martedì 14 agosto 2018

Un rito ci salverà (prima parte)

A. entrava a casa, chiudeva la porta, appoggiava le chiavi da qualche parte, lanciava borsa e cappotto sul divano, scalciava via le scarpe e correva in bagno: quando scappa, scappa!
Poi riceveva una telefonata urgente, raccoglieva scarpe, cappotto e borsa, se li infilava, andava alla porta di casa ed esclamava: “Dove sono le chiavi?! Come cavolo faccio a uscire?!” Sbuffando (e non solo), cercava da tutte le parti: sul tavolo in cucina, in bagno, in camera, tra i cuscini del divano, nelle tasche del cappotto, in quelle dei jeans, sotto i mobili...
Ogni giorno così: qualsiasi fosse la scusa, non sapeva mai dove appoggiare le chiavi di casa o gli occhiali da sole o quel documento importantissimo da firmare e consegnare al più presto; quando ne aveva bisogno, passava minuti interi a cercare, ripensando ai movimenti fatti e buttando a soqquadro la casa. Era sempre di corsa, affannata e indispettita.
Una fatica immane e una gran perdita di tempo, energia e buon umore. A lungo andare, tutto questo la stava logorando.

Un rituale le ha salvato la vita: entrare in casa, infilare le chiavi di casa nella toppa, ritirare le chiavi della macchina e gli occhiali da sole nell’ingresso, togliere giacca, borsa e scarpe e metterle via nell’ingresso.
In questo modo A. sa sempre dove riporre e dove trovare quel che le serve; se arriva una telefonata urgente, ha tutto sotto controllo, recupera quel che le serve in poco tempo e rimane serena e concentrata su quel che deve fare.
Quei gesti, compiuti con lentezza e cura, sono anche un modo per  lasciar fuori i pensieri e prepararsi all’atmosfera accogliente di casa.

Per arrivarci s’è impegnata parecchio:

  1. ha ammesso di avere un problema che le complicava la vita;
  2. ha capito di essere disorganizzata e che il suo disordine stava prendendo il sopravvento;
  3. ha immaginato come sarebbe stata la sua vita senza quel problema – e quel che ha visto le è piaciuto!
  4. ha compreso che la soluzione al suo problema era semplice: bastava trovare un posto per ogni cosa e rimettere ogni cosa al suo posto;
  5. ha ottimizzato gli spazi dell’ingresso secondo le sue necessità, acquistato un nuovo mobile con ante, attaccapanni e cassetti;
  6. ha risolto il suo problema e dato vita a un rituale che le dà il benvenuto a casa e, nel frattempo, l’aiuta a instaurare una nuova abitudine.

Lo so, l’ impegno è tanto e il timore del cambiamento sempre in agguato. Ti assicuro però che ne vale la pena.

paroladordine-causa-effetto

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