato assieme a mio marito la fattibilità da un punto di vista pratico. In particolare, abbiamo controllato di poter appendere i pensili alle guide da parete (proprio come nelle cucine): in questo modo attaccarli sarebbe stato più semplice e, soprattutto, avremmo fatto meno buchi nel muro, senza il rischio di avere pensili disallineati.
    Inoltre, appendere i pensili alle guide da parete ci ha permesso di non posarli su piedini, con un risultato esteticamente migliore.
    Infine, abbiamo concluso il progetto in negozio, scegliendo dal vivo le ante e i pensili a giorno.
    Domanda: Come si presenta ora lo studio dopo la riorganizzazione?
    Risposta: I pensili che abbiamo scelto ci hanno permesso di sfruttare al massimo lo spazio disponibile, di inglobare il tavolo di mio marito e di ottimizzare gli spazi interni per contenere tutti i documenti che volevamo archiviare.
    L'angolo studio ora ha una sua personalità in linea con le scelte estetiche già presenti nell'intera zona giorno. I pensili chiusi nascondono l'archivio (che di bello non ha proprio nulla!) e i pensili a giorno movimentano la composizione dandole carattere.

    paroladordine-leinterviste-studio-dopo
    Immagine di Federica Peri

    Buona organizzazione!

    giovedì 18 febbraio 2016

    Faccende familiari: i compiti dei bambini

    Quando i bambini svolgono i compiti, assegnati loro dalle maestre, non stanno soltanto imparando i contenuti delle varie materie scolastiche; attraverso questa attività quotidiana, essi apprendono anche a organizzarsi, ad affrontare il senso del dovere e a diventare più autonomi.

    paroladordine-compiti

    Per questo motivo, diventa cruciale il ruolo del genitore, chiamato a sostenere il proprio figlio e ad accompagnarlo lungo il primo tratto di strada che lo condurrà all'indipendenza.
    Mamma e papà possono aiutare i propri figli a svolgere i compiti di scuola e a trovare il proprio metodo di studio in 3 semplici passi:

    1. ORGANIZZARE 
    2. Organizzare lo spazio. Prima di cominciare a fare i compiti è bene svuotare lo zaino. Quindi, il nostro studente deve avere a disposizione una piccola libreria - meglio se posizionata a un'altezza a cui possa accedere autonomamente - in cui riporre libri e quaderni.
      Inoltre, al bambino serve una scrivania per il momento dello studio, su cui possa sistemare tutto il necessario. Se in casa non c'è la possibilità di dedicare uno spazio apposito al momento dei compiti, andrà bene anche il tavolo da pranzo, magari utilizzando una scatola in cui riporre tutto il necessario - forbici, colori, colla,... - una volta terminato.
      Fondamentale è che il luogo scelto per lo studio sia libero da distrazioni quali televisore, telefono, computer o altre persone impegnate in attività rumorose.

      Organizzare il tempo. Il bambino ha bisogno di una piccola pausa per staccare appena tornato da scuola, dunque è meglio non obbligarlo a mettersi subito al lavoro, ma lasciargli il tempo per una merenda o per un breve gioco.
      L'ideale sarebbe avere degli orari fissi da dedicare allo studio, in modo tale da instaurare una sana abitudine, che accompagnerà lo studente in tutto il suo percorso scolastico.
      Se i compiti sono lunghi, concedi qualche breve pausa nell'arco dello svolgimento.
      Infine, organizza il tempo da dedicare allo studio in modo tale che non sia a ridosso di altri impegni: in questo modo il bambino si potrà dedicare ai compiti senza fretta e senza altri pensieri per la testa.

      Organizzare i contenuti. Ogni bambino deve avere il proprio diario, su cui segnare i compiti da fare a casa e per le comunicazioni tra insegnanti e famiglia.
      Oltre a tenere il diario sempre aggiornato, abitua tuo figlio a riportare i propri impegni e le scadenze di lungo periodo (quali ad esempio le ricerche scolastiche o la preparazione a interrogazioni e verifiche) sul calendario della centrale di comando per la famiglia, così che fin da piccolo apprenda a utilizzare in maniera appropriata questo prezioso strumento di programmazione. In questo modo, il bambino imparerà a pianificare e a frazionare i lavori più impegnativi, alleggerendo il peso dei compiti e mantenendo alta la motivazione.
       
      paroladordine-compiti-calendario

    3. SVOLGERE I COMPITI

    4. I compiti vanno portati a termine dal bambino e non da mamma o papà. Comunque - almeno nei primi anni di scuola elementare - è bene che un genitore sia presente, per motivarlo o per aiutarlo nel momento in cui rimane bloccato su un argomento, magari ponendogli alcune domande che possano guidarlo verso le risposte che sta cercando.
      Lo scopo dei compiti a casa non è quello di portare a scuola un lavoro perfetto, bensì quello di far capire all'insegnante cosa il bambino abbia effettivamente appreso.
      Il genitore può dare il giusto esempio mettendosi accanto al bambino e svolgendo i propri "compiti", quali controllare gli estratti conto bancari, aggiornare gli impegni in agenda, pianificare il menù settimanale, ecc.

    5. RIORDINARE

    6. Terminati i compiti, insegna al tuo bambino a fare ordine, sgomberando la scrivania da tutto il materiale utilizzato e preparando lo zaino per il giorno seguente.
      Se si hanno a disposizione una libreria e dei piccoli contenitori (scatole o barattoli) per riporre i propri oggetti, fare ordine sarà facile e veloce.
      Infine, insieme ricontrollate sia il diario che il calendario appeso nella centrale di comando, verificando che non sia rimasto nulla in sospeso, per ripartire con il massimo slancio il giorno successivo, pronti per una nuova giornata di studio! 
       

    mercoledì 17 febbraio 2016

    La squadra di Paroladordine: Linda!

    Sono contenta, perché la squadra di Paroladordine s'ingrandisce ancora: oggi ti presento Linda.
    Lei è una fanciulla in cui determinazione e dolcezza si fondono a meraviglia. La conosco da poco, ma la seguo da tanto: mi piace per il suo buon senso, la sua forza e la profondità d'animo. Ha ripreso in mano la sua vita e, abitudine dopo abitudine, le ha dato un nuovo corso: sempre pronta a condividere la sua strada con chiunque lo desideri.

    paroladordine-lasquadra-Linda

    Mi chiamo Linda e abito tra i monti del Trentino. La mattina sono una bancaria, il pomeriggio una casalinga, la sera una blogger. Soprattutto però, ventiquattro ore su ventiquattro sono una moglie innamorata e la mamma di due splendidi bimbi di tre e cinque anni.
    Sono un'inguaribile ottimista e un'irrimediabile impulsiva: quando una nuova idea mi appassiona, mi ci butto a capofitto con tutta me stessa, senza pensarci due volte.
    Fin da piccola, ho sempre creduto di essere una disordinata senza speranza, destinata a perdersi tra i mille impegni della giornata, finché – qualche anno fa – ho detto basta.
    Studiando, sperimentando (e ogni tanto sbagliando) ho dato una svolta alla mia vita e ho capito che, se si trova il giusto metodo, chiunque può diventare ordinato e organizzato.
    Ora le mie giornate sono più serene e la mia casa più accogliente.
    Sono qui su Paroladordine per condividere tutto quello che ho appreso per una gestione più facile e felice delle faccende domestiche e delle abitudini familiari.
    Se hai voglia di conoscermi meglio, mi trovi sul blog NuoveAbitudini, nonché sulla relativa pagina Facebook.

    martedì 16 febbraio 2016

    Serietà

    paroladordine-serietà
     
    Mi piace pensare che siano i mestieri a scegliermi, e non io a scegliere che cosa fare "da grande".
    Sono quattro i miei "grandi amori" (l'archeologia, il turismo, la scrittura, l'organizzazione) e, in una qualche maniera, vivono serenamente dentro di me e insieme contribuiscono a rendermi quella che sono: un'esperienza supporta l'altra, una definisce l'altra e via così.

    Possono sembrare passioni diverse, ma c'è una cosa che le accumuna: l'utilità. 
    Mi diverto quando passo ore a scavare nel terreno, a raccontare la storia dei luoghi, a scrivere di emozioni, a moltiplicare spazi (fisici e temporali); ma sono felice solo quando so che tutto quel che faccio è utile a qualcun altro.
    Altrimenti che gusto c'è?  Dopo un primo momento di soddisfazione personale, se non aggiungo quell'ingrediente prezioso, rimane il vuoto della ripetitività.

    L'utilità è il lato serio e maturo del mio lavoro: sono seria quando penso di poter aiutare gli altri con quel che so fare, consapevole delle mie responsabilità e convinta della mia "missione".

    "Mi piace quello che faccio perché nel mio piccolo
    contribuisco a migliorare il mondo:
    uno spazio alla volta, una famiglia alla volta."


    giovedì 11 febbraio 2016

    La stanza verde di Cri: prepariamoci a seminare

    La primavera, nonostante questo tempo pazzo, si sta avvicinando ed è ora di pensare a organizzarsi per utilizzare i semi che abbiamo conservato.
    Sebbene le temperature siano miti per questo periodo dell'anno, è comunque meglio non seminare in piena terra, perché la neve o la pioggia potrebbero rovinare la nostra coltivazione.
    Quindi bisogna operare in condizioni protette.

    La procedura di per sé non è complicata, ma è meglio organizzarsi per tempo.
    Tieniti libera una mezza giornata per poter lavorare tranquillamente, controlla i semi che hai messo da parte ed elimina quelli che eventualmente presentano segni di muffa o marciume, successivamente procurati dei contenitori che ospiteranno i tuoi semi.
    Io utilizzo delle miniserre dotate di scomparti, altre, invece, le ho ricavate dai contenitori di plastica delle verdure.
    Si possono usare anche i contenitori delle uova, a quelli in carta bisogna creare una "finestra" sul coperchio, da ricoprire con un foglio di plastica trasparente, per consentire alla luce di passare.

    lastanzaverdedicri mini serre fai da te

    Mi raccomando! Non mischiare i semi, ma tienili separati per tipologia e applica sempre l'etichetta col nome della specie.
    Ti serviranno anche un sacchetto di terriccio universale e uno spruzzino per innaffiare.
    lastanzaverdedicri occorrente mini serre
    Col terriccio universale riempi le miniserre, spargi i semi facendo attenzione a non sovrapporli. Sopra stendi un po' di terriccio, compattalo leggermente e poi bagna usando uno spruzzino.

    Tieni le miniserre in un posto luminoso e al riparo dal freddo, io le tengo in veranda e innaffio, con lo spruzzino, solo quando la terra è asciutta, questo per evitare che la terra troppo bagnata faccia marcire i semi.

    Una volta che le piantine si manifestano procedo a diradare eliminando quelle più piccole e mal formate. Quando le piantine iniziano a filare è ora di trapiantarle da sole o al massimo in coppia in vasetti di plastica; questi vanno tenuti sempre al riparo e la terra va mantenuta umida fino a quando sarà possibile trapiantare in piena terra.

    In tutte queste operazioni, ricordati di spostare le etichette che riportano il nome dei tuoi piantini.

    Ricapitolando:
    lastanzaverdedicri procedimento miniserre
    La prossima volta ti farò vedere come mi sono organizzata il tavolo di lavoro per operare più comodamente quando rinvaso le piante.

    martedì 9 febbraio 2016

    Si studia! Apartment therapy

    Ci sono libri che, tra una parola e l'altra, riescono a seminare nuove sensazioni e nuovi bisogni. Altri, invece, sanno dare conferme e dissipare dubbi. È così che, mentre sento forte il desiderio di rendere più sana e armoniosa casa nostra, incontro Apartment therapy. Come portare equilibrio, salute e benessere nei propri spazi di Maxwell Gilligham-Ryan, uno dei testi proposti nella bibliografia di Apoi.

    paroaldordine-sistudia-apartmenttherapy

    L'autore ha inventato un lavoro "diverso": il terapista dell'appartamento (puoi seguire la sua attività sul blog Apartment Therapy). Ha unito le sue esperienze nell'arredamento d'interni e nell'insegnamento in una scuola steineriana per aiutare le persone a migliorare la propria vita migliorando la loro casa. Una casa bella è sana, tranquilla, organizzata e aperta: la bellezza non è soltanto il suo aspetto esteriore, ma anche la forza che ci sostiene mentre svolgiamo le nostre attività.

    La terapia consiste in una cura di otto settimane per risolvere da soli i problemi con le nostre case.
    Nella prima parte del libro l'autore ci spiega la causa dei problemi che ci inducono a essere insoddisfatti e a viver male in casa nostra: assimiliamo troppo e smaltiamo troppo poco.
    Ci aiuta a capire se siamo persone fredde, meticolose e poco interessate alla casa, che devono imparare a prendersene cura; oppure persone calde, disordinate e ossessionate dalla casa, che al contrario, devono saper lasciare andare.
    Ci invita a osservare la nostra casa da due punti di vista nuovi: il flusso, cioè il passaggio di energia attraverso uno spazio, e il suo corpo, formato dalle ossa (la struttura fisica della casa), dal respiro (la disposizione degli oggetti), dal cuore (la vita emotiva) e dalla testa (lo scopo, cioè che cosa facciamo nelle varie stanze della casa).
    La seconda parte del libro, invece, è interamente dedicata alla Cura di Otto Settimane, spiegata passo per passo: otto settimane sono il lasso di tempo ideale per creare nuove sane abitudini. In questi due mesi possiamo dedicarci al Trattamento Profondo per rivitalizzare in profondità la casa con la minima spesa, oppure al Rimedio per trasformare una sola stanza. Dopo sarà solo questione di manutenzione ed esercizio costante e quotidiano, perché facendo poco ogni giorno si può realizzare tanto, alla lunga.
    Alla fine del libro l'autore dà alcuni suggerimenti per mantenere le buone e sane abitudini. La migliore in assoluto per me? Dare quattro feste all'anno! Perché la bellezza è fatta anche di risate, chiacchiere e tempo ben vissuto.
    paroladordine-sistudia-apartmenttherapy
    Questo libro mi è piaciuto tanto e di sicuro lo riprenderò in mano per provare la Cura delle Otto Settimane. Ho un rapporto di amore-odio con casa nostra: mi sono innamorata del suo carattere, ma soffro per la lontananza da ogni comodità e vivacità cittadina. Per qualche tempo l'ho trascurata e solo da qualche mese stiamo facendo pace: organizzo i suoi spazi, mi prendo cura di lei e lei mi ripaga con una carica di serenità, armonia e forza.

    Curiosità - Tu a quale tipo di persona appartieni, fredda o calda? Io sono una persona calda e sto imparando a lasciare andare. Giuro.

    martedì 2 febbraio 2016

    Una stanza al mese. Nello studio la centrale di comando per la famiglia

    Grande novità: in casa abbiamo una centrale di comando per la famiglia!
    Ho sempre pensato di non averne bisogno: siamo solo in due (il Baldo non fa testo, è senza pollici opponibili), ci bastano il cassetto dell'ingresso e la lavagna in cucina per tenere a bada la posta in arrivo e in uscita... Eppure, queste postazioni tattiche mi affascinano.
    Le sue funzioni sono (almeno) tre:
    • segnare e controllare gli impegni di tutta la famiglia
    • lasciare le cose appena entrati in casa e prendere le cose prima di uscire di casa
    • ricaricare le batterie dei dispositivi elettronici portatili

    Con la ristrutturazione della cucina elimino tutto ciò che non c'entra: quindi, via anche la lavagna magnetica con tasche e vaschette!
    La usiamo per le comunicazioni importanti, ma - se devo proprio dirla tutta - in un ambiente dedicato al ristoro mi piace poco averla sotto gli occhi (nostri e degli ospiti): in cucina voglio prendermela comoda, qui inizia e termina la mia giornata in serenità, in pausa da qualsiasi impegno.
    Da qualche parte, però, dobbiamo pur trasferire la lavagna con tutto il suo mondo di scadenze e cose da fare... Inizia quindi il Progetto Centrale Di Comando: anche in questo caso organizzato in base alle nostre abitudini, all'uso degli oggetti riposti e alla comodità di accesso.

    Dove

    Il posto più logico per la centrale di comando della famiglia è l'ingresso: qui si lasciano le cose in arrivo e si prendono le cose in uscita - soprattutto i promemoria dell'ultimo minuto! Un altro posto comodo è la cucina, il locale in cui si riunisce almeno un paio di volte al giorno tutta la famiglia: tra una forchettata e l'altra i bambini danno un occhio alle attività del dopo scuola e i genitori trovano le chiavi della macchina.
    Come sai, non abbiamo un vero ingresso, una stanza "cuscinetto" tra dentro e fuori casa (la lavagna, infatti svolgeva una funzione tipica da ingresso in un'altra stanza) e in cucina non ci sconfinfera.
    Per noi il posto migliore è lo studio: un locale vissuto poco dagli ospiti e molto da noi. Qui lavoro, segno i miei impegni, ho le mie agende e i miei strumenti (libri, email, carta, penne, cataloghi, appunti, eccetera, eccetera), qui il marito fa le sue ricerche in rete a fine lavoro: insomma, è la stanza più frequentata nei giorni lavorativi! Talvolta nei fine settimana, quando abbiamo tanti ospiti, si trasforma nella sala da pranzo: si spegne il computer, si chiude lo scaffale, si ritirano i libri e si allunga il tavolo per dodici commensali.
    Perciò è importante che la centrale di comando sia in un luogo comodo da raggiungere, ma facile da "nascondere". La paretina accanto alla libreria del computer è perfetta: vicina alla postazione di lavoro e a numerose prese elettriche, completamente libera sopra agli scaffali e nascosta in parte dalla libreria.

    Cosa

    Che cosa ci serve? Che cosa deve contenere la nostra centrale di comando?
    Faccio mente locale, consulto il marito e stilo una lista:
    • una lavagna per scrivere messaggi volanti
    • un blocco per le liste 
    • penne, matite, pennarelli, gessi, cancellino
    • un barattolo portapenne
    • magneti
    • un barattolo per i magneti
    • posta in arrivo da vagliare
    • vaschetta portadocumenti
    • bollette da pagare
    • calendario
    • agende e taccuini
    Alcune centrali di comando prevedono anche una serie di ganci per appendere le chiavi e il menu settimanale o mensile. Noi, invece, preferiamo avere le chiavi vicino alla porta d'ingresso e il menu in cucina.

    Alla lista aggiungo anche una postazione per ricaricare le batterie dei vari dispositivi portatili: di solito sono appoggiati in equilibrio precario su cuscini, divani e tavolini del soggiorno, vicini alle prese elettriche più accessibili. In questo modo, invece, hanno un posto tutto per loro: evviva.

    Come

    Bene, si parte! Per realizzare la nostra centrale di comando per la famiglia non devo acquistare nulla di nuovo: fan-ta-sti-co.

    paroladordine-unastanzaalmese-studio-centraledicomando

    Recupero: 
    • la famosa lavagna con vaschette e tasche portadocumenti: serve per i promemoria, per appendere in bella vista le bollette da pagare (in ordine cronologico, dalla scadenza più vicina a quella più lontana), per conservare nelle tasche pieghevoli, biglietti da visita, carte fedeltà e altre informazioni importanti, per avere a portata di mano penne, matite, gessi, pennarelli e magneti.
    • una vecchia lavagna magnetica: era in soffitta, perché ingombrante e non più utile. Ora serve per appendere il Calendario di Paroladordine per la Famiglia, il blocco per gli appunti e qualsiasi altra cosa desideriamo avere sotto gli occhi
    • un contenitore: conserva in ordine le agende e i taccuini
    • un altro contenitore trasormato nella postazione di ricarica: basta aggiungere un coperchio (tagliato su misura da un vecchio foglio di compensato e rivestito di carta adesiva bianca), inserire una ciabatta, dall'apertura posteriore fanno capolino i cavi, fermati da due mollette, e i telefoni appoggiano sul coperchio
    Chiudiamo lo scaffale con tre ante: sto meditando di spostarvi l'archivio dei documenti (che ora è nel ripostiglio del primo piano) per avere tutto a portata di mano. Per farlo dovrei prima riorganizzare tutto l'archivio dei documenti di studio e lavoro... ma questa è un'altra storia!
    Funzione: segnare e controllare gli impegni di tutta la famiglia; controllare la posta in entrata e la posta in uscita; caricare i dispositivi elettronici portatili
    Abitudine: riunire tutte le funzioni in un unico posto per non perdere tempo
    Oggetti: lavagne, calendario, blocco, taccuini, agende, caricabatterie
    Comodità: alta (la centrale di comando è nello studio, stanza di lavoro e di passaggio tra piano superiore e inferiore)


    Ti lascio l'identikit della perfetta centrale di comando:
    paroladordine-identikit-centraledicomando

    Buona organizzazione!

    lunedì 1 febbraio 2016

    Desktop organizzato: sfondo Febbraio 2016

    Non so voi, ma a me Gennaio è passato molto lentamente (sarà perché sto facendo la dieta e il pasto successivo sembra non arrivare mai?!). Sto affrontando il nuovo anno rispettando i miei ritmi, cercando di non accollarmi ciò che sarebbe eccessivo, in modo da dedicare il giusto tempo ad ogni progetto che decido di affrontare. Per questo motivo anche lo sfondo di febbraio ha un tono delicato, calmo e rilassante per gli occhi.

    E tu, hai cambiato qualcosa dall'inizio dell'anno?



    (Clicca su uno dei seguenti formati 
    per scaricare lo sfondo corrispondente)

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